| «E tu su quella riga ci scrivi note semplici e sonore, o cerchi il sol minore, per dare un po'd'attesa al tuo respiro. Dimmi con chi hai bevuto a quel bicchiere, dimmi quale liquore ti conquista, dimmi per quale pista di montagna si accede al tuo silenzio e al tuo stupore. Il liquido che al fondo non arriva é antidoto alla pena dell'arsura, e il bicchiere mai vuoto é segno dell'amore che non muore, della fiamma che flette e non si spegne, della nota che, tremula, si accende nella scrittura del tuo pentagramma quando suona con enfasi al "maggiore" . Sei musico o poeta? O forse la mistura più fervente, come la donna ardente che amando sa di essere " la sola"? Io bevo la poesia, e non mi accosto a quel sacro bicchiere, mi manca il tuo mestiere!» |
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Inserito il 19/11/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Distinti" di Amara |
| «Bevo con te e trinchiamo nel brindisi che porta vino al cuore. Voglia di caldo anelito d'amore verso chi ci accompagna, nella profonda e fertile campagna seminata di vizio e di poesia. Mi chiami oppure no, ma non resisto, ed ebbro busso all'uscio dalla via, lo dischiudo e mi affaccio sulla soglia, sospinto dalla voglia di udire la tua voce che si intona. Brindisi! Canti chi può e chi vuole nell'osteria del sole, non conta la grafia, non conta l'alto titolo o il blasone, ma le parole e il senso, la musica e la pura melodia. Qui conta la canzone. Canti squillanti e strepiti assordanti, ma infine viene fuori la poesia, e con essa si inebriano gli amanti, i nascosti cantori della sera, fra risate dell'oste e il tintinnio di nitidi bicchieri.» |
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Inserito il 19/11/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Osteria del Vizio" di Lina Maria Cino |
| «Hai fatto del tuo cuore dolce arancia piena di succo e vitamina C, odio quel maledetto chissà chi che ti ha fregato un giorno, e la speranza chiudesti nel cassetto dal quel dì. Ma non serve vivere d'amaro finché c'è ancora il sole, finché l'età sostiene i cari palpiti, le tue pene indicibili d'amore. E dell'amore è segno l'amaro che senti nel palato, ma che sciogli coi versi a meraviglia quando infondi vaniglia, attingendo dal dolce dei tuoi intenti. Verranno altre chimere, e torneranno i sogni e le bugie, le lunghissime notti e le poesie, dopo caldi momenti di passione. Verranno sempre, e gli ultimi relegheranno i primi nei ricordi, stemperati dal tempo che è un signore, e che regala al cuore la dolce vena della nostalgia.» |
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Inserito il 18/11/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Vivo d'amaro" di Carla M Casula |
«...e scoprirai che infine il "tubarolo" si sente alto chirurgo assai "sciarmante" poeta di gran lusso che l'amante la trova a Spartivento e a Pinerolo. ..."coglione" ti dirai "tutto tremante" affogando, deluso, nel "barolo", (traditore) i versi che suonavano al tritolo, convinto del tuo genio esuberante. Ma io mi sento, invero, di asserire che sei poeta e il rango ti appartiene. Avrai gli amori, tanti, a non finire ché sprizzi il tuo talento dalle vene e dell'amore, è noto, il divenire comincia dentro il cuore se conviene.» |
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Inserito il 18/11/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Dovevo fare l'idraulico" di Luciano Tarabella |
| «La chitarra, amica di fado, di musica gitana che trascina, che scioglie l'anima e va via a frugare nei sogni del tuo io. Non sai chi sia: ora tenera foglia, ora un'ombra fuggente, un accordo in " minore" o un "risolvente" che timbra l'armonia del canto in un liquido senso di malinconia. Tu sei la fantasia, lontana dal presente e dalla donna, sposa della poesia, fonte di fantasia che il corpo non trattiene, che salta il raziocinio e ti commuove quando ti scopri un'anima gitana. Ti senti di una terra più lontana, dove ogni nota cade dalle stelle, durante il plenilunio, nella vergine notte che ti rivela femmina, mistura di passione e di madonna, di un'estrazione impura, nata, come ogni splendida creatura, a dire quanto sia bello il sogno» |
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Inserito il 18/11/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Musica Tzigana" di Rosy Marchettini |
| «Una vecchia canzone recitava "Io la luna e tu".Ora scopro che quel "tu" era il "sogno"che affianchi alla tua luna timida, ai cirri bianchi, sospesi in un ipotetico orizzonte, al fiume scuro, ai bordi di un immaginifico orizzonte, uniti in una scena muta senza uno spazio tridimensionale, come un ingenuo disegno di fanciullo. Trastullo è il sogno, quel "desiderio inappagato" che va a pescare dentro l'oscurità dell'infinito, esca viva, appesa al filo che muove dalle frustrazioni umane, dagli inganni che atterriscono il presente. Trastullo è il canto sciolto della mente che al sogno volge preghiere rinnovate, le voci di un amore, forse, e di cose già passate che hanno lasciato il segno. Vaghi nella tristezza e lì rimane viva solo la speranza.» |
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Inserito il 18/11/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Io .la luna ed il sogno" di Citarei Loretta Margherita |
«Non prende alcuna mosca o moscerino, questa pianta in famiglia non migliora perché è la sua padrona che la irrora con acqua a bollicine o con buon vino. Dipende se si sveglia di buonora e prende un solo e semplice spuntino quando il sole non bussa alla dimora del sonnacchioso e candido mattino. Avrei provato con un "vermentino", o col " moscato" che non deteriora le tendenze carnivore al cestino che gli pende sul fianco, e che ristora la penuria di carne per destino inflitta dalla dolce sua signora.» |
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Inserito il 05/11/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Naif... ubriacona!" di Carla M Casula |
| «Aldilà della storia e della fola mi fermo sul tuo canto, trascinato dal suo ritmo che trotta e che poi vola, bianco cavallo alato, dove la ragione tace e si eleva il senso del mistero, del nobile mistero che ci intriga e ci fa nerbo scoperto, poeti e narratori, poeti non, e narratori meno, ma più cantanti di deboli emozioni. E tu mi dai emozione, col fluire di immagini e sembianti di cui non cerco i lineamenti nitidi, ma avverto nei rintocchi dei miei sensi come cosa pregiata, nello scorrere asciutto dei miei eventi. Grazie per questa foglia rossa e gialla, grazie per la farfalla che ruota qui vicina al mio camino, e mi narra d'autunno e del destino che si china alla stagione cara ai nostri morti. Grazie per l'agrodolce soffio che mi porti.» |
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Inserito il 31/10/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Vigilia di Samhain" di Carla M Casula |
| «Orizzonte, meta e fonte di emozione, la vista e l'anelito all'ignoto che si interrompe e chiede alla "ratio" risposte che non potrà mai dare. Ma lì nasce ogni palpito, lo scontro tra il pensiero che sta altrove con quello che si vede e che si tocca: il presente, il palpabile, il concreto. E lì nasce emozione, per il limite posto dal confine, come risposta dell'insofferenza umana avversa ad ogni spazio che mortifica l'insopprimibile anelito al fantastico volo che commuove. Vibrazione leggera quanto il sogno, che parte da ogni corpo che hai d'intorno e vola dentro l'intrigante immaginario. "...quello infinito silenzio a questa voce vo comparando e mi sovvien l'eterno..."(L'infinito). Poesia di pregio, alito che ascende l'universo del sentire.» |
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Inserito il 28/10/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Condannati all'orizzonte" di Amara |
| «Ti leggo, poeta umile e discreto, tanto quanto il tuo canto è alto ed è sincero. Ti seguo nella scala dei colori, lungo tutto l'arco che abbraccia valli e monti per una vastità che sa stupire. Ti seguo di soppiatto nell'iperbole magica del sogno, nel cosmico sapore dell'amore, che dà il più bel colore a questa tua pacata melodia. Una poltrona rossa, dove siede, regina, la donna che magnifica il tuo cuore, e tu che svetti e parli, con candido stupore, dell'innamoramento che ti muove... ti coglie la premura di cantare il tuo stato, e fai ammenda pura di umane schiavitù. Ti dannerai, lo ammetti, e confessi paure, silenzi e sorrisi, fino a quei paradisi che solchi col tracciato dei tuoi versi, canto e nobile pianto che io assecondo volentieri.» |
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Inserito il 24/10/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "T' incontrero' di nuovo" di Paolo Eroli |
| «Molto profonda, detta senza clamori, davvero "soave" come il respiro di una madre! A leggerla ci si scopre un po' tutti orfani, semmai l'avessimo scordato, ed è dolce maniera, questa, di dedicare un attimo al ricordo. Lo sguardo già smarrito corre all'autunno, stagione mesta per natura, che lascia mari e monti, e soffia sulla fiammella della nostalgia, sulla malinconia del barbaglio perduto, sul ricordo dell'agosto passato, pieno di luce, e gaio. E' facile ancor più, è dolce- amaro, ricordarsi di chi ci ha abbandonato nei giorni che sono di trapasso da una condizione all'altra di stagione. E' condizione d'anima, per il poeta é propensione innata l'esame degli eventi che ci hanno un po' segnato. Si china il capo e si cerca nel vuoto la magia.» |
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Inserito il 24/10/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Oggi, un anno" di Lia |
| «Proprio ieri, era già notte fonda, ho dato fuoco ai ceppi nel camino. Ciclo e destino dentro l'anno come la stagione che procede e si rinnova, con la formula antica, per la prova del viso immerso nel suadente calore della fiamma. Non sento più la tenera rampogna del babbo e della mamma e sono lì davanti, solo, nel crepitio che sogna, e il tempo trascorso che mi chiama a dolcissimi ricordi. I giorni freddi e sordi sono il livore che lascia segni amari, e non basta il tepore che ti scalda, se l'anima è compagna al rigore del canto solitario. L'amore di una sosta, dopo la corsa di tanto penare, é condizione amara, ma è fuoco del poeta che sa tradurre in versi il segno di stagione, e leva al cielo gelido un canto che ci affascina e commuove .» |
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Inserito il 20/10/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Faloppie" di Orma Detruria |
| «Trovo la ballata incisiva e toccante, svelta, sentita e poco petulante, lontana dalle lacrime "per forza". Balla, balla, balla... e a quale ritmo non saprei dire, ma canta il cuore e piange seguendo il ritmo che incalza e salta dall'una all'altra sponda dell'oceano che separa speranze americane dalla realtà lontana. I mondi vasti delle terre lontane, il sogno americano, "gli zigomi" diversi, genti infangate in resti di dolore, ancora fatica, ancora, condita di speranza che fa sfidare ciclopi di dolore e di vita troncata dai pascoli e dagli armenti. Sfilata di visi e di tormenti, storia di nostra storia, storia di lontananza, fughe con scarpe e lacci sbrindellati, sui zeppi bastimenti che volgono la prua verso fatiche in altri continenti.» |
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Inserito il 13/10/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Ballata" di Patrizia Chini |
| «"Li/dove si ferma l'attimo/e va di schiena il giorno." Implacabile epilogo, freddo, inevitabile e fatale. Autunno portatore di voci, come ultime preghiere davanti alla stagione che muore dopo i bagliori e il chiasso dell'estate. Autunno prodigo di mille ispirazioni, consigliere di malinconie tenerissime e balsamiche che preparano l'animo all'addio delle chimere con il prologo caldo- umido d'autunno. Le stagioni si rincorrono così come i colori, le luci, i differenti cicli giornalieri, albe e tramonti votati a un confronto continuo al pari dell'età della spensieratezza perduta con quella più riflessiva della maturità presente... Le foglie "arrese" e il "lacrimar di neve" é un soffio lieve e candido del freddo che verrà...dove si ferma l'attimo.» |
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Inserito il 09/10/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Transumanze" di Nunzio Buono |
| «Nella stanza dove accomodiamo su sedie impagliate l'amico sentimento che pervade il sangue dal giorno che, più forti, si sono destati i battiti, per pulsioni che segnano la vita. Con essi accompagniamo la nostra esistenza, con essi varchiamo soglie d'amore e di tristezza, navighiamo in sogni impossibili, a volte inconfessabili, pur nel candore della loro vergine essenza. Con sentimenti combattiamo il nulla nel quale succede che si corra il rischio di cadere, e per istinto (ma è dote del poeta) ci si affida ai voli che si specchiano nei cristalli del cielo, quasi a voler esorcizzare il pericolo corso. Sentimenti spesso di improbabile decifrazione e allora li si accomuna al volo, quello alto e imperioso dei volatili imprendibili e superbi.» |
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Inserito il 09/10/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "E bolas" di Lia |
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| «Felicissimo incontro con versi che cantano con semplicità poetica straordinaria. Dicendo, altre volte, che la poesia è quella che sento e non quella che il poeta canta, devo dire che questa la "sento" davvero tutta, e leggerla diventa un piacere. Freschissima, senza forzature, è uno sguardo al passato, profumato di pini e oleandri, fatto con occhio malinconico, e (sopratutto) non oppresso da indecorosi piagnistei, come sovente capita di leggere. Andare a contare dettagli e minuzie poco mi importa, lascio al ritmo cantabile e dolce il compito di trascinarmi e farmi sognare guardando la visione delle figure che, tenute per mano, si allontanano in un passato di luce.» |
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Inserito il 27/09/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Sa sempre di casa" di Zima |
| «"Mezzanotte chi dorme e chi canta..." così un tenore tanto tempo fa. Oggi tu mi svegli con versi di velluto senza orpelli, versi di seta e raso che salgono al Parnaso per cantare il dolcissimo canto della notte. Eros di raso e seta perché chi è senza fretta possa sostare e tendere le mani al rosso vaporoso che nasce dai tramonti di Toscana, voce maliarda e arcana che sfiora dell'amore le premure, e sale, alte, le scale da torbide pianure di passione per rivelare cime di sentimenti e rime che effondono profumi di viole. Gli scettici avranno di che dire ma annegheranno tosto nell'effluvio garbato che sprigioni, senza mugugni e suoni che macchierebbero il foglio di questo vero tocco di magia. Avrei voluta mia la splendida malia di questi versi.» |
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Inserito il 24/09/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Mezzanotte" di Orma Detruria |
| «Ortodossia... io non so che sia nel mio vagare stupido e inconsueto, però col "sogno che sfugge alla mente e fermarlo non si può e non si deve", con esso libero del mio stato greve il peso di abitudine noiosa. Tu sei poeta e vaghi senza posa, e quando il sogno sfugge, t'imbianchi del silenzio della luna, abbarbicata all'amore che hai, imperterrito, nel petto. Fortuna di una forza alla quale soccombo per dispetto di illeggibile malia e che tu domini, invece, cedendo solo al "buio che penetra la via". Poeta di dolore candido e impietrito che chiude l'uscio anche al suo domani. Non paghi nessun conto, mi verrebbe da dire, vivendo ognuno sconta la sua morte, e tu non fuggirai alla tua sorte che ti ha unto, benigna, con l'olio di poesia» |
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Inserito il 21/09/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Ortodossia" di Orma Detruria |
| «Tu non mi tedi, e a questi versi offro la mia bocca volentieri per dissetare arsura e sentimenti. Con l'età si perde il candore e la freschezza, questa è folata, è brezza che piace ad ogni anima che investe. C'è tutta, intatta e piena, la poesia di quella età sincera (e sai che non ritorna), l'intimo sentire che dà lo stato di grazia, la capacità del sogno e di vedere ogni terrena cosa oltre il suo estetico apparire. Questa è la meraviglia, brandello di pensiero che attorciglia il senso più profondo del dolore, e cerca in altro mondo il ristoro più tenero e profondo per chi da questa vita abbia avuto, solo tiepida e sbiadita, una pena per lauta ricompensa. Siedi con chi soffre e con pudore porgi la mancia a quella vita solitaria .» |
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Inserito il 21/09/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "La mia prima poesia (avevo 8 anni)" di Luciano Tarabella |
| «Sfoglio l'abbecedario e comincio da lì, con brama di apprendere e capire dove vada a finire il mio umile stato ed il sapere che sento limitato di fronte all'infinito che ci avvolge. Provo con te a salire i pioli di questi versi asciutti che volgono all'altezza delle stelle per trovare ristoro alla inappagata voglia di avere sguardi e sussurri, parole amiche e, perché no, anche d'amore. Ti infrangi nel silenzio millenario di spazi siderali e non porgi, indispettita, l'altra guancia perché di schiaffi ne hai abbastanza, e non regali la dolce carezza ch'eri solita dare; graffieresti come la cometa che solca il cielo e brucia per illeggibile legge del cosmo. Chiedi la vaghezza di una stella che cerchi in te l'approdo finale agli ultimi bagliori» |
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Inserito il 20/09/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Forse" di Amara |
| «Non conosco Rimbaud ed ora affogo in un canto di roche vibrazioni, forse antiche quanto il muggire delle mandre, ma è viva l'eco dei tuoi versi che, tacito, proponi ed i perversi intrecci di parole lasci stare, che sono moda e senso da svelare ai palati retrogradi e inclementi. Tu canti e non sentenzi come questa robusta melodia che tengo appesa ai lobi e con essa mi lascio trascinare al morbido godere delle note, poche, ben ricamate, uscite a mezzanotte da una bocca per fare serenata. Non sembri irriverente il parallelo "L'unico bene è quello della vita"...nell'aria asciutta e zitta di questo ultimo scorcio settembrino, volano questi altri versi in compagnia: restant in sinu tou sos portentos chi cunsagradu t'ana genios de un'epoca lontana» |
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Inserito il 18/09/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Rimbaud" di Antonio Terracciano |
| «Mi bagno di suoni e di colori, del canto con la voce di acqua fresca, soprano della scena settembrina in procinto di dare commiato alle sue foglie, dei gorgheggi ritrovati, freschi, dentro lo spirito del mattino, affrancato dall'afa imprigionante, nell'aria settembrina e asprigna, e dello sguardo che già si volge altrove, velato di malinconia per la stagione giunta davanti all'uscio dell'addio. Ora si sparge il tepore di cucina per l'odore sopraffino di poesia che questo canto indugia a commentare. Poeta, sono con te, in questo invito al caldo dell'amore, al profumo del consacrato gesto del caffé, dentro l'alcova che presto ridonderà di suoni e di carezze, di battiti e di respiri tronchi per trovare risposte nel piacere.» |
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Inserito il 17/09/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Autunno" di Antonella Borghini Anto Bee |
| «"Diversamente elegante" come raramente succede di vestire. Cucimi addosso l'abito e io sarò per te il manichino amante che vuole solo musica giacché non può parlare. Ascolterò di notte quando sento i sussurri degli impalpabili versi e degli azzurri cieli che dispiegano al mattino, pensando che il mio cuore è assai piccino e dunque ha i suoi confini assai vicini. Accoglimi e dischiudimi le imposte di questo tuo castello di poesia. Nasceranno i germogli e io aspetterò che tu li sfogli per sapere se ti ama oppure no il cavaliere che aspetti, mentre canti l'attesa per le stelle.» |
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Inserito il 16/09/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "T'incontrerò" di Carla M Casula |
| «"Sorsi di luce..." e il sogno produce malia, in questa pendenza leggera che non trattiene la dolcezza dei versi e scivola via l'attenzione al senso opaco che sfugge. Cattura e seduce il ritmo andante sereno; mi soffermo sul canto, ma non gli chiedo nient'altro che non sia il leggiadro prosieguo, la sequenza garbata della scala che scende, una gradinata imbastita a dovere, dove si perde il senso dei pioli, sicché si scende e si sale con la leggerezza di una vela portata dal vento. "Batte, leggero, un torpore / alla soglia innocente dei sensi: / s'annida diverso un pensiero" nel monastico spazio dell'eros, qui sospeso e lasciato al dubbio che non si dissolve. L'immagine sta, e neppure si evolve nella scena dello stupendo tripudio del cuore.» |
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Inserito il 03/09/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "S'annida un pensiero" di Lia |
| «Tra le nuvole e te... nulla! Le hai in mano e le tocchi, quando canti e ci giochi come fossero compagne di un'infanzia che torna, come amati balocchi che non hai mai lasciato. Hai infranto distanze e calato le scale che portano in cielo, hai fatto dei pioli versi di suono e trasporto e su di essi provo il passo insicuro per salire e godere delle viste inusuali, alte, su orizzonti lontani che la bassa veduta non permette giammai. "Dal coccio stilli l'olio di sogno..."Oro verde che sa di carciofo e ti unge con la sua verginità profumata, donna amata ed amante, col respiro ansimate, meteora fuggente, proiettata negli spazi dove altri non entra, no, se non tu e l'ultima stella cadente che ti asseconda nel sogno e che fende il cielo d'agosto rovente.» |
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Inserito il 28/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Tra le nuvole e me" di Manuela Magi |
| «Io le parole le vorrei trovare, per dire cosa sento, di questo manifesto a tutto tondo che potremmo chiamare "Dell'amore e di cos'altro si può amare". Citare Dio non basta, o meglio io mi astengo e canto dell'amore, quello da cui provengo, quello che vibra, nobile, dentro le carni vive, nei muscoli e nell'anima, giaciglio inesplorato di emozioni, dove posa e si desta attratto verso l'altra e viceversa. Colgo ciò che si illumina "in un giorno di pioggia interiore", amore di una donna, votato al silenzio di una stanza, monastica speranza che tanto duri e non si disperda altrove " ...ti avrà solo in quella luce". Se mai lo troverò (Dio) lo scoprirò al mio fianco, sotto il soffitto bianco che guarda e poi sorride.» |
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Inserito il 28/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Ed ogni cosa s'illumina" di Marcella Condemi |
| «Tu non chiami me, eppure mi fermo a sbirciare dal pertugio di queste poche parole per inventare il mondo sul retro, a fare la scenografia più dettagliata dell'idea che si accenna, della poesia che si annuncia senza tanti proclami. Tu ami e chiedi di essere amata. Beata quell'ala che è scesa a impalmarti e ha trovato, stupita, la tua nudità. Beata la mano che hai accolto fra i seni, ma questo, si sa, è divagazione e menzogna, è mestiere di chi canta e chi sogna quando sente altro canto che sia diverso dal suo. Il tuo canto conforta chi ama la melodia, non estende le note se ha corto il respiro, non cerca acuti stonanti, si leva pudico e leggero come brama di amanti, la prima volta da soli, sotto le stelle che fanno cenni ammiccanti.» |
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Inserito il 27/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Cercami" di Carla M Casula |
| «Già il rullo del tamburo sa di sordo ammonimento, ma poi si scioglie il verso e si stempera l'amaro. Vita dura se la guardi da lontano con il classico "senno del poi", e dopo il susseguirsi di punture e di scoperte che si vorrebbero mai fare, quasi con rassegnazione giungi a..."senza alcun senso / e noi." E questo mi cattura, questo verso sospeso, a cui non saprei attribuire un " senso", proprio come quello che manca, al pari dell'amore che non pulsa, giunti alla fine di una vita insulsa che dispensa gli sputi e le menzogne. Ma il poeta si confessa e non rinuncia al sogno, a costo di patire, senza quello "meriterei di più" e così pensa a un posto al sole, "vagamente" ombreggiato, dove posare il cuore al suono dolce di uno scacciapensieri. Tu.» |
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Inserito il 27/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Fango" di Orma Detruria |
| «Lo stupore di una luce... quando il verso produce suono ed estasi, e il canto si assottiglia nel breve giro di poche parole per dire cose vecchie e cose nuove con l'invenzione di altri simboli di attesa. Io non ho pretesa di fare sciocca critica che non approda a nulla, mi appendo a quel che resta nella memoria brulla, dopo aver letto tanto, e sta solo il barbaglio di questo dolce lampo di vita e di poesia. Nello scorrere, talora, degli eventi si ha percezione triste del grigio che non cambia e pure ti tormenti, se l'anima ha bisogno di respiro. Allora basta il sogno, fragile come il cristallo, breve come la comparsa di un arcobaleno, quando volge al sereno il timido orizzonte della sera, e con i girasoli racconterai dei lampi i dolci suoni.» |
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Inserito il 26/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Lampi di vita" di Lia |
| «Sapessi quant' è bella in bianco e nero, quando il pensiero scrive sopra un foglio. L'inchiostro è nero a tratti, e a tratti manca, poi lo lasci a metà sul comodino e ti arrendi all'ampiezza del tuo letto, per sdraiare, impaziente e già sconfitto il corpo per la vena che ha abortito, per l'impeto frenato che è rimasto appeso al foglio bianco, senza colore che non sia del pianto liberato dagli occhi, quando hai visto morire le scintille di quanto avresti voluto dire in versi. Giochi di irrefrenabili regie le poesie sfumate in ogni dove con un segno, un messaggio, un appunto, un breve cenno, nel dolce lavorio del nostro senno. Non si colora neanche il far del giorno, finché sta il foglio in bianco e il cuore non si arresta nel ricordo.» |
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Inserito il 26/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Vivo a colori" di Caterina Viola Scimeca |
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