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Le #parole nelle poesie
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Trovati 521 commenti di Gesuino Curreli

Commento n° 401
«Ma finché dura il volo non fermare questa leggera voglia d'infinito, abita gli spazi eterni del pensare, ché la materia è sfatta, e nell'empito ardito che trascina l'anima al bacio di un'amabile chimera, non vale il mondo che sta nella sfera di terra e d'acqua e gente refrattaria. Vola nell'aria e conoscerai emozioni, come il respiro di anime lucenti, propense a stare con te senza impudenti, interessi venali di bottega. Avrai con loro candidi momenti di gioia e sconfinata nostalgia per emozioni forti e sogni ardenti, chimere oltre ogni dire, da confidare solo ai quattro venti. In somma libertà avrai gli uccelli compagni nel tuo volo e nel tuo canto, oltre l'arida conta come quelli che danno solo il tanto per far sentire i loro ritornelli.»
Inserito il 27/10/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Vortice" di Rita Stanzione  

Commento n° 400
«Le ore faranno danze e cori, e daranno linfa agli umori che volgono col sole al tiepido occidente. Ricordi i giorni quando avevi sogni negli orizzonti dolci del domani? Allora i cieli non avevano cancelli, aperti come i prati al pascolo comune, stesi nell'infinito, senza chiavistelli, dove galoppavano speranze, lontane dal timore che avresti avuto dalla vita i suoi brandelli. Non era immune, no, la tua chimera, dai rosati orizzonti dell'aurora che porge al giorno l'ora più fresca e più benigna, ricca dei propositi novelli, figlia della perduta notte, vergine come e quanto la parola dentro il cristallo limpido di un verso. Ecco, nell'universo, si spande inchiostro blu per la tua voce che scriverà col canto il sogno che la pena ci rinnova.»
Inserito il 26/10/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Frunzas de oras " di Lia  

Commento n° 399
«Ma 'o ciel'e Napule non si può attristare quando si alzano note 'e mannuline dalle stradine di Santa Lucia, quando il ponente fischia al Vomero, e la risacca bianca bacia e canta le dolci serenate a Margellina. Sarà solo un momento, solo una voglia di malinconia, ma volgi gli occhi in fondo, sopra il golfo, e vola dal Vesuvio alla marina, lì conterai le stelle e, repentina, potrai la cara luna riabbracciare. Lascia il tuo cruccio e vola, col sogno che dal cuore fai sgorgare, vola sopra Pusilleco e sul mare puntato dalle stelle e da lampare. Avrai conforto a pene di stagione da brezze e suoni arcani di malia che sentono i poeti in astenia, all'ora che si accingono a cantare. Canta, vincerai la nostalgia che asciuta pe' nu poc'e fantasia!»
Inserito il 23/10/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "'O cielo a lutto " di Ela Gentile  

Commento n° 398
«Invece io comprendo e me la gusto la limpidezza del tuo dissapore per il trambusto che intorno non muore a dare pace al tuo sorriso angusto. Poi lascio la tua libera ascesa alle vette che cerchi di poesia, alla purezza di malinconia che l'anima travolge già rappresa con anelito pieno di magia. Nella tua solitudine t'involi a cercare le altre anime leggiadre, e lì ci saranno tutte, figlia e madre, nel posto che sei certa ti consoli, e dia respiro a ciò che non comprende la cecità del mondo in cui ti immoli. Li troveranno casa tutti i sogni, ogni empito caro alla tua mente, e dal vero rifuggi amaramente per giungere a quel cielo dove agogni limpida gioia e libera tensione per il battito puro di una incontrollata e nobile emozione.»
Inserito il 22/10/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "In quei momenti " di Ela Gentile  

Commento n° 397
«Verrà la luna infine e ascolterà canzoni, nel buio di boschi sconosciuti, per ridare speranze. Al cielo stinto tornerà il colore e attizzerà le stelle di chiarore che illumini il cammino del tuo umore. Suvvia, ritornerà quel blu che non ricordi, i giochi dei tramonti dentro i bordi delle montagne che guardi lontane. Riprenderai a volare come prima, sui cieli, dalla cima dei sogni fino al confine estremo dei tuoi giorni, e riempirai di note i tuoi volteggi, melodici e sonori, più alti dei "monotoni solfeggi" per l'anima vogliosa di poesia. Avrai abbracci dai venti per dissecare le alghe e scoprirai i silenzi incantatori. Verrà la luna infine, e tu ritroverai la tua poesia da dedicare a chi, nelle stagioni, si empie il cuore di malinconia.»
Inserito il 20/10/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Senza cielo" di Maria Rita Mulè  

Commento n° 396
«Una volta nel cielo, avresti scogliere di venti e di stelle, burrasche di sogni e d'aurore, e lì finirebbe il tuo sonno davanti agli spazi degli astri e nel mistero del tutto. Se quando lassù arriverai udirai suonare le campane a lutto, avrai con te il tuo dolore com'è umano patire comunque, nonostante i pindarici voli. Vola pure, se credi, vola pure, chissà che consoli il tuo cuore che palpita e prude di sognanti chimere vaganti. E' poesia il desiderio che senti, ma tornerai ai tuoi pensieri, succo d'anima e corpo, a dirti del come nascesti e da dove, nel subbuglio dei mille e più intenti di fuggire all'umano sconforto. Le luci e gli abissi dell'aria daranno respiro al tuo canto, ed io sarò al mio balcone per farti udire il mio pianto.»
Inserito il 20/10/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Ali" di Isabella Mancini  

Commento n° 395
«Il perché della rima sta nel cuore, e tu, poeta, scaldi il mio sentire, vorrei aggiungere, ma non so che dire, mi basta il canto pieno di colore. L'eden sta nella voglia e nel mistero che avvolge l'uomo nella sofferenza, vorremo tutti quanti stare senza, ma del destino quello è il volto vero, e allora un canto dolce ed un sorriso mimano la dolcezza che ci manca, la tinta della sera che ci affianca ci fa guardare verso il paradiso.»
Inserito il 16/10/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Un perché della rima" di Antonio Terracciano  

Commento n° 394
«Rimbalza anche il verso, rimbalza, come biglia che sfronda l'usuale e sotto la pioggia mi assale un misterioso canto che monda dal buio infernale del trito e ritrito. Mi bagna il forbito pensiero, e la musica sale dall'umidità del caldo ristoro di cui inonda il verso, poi cade e risale in un'assonanza elegante e speciale. Anto è qui, e qui Anto è poeta, nella metrica andante e discreta che crea un ambiente sensuale. Sa tanto di brivido e senso questa amata poesia, e la lettura mi bagna d'incenso in questa aridità generale, nell'arsura del nulla e l'immenso più nulla del nulla che spesso sono costretto a guardare. Fammi entrare al convivio imbandito dalla dolce sapienza, geniale, con cui fai l'incontro gradito, e poi scenderò le tue scale!»
Inserito il 14/10/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Quanta cura pone la pioggia per far specchiare le nuvole e il sole" di Antonella Borghini Anto Bee  

Commento n° 393
«"...ci sono io bambina che porto alle narici la mia vita..." annusi, intorpidita, ricordi di quell'alba al cui destino ti piegasti, distratta e inconsapevole, mentre vagavi, candida, per tratturi rupestri alle pendici, sotto le sommità dei suoi confini. Ti manca il seno che ti ha partorita e dunque chiedi che ti si conduca là dove è sparita la fulgida illusione e la chimera. Ti traduci in un refolo di sera che si accosta come carezza al viso, e implori che la brezza, genuflessa come anima in preghiera, ti riaccompagni al cielo, oltre le cime, per quella salita, dove scendesti un giorno, invaghita dei sogni, quanto lo sia quell'anima che spera. Tornare al punto in cui cedesti all'illusione, e cedere in compenso una dolce e più amabile canzone»
Inserito il 07/10/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Ascoltami nel tempo" di Dalassa  

Commento n° 392
«Tu, Kiara luna, tu, tu luna Kiara, al canto la tua voce mi prepara nella bruma di un tiepido mattino che mi desta, indolente, da squame della scorsa oscurità. E mi inonda il tuo canto dell'eros diamantino che seduce con trame e sopraffino trasporto femminile di bontà. Ecco, sorpreso al verso mattutino, scopro la luce pallida di un giorno, e io ci sto con essa, incosciente di quanto durerà; luce bianca e riflessa, come se fosse amore l'ora che annega la residua, sedotta oscurità. Dentro gli sguardi fra la notte e il giorno, segno di un'ancestrale voluttà, muovo sbadigli e passi claudicanti, in attesa di un'altra compagnia, un fiato che mi intrighi e che mi incanti nei riverberi di un sogno ancora caldo, delirio che mi prende e che mi sfa.»
Inserito il 05/10/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Calice di stelle" di Kiaraluna  

Commento n° 391
«Della caducità mi porgi il canto, e infondi ai miei pensieri la mestizia, con grande abilità ti fa giustizia del senso che profondi e del rimpianto. Sei tenerissima quanto il mesto andare dei giorni e delle ore di stagione che, deposte le armi del calore, si offre tiepidissima al commiato. Ma non sarà un addio, e ci conforta, se ci sarà speranza di altri incontri, nel divenire di albe e di tramonti, che sorgerà domani un'altra aurora. "L'algida nostalgia" che trascolora trasfonde all'anima i segni del trapasso, e tu assecondi i venti col tuo passo, leggero quanto i sogni più leggeri. Ride la tua melodica canzone e io mi scordo dell'età che avanza, se leggo nei tuoi occhi la sapienza dei versi di una amabile stagione.»
Inserito il 29/09/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Detto autunno" di Kiaraluna  

Commento n° 390
«Lascia che si avvicini il gatto al tuo giaciglio, nell'ininterrotto andirivieni dei tuoi giorni, nei pallidi pensieri, al limite del sonno, ebbro di birra e colmo, ormai sul ciglio delle profondità dei tuoi misteri. Dormi nel buco nero che ti avvinghia, ti assorbirà la luce dei lampioni, e ti farà da guardia l'Argo che ti vuol bene e per te ringhia ad ogni passo che ha brutte intenzioni. Dormi nel buio mesto, ignorato dal convulso parapiglia che ti scorre di fianco. La notte scalderà i tuoi desideri e ti acclamerà poeta, in uno splendido pianeta di cantori. Dormi, qualcuno avrà i tuoi versi, dai fogli che avvolgevano il panino, e capirà il destino di chi è costretto ai bordi della strada, e a calpestare giorni nati persi.»
Inserito il 17/09/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Uno spaccato di vita" di Clara Gismondi  

Commento n° 389
«Amena levità di un farfalla che si posa e ti sfiora, quando l'affanno incede e vince ancora sui tuoi giorni inquieti. Il canto è dolce ognora quando il tuo caro sibilo si espande come carezza al viso, e le domande rincorrono la brezza come i mille perché cui non rispondi. Posi il tuo capo sopra la tristezza e ti abbandoni al lascito del volo che, semmai ti aiuterà, avrai motivo di cantare ancora. Io sarò lì in ascolto a sapere di te, ad ascoltare i ritmi costanti come giri ad ellisse di falene, e attenderò le rime e le serene visioni che catturi dall'affanno. E' mestiere soave, se riesce, cavare dal dolore il canto che si eleva come inno alla natura, dove nasce e matura, nel volgere di un giorno solamente, la parabola breve di farfalla.»
Inserito il 14/09/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Il peso della farfalla" di Antonella Borghini Anto Bee  

Commento n° 388
«E nel silenzio tu lo ascolterai quando verrà e vedrai di che colore sono le parole prima che al proprio amore dica addio l'anima genuflessa dal dolore. Dirai della speranza che non muore, dirai che basterà solo un sospiro a ricordare, intensa, l'emozione che ti farà volare un altro giro. Sarai ancora l'anima di sempre e poserà il dolore le sue ali, oltre le spoglie dei temuti mali che tieni custoditi nella mente. Ma se la pena ti farà cantare, se sarà questo canto il tuo patire, canta, poeta, canta e fammi udire il verso delle note a non finire. Capirai del vuoto ogni ragione, la stagione dell'anima assopita e nel risveglio avrai già concepita la musica di un'altra partitura, e con trasporto dirigerai dal podio orchestrali ed amanti di natura.»
Inserito il 14/09/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Non farmelo mai capire" di Tiffany 70  

Commento n° 387
«"Incauti pensieri salmastri..."
...e giungono al tetto degli astri
le immagini fresche di rima,
s'inerpicano sopra la cima
i fiati dei tuoi desideri...
»
Inserito il 13/09/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Senzaremoralcuna" di Giuliano Dal Bosco  

Commento n° 386
«...e quel giorno sarai la benvenuta nella ventosa terra dei Shardana, poeta, che ti trovi assai lontana intrisa dell'immagine incompiuta... Verrai a bere il vino dell'incanto dall'humus pregno di silvestri aromi, verrai nel luogo dove fate e gnomi ti danno spunto per un altro canto. Dove natura con i cromosomi ti battezzò poeta e all'oltremare ti destinò perché potessi amare anche di questa terra solo i nomi...»
Inserito il 03/09/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Sardegna" di faraon gianna  

Commento n° 385
«E al sogno mi spingi, dove mi butto senza preconcetti, ti elevi e ti tingi di forti chiaroscuri, poi ti metti a dirmi con un soffio di parole di cosa muova il cerchio del tuo sole, e con piglio dipingi la dolce amenità dei tuoi pensieri. "...Un'assenza, una fuga dell'anima a ritroso..." laddove io non oso a mando l'anima in esplorazione donde torna interdetta, pregna dell'inattesa adorazione volta a gli dei che qui non conosceva. "...Una brezza soave, un alito di vento..." che porta allo scontento un refolo di gioia cristallina, sogno che s'incammina dove propende l'anima e il poeta, verso l'umana meta, che non può avere in terra i suoi mestieri, quelli di ogni delirio, del mio quest'oggi, pavido e inquieto, del tuo, quello d'ieri...»
Inserito il 02/09/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Cos'è il sogno?" di Citarei Loretta Margherita  

Commento n° 384
«Ma forse un giorno tornerà, vedrai, e sarà triste però capire che il tempo non perdona, e non ammette repliche, specie se quell'amore si scolora. Rimarranno le mille confidenze, la ricerca di versi, oltre l'impulso, da fermare sul foglio in un insulso meriggio bianco e torrido d'agosto. Sentirai la voce nel brusio che sale dalla strada e scoprirai il silenzio che ti aggrada nella stanza che ti pareva vuota. Avrai con te la forza che mi è nota di cantare dolcissime emozioni, solitudini amiche, una ricerca vuota ai tuoi perché, come le foglie stanche di novembre siano lo specchio di belle stagioni che passano e non tornano, lasciando in gola un certo non so che.»
Inserito il 23/08/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Parlami ancora" di Antonella Modaffari Bartoli  

Commento n° 383
«Starai con me finché sarà l'aurora, e del giorno vivremo i primi palpiti come fossimo bimbi, inventori di giochi, vergini di memoria, ebbri di tanta grazia che la storia di questo mondo ormai non vive più. Ignora del tuo giorno le sirene e lascia un bacio in pegno a questa notte, che forse sarà l'ultima, prima che il vento dell'autunno irrori altre nuove stagioni, orfane degli amori conosciuti, come questo che implora un solo bacio ancora, quello che aspetto mi conceda tu. L' "odore della voglia", quella che ti spoglia dell'ipocrisia, è incenso di una doglia che mai confesserò, zitto, in attesa che ti faccia mia.»
Inserito il 12/08/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Un altro ancora" di Nunzio Buono  

Commento n° 382
«E' il respiro dell'ora. Consegnate all'ombra del pensiero le virtù perdute, si sta, come gatti immobili, in attesa che qualcosa passi, nel silenzio in procinto di esser rotto e il cui scoppio dirà pure del nostro sogno che sarà svegliato. Un segno piccolo, da niente, il più banale suono di qualcosa che cade e non sappiamo dove, un fruscio che diventa canto di compieta, un alito di foglia che dispera, la preghiera di una madre stanca, agli ultimi rintocchi della sera. Il selciato ha respiri di giornata, e manda al cielo le bestemmie di chi non sopporta, il vaso di basilico, per scorta, sul davanzale, dietro le tendine, di una finestra che non vedrà mai più la bimba sporta. E'via, come gli abbracci degli amanti, come il profumo della fantasia»
Inserito il 13/07/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "No" di Antonella Borghini Anto Bee  

Commento n° 381
«Mi fermo a scorrere le note della composizione e taccio davanti al lieve tono del "minore", per un amore fatto di silenzio, di tanto imperturbabile piacere, di raffinata dolce seduzione, condito di sospiri nelle ore dipinte della semioscurità. "Amanti" leggiadri come i palpiti ai quali abbandonarsi davanti ai "fuochi per riscaldare perimetri proibiti", in giochi di cessione e di conquista, chiusi agli occhi del sole ed alla vista di chi non sappia cos'è amore. Sono confessioni tenere come la penombra della stanza che vi accolse, e per sentirle mie ho scelto un pezzo lento di habanera come se fosse in fondo alla "carrera" pregna di case bianche e fumi dolci, di aromi di caffé e liquori densi che sanno di acre limone e di carrubo.»
Inserito il 08/07/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Amanti" di Manuela Magi  

Commento n° 380
«...in mente si fa largo l'espressione che vale senza che dica parole, dove nasce veemente il purulento corpo del dolore, il pathos che ci avvinghia e ci confonde quando si fa il distinguo di cosa sia "bisogno" e cosa "amore". E tu, forte ed avvezza a scontri con il mare, vibri le mani come possenti corde e ti leghi agli scogli minacciosi che ostentano un amabile ristoro, e sapendo che così non è, sfidi i marosi e i forti eventi, che non ti avranno, no, vittima loro. Fai salvo il tuo decoro, l'orgoglio non ha prezzo, e punti con la prora contro i venti, sapendo che alla fine l'avrai vinta sulla malignità e sulla perfidia che maschera il suo volto con il sole. Ma tu, che di marina hai le sementi, guardi le nubi ferme al tiepido orizzonte.»
Inserito il 06/07/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Scogli" di Orma Detruria  

Commento n° 379
«Chi d'isola ferisce... e non c'è guaio più tenero e possente di chi patisce quell'infinito filo che lega i nodi di un arcobaleno, vissuto in epoca felice, quando la fantasia lo faceva dipendere dal cielo e il cielo era l'immenso, inarrivabile altezza, deità sovrana di nobile grandezza. Tetto senza confine, eterna vastità viva da sempre, confortante presenza, nei giochi solitari, quando rideva il cuore al lunghissimo fischio con le dita, o al melodico canto degli uccelli, alle perplessità per quello sordo che intonavano intorno alle scogliere i candidi gabbiani uniti a schiere. E il mare che ci legava da ogni dove era l'abito fatto a confezione dalle mani abili del tempo, e noi si amava l'eco ancora intatta del canto per tanta dignitosa povertà»
Inserito il 04/07/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "L'Isola dei Sogni" di Ela Gentile  

Commento n° 378
«dolore come va? e come vuoi che vada? Si sta, come poveri vecchi sulla panca, in attesa di costante compagnia, ma il giorno che dovessi veder la faccia mia, ebbene scostati, fai un'altra strada, fai finta che mi abbia visto mai, non t'inganni se ostento il mio viso scontento e penitente, fai l'indifferente e procedi per la via. Se dovessi darmi retta, piangeresti l'attimo di sosta, guarda al cammino che tu fai, sempre davanti, e ascolta il sibilo che in testa ti percuote, il desiderio che fin dove vuoi possa arrivare. La chiamano speranza anche nei paesi d'oltremare, e lì, pensa, chiamano così belle figliole, ma chi l'avrebbe detto mai! Sarà proprio una bella cosa, da noi la più audace è solo Mariarosa, un nome pieno di modernità.»
Inserito il 03/07/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Ciao dolore come va?" di Marco Monti  

Commento n° 377
«Il turbinio dell'essere, nel vortice di vita che non spiega il perché di sussulti, e dei i misteri, di tragedie che tacciono la sera. Allora si alza l'alito che placa gli spiriti ruggenti di ogni dubbio, in quell'istante l'animo si cheta e avrà domani ancora da pensare, del sole che ci scalda, del cuore che non smette di sognare, del perché esista il mondo e dentro il mondo l'uomo, minuscolo animale di talento, capace e furibondo, amante ed assassino di se stesso. E intanto gira, e gira, e a questo giorno succederà la sera, e alla sera altro sole e un nuovo giorno. Ma tu che sei bambina, assaggia ogni piacere, respira i nuovi palpiti dei quali puoi godere, prima che il buio ingoi la tua felice infanzia, sordo alla litania del miserere.»
Inserito il 03/07/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Il bacio del sole" di Crima  

Commento n° 376
«Alza la mano e tendila al disco che è nel cielo, quello che con portento irrora il tuo pensiero e me che qui ti ascolto, assorto nel tuo canto. Da lì avrai buon succo per le bevande acerbe che aggradano d' estate, quando il calore prende e si invoca la frutta, e la frescura d'erbe nei luculliani riti di pancia e di beozia. Stenditi sopra i prati dei versi che tu annaffi, prenditi quattro schiaffi se il vento non gradisce, se nel quadro sparisce l'essenza del creato. Cézanne era un poeta e tu lo sei altrettanto se chinerai il tuo capo davanti ad un bel canto e avrai forza e talento di fartene una scuola. La lezione è uccello bianco, vola sui cuori accesi di allievi ritti al banco, sorpresi di un gran maestro che ci si siede a fianco...»
Inserito il 02/07/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Cézanne" di carla vercelli  

Commento n° 375
«I lumi e le carezze, non vogliono certezze e si perdono nel reticolo di strade e di viuzze, dove cogliere la brezza di un sussulto, un incontro improbabile ed adulto, fuori dalle regole del gioco. Sono sempre in movimento l'ardire e l'ostentare, l'osare e anche il tacere, nell'attesa che qualcosa trapeli, dai muri casti dei giardini, o da quelli più sciatti e più dimessi della periferia. Sempre spazzati e mossi nell'ondivago flutto che si muove al sole come all'ombra, i sensi ci pervadono come virus ai quali soggiacere, volutamente esposti, senza antidoti in corpo, col cuore strattonato dal piacere e al quale dire no per sofferenza. E i pentimenti, in attesa di tentazioni forti, ascoltano "emozioni, da lucide finestre e sinfonie di gesti"»
Inserito il 01/07/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "In maschere di scambio" di Lia  

Commento n° 374
«"Dolce rosso ciliegia"...vale "ciliegi rosa", teneri come la cosa che un brano cantato inventava, quando il tempo era quello delle ampie gonne a campana e delle calze con la riga lungo tutto la gamba. E' un breve sussulto il ricordo cui la mente si aggrappa nelle ore spoglie di vecchi entusiasmi, pregne di un'attesa di ciò che non arriva. La tua, una deriva di sete e d'arsura che traduce in premura di canto i sospiri e le voglie, la cecità di giungere ad un approdo, dopo il volo nel vuoto, di due corpi votati all'amore. Rosso ciliegia ...come di frutta sanguigna e matura... non muore e continua il rimestarsi pulsante e sfrenato fino al sibilo e al pianto... ma non dura, come ogni cosa, per dolce che sia, di questo ameno stato di dolce poesia!»
Inserito il 29/06/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Rosso ciliegia" di Stregaporfidia  

Commento n° 373
«...il ramo secco potrà dare anche il fiore se darai al solco riarso un rivolo di pianto e d'amore. Non prostrarti al destino che incalza, su la testa, alza il cuore al sogno che ancora ti turba, e vedrai che si alza davanti ai tuoi occhi altro regno che ti chiama e ti accoglie. Le spoglie, coperte di luce perenne, hanno aperto il Golgota, e vola nei secoli ancora la fede nel "...Dio che atterra e suscita, che affanna e che consola...". La solitudine amara è cara amica, e la fola è un intrigo che seduce e che canta quando cede l'ardore e pare che ogni speranza sia più vana più prima. Ogni verso è preghiera per chi ha perso la strada, ma anche la solitudine, lungi dalla contrada, darà infine pensieri ricchi di impulsi ridenti.»
Inserito il 11/06/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Solitudini" di Manuela Mori  

Commento n° 372
«Mi soffermo alla bontà del canto, al dolore liberato dalla gola secca, e faccio mie le tue parole, poeta de sentidu chi non diat cherrer mancu mentovare le barche e il lustro dentro il nostro mare invaso da stridori e da menzogne. Lustro che offende chi è senza lavoro, chi si imprigiona e salva il suo decoro, come si intende ancora in questi luoghi, regno di assensi taciti e nuraghi, di prolungati oblii, e di profondi amori per vendette tremende risorte con il freddo del mattino. Destino! Quisque faber fortunae suae... altrove si è vinto, vincemmo tutti il giorno che i pastori occuparono le terre dei bisnonni... per sottrarle ai comandi e alle stellette che toglievano i pascoli e sputavano alla gente e ai suoi bisogni. Orgosolo 19 Giugno 69.»
Inserito il 25/05/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Greggi di vele" di Lia  

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