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Trovati 939 commenti di Marcella Usai
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«Il verso finale, “Scende il verso dalla mano delicata di Dio come la fresca rugiada del mattino”, porta un senso di dono, di creazione continua. L’atto poetico sembra provenire dall’alto ma toccare la terra con dolcezza. Nel complesso: una poesia intensa, spirituale, densa di immagini sensoriali e metafisiche, che unisce stupore, caos, bellezza imperfetta e un senso di trascendenza palpabile. Plauso» |
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Inserito il 04/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Lo stupore del cielo" di Pierfrancesco Roberti |
| «La poesia intreccia natura e interiorità per raccontare un processo di alleggerimento, di chiarificazione e di rinascita spirituale. La luce, il fiore, il ruscello e la valle diventano specchi dell’anima, in un tono dolce, contemplativo e pieno di quieta luminosità.Plauso al poeta.» |
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Inserito il 04/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Soffi di sole" di Luigi Ederle |
«Poesia in napoletano molto intensa, che personifica dicembre come un mese vivo, contraddittorio, pieno di emozioni e significati simbolici legati alla tradizione cristiana e alla cultura popolare. Accanto alla gioia della nascita c’è l’ombra della futura croce: “‘a Madonna chiagne sta jurnata pensanno ‘a chella croce disgraziata” Un’immagine potente che unisce il presente del Natale al destino della Passione, come spesso accade nella poesia e nella iconografia popolare meridionale. I versi conclusivi sono evocativi: “Si dice figlio a Dio... te sponta cu stu cielo ogne vulio.” Sembra dire che il divino non resta lontano, ma si manifesta (“te sponta”) in ogni desiderio, in ogni sguardo al cielo. È un messaggio di vicinanza tra umano e divino.» |
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Inserito il 03/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Dicembre" di Peppe Cassese |
| «Il cammino che si compie “nel lungo peregrinare” non è geografico, ma interiore: rappresenta il percorso dell’individuo attraverso prove, illusioni, cadute e intuizioni. È il viaggio iniziatico, in cui il soggetto si confronta con la propria ombra e con il senso del proprio destino. Poesia breve di grande intensità.Plauso» |
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Inserito il 03/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "La retta via" di Poeta Mario Arena |
| «Il nucleo è l’assenza dell’amato che però continua a manifestarsi in ogni elemento naturale. La contraddizione tra la volontà di negare (“asserirei che più non mi ammanti…”) e l’impossibilità di farlo (“eppur scopro che sempre mi manchi”) dà al testo un movimento emotivo efficace. Plauso poetessa» |
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Inserito il 03/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Sempre mi manchi" di Ausilia Giordano |
«La ricerca dell’io qui è un percorso relazionale: non è una meditazione interiore isolata, ma uno scambio continuo tra luce e buio, tra sguardo e fuga, tra domanda e timore. L’identità nasce nei punti di contatto, nelle vulnerabilità condivise, nella disponibilità a essere visti e a vedere. È un testo che parla dell’io come eco dell’altro: un io che si costruisce dove due fragilità si incontrano e provano, imperfettamente, a illuminarsi. Plauso» |
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Inserito il 03/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Guardami (alla ricerca dell’io)" di Saverio Chiti |
| «È un testo dal ritmo pacato e riflessivo, che invita alla moderazione e alla consapevolezza. La struttura a brevi strofe e l’uso di immagini concrete (la mente che trotta, i capelli che si rizzano, il risultato a “due passi”) lo rendono immediato e suggestivo. Plauso» |
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Inserito il 03/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "In attesa di trovare pace" di Berta Biagini |
| «L’amore viene presentato come esperienza luminosa e dolorosa allo stesso tempo: baci trascinati dal vento, spine, lacrime, cenere del tramonto. È una visione romantica, tormentata e spirituale. La “Luna di cristallo” nel finale chiude con un’immagine delicata e sospesa, riposante dopo tanta intensità.Plauso» |
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Inserito il 03/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Nel silenzio dei tuoi baci ti amo" di Pierfrancesco Roberti |
«Testo interessante soprattutto nel momento in cui il passo che “storpio commino” (bella immagine della fragilità umana) diventa l’occasione di un incontro: la voce divina non appare come giudizio, ma come sussurro, intimo, creativo: “Canta un canto nuovo, / io ne farò meraviglia.” Qui il testo cambia direzione: la voce sacra non impone, non rimprovera, ma invita alla rigenerazione. L’interno spoglio della Cattedrale si accende improvvisamente in un punto di luce la finestra “vestita di luce” che diventa metafora del possibile rinnovamento dell’io. Plauso» |
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Inserito il 03/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Una finestra lassù" di Luigi Ederle |
| «Questa poesia che tratta il grave tema del femminicidio, dà voce a chi non può più parlare. È una denuncia sociale, ma anche un grido privato, che mette al centro non l’orrore in sé, ma la persona, la sua storia, i suoi sogni. La scelta di dare la parola alla vittima crea un’atmosfera struggente e allo stesso tempo potente, trasformando il dolore in testimonianza e in richiesta di cambiamento. Versi molto sentiti e condivisi. Plauso.» |
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Inserito il 03/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "L’anello che spezza la catena" di Stefania Siani |
| «Il soggetto è diviso tra attrazione e sofferenza: ammira la “dama”, ne è scosso, ma vorrebbe trovare quiete, fino a invocare il divino per essere liberato dall’eccesso di emozione. Questo conferisce al testo un carattere quasi ascetico o penitente, dove l’amore terreno è percepito come forza destabilizzante. Plauso al poeta» |
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Inserito il 02/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "In turba di bellezza" di Marco Cortese |
| «Una poesia che parla del desiderio di rivivere un legame ormai perduto, non in modo drammatico, ma con una malinconia tenera, fatta di ricordi ancora vivi nel corpo e nella mente. La forza del testo sta proprio nel contrasto tra la carezza del ricordo e il vuoto della realtà.Plauso» |
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Inserito il 02/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Non ci sei" di Ausilia Giordano |
«Il testo ha un tono intimista e delicato, costruito su una metafora naturale molto efficace: la figura dell’albero diventa rifugio, protezione, complicità emotiva. La natura come estensione dell’emozione. Le “fronde piene di colori” non sono solo un’immagine stagionale ma un abbraccio cromatico che ripara dal “vento freddo dell’autunno”, cioè da una vulnerabilità interiore. La natura viene personificata, resa quasi partner affettivo .Plauso» |
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Inserito il 02/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Il Tuo Abbraccio d’Autunno" di Daniele miraflores |
| «Il testo ha il respiro di un ricordo che diventa rito, e il rito diventa identità. È una poesia che vive di immagini sensoriali il “salotto” dei rovi, l’aspro- dolce delle more, il bosco che regna – e soprattutto di un sentimento di appartenenza che attraversa il tempo. Plauso» |
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Inserito il 02/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Quel frutto Verde Rosso e Nero" di Berta Biagini |
| «È un piccolo ritratto che celebra la dignità del lavoro agricolo e la bellezza delle cose semplici. Una poesia che, nella sua essenzialità, trasmette calore e armonia, come un ricordo o un’immagine familiare che ci accompagna. Plauso» |
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Inserito il 02/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "S’en va fischiando già di buon mattino" di Alberto De Matteis |
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«L’immagine del “rivolo” come filo conduttore Il motivo ricorrente dei “rivoli” prima di pianto, poi di luce crea una trasformazione simbolica: il dolore che scende a valle si converte gradualmente in bagliore, intuizione, illuminazione. È un movimento dall’ombra alla rivelazione, in cui la natura è metafora dell’interiorità.
La presenza di un Divino nascosto Il Dio inizialmente “nascosto e senza più luce” sembra rappresentare una divinità oscurata o dimenticata, forse interiorizzata e in attesa di essere riscoperta. Nella seconda parte, però, quel Dio “ch’è in noi” si manifesta e “indica la via”: è un passaggio da una trascendenza lontana a un immanente ritrovato. Plauso» |
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Inserito il 02/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Rivoli di luce" di Saverio Chiti |
| «La poesia racconta un momento di trasformazione interiore: il “vento della paura” che fugge rappresenta il superamento di un ostacolo emotivo, qualcosa che frenava o oscurava la mente. Al suo posto emerge “il canto dello spirito in festa”, cioè una rinnovata vitalità, una gioia che viene da dentro e che rafforza l’animo. Plauso» |
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Inserito il 02/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Un nuovo cammino" di Luigi Ederle |
«Parli della “dolorosa umanità degli sconfitti”, del verso che “suda” e della “pietà di coloro che sono diversi”. Sono concetti fondanti dell’opera di Faber: dare voce à chi non ne ha, trasformare in bellezza ciò che la società scarta. Hai colto il nucleo etico e poetico del suo canto. Plauso» |
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Inserito il 02/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Poeta eterno" di Pierfrancesco Roberti |
| «È un testo di introspezione intensa, che usa immagini naturali per rappresentare un processo psicologico profondo: lasciarsi attraversare dal caos per ritrovare un io più autentico. Suggestivo, simbolico, con una bella coerenza interiore. Plauso» |
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Inserito il 02/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Spiriti del vento" di Anna Grazia Di Martino |
| «Linguaggio volutamente deformato, quasi grottesco, la sintassi è sovvertita per produrre effetti di straniamento. Le immagini corporee (“la barba sotto il petto”, “la figlia col cavallo”, “il fiore da scucire”) sembrano oscillare tra l’allusione erotica, l’onirico e il deformato. C’è un senso di caos generativo, di proliferazione di versi e significati (“gonfiare i testi co li versi”), insieme a una riflessione meta- poetica: chi parla sembra osservare la scrittura mentre si sviluppa in modo incontrollato. Plauso e ammirazione.» |
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Inserito il 01/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Cosi è (se vi pare)" di Peppe Cassese |
«La poesia ha un tono intimo e soffuso, dominato da immagini sensoriali che rendono molto vivido il sentimento di perdita e di distanza. Il testo si apre e si chiude idealmente con questo elemento, simbolo di ciò che resta “addosso” anche quando tutto il resto si allontana. Le “screpolature” non sono solo fisiche, ma interiori: sono ferite, incrinature dell’animo. Plauso» |
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Inserito il 01/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "A pelle " di Stefania Siani |
| «La poesia ha una dolcezza quieta e insieme un’intensità profonda. È costruita come un piccolo cammino interiore: da un “vivere” appesantito o segnato dall’oscurità, qualcosa improvvisamente si rischiara “è calato il sereno”. Questa immagine, normalmente usata per il cielo, qui diventa interiore: non è il mondo a migliorare, anzi “brucia”, ma il soggetto trova comunque una leggerezza nuova. Plauso» |
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Inserito il 01/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Serenità" di Luigi Ederle |
| «Il testo esprime una riflessione sulla vigilanza interiore: l’abitudine a “stare in guardia” può appesantire, ma trova senso nella riconoscenza e nel dovere. Tra emozioni fugaci e responsabilità, emerge il bisogno di equilibrio e di lasciare qualcosa a chi amiamo senza farsi trovare impreparati. Plauso» |
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Inserito il 01/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Emozioni da gestire" di Berta Biagini |
«Il testo è un omaggio intenso e profondamente emotivo a Peppino Impastato, figura simbolo della lotta contro la mafia. La struttura è quasi un canto civile: versi brevi, immagini forti, un ritmo che alterna indignazione e ammirazione. Il verso sul “nome del padre complice degli assassini” sottolinea lo strappo doloroso fra Peppino e il contesto in cui è nato. È un conflitto che non è solo individuale, ma simbolico: la disobbedienza etica contro l’omertà. Il Il finale, “cento passi di memoria”, trasforma la vicenda personale in un dovere collettivo. Il testo non piange solo la morte di Peppino, ma invita a continuare il percorso iniziato da lui. Plauso» |
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Inserito il 01/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Peppino impastato" di Pierfrancesco Roberti |
| «Mi dispiace molto per la tua perdita: si sente quanta presenza, compagnia e serenità Bella abbia portato nella tua vita. Ti abbraccio» |
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Inserito il 01/12/2025 da Marcella Usai alla poesia "Bella ha messo le ali" di Gabriella Giusti |
| «La poesia vive di un continuo equilibrio tra il perdersi e il ritrovarsi. Il “naufragare” e l’“approdo” sono un contrasto ben riuscito, perché trasmettono l’idea di un amore che è travolgimento ma anche casa. Plauso» |
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Inserito il 30/11/2025 da Marcella Usai alla poesia "Vieni a prendermi" di Daniela Cavazzi |
«Ciò che emerge con forza è il ritratto di un uomo comune ma non ordinario: un essere umano che ha attraversato fragilità, ruoli diversi, cadute e rinascite, senza perdere la capacità di amare. L’immagine finale è quella di un’anima buona che non cerca grandezze esterne, ma riconoscimento nella sua verità.Plauso La poesia ha una notevole capacità di coinvolgere emotivamente perché parla di una vita concreta, vissuta, ma con uno sguardo lucido e affettuoso su se stessi.» |
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Inserito il 30/11/2025 da Marcella Usai alla poesia "Cosa vedi in me" di Saverio Chiti |
| «La poesia costruisce un ritratto delicato e affettivo dell’agenda — una “piccola bussola per mano” che diventa simbolo di orientamento, cura e memoria nel quotidiano. L’oggetto, apparentemente semplice, assume un valore quasi confidenziale: “discreta amica di viaggio”, “silente compagna dei giorni”.Plauso» |
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Inserito il 30/11/2025 da Marcella Usai alla poesia "L’agenda" di Giovanni Ghione |
| «Poesia che esplora il potere salvifico della parola poetica: il poeta come ponte verso il divino, come guida dell’identità, come conforto e orientamento nei momenti di smarrimento. Lo stile è essenziale, con versi brevi che danno respiro e intensità, e un tono che rimane morbido, intimo. Plauso» |
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Inserito il 30/11/2025 da Marcella Usai alla poesia "Il poeta" di Luigi Ederle |
| «Il testo racconta la parabola di un io scisso dalla sofferenza, che tenta di riempire, fuggire o anestetizzare un dolore originato dall’amore perduto. Il demone interiore non è un ospite, ma una figura che ha preso possesso della volontà, trasformando ogni tentativo di vita in una parodia o in una caduta. Plauso» |
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Inserito il 30/11/2025 da Marcella Usai alla poesia "Preceduto dalla sofferenza" di Simone Michettoni1 |
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939 commenti trovati. In questa pagina dal n° 249 al n° 220.
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