| «"Come potrei lasciar posare altrove il tuo respiro..." "il tuo sospiro ladro..." "meglio morire che vivere senza ali...", tu il tuo volo pieno di passione lo sciogli con i versi schietti e puri, dai tono e dai colore al tuo sorriso e al pianto, ai propositi fermi, ai musi duri con i quali ti poni davanti alla tua vita ed ai tuoi giorni. Sfidi la "madre terra" perché riprenda pure tutti i corpi, a costo di altri tempi disadorni, vuoti di prospettive e di progetti, purché non tocchi in cielo i colori dell'iride e dei sogni. Davanti alla tua meta non cedi neanche un passo, lanci il sasso e poi non ti nascondi, affronti anche il succedersi di eventi che mai potranno nulla su di te, se rimarrà lucente l'arco che benedice il popolo innocente. Poeta.» |
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Inserito il 21/02/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Meglio morire che vivere senza te" di Lena Orfeo |
| «Ti chiedi cosa sia l'amore, poi cerchi le risposte nelle cose più semplici, riposte in ogni angolo del cielo e della terra. E si che il cielo rimane per più parte un gran mistero!...e in noi aleggia solo un bel pensiero per quello che ci è dato di sapere. Amore è quello che non conosciamo, amore è l'altro, amore è la contesa di uno spazio, un'idea, un alito di vita o di vittoria. Amore è miserere, coscienza di sconfitta e della pena che ci attanaglia se qualcuno manca. Amore è il venir meno di un peso all'equilibrio naturale, bilancia messa male che offre il piatto vuoto verso il cielo. Non saprai dire mai che cosa sia, avvertirai il suo vuoto, orfana di una mano, quando sarà calato il buio nella sera, e il sogno ammainerà la sua bandiera.» |
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Inserito il 21/02/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Perché?" di RaggiodiSole |
| «Fra giorno e giorno sosta la notte, e il giorno veglia fra una notte e l'altra. Giorno e notte sono amanti avvinghiati che restano abbracciati notte e giorno per quanto dura un giro, un girotondo solo della terra sull'asse a tacco a spillo. Poi in attesa che arrivi anche il secondo (giro di madre terra sui suoi tacchi) si abbracciano al seguente, nuovo spazio: un altro giorno ed una notte ancora che porgono il sorriso a chi è passato soltanto da mezzora. Fedifraghi compagni susseguenti ad amori imperfetti appena spenti. Un'altra luce, sole, un'altra luce che non sia quella di ieri, la stessa conosciuta e mal espressa nel volgere di un giro della terra! Un'altra luce, sole, come il respiro e il fremito che palpita se nasce un nuovo amore.» |
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Inserito il 18/02/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "La terza luce" di Amara |
«Abberi a sa lughe 'e su manzanu su dolore de s'anima intristida, at a parrer pius frisca e colorida un'ora sufferente pro s'arcanu destinu chi ti giamat a sa vida e ti porrit su coro cun sa manu. Des intender appresu ogni sentore, de carrale, sinceru, caru amore!» |
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Inserito il 18/02/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Sa ventana" di Cuccu Anna Maria |
| «Musa elegante che vai per boschi, il canto che diffondi è dolce e vale il mormorio che ride e sale dagli umidi silenzi e dagli spazi dove nasce la candida poesia. Bimba ti battezzò la melodia che è cara solo agli animi gentili e ora, con versi sopraffini, inondi chi ti ascolta, per magia. Questa sa di inusuale valentia cui spesso non si giunge, né può chi, per diletto, conia con la parola la poesia. Non basta anche se con cuore nobile avvicina il suo palpito al sentore che trasuda dall'humus puro e senza ipocrisia. China le labbra al limpido liquore, ne avrai sommo piacere, e del tuo canto ti sarà grato il bosco, le garrule canzoni degli uccelli, i sommessi fruscii, l'amenità e la voce dei ruscelli, votati infine ad abbracciare il mare.» |
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Inserito il 15/02/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Faccio mie le tue parole" di Orma Detruria |
| «"...punto fermo nel mio volo incerto d'anima", come tenera farfalla che si scosta e poi ritorna, che volteggia e poi traballa, che si appoggia su una foglia, solo un attimo e poi vola, vola ancora, vola in alto più leggiadra dell'olfatto di un'aurora, del pensiero che si appaga con liquori della frutta di stagione rinnovata dal ponente, e dalla muta dei tuoi canti verginali. Eros, frecce, lazzi, squilli, giochi amabili, e segnali di un poeta trasognato, impalpabile anche al tatto di un profumo mai sentito. Dimmi ancora del delirio che ti detta la canzone, canta e taci, non parlare, quando lievita il tuo verso io mi incanto ad ascoltare. Sento il denso che tu lo sciogli col liquore dell'anguria pari al sonno che mi sveglia nella notte la paura» |
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Inserito il 13/02/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Sei, eri, sarai" di Carla M Casula |
| «...dunque non ti scomponi alle ciarle allegre dei bei giorni, non volti gli occhi al fremito che corre lungo il viale, zeppo di tante maschere e colori, coriandoli, e sberleffi, e un po' di sale. Beffardo, il carnevale concede tregua pure alla passione, chiude la bocca al morso del ricordo, perché non faccia male... ma tu non lo assecondi, e corri a un altro giorno più gioviale, pieno di progetti condivisi, finiti troppo in fretta, come ogni cosa bella e... naturale. Vai con un canto amaro al marmo freddo e al lampo di uno sguardo, due occhi penetranti, vigili e ancora attenti sulla effimera gioia che il cielo di febbraio non accoglie. Sono tenere spoglie di un amore che canti a voce chiara, e basta una parola, intensa più di tutte e la più cara.» |
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Inserito il 13/02/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Io non dimentico" di Orma Detruria |
| «...e spalmi sulle attese le premure dei giorni in cui cercavi un cuore amico, coniando i tuoi vocaboli nel vento che spegneva sul mare il suo tramonto. Parole gocciolanti da alambicco di profumato umore che si presta al calore di brace ed alla fiamma, estratto di alfabeti, suoni discreti, amati, quando si debba spendere un pensiero da porgere all'altrui senso pudico. Ci sei o non ci sei? E dunque porgi il labbro al mio liquore ché io vorrò da te il ponte che travalica l'ignoto e giunge all'altra sponda per giungere all'amata conoscenza. Sapienza di contagio per il tramite di suono e di modello, stornello di ogni cuore che travaglia, e pone fine al gemito, vinta la solitudine più amara, e aperta la sua voce alla speranza.» |
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Inserito il 11/02/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Potrei" di Lia |
| «Sento ovattato il delicato incedere felino, appena percettibile sul tetto, dove dormono passeri e tu, gatta che con lo sguardo dici tutto, procedi nel canale che raccoglie le lacrime del cielo. Regina della notte, canti con miagolii che danno pena, ma sono la tua lena quando concedi al maschio la tua grazia. Sei anima sincera, infida quanto basta, perché la vita non è bianca o nera, ma talora è striata e vibra sfumature di colore, col segno che divaga dal comunissimo senso dell'amore. Gatta morbida e matta, imprendibile e bella trapezista, che salti sulla pista e raggiungi le altezze coi tuoi balzi, scorgendo il malumore asserragliato dietro la finestra, quando sul davanzale passi danzante con virtù maestra. Gatta, donna felina e amata!» |
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Inserito il 11/02/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Gatti non foste per viver come bruti" di Antonella Borghini Anto Bee |
| «La tua è un'isola incompresa dai più...da me stesso che ti confesso immensa commozione. I più sono questo mondo che giudica e che sbraita, che incita e condanna, perbenisti a capo chino e assai credenti davanti a loro dio che sputano ogni giorno, quando, col puzzo al naso, vanno oltre l'isola che sento tua e mia. Bagno di povertà che ci fa bene, seme di comprensione, humus di umanità che si conquista dopo averla vissuta sulla pelle, nei piedi scalzi, le corse in campi pietrosi, mimando con il rombo della labbra, la moto di ingenui sogni. Lì sento le mie radici e di quel mondo avverto la purezza, la dignità dell'esistenza combattuta, la bontà ricevuta dalla condizione umile ma profondamente umana, sommamente rispettosa dell'altrui dolore.» |
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Inserito il 10/02/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "La mia isola" di Guevara |
| «La donna non è inganno. Altro è che la storia la spedisca in ambiti di ruoli diseguali, per me rimane donna, "...e in te beltà rivive, l'aurea beltade ond'ebbero ristoro unico ai mali le nate a vaneggiar menti mortali.(Foscolo). Ordunque non tutti squamano le code di sirene, non tutti dell'amore fanno merce, ma questo è altro mistero che affonda nel miscuglio di evi ed ere. Tu per intanto ti ergi a paladina, con fermo piglio e dolce sentimento, e al gesto tuo s'inchina l'animo mio turbato, e con rispetto amato il cuore si avvicina a porgere l'orecchio alle tue note. Ha le ali per il volo questa canzone piena di bontà, di lucida disamina e poesia che sovrasta un pensiero, una follia lunga più mille anni nell'infinita storia dell'umanità» |
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Inserito il 06/02/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Loro" di Gabriella Cantoni |
| «"Fummo creati per morire, tornare alla terra, sparsi al vento per far compagnia alle stelle..." e ad esse guardiamo da vivi con empito e vaghezza, imperturbabili davanti all'incertezza, alla lesta sequenza della vita. Non si fa in tempo, non c'é tempo per odiare o per amare, ogni contrasto umano è un docile sussulto davanti al tempo immane che tutto ammorba e tutto riconduce al silenzio del nulla dentro sé. Cos'è la turba che chiamiamo male davanti al "sempre", quando la morte trita nel finale i pochi giorni della brevità? Quando sull'anticamera del buio la porta già si schiude, con la minaccia dell'eternità, e bagna di sudore la fronte bianca che prestammo con presuntoso piglio a tanto ardore? ...quia pulvis es et in pulverem reverteris...» |
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Inserito il 05/02/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "I morti" di Parnassus |
| «Non indosserò oggi profumi d'altri affetti... e quali se no? Quelli che senti addosso, come gli occhi di chi con te respira, di chi vive con te in connubio di intenti e di parole e tosto si ritira quando il tuo sguardo tace, dopo aver vigilato e amato tanto. Sarai l'essere che... che ammira e canta il verso con buon gusto, che danza in ogni giorno tutte le ore che i cavalieri d'ordine e piacere muovono incontro te. Smetterai la lana che ti avvolge e sentirai il profumo ed il sentore dell'alito che impregna ogni pensiero, ogni tuo gesto, e il solito balzello che cambia col cambiare dell'umore. Sarai l'essere che presta il cuore al canto, e beve alla fontana di poesia, quando riposa in te la madre pia, e si assopisce una attimo la sposa.» |
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Inserito il 03/02/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Sulla lana frusta" di X Bruna Rossini |
| «Sono colpito. La modernità (ma cosa sia in fondo è azzardo dire, come sul disquisire che cosa voglia dire "verità") di questo bel momento, scritto senza gli orpelli e col cemento fortissimo di scena, sta alla solitudine e alla pena di una notte che aspetta il suo domani. Si sente il bisbigliare del silenzio, il sonno dissipato, il profondo subbuglio di marea, dove il poeta vaga disperato, cercando approdo in internet che crea, una voce, un sostegno, un amico, un confidente di una sola sera. Sale l'ora e la notte si fa fonda, la smania cresce al pari di quell onda che sballotta il poeta, naufrago di se stesso, nel dissidio irrisolto fra chi aspetta e chi vorrebbe già finita ogni residua oscurità "anzi il chiarir dell'alba" (Leopardi).» |
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Inserito il 02/02/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Internet" di Claudio Giussani |
«...tesses tramas de chelu, tessidora, mastra recramadora 'e bona manu, faghes alas de bentu de su 'eranu cando de paghe amena isettas s'ora e intendes sa nostalgic'aurora chi ti s'acciarat rosa cras manzanu. Su chi tramas e tesses, cara Lia, sunt versos carignosos de poesia.» |
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Inserito il 31/01/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Chelos, tesso" di Lia |
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| «...e quel vortice mi porta e mi commuove, come le tue parole, come sublimi note in fa minore che l'anima trasportano laddove tace l'umana pena e comincia dei sogni il nuovo ardore. Strumento in mano a dita di gran pregio, il fiato in una bocca che sussurra, la tinta verde sulla scena azzurra di cromatismi sincroni e sonori, potenza di virtuoso, alto poema che si traduce in nota di poesia. Tacciono gli strumenti e s'alza un'altra voce, alla quale vorrei accodar la mia, ma io non giungo a sintesi verbale come mi insegni tu, poeta di sensibile talento, notevole orchestrale che produce bontà da concertista, suono virtuoso, asciutto, mai banale, che muove coro e orchestra, e la musica propaga la sua eco nei versi di chi tesse il madrigale.» |
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Inserito il 30/01/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Tchaikovsky Symphony No. 4, 2nd mvmt" di Orma Detruria |
| «Ubi major... e l'eleganza non è una postura, non é forzoso incedere assecondando le forze e un baricentro, non è parvenza e non è circostanza, abito adatto all'occorrenza e di cui far sfoggio per cogliere l'altrui stupore e meraviglia. L'eleganza é propensione dell'anima al gusto del bello, un connubio naturale, un abbraccio indissolubile e anormale fra il senso estetico e il modus operandi. L'eleganza nasce dentro il corpo e nella mente, come fiera coscienza di sé, mai supponenza subdola e men che meno ostentazione scialba. La padronanza dotta e la cultura non scalfiscono il suono e la struttura di questi versi magici, immuni da paura che possano scadere nel banale. Poesia di fine grazia ed infernale stimolatore d'invidia letteraria» |
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Inserito il 29/01/2010 da Gesuino Curreli alla poesia ""...amare magis, sed bene velle minus"" di Carla M Casula |
| «Incespico su questa, nelle frettolose letture della sera. Nel volo distratto cedono le penne legate con la cera e plano su questa terra magica, a sentire il bagliore del mattino. Vivo con questi versi il tuo respiro, stupefatto quanto la luna pallida, sbiadita per prestare il suo cammino a una musica per archi che dondola col pianto di un violino. "Lontana, ondeggia fra i tetti..." tocchi per occhi lucidi, intesa dolce e discreta per cercatori di candide emozioni, per poeti bramosi di volare con i sogni, e traversare la notte fino al giorno, quando si dipanano i colori come sete orientali in un cestino, in attesa delle ricamatrici esperte, quasi fossero gitane a propinare offerte complici per leggere le mani, improbabili tracce del destino.» |
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Inserito il 27/01/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "L’alba per un non vedente" di Anna Maria Scamarda |
| «Il tepore, giusto il tepore delle buone nuove dissolverà le brume che avvolgono da tanto il tuo torpore e scorgerai quel lume che presto sarà fiamma, e scioglierà l'ardore l'indolenza che ti paralizza l'animo e non muove il cuore a nuovi canti, ad altro amore. Risorgeranno i sogni con l'annunciarsi, all'alba, di altre aurore che segneranno vita, e l'ago della bussola sarà verso l'amore, tra il magico ponente e il suo colore, e le fresche folate di maestrale. Non vale il buio sordo e intenso del dolore se spegnerà l'attesa, la sfida che ti tenta e ti commuove all'idea che, aperto l'uscio, sarà di nuovo tenera emozione. "Alea jacta..." sarà presto domani, e adesso che rimani a riposare, posati sul guanciale denso del sogno che non fa mai male» |
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Inserito il 24/01/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Le brume del cuore" di Tiziana Mignosa |
| «E le corolle brillano di colori e di rugiada, lo stillicidio di parole scrollerà le foglie e cadrà sulla terra tumefatta quello che non ti aggrada, ma rimarrà il sentore del profumo tra l'acero e il cipresso, un desiderio espresso e inappagato, una voce volata oltre collina da dove si apre il sole ogni mattina. Le onde del tuo mare sono chiare, forse la pupilla non regala quella scintilla ch'era solita emanare, e dentro una tempesta è incerto il navigare del nocchiero nella notte già orfana di luna. Ma tu, poeta, tu hai la fortuna del verso che ti fa spiccare il volo, avrai dell'orizzonte chiaro il segno, il nitido chiarore che ti chiama, e scorgerai la lama acuminata del pensiero, quando ti servirà, per non cedere al freddo del domani.» |
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Inserito il 23/01/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Stillicidio" di Orma Detruria |
| «"...senti un'armonia d'amore..." è una sfida il tuo canto, e io perdo le sfida se combatti con l'ascia e col dardo di una voce che sa di malinconia. E malinconico è il tuo saluto a Firenze, il tuo sguardo sull'Arno e nel vento che ti porta a ritroso nel tempo, quando era di fiori di campo lo stendardo che ostentavi alla luna. Ponte Vecchio e nottate d'argento, fumosi ritrovi e il contento che faceva vibrare le membra... Ascolto la tua voce, poeta, e mi sembra di udire la mia, perché un filo di malinconia ci lega in un connubio virtuale. Sei pregna d'amore e il segnale che stasera regali è fortuna. M'inchino al tuo garbato poetare al sensibile verso che vola, al luccicone che porti negli occhi e che implora un attimo di quel passato splendore.» |
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Inserito il 23/01/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Firenze ... non sogna più!" di L Falchero |
| «Sarà candore il bianco, candore immacolato dove scrivere i versi di una nenia che non muore, la fine di un amore che si credeva respirasse ancora. Da quel cassetto, pulita dalle polveri, risorgerà l'aurora di un altro giorno al quale chiederai nuove illusioni, pulsioni per un altro sogno ancora. Col tramonto chiudi il giorno e col rossore dipingi languidi commiati, verrà la notte e scioglierà i tuoi mali, narrandoti di un pallido stupore che avrai al nuovo sorgere del sole. E' già domani! Vesti dunque le ali di quel sogno e spicca il volo, planerai sulle mediocrità del vivere, ma questo è il gioco umano di ogni giorno. Attraverserai ancora opachi cumuli di nubi e troverai gli squarci di quel sole, sapendo che non l'hai scordato mai» |
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Inserito il 22/01/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Pensieri astratti" di Nutellina Cinzia Pallucchini |
| «Ma no! All'abete della faccia superiore un buon acero darà sostegno ancora. E sarà infinita melodia, come quella che la voce di Buti ci regala. Tu canterai ognora al pari del romantico tzigano, avrai la fresca nota dell'aurora che chiama il giorno a sé, con un fervido "minore", e che scolora i trilli ed i bisbigli di una notte intera. Sarai proscenio di note virtuosissime come quelle dei grilli che dedicarono il canto all'argento di una candida signora solitaria... Offri il tuo volto lucido a chi si china per baciarti, e il panno scivolerà dabbasso, svelando la dorata nudità che il tango implora. Canterai, avrai sussurri tiepidi, accordi ed infinite melodie. L'orchestra attende l'ingresso del suo primo violino, e si accende con lui la sinfonia.» |
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Inserito il 22/01/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Vecchio prezioso violino" di L Falchero |
| «Avrai mille altre aurore dall'oriente e mille altre e di più sere cortesi dal mare che parla catalano ai tuoi silenzi, ai quali, perplessi, tieni appesi i nuovi sguardi. Nei tuoi banchi di scuola ti trovi ancora allieva del domani, e stai così, con il passato stretto nelle mani, e gli occhi volti ai vividi colori. Nella incertezza, nuova ingenuità, ricrei le attese che credevi spente, e quando sai che il cuore non ti mente diventano progetti i tuoi pensieri. Ancora un nuovo ardore ti riempie gli occhi, e l'alito di attesa ti fiata sopra il viso. Ti senti nuova cosa, in un'età protesa ai rendiconti, ma i conti della spesa li fai guardando ancora gli orizzonti che consigliano azzurro e fanno presa nel rosso immaginato dei tramonti.» |
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Inserito il 20/01/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Occhi nuovi" di Lia |
| «Bacio alla vita, splendida creatura, a un altro dì che nasce e, finché dura, è dolce gioire dell'acqua che le fronde aspergono e zampillano, scosse da venti amici. Cade la notte e un altro dì s'avanza nell'eterno danzare delle ore. Esala il fumo nero, si sgretola il dolore, e la mente si affaccia al nuovo giorno, propensa a un altro bacio, ad un respiro che sappia di vivifica carezza, di un alito che affondi nella brezza, pregna d'umidità vitale e pura. Le sabbie ardenti e i cocci sanno di notte scura, di sogni frantumati, di vita consumata e di dolore, e zeffiro che bagna il davanzale è il respiro che la finestra attende, socchiusa, al cenno e al canto di un'altra stagione che investe il tuo casale con l'acqua di un benigno temporale.» |
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Inserito il 15/01/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Continua" di Orma Detruria |
| «Nella corrente ascensionale libri il tuo volo e sciogli l'incontenibile respiro che non accetta giudizio basso e vile. L'uccello è nato per volare e il volo è una fortuna, per cui, fra tutte le esistenze, quella dell'alato è la più bella, vicino alla letizia, alla fragranza dell'immaginario di chi sogna, di chi nel proprio diario annota questo mondo e lo guarda dall'alto, senza che venga mai contaminato dall'ipocrita senso di vergogna. Più alto di ogni misero patire, trovare in volo l'ape per la quale sei regina, e offrire il tuo piacere, mentre alla tua maestà si china il sibilante e alato desiderio. Avrai nel cielo limpido attenzioni da chi potrà volare, e chi, costretto al suolo, col naso volto in su, di te potrà soltanto immaginare.» |
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Inserito il 13/01/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Il difetto" di Amara |
«Da' Ippocrene aia cherfidu buffare d' Elicona su limpiu licore pro dare de Sardigna su sentore a custa zente istranza d' "oltremare"» |
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Inserito il 13/01/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "La sorgente d'Elicona" di Ozan |
| «...e lì, versati i mali sopra l'umanità, ti rimarrà da sola la speranza per ogni velo che ti sopravanza a coprire l'ignuda castità. Le profezie si leveranno in cielo e avranno le note che ti spetti, si bagneranno di sole per stemperare nefaste previsioni... e saranno canzoni che tu vuoi, a volteggiare, morbide, dentro il velluto dell'immensità. Le parche non oseranno tanto e taceranno al canto di quelle tenerissime illusioni, vibranti nello spazio, frammiste allo svolazzo di aquiloni, quando mancano uccelli per intonare i dolci ritornelli che accompagnino il tuo volo solitario. Spicca il tuo volo, dunque, e domina gli spazi che Pandora disseminò di mali per colpa della sua curiosità. Vola senza timore, tu sei poeta e nessuno giammai ti fermerà» |
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Inserito il 12/01/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "E volerò da sola!" di Grazia Longo |
| «Ora, perché le ore smettano la danza e denudino i corpi dei bei veli, al suono di una triste lontananza che lascia il cuore vuoto e sordo ogni rumore che giunge fino a questa tua dimora. Ora, perché le ore, in danza, diano luce a questa lontananza che fa grigio ogni giorno, ogni dolore. Ora, perché nei nostri abbracci si fondano i mille e più dei desideri, forti come i pensieri che forgi in questi versi dell'attesa. Ora, ora, perché la vita è stesa qui davanti come un tappeto fulgido d'amore. Ora, attendere non vale e non perdona che si rimandi oltre il lieve afflato della primavera. Una volta e non più, dopo la calura dell'estate, sarà lontana come l'aurora che non torna più. Ora, prima di sera, prima che la chimera si sciolga in un tabù.» |
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Inserito il 10/01/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Solo Amore" di Antonella Modaffari Bartoli |
| «"E la vita mortal, poi che la bella givanezza sparì, non si colora d'altra luce giammai né d'altra aurora"...non sbattere la porta, ma 'ndo vai? Dischiudila e vedi sulla via quella che tanto amasti, che interruppe per prima il dolce sonno, che comparve nel sogno che non c'era, che disegnò per te quella chimera per cui facesti a volo i cieli di Toscana. Fermala un istante e stai con lei a rinverdire i bronci, i balli ai compleanni, i regali dei 45 giri con su scritta la tua poesia d'amore. Non scendere in strada, ma non tornare indietro, stai così, sull'uscio, a cavallo tra il vero e la menzogna, la catalessi cara per cui il poeta sogna e non distingue la dolce giovinezza che si estingue dalla maturità che lo rampogna. Non chiudere la porta.» |
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Inserito il 07/01/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Dorian" di Luciano Tarabella |
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