| «Errando..."discitur errare", mi viene da pensare, e invece è un navigare, ardito e speranzoso, un procedere per flutti e per procelle, cercando altri confini, in notte senza stelle, dietro la spinta di indomiti consigli che non si arrestano davanti alla marea . Indefinita dea in un magico Olimpo, poeta di espressione misurata, dal verso appropriato per un pianto che affoghi, stretto, in gola. Hai nerbo e non scadi in piagnisteo, non ti arresti ai colpi della sorte, ma salpi e fendi i mari,...che conta la tua morte? E' morte stare qui, in attesa che passino gli eventi e ti spenga travolta, senza aver detto ai venti che soffino su vele di poesia. T'infiammi e t'involi, é là, nell'oltremare, il lido che tu cerchi di baciare, e nessuno ti ferma.» |
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Inserito il 24/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Errando" di Antonella Borghini Anto Bee |
| «Non vorrei dire troppo per non rischiare il "fuori tema", ma se non trovo intoppo dirò perché mi fermo, sopra lo scoglio che sa di topazio, nel dilemma di capire questo canto d'amore, che sa di cosa spenta avanti il rischiarar dell'alba. Per punto fermo un faro che proietta le luci oltre il visibile. Discreta e romantica, sommessa, come non lo è più il canto delle vergini sirene, votate misteriosamente a suoni gutturali, la poesia è di pregevole fattura perché semplice e godibilissima, condivisibile in mille e più emozioni di un'animo innamorato, costretto a vivere un inverno d'assenza. Profuma la notte, e profuma la voluttà del sorriso della luna, abbracciata a quello scoglio, con gli occhi rivolti al faro, in attesa di un magico ritorno.» |
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Inserito il 24/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Quello è il faro" di Manuela Magi |
| «Ogni sera... perché continui il sogno, inanellato sui fumi azzurri della sigaretta, sulle nubi più bianche del mattino, riverberi del canto vespertino che diede il LA ai bisbigli della notte. Poeta tieni stretta la tua fiamma, il tempo non ti inganna se saprai dargli lo spago con misura. Un po' per volta, fino alla stretta che non cede, e regge l'urto dei venti e di bufere, poi stanca si concede agli occhi appena chiusi sulla sera. Vorrai sempre sentire, nel subbuglio di gracili entusiasmi, che lui ti chiami ancora, che ti pensi vicina, quando la forza assassina dell'inatteso temporale, squassa porte e finestre al dolce casolare d'illusione che fa l'amore vero, nei sussulti dell'indomita stagione. Ma della tua follia è padrona solo la poesia» |
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Inserito il 21/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "A volte di sera" di Manuela Magi |
| «Urticante l'amore che lasci in questa sera estiva. Tu hai estro abbastanza e sei di raffinata esposizione, vorrei parole giuste che non seguissero i rivoli già noti. Vorrei dire qualcosa che gratifichi me e la tua vena, ma lontano dai luoghi più comuni, per rendere omaggio a questo canto che sa d'amore vero, nascosto nella burla più beffarda. Dai battiti e sorridi, sorrido e non m'inganni quando leggo i tuoi versi tristi e di compatimento per i giorni dedicati a quel convento che brulica di burbe e tanti nonni. Bellezza inarrivabile e lontana come donna celeste che d'umiltà si veste ...sentendosi laudare... da chi la guarda e spera in un soffio sui petali e sui seni. Giorni sereni, questi, quando la lingua segue il battito del cuore e si consola» |
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Inserito il 21/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Domenica aperto (con pane fresco)" di Luciano Tarabella |
| «"S'impiglia nel crepuscolo..." e io volo nelle spire del caldo a cercare un amore lontano. Sei poeta d'amore semplice e gitano, spirito vagabondo, errante come la notte bruna che trapassa gli spazi delle stelle e della luna, ed il tuo canto amante si ferma innanzi all'erma che sorge come Venere dal mare..."esci dal mare / statua riverberante di luna..." esclami con potenza e con fortuna d'espressione visionaria – "Qual dagli antri marini l'astro più caro a Venere... fra le fuggenti tenebre appare..." disse parimenti un poeta che cantava la bellezza muliebre. Noi, amanti di poesia, abbiamo sentito i nostri lidi cantare "Si tantu preziosa fit Gisella tue ses fatta pro la superare, bessinde dae sas undas de su mare Venere che a tie non fit bella..."» |
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Inserito il 21/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Notti" di Paolo Ursaia |
«Bisonzu chi cumprenda cale dolu
de palpitos su coro at accisadu
in s'ora chi unu coro fortunadu
t'at pienu d'amore e d'oriolu.
De s'inferru isfidas sas fiammas
pro unu sole chi lughet a s'iscuru
pro una luna ch'in su dedie puru
ghettat lampos de attalzinas lammas.
Pregas su ballu tundu a prima sera
chi giughet sa bellesa de una 'oghe
eninde dae tesu e prestu inoghe
l'intendes che un'amabile chimera.
S'amore est duncas finas patimentu,
e tue as unu coro de poesia
chi faghet versos de malinconia,
de giovaniles bisos nutrimentu.» |
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Inserito il 21/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Prenda istimàda" di Carla M Casula |
| «Lacrime, ferite, rivoli... muore! Quattro parole poste al capoverso per cantare la tristezza di questo corruttibile universo in mano a predoni di natura, mercanti di esistenze moribonde, seminatori di paure immonde, per campi coltivati a indifferenza. Che mondo! L'insipienza ci porterà poco lontano, e faremo lunghe file a piangere colpe mai ammesse, davanti al giudizio dei superstiti figli di follia. Poeta, metti il dito nella piaga, oggi che dentro i mari già dilaga il liquame malefico di Giuda. Potesse ognuno avere a casa sua, sopra i letti, e nei perfetti vani ben lustrati, gli scarti in ogni dove abbandonati. Potessero mangiare su piatti pieni di buste verdi, rosse, e gialle, di barattoli e cicche consumate, e le alternative... già sfumate!» |
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Inserito il 21/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "La fine" di Marinella Accinelli |
| «Il differente punto di vista personale non mi esime dall'esprimere sincero apprezzamento per un componimento denso di "...pietà profonda ...e d'indomato amor" per dirla col Manzoni. Pare quanto mai opportuno e tempestivo il canto fatto in questi giorni dediti anche al superfluo, e per certuni solo al superfluo ostentato, sciocco e prepotente, tracotante e irriverente davanti al dolore che ci chiama. Noi diamo sordità che non risponde al dolore che in questi giorni spande nell'aria un manto triste di agonia, e bussa ad ogni porta, anche alla mia, che poco posso fare, oh quanto poco! Poi ascolto Lia, la sua degnissima e tenera poesia che mi richiama e mi fa compagnia nello sconforto pieno di questo pomeriggio che attutisce i voli della fantasia.» |
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Inserito il 15/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Come posso, io" di Lia |
| «Vivissima. Pochi tratti e la scena è bell'e fatta. Scena casereccia, impudica, complice, sorridente e ruffiana, figlia di nostra età e della poesia, ma figlia del tempo che comanda come debba vestirsi la prim'ora, se al canto degli uccelli, o sotto l'ombra di nubi minacciose, se spogliarsi sotto il sole che la fende, o restare imbronciata come vezzo di donna innamorata. Figlia di arcana voglia e di passione che spinge cuore e corpo all'approdo occasionale, per lasciare il porto dov'è certo l'attracco, il consumo di pasto e di piacere, di bacco e di venere sfumato. Sorriso compiaciuto e di sorpresa che tradisce la fuga dove il pensiero non presenta il rendiconto, a dispetto del giro ripetuto delle cose che predicano normalità e non patimento» |
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Inserito il 15/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Non ti pensavo" di Amara |
| «Da qui ti sento e poi ti ammiro, poeta innamorato che chiami luna e stelle quando il tuo sogno scoppia e forte in te raddoppia l'ansia di lei e il tuo pianto. E' dolce il sentimento e caldo quel che dici in forma d'altri tempi, ma la poesia è di sempre per chi la scrive e l'ama, tu levi la tua voce e la sua eco chiama un nome, un nome solo, che solca spazi e cosmo, per arrivare a prendere le code di comete. L'ultimo treno in corsa, prima che sia già persa la fulgida speranza di un sogno che non muore e che vorresti lì, fatto a carne e respiro di un corpo palpitante. Non chiudere le porte, pertugio di speranza, quella ti tiene in vita l'afflato di poeta e ancora canterai col fiato che ti avanza l'amore immenso e sparso nelle costellazioni.» |
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Inserito il 13/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Corro senza respiro" di Paolo Eroli |
| «Ogni vecchio è il mio, quello che vado a trovare in camposanto. Sulla sua figura fermi il canto a scandire la smorfia di dolore, il gesto istintivo della mano, il fazzoletto in fronte ad asciugare ancora un palpito di vita, sulla panchina amica, colma di solitudine, con la quale s'incontra il nostro per mettersi a parlare col silenzio che tutto intorno gira. Silenzio intorno a sé, oltre quella panchina, perché la fretta non l'ha mai tradita mentre tutto trascina verso l'insulso correre, in una squisita e torbida, dolce imbecillità giammai sopita che dell'esistenza fa solo un pista. Tutto da un pezzo é fermo, e in quella mente stanca e intorpidita rimane solo un nome, un'eco già lontana che neanche il giorno torbido la chiama e la profana» |
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Inserito il 13/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Il Ricordo di Lei" di Rosy Marchettini |
| «Figurarsi se già dall'aurora vedi il sole rosso e infuocato, come sarà nel corso del suo illuminante viaggio, figurarsi come giungerà all'ora del tramonto, figurarsi se mai, mai, potrai odiare chi si assottiglia al punto di diventare sibilo, nota sulla cresta delle onde, della quale perdi percezione e sonorità! Figurarsi, odiare! Se ancora un profumo senti sotto il naso e lo insegui quasi a sollecitare il ricordo, chissà, di quegli attimi in cui i visi si sono sfiorati. E qui, sotto la narcosi di quell'inarrivabile effluvio, ti sboccia, profondamente romantico, il verso più bello: "...come perla che scivola che scivola," Carico di candore espressivo al pari dello sbigottimento infantile davanti ad un banale accadimento, che suona nuovo e ricco.» |
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Inserito il 09/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Odio romantico" di Grazia Bianco |
| «Ti sono obbligato per la notizia che mi passi e mi piace manifestarti la mia profonda e sentita solidarietà che sarei felice giungesse alla famiglia. In questa Italia bisogna pur dimostrare che la giustizia funziona! "Su gardu modde", si dice da noi, "il cardo più tenero", più facile da masticare nella pressa dei denti di un sistema che vede l'ultimo soccombere, sempre e comunque, alla faccia della sbandierata democrazia della "legge uguale per tutti". Poco male che altre stragi, tante, troppe, non abbiano ancora né esecutori né mandanti, poco male che "figuri" di dubbia onestà, di conclamata condanna passata in giudicato, facciano oggi parte del consesso di coloro che vorrebbero dettare le regole per questo paese, ivi compresa la giustizia» |
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Inserito il 09/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Addio" di Salvatore Azzaro da Giarratana |
| «E l'amore trova un suo cantore che lo libera da luoghi comuni e decadenti, chiama a testimoni, con i discreti amanti che scivolano per vicoli e vanno incontro al lago, le torri di altri tempi, gravide di storia, e segrete custodi di chissà quanti altri amori. Glia amanti che cercano un passo segreto e lesto per giungere alla breve lingua di rena dove la barca attende, paziente, complice e amena in una sera che non conosciamo. Rimangono i riverberi dell'acqua, le trasparenze nitide del cielo a ricordare gli occhi azzurri che hanno infiammato un sogno, nel tempo che non frena la sua fuga, che non concede mai alcun ritorno alle fole nate quasi a dispetto, in giorni di inattesi turbamenti. Volesse il tempo che ancora fosse sogno il tuo domani.» |
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Inserito il 07/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Guardo l'acqua del lago" di Paolo Eroli |
| «Mistero e miracolo della parola. Il genio di un suono, il significato e il significante, l'incanto di studi mai profondi, mai esaustivi abbastanza per la comprensione del "verbum", suono, semplice suono della bocca, mezzo di comunicazione, giunto oggi alla interazione planetaria, senza aver ancora concluso lo sviluppo della propria missione. Nasce la nuova necessità di altra parola, di altro suono, all'insorgere di altro bisogno per l'uomo di comunicare; un rivolo, un fiume, un oceano che raccoglie la storia dell'umanità, e chissà dove arriverà. Il neologismo, la lingua universale che nella sua crescita smisurata, minaccia purtroppo, l'esistenza delle minoranze linguistiche, patrimonio da tutelare, storia e anima di popoli anch'esse.» |
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Inserito il 06/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Parole" di Mau0358 |
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| «"Poesia del silenzio"..."The sound of the silence" suonava analogamente un motivetto in voga forse negli anni '60, e dunque mi sono apprestato ad una lettura diversa da quella che poi mi ha creato sconcerto. Lapidaria, fredda, un timbro da recluso in ospedale, e dico senza enfasi il pensiero che mi assale di tristezza e di solitudine profonda. Ancorché sia specchio di una condizione reietta e disperata, la poesia, sinteticamente espressiva, è efficace nella sua tremenda missione comunicativa. Lo scenario è lo schermo bianco di questo aggeggio, il pc, col quale giochiamo e, aimeh, troppo spesso siamo portati a dialogare con conoscenze virtuali, spesso più bugiarde della bugia, illusi, teneramente convinti di una situazione che reale non è.» |
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Inserito il 06/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Poesia del silenzio" di Michaelsanther S |
| «Mia madre fu con me fino all'ultimo giorno, ed era il 6 di agosto. Allora si spense dicendo, stanca, e a bassa voce: "Basta!" e lo ripeteva quasi come una supplica, col capo reclino sopra il guanciale bianco, mentre l'ampolla in vena le dava, a stilla a stilla, l'ultima scintilla che spegneva la sua pena. Solo qualche giorno prima si disse preoccupata di leggermi nel viso un qualche dispiacere: piansi. Mestiere alto e sublime che non conosce pari essere madri sempre, anche se bussa morte. Ecco che ti comprendo, madre, poeta e sorte del bimbo che hai vicino. Il canto tuo lo dice in chiave di violino, al riparo della pioggia sotto la chioma e il pino che ancora li ti aspetta, custode del giardino. Madre fino alla sera, fin dal primo mattino.» |
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Inserito il 05/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "La promessa" di Alida Kirschner |
| «Musicale partitura per una canzone che esalta il volo, una spirale di vorticosa ascensione, una repentina liberazione da una condizione di attesa inquieta e sofferente, dopo un'esperienza spenta, ed una porta chiusa. Liberarsi dall'attesa che si apra un'altra aurora sul buio di un passato che ritorna, perché giunge quel giorno, irradiato dal "fresco sogno" che volta le spalle a "notti avare"e a "respiri senza senso". Ma il senso è nell'insonnia e nel dolore, nel palpito del singhiozzo e del respiro, nel pianto che ti svela l'illusione e rivela la certezza amara dell'amore. Affiderai al vento la gioia di un incontro, un altro incontro con un aquilone, per le celesti vie di meraviglia, che annienta il tuo passato e lo scompiglia.» |
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Inserito il 05/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Quando verrà a trovarmi un aquilone" di Nicomar |
«Sos bisos sunt lizeras mariposas chi ballant in sas seras de calura cantas bortas in oras de tristura mi sunt parfidas bellas e donosas! Cun issas, che un'alenu de friscura, app' intesu sullevu a sas afosas oras de disisperu e de paura cando tzittiant sas rimas odorosas. In laras morit duda e morit risu igue si frimmat palpitu e sentidu appenas de lu narrere as finidu t'abbizas ch'as in coro ateru accisu, e tando lassas, timidu e indecisu, chi su silentziu fettat bonu prou a sas orijas de s'amante nou ch'as appidu addenotte solu in bisu.» |
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Inserito il 04/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Sa oghe 'e su coro " di Carla M Casula |
«In s'umbra, cando perdes su sestante,
acciappas su reposu disizadu
sa lughe troppu forte at intzegadu
finas Sansone, miticu zigante.
Duncas in su serenu de sa sera,
cando morit sa lughe tremulante
cussa lagrima ch'offeris dolorante
est su lentore de un'ater'ispera.
Che cando dae su lughidu ponente
su sole dat sa calda dispedida
de su massaiu a s'anima intristida
promittit cras su raju pius lughente.
(...tra le squarciate nuvole si svolge il sol cadente/e dietro i monti imporpora il trepido occidente/al pio colono augurio di più sereno dì) Manzoni» |
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Inserito il 03/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Umbra de abboiu" di Lia |
«E non t'ischides, lizu, dormi ancora in custa notte pasida e serena, non bessit mancu sa luna piena pro chi reposes fin' a s'aurora. Non ti ponzas su coro in tribbulia e non piangas, no, pro s'isfortuna in s' arena bianca 'e Cala Luna des acciappare amore cun maghia. In sas istellas de s'istade amena sos bisos ch'as perdidu in giovania intro sos buscos de terra nadia unu cantu olvidadu de sirena. Des acciappare tottu in poesia, chi sanat iscunfortu e donzi pena, pro cantare s'amore e sa terrena passione ch'as in coro. Maladia!» |
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Inserito il 03/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "No cherzo a m'ischidare" di Carla M Casula |
| «Leggo e io ti offro solo il mio silenzio, non oso neanche dire che, da genitore, ti comprendo. Mi limito ad osservare questa insanabile frattura, questo distacco, che con altrettanto dolore ma con illimitata gioia si prova nel mettere al mondo una creatura, dicevo questo distacco che oggi, ripetuto chissà per quale tristissima sorte, ti addolora vieppiù e ti lascia sola al canto di versi, alla luce di spazi astrali dove, con senso immaginifico, aneli ad una ricongiunzione. Ti offro solo il mio silenzio, rispettoso ed onesto, perché nessuno mai potrà capire l'amore materno verso la propria creatura, neanche lo stesso padre, nessuno mai capirà il dolore di una madre privata della propria carne e del proprio alito. Avrai occhi per piangere» |
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Inserito il 03/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "C'incontreremo Nel Vento " di Rosa Leone |
| «Se la notte è la stessa, la luna incanta dapprima i capelli e poi manca, bugiarda, all'appuntamento in cui avrebbe dovuto dare risposte. Rimane nel vuoto la stessa vana domanda, perché non trova ritorno. Ma cos'è questa luna? Cos'è questo amore che ruba il sonno agli amanti? Cos'è questo battito forte che fa petulanti i ripetuti richiami del cuore? Cos'è questo amore se manca? E' vuota la stanza e la casa non ha più calore. Cos'è questo giorno se gli manca la luce del sole? Cos'è il vento se anch'esso non sibila e piange, incapace di portare nubi gravide d'acqua per inumidire di caldo umore e di vita la terra con i solchi aperti in attesa del pianto del cielo? Che cos'é? Che cos'è tutto questo, se non un mesto, accorato canto d'amore?» |
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Inserito il 02/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Vuoto d'amore" di Marisol58 |
| «...Eri dentro di me e io nell'inganno ti cercavo altrove... Piove e non sapremo mai quante gocce cadranno sul maggese in attesa dell'aratro, caduto nel baratro e risorto, ti accorgi dell'amore, riprendi fiato, assesti lo sguardo tuo distorto ed ecco qua, quello che ti mancava, lo senti nelle vene e dentro il corpo. L'amore è li, non ti era mai mancato, erano lì le foglie, ogni piccola cosa trascurata per voler esplorare gli orizzonti che sono più lontani. Piove e l'acqua da ristoro, accende semi e nascono i virgulti, la landa cambia aspetto e mette il suo foulard d'organza, chiama merli ed allodole, offre banchetti a donnole ed insetti in onore della vita che riprende. L'anima distente il suo sorriso e tu levi il tuo canto perché ti ascolti.» |
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Inserito il 01/08/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Cara ti scrivo" di Michaelsanther S |
| «E sai, hai certezza che questi versi bastino da soli, specie se hanno in animo di dichiarare un amore in forma tanto leggiadra che di più non si potrebbe. La umile constatazione del passo incerto (quale uomo non arriverebbe ad averlo) l'alito vitale di cose che parrebbero scontate, raffigurate da un fiore di campo e da una lacrima che scorre per i campi, e la intima ammissione di madonna commozione che incanta il poeta e lo fa sostare all'ascolto di cose, come dicevo, che parrebbero perfino banali. Ma così non é. Tenerissima chi (la poesia, ma potrebbe essere anche l'ultima amante) per mano accompagna il cantore nello spazio del bello e dell'incanto, poi, davanti all'ultimo respiro, prima che il senso muoia, almeno un verso ancora .» |
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Inserito il 31/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Il teorema di Euclide" di Luciano Tarabella |
| «L'intensità della bimba castigata da una volontà che è solo capriccio degli adulti emerge in tutta la sua tragica condanna. Sentenza che priva della fanciullezza, spegne la voglia del gioco, il confronto di strada, con i coetanei più birbanti magari, e talora meno avveduti, nella più bella palestra di vita. Malinconico canto che delizia corde d'intimità delicata. Tutto é impietoso vento che non concede sosta, e lascia alla fine l'amarezza di vedere il fuggire del tempo. Su tutto, e senza togliere nulla alla sensibilità che profondi mirabilmente in ogni strofa, su tutto, dicevo "Il mio sole fanciullo / si spense / con effimeri sprazzi / dentro un severo adagio / in re minore..." basta questa strofa per palpare una poesia profonda e compiuta.» |
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Inserito il 30/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Pianoforte" di Carla M Casula |
| «"Lungi dal proprio ramo, povera foglia frale - dove vai tu? – Dal faggio là dov'io nacqui, mi divise il vento"(Leopardi) "Dov'era l'ombra... un pianto d'una capinera, che cerca il nido che non troverà" (Pascoli) Non sembri irriverente ma queste citazioni sono esemplari quando si parli di un distacco, un abbandono, una fine, quale fase dolorosa, ancorché naturale ed inevitabile, nella storia di qualsivoglia exursus esistenziale. La nostra accenna, molto pacatamente, alla cellula che si stacca, alla noce che cade al suolo, forse non matura, a un velo di polvere, al passo che per lì procederà, alle asperità, agli spigoli che finiscono per lasciare il segno, ma, infine, tutto si ricomporrà in attesa di un altro giro, nell'eterno divenire della vita .» |
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Inserito il 29/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Noci" di Orma Detruria |
| «I guizzi d'argento, il torrente che ti accoglie e ti culla nel letto bordato d'erbe, è ameno ritrovo di armenti che cercano ristoro all'arsura, gli schizzi sono segni vitali, sogni d'acqua e frescura; non cercare la calma del mare, incarna le dita alla sponda, affonda l'unghia sulla polpa bruna di terra che odora di salici e oleandri fluttuanti. Guarda il cielo davanti che ti bacia la fronte, scorri la volta celeste e fermati al monte dove, in una triste serata, assopita, trovasti caldo ed amore, dimenticando la stanchezza patita. Sei a mezza partita, e la vita la devi ancora giocare, afferra la radice più ferma, un colpo di schiena, erma d'orgoglio e di lena, volgi ancora il tuo canto al vento dell'alpe e lo sguardo al confine del mare.» |
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Inserito il 28/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Adagio" di Amara |
| «Monica, le note del tuo piano, suonate a meraviglia, sembrano gocce di pioggia e la pioggia sembra un fortunale, manuale di un'opera da scorrere, leggera, nel chiuso pentagramma. Apriti a chi ti legge e dicci del diaframma che ti accetta dentro spire dove solo un poeta può cantare. Ma questo è il poetare di un amplesso, un gigantesco amplesso di natura, dove l'amore sibila e matura ogni suo frutto in gemiti, in abili gorgheggi di bel canto. Tutto s'apre e tutto prende il gorgo che divora ogni gemito d'acqua che si rovescia e poi si irrora in ogni tuo poro ardente. Tu fresca e sorridente, ebbra di tanto dono e tanto spazio, ti dai senza riserve, accetti l'acqua che arriva a catinelle e imponi al cuore sazio che levi all'infinito una preghiera.» |
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Inserito il 25/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Tu, temporale" di Monicapianista |
| «Non dirò abbastanza, ho il fumo negli occhi. Canto, alto e dolente questo di Lia, prostrata davanti alla tragedia immane che già domani, sarà dimenticata. Ma fermiamoci alla poesia e rincuoriamoci nel rilevare la pacatezza del dolore che non cede allo straziante grido di chi ha perso e soccombe. Aleggia l'aria, il profumo di questa terra amata che dà essenza di mirto e di ginepro a chi la respiri con l'enfasi di un amplesso disinteressato."Inghiottiti belati/con voci ormai mute/risuoneranno/in eterne onde di rimorso" E' discorso di libro cuore, cara Lia, e non la tua poesia. Nessuno piangerà dopo quest'oggi, chiediamoci se, invece, c'è chi voglia tutto questo scempio perpetrato. Tutto rifiorirà "ma/non chi più sentirà/il canto del vento".» |
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Inserito il 25/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Mia terra indomita" di Lia |
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