| «E' qualcosa che mi brucia, sento i carboni ancora vicini e fumanti. E'un azzardo che il poeta presti la voce ad un fatto di cronaca così recente, ma il nostro lo ha fatto sapientemente, fuggendo dai toni celebrativi, subdolamente lacrimosi, per chiamare, viceversa, il dolore patito da un umilissimo signor nessuno alla considerazione universale del dolore, mistero della vita non meno che lo sia la vita stessa, nei suoi perché irrisolti ed irrisolvibili per chi guardi con occhi indifferenti e lontani dal senso religioso dell'esistenza medesima. Con dedica intima e sentita all'eroismo consumato senza proclami, dice infine "...e so, nella coscienza addormentata / quella che ho qui/ nel petto mio/ che io non avrei/ fatto altrettanto." Requiescat.» |
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Inserito il 25/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Il pastore buono" di Benedetta Cavazza Miciamalvina |
| «Non vuoi che alle parole, segua il suo senso dolce, e allora le condisci con un spruzzatina di limone. Vorresti essere acre e ti confondi, non sai che quando parli, incespichi nei versi, e quando canti smetti la voce roca e poi dispieghi ameni i tuoi gorgheggi di dolore. Non vorresti, ma voli in altri tempi perché così va la poesia, per ogni strada che non sia quella obbligata, che non appartenga solo all'oggi. Non per banale posa, vuoi dissimulare, ma quando scrivi sei chiara come il sole e, come in mare, alla prima onda succede sempre e forte la seconda che si infrange in lacrime d'argento nell'infinito pianto del ricordo, ad esclamare tacita "memento!". Offri la bocca la miele, il fiele non ti aiuta, smorza l'amaro della bocca asprigna.» |
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Inserito il 24/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Limone" di Amara |
| «La poesia di A. Terracciano è acqua di fonte, la apprezzo perché ci vado a berla e a gustarla con la stessa semplicità con la quale sgorga, limpidissima, dalla roccia viva e vivida del suo cuore. Antonio T. è poeta senza fronzoli, vate antico e paesano, che racconta di sé e di sue intime storie perché non se ne perdano memorie, e pare che lo faccia andando per contrade d'altri tempi, tanto è inusuale e bella l'amata sua sorella, che io gli chiedo in sposa (la poesia). Galeotta è la musica. Dal vinile, come profumo di paglia nel fienile, emerge un'afa di profumo asprigno che riporta il senso della cosa andata, e tutto si colora di seppia solamente, per dare slancio a quel che è stato, ma resta la malia, la mai sconfitta, dolce nostalgia,» |
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Inserito il 24/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Tango" di Antonio Terracciano |
| «Amo pensare che sia così per ogni voce superba che travalichi gli anni della sua esistenza. La Callas non si tocca, nell'opera, ma questo è restrittivo, una voce è una voce, e dentro si porta qualcosa di divino. Detto da me, distratto e non credente, e cosa che volge al massimo che il cuore mi consente, è cosa che riassume poesia e quant'altro possa ferire il sentimento umano. Si rimane di sasso davanti a meraviglie del creato, e non sono tante, a cose che ci danno riso e pianto, capaci di rivangare il mondo che credevamo assopito e quiescente, fermo nell'ibrido stato che non può elargire emozione. La voce sveglia tutto e tutti desta, ognuno alla sua splendida canzone, nel solo ritornello che ci resta, di un'ora di un solo incontro appena.» |
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Inserito il 23/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Magia è maria" di Maurizio Spagna |
| «E' la stanchezza che fa strada e la teniamo a fianco, anch'essa prodiga di giusti consigli. Tu sei riferimento per te stesso e quello che dici e senti è il semaforo per il quale passare a luce verde. Quando segna il rosso non vale sprecare neanche le parole, è inutile il serioso ossequio, è bello anche giocare, andare per la strada trasognati, dopo che si è passati per semafori rossi verdi e gialli, e per campi correre scalzi e puri, a pie' pari saltare tutti i fossi pieni delle nostre cose morte. Quando guardi le stelle e gli aerei che solcano il mistero, quello è amore del creato, è gioia dell'esistere, come il ricordo per i primi baci, le rabbie ed i rimbrotti. Non hai perduto nulla, è tutto in te, nell'amore che offri "anche spezzato" .» |
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Inserito il 23/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Ho smesso" di Pasquale Lettieri |
| «Limpida poesia, chiara, semplice come chi dà al cuore il linguaggio che conosce e non obbliga il lettore a fare l'indovino. Poeta, a te mi inchino e dedico un po' della mia penna: roba da niente, intendiamoci. Non ho la superbia del cervo o della renna, volo basso quanto i passerotti ma certi versi cotti sono fradici oramai anche all'udito. Ti ho seguito nella scia del tenero e squisito desiderio, nell'incontro con quella sola stella, a rischiarare la notte sotto la mantella bianca della luna, "madre dei sogni" e voi soli, uniche stelle, in un cielo che è rimasto blu per i poeti, per chi ami i silenzi più profondi e attenda il diradarsi della notte all'alba, per svanire "nel senza fine" e presentarsi ancora quando verrà la sera con le stelle» |
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Inserito il 23/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Noi stelle" di Michele Scaramuzzi |
| «Non ho mai trovato, se non nelle fiabe, l'amore che si vesta d'eterno, che non subisca la naturale sorte di chi nasce e poi declina, perché ci è dato vivere una sera. E non per tradimento: è inquietudine fin dal primo sguardo, poi l'intesa, timida, discreta, che non ha pretesa di dettare alcuna condizione. Nasce, senso mortale, come l'allegria e lo sconforto e sta dentro un ipotetico scrigno, dentro un finito mondo di slanci e di paure, nella triste e consapevole condizione della propria provvisorietà. Col tutto finirà, è ineluttabile, ma succede tosto, ahimé, che si spenga l'eco e il cuore batta senza aver risposta, e qui nasce "il dolor figlio d'affanno...". Allora godi dell'amore e rendigli quello che ti ha dato, che non ti faccia danno.» |
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Inserito il 21/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Amore ambiguo" di Monster |
| «M'ama, non m'ama, m'ama, non m'ama... e tu non sfogli più la bianca margherita che ha perso tutti i petali e ciò che ti rimane lo butti alle tue spalle, con senso di disfatta. Trepidante e caldissimo l'amore che chiamavi in un istante dentro la notte estiva, quando il tuo corpo regalavi all'intenso piacere del momento e l'anima bruciava il tradimento, pensando ad altri amori, come clarissa chiusa in un convento che si regala al principe, entrato con passione ed ardimento. Sono passati i giorni di fervide e invincibili promesse, quando si pensa di abbattere il mondo, ma la vita non è un toro nell'arena, e il bello viene adesso, che non hai più spade per trafiggergli la schiena, e tu stai lì davanti, con la mantilla sola e senza amanti.» |
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Inserito il 20/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Dove nasce il miracolo " di Tiziana Mignosa |
| «E si, mi arrendo! La scorro e non mi fermo, poi leggo a brevi sorsi, i trascorsi di un amore che ti brucia, e il cui dolore ti è motivo di un bel canto. Fendo l'aria, ma il commento non può renderti altrettanto, rendo omaggio al tuo talento e del verso tuo mi incanto... Quanto trasporto, eppure non sento nostalgia! ...Ripassi i graffi sulla schiena, l'ingordigia di lui, l'ingordigia di te che lo divora, e tutto aleggia dentro le bugie, che sono poca cosa, il mezzo che si è arreso davanti all'incalzare degli eventi, come io con te, con la tua poesia, piccandomi di scrivere commenti. Era ineluttabile che tutto si spegnesse al timido apparire del primo sole, e sole fu colei che se lo vide appresso, e tu senza singhiozzi, coi muti tuoi perché .» |
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Inserito il 20/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "L'abbandono delle cose estinte" di Francesca Difonzo neve |
| «E' d'obbligo, poeta, che mi fermi ad ascoltare i versi che proponi, il fado é amante in teneri abbandoni che nessun altri dà all'anima mia. Chitarra e voce sono una malia, un mare di onde dopo la bonaccia che tiene e culla la malinconia. Le voci sono teneri sospiri levati dentro i bianchi casolari, nenia d'incanto e amore senza pari che giunge fino al cielo con magia. Quanti momenti ho visto il cuore aprirsi ai rigurgiti densi di poesia, quante volte ho ceduto al canto lusitano, ricco di pathos e dolore arcano, al suo senso di mesta compagnia. Quando si ferma il pianto in gola, si sente un gran bisogno del bel canto che sciolga l'amarezza nel rimpianto e in un ricordo vago senza fine. Io mi addormento allora, e varco dell'umano ogni confine» |
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Inserito il 20/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Fado" di Antonio Terracciano |
| «A parte qualche riverbero leopardiano (...porgi, paziente, orecchio alla mia voce / porgea gli orecchi al suon della tua voce...) peccato del tutto veniale e che si fa assolvere per la bontà di illuminato canto snodato a meraviglia in tutta la poesia. Jana è nome che cattura, se poi lo si mette sotto la bianca "luna rilucente" diventa dolce e amabile creatura, dal profumo fatato e riverente. L'autore veste un tono più dimesso al cospetto del "poeta imperituro", chiede ascolto alle parole flebili, giacché non vuole turbare la maestà del grande volo, ma ci rassicura che le sue sono "Parole Vere". Profuma di giglio, trasforma in carezze le parole, e veste di vita i sogni. Non sono più assetati i miei bisogni di sana ed impalpabile poesia .» |
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Inserito il 19/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Il canto di Jana la fata" di Ozan |
| «Il passo che si avanza alle spalle è un bisbiglio che fa sobbalzare e lo sguardo che fende i colori dei fiori si ritrae e si nasconde nell'ansia dell'avvertita presenza. E' vivo il ricordo dei boccioli, dei cespi ridenti che accolsero l'amore per salvarlo dal gelo. Fu la notte a chiamarti al piacere, luminoso come l'oro, saporito come il pane, e fu l'alba "tremenda" a svegliarti dal sogno, ad urlarti che fu inganno e peccato, a scoprirti il lenzuolo non più immacolato. Il cuore non ci sta e si ribella, sussulta nel petto, ti strattona poi giace, ti accarezza, per un po' si compiace per la vaghezza dell'ora. "Non morire! - ti implora – è ancora dietro di te", è l'amore che nasce, ridesto, al soffio delle voci sussurrate e ruffiane.» |
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Inserito il 19/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "D' un terribile ritorno" di Zarathustra |
| «Al respiro del tramonto si lega la metafora dolce di una dolce apertura per un canto che si leva al mattino e che fa bella figura al cospetto di orchestrali di razza. Le labbra socchiuse lasciano uno spiraglio e gli strali degli occhi sono i raggi neri sui giochi di una notte d'amore. Si leva il mattino con "il vento dell'alba" e comincia la scialba preghiera di chi deve recitare a soggetto, frustrazione e tristezza di un copione già visto, quando inizia sul tetto il frullare di voli con la brezza che si alza a dare le benedizioni. Gli amanti hanno lasciato la scena, è calato il sipario sopra l'ipocrisia e danno la stura ai sospiri repressi, ai magnifici amplessi di una notte d'amore. Al mattino avranno baci e il timore di doversi lasciare.» |
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Inserito il 18/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Versi scritti sul cuscino" di Danilo Carli Stranich |
| «Chiudi dentro le stanze il tuo amore, trattieni dentro la voce e affidi l'eco "ad un guizzo di luna" ti rimane, nudo, il bagliore di stelle, che, una a una, muovono, orfane del suo sorriso, a bagnare di pianto la notte. E' forte la voglia d'amare e lo dici senza mezze parole, dando alle labbra "i colori del gelo", poi attingi, da quelle del cielo, le tinte più forti e sincere e le chiudi lì, nella casa che vola, con "l'orgoglio del vento" verso mete alle quali nessun altri potrebbe arrivare. Ma tu sei poeta e conosci la meta alla quale puntare le mire sciolte in versi di ghiaccio e d'amore. Il ritmo non ammette ripensamenti di sorta e lo dici fra i denti "Ti guardo, ti voglio,/ Ti sento, ti attendo". Ssssss! Ti ascolto e mi metto a tacere!» |
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Inserito il 17/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Ho chiuso la porte stanotte" di Federica Bernardini |
| «Sarà che le note del concerto di Aranjuez sono capaci di farmi trasalire in ogni momento che le debba ascoltare, sarà che ho in testa la splendida rielaborazione per canto affidata alla magia di Amalia Rodrigues, sarà perché il brano per sola chitarra è profondamente ammaliante come poche canzoni d'amore, sarà per tutte queste cose che mi sono fermato a leggere la poesia e la mia curiosità è stata premiata. Ho sentito appagata la mia voglia di fado nella rielaborazione poetica di queste due figure, nel palco della notte, che si cercano fino a quando manca l'aria, dove cresce la luna in cielo e si bagna di pianto quando "un bacio egli posò" con il crescendo delle note. Ti conosco, e come no? Poeta di sensibile emozione! " Nella notte si udì» |
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Inserito il 17/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Quando la musica canta sapete ascoltare... aranjuez" di You Don’t Know Me |
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| «Visibilmente sofferta, senza strazi, con composta dignità di buon poeta. Ascolto la preghiera e la rivolgo anch'io al mio lontano dio, il semisconosciuto buon pastore. Il senso del dolore vola alto dentro lo spazio dell'incomprensione, e tu mi trovi lì, poeta di buon segno e di ragione, assorto nel silenzio che dà sbigottimento, ma non un filo, un breve filo di qualche speranza. Per te, col dubbio che si avanza, si illumina la stanza, l'alta navata che respira incenso, e compare una mano a darti la carezza che ti manca, quella carezza avara che ancora vi separa e che vorresti avere più concreta. Tu, indomita e discreta, abbassi in fronte il velo e tendi gli occhi al cielo per dire a chi ti bacia che infranga finalmente la barriera.» |
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Inserito il 17/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Particola- re" di Amara |
| «La nota pare indulgere e indurre malignamente a maggior intrigo, ma io mi tappo naso e orecchie e leggo solo i versi, lontano dal disbrigo di ordinaria cronaca di vita. Lascia, non dare pena a chi ti legge, amore di una moda antica e avita, che mai si distaccò dal cuore che ha la smania e lo conta sulle dita. Altre leggi, non quelle di poesia, ci vietano l'amore con chi si incontra a caso nella via del breve ritornello. "Amor che nullo amato amar perdona... e come vedi ancor non m'abbandona", senti, poeta, il senso più profondo? E tu semini gocce del tuo lume, nella stagione ricca di fulgori, dove danzano amori in ogni dove, dove trabocca il senso e la magia di richiami di senso e voluttà. Chiamalo pure "amore" e piangi, se mai ti arriverà.» |
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Inserito il 15/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Lascia che ti chiami Amore" di Carla M Casula |
| «Verrà infine quel giorno, ma non ti accorgerai, avrai polmoni che ti accoglieranno e tu diventerai respiro per il canto di un cuore che si ammala, e cercheranno te per descrivere la diagnosi al dottore. Potrà nulla anche lui, e tu sarai alito e emozione per far muovere i palpiti al docile poeta vagabondo, per spiegare metafore, improbabili morti per amore. Finirai di essere brezza del mattino, smetterai gli abiti leggeri della primavera, non sarai neanche più nuda, come l'alito atteso dell'estate, e non verrai a dar ristoro alla calura. Ti fermerai, però, trattenuta da una bocca per l'arsura di un amore, per quello avrai la forza di tenere poesie, sarai il fiato sospeso quando s'incrina il verso e chiede anche un singhiozzo in compagnia.» |
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Inserito il 13/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Aria" di Ginevra A |
| «Non mi accodo a nessuno, perché a nessuno svelo cosa sia l'amabilissimo sentire che sento se ti leggo, poeta immaginifico. Benedire i tuoi versi è cosa non chiede sforzo alcuno, con te ogni cuore si empie di gradevoli sogni e di piacere. "L'attesa" è quadro nobile con tinture di pura nostalgia, nel cortile assolato, si sente il gioco semplice, l'anima d'innocenza, il respiro cadenzato col ritmo che impone quella fune, e lei piena di luce che irradia in fondo tutto lo scenario. Giulia, simbolo del primo battito e dell'ora in cui l'attesa é grande e breve il tratto del ricordo, per dirla con concetto leopardiano. Tutto è racchiuso lì, nel cortile di vita, ovile dei vagiti di un amore, io guardo e con alcuno divido la bellezza del tuo canto.» |
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Inserito il 11/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "L’attesa" di Mario Bugli |
| «Poeti, tacete! Onore a chi quest'oggi mi attorciglia e mi commuove con Miryam, tristissima puttana di colore, che la notte piglia nelle sue tenebre malsane, per fare meraviglia al piacere pagato senza amore. Tacciamo tutti, qui c'è la poesia, sottile come il verso del dolore, come la luce spenta che chiama sfortunati senza onore, tristi e puttane anch'essi, senza sorriso e senza compagnia. Miryam, questa poesia ti ascolta nel profondo, come nessun'altri in quella via, dove smerci il tuo corpo, ed io, con il poeta, patisco la via crucis che percorri, obbligata a gesti di bontà e di cortesia. "Angelo di savana", a te mi inchino, perdona me per tutti se dimentico l'acre vita che fai, per te bacio il poeta, cantore di tristezza e nostalgia.» |
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Inserito il 11/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Miryam" di Mario Bugli |
| «L'ultima corsa, un'ultima siepe poi lo schianto, il pianto di chi ha voce nel nitrito, di chi ha corso e poi patito la pena inaspettata e più severa. Era la stagione delle corse, quando la testa fiera sollevavi sul capo del fantino e lo guardavi con l'irremovibile promessa - "Vinceremo, vedrai!" - e due occhi d'amore ti seguivano in occhiali per vedere lo slancio, il garretto che affondava dentro l'erba. Asperrima corsa, sorte acerba non messa in preventivo, crudele, indefinibile destino, concluso con un tonfo, un nitrito strozzato, l'occhio grande spaesato a cercare ancora quello del fantino, quasi a chiedergli scusa: "Pensavo..." e l'occhio si dilata a dismisura sotto un velo che offusca luce e cielo, a decretare l'ultima avventura. -» |
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Inserito il 11/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "L'ultimo salto" di Orma Detruria |
| «Prima o poi un po' tutti ci si ferma a guardare se sia valsa la pena della strada che si credeva eterna. E sassi, e valli, e monti, per strade, per tratturi, per scoscesi sentieri di paure, per idillici campi che davano speranze ed emozioni, e poi, sotto le suole, polvere di terra macinata, inutili e spossanti marce ed avventure. Infine ci si chiede per dove siano andate le speranze, la forza di raggiungere una meta, se ora, fallace e breve come una cometa, sia passata quell'ora di allegria e abbia lasciato il vuoto, l'amara voglia che non va più via. Silenzio, canta malinconia! E i diamanti di ieri sono cocci taglienti quest'oggi, e il vociare chiassoso è l'albero più ombroso che ci sia: amara solitudine, cominciata quel giorno al crocevia» |
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Inserito il 10/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Non voglio più" di Kiaraluna |
| «Semplice e chiara luce della luna. Il canto dei notturni è stata cavallo di battaglia per la sensibilità poetica di tanti autori, e la nostra Olgapòrima (mi piace chiamarla con l'accento sulla "O" a costo di sbagliarmi) vi si avvicina con candida ingenuità, con immediatezza, senza alcuna premeditazione, come la bimba che si affacci alla notte dalla finestra "del paterno ostello". E' bello e discreto ciò che dici, senza ruggiti e senza proclami, con il candore che rubi alla luna. Il desiderio di averla, unica compagna in madreperla, quando il silenzio e il pianto annodano parole nella gola. Chiedi luce d'argento, un bagno al tuo rinato sentimento col tenero bemolle di una viola, mentre suona l'adagio l'orchestra dell'amore e della fola.» |
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Inserito il 09/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Alla luna" di Olgaporima |
| «"Non è pazzia... nell'incapacità di fingere la fine" Non oso mai pensare che un amore, al quale ho già prostrato il mio sentire, finisca un giorno o l'altro, e sì che, come il sonno all'alba, potrebbe anche svanire. Sta nelle cose umane, nel gioco a mosca cieca per i cuori che propaga ogni specie sulla terra, ogni baca, ogni fiore, ogni virgulto, ogni seme d'amore nel sussulto che inventa vite nuove e nuove aurore. Il vento è messaggero di stagioni trascorse, e quando gli anni incalzano, nella memoria viva si alzano figure che avremmo volute qui vicino, con le stesse emozioni. Magari nel calore del camino quando l'inverno ringhia e cancella il fischio di merli e gli incessanti concerti dei grilli, messi in frac, per buoni intenditori e grandi esperti.» |
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Inserito il 09/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "La pioggia smetterà di piovere" di Rita Minniti |
| «Poeta di versi come di cristalli. Sembrano cavalli le tenerissime rime che corrono, senza briglia, nei luminosi cieli della primavera. Profumi e ciglia intorno, umori del vento, capelli sciolti, e tanto, tanto sentimento descritto con la grazia che è poesia. Poesia leggiadra come io la penso e come aggrada al mio sentire il verso, ricco di assonanze, di metafore vestite con il velo, che al primo soffio se ne stanno nude, ricche di pudore, mai acerbe e crude come di chi ostenta la propria nudità. Solo..."ma la pioggia cadeva/leggera/sui pensieri nascosti" pur nella innegabile bontà denunciano un sapore dannunziano, che ebbe a dire similmente con "La pioggia nel pineto" - "...piove sui nostri volti silvani... sui freschi pensieri..."» |
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Inserito il 09/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "E la voce di neve" di Nunzio Buono |
| «Le parole sono sogni e sono fortuna da spendere con parsimonia, e quelle dette in più sono vanità che affoga e che non paga. Il poeta non vende le parole, le intarsia e le riprova in un gioco d'amore che ha breve la vita e dipende dal gusto, dal bel suono, dalla intelaiatura che regge la memoria, il costrutto incerto della fantasia. La parola è civetta come donna che provochi e si metta perché si guardi al corpo con ebbra voglia di malinconia, la parola è scrittura nell'albo di menzogne e di illusioni, e poi affida storie e cantilene ai lettori di vivide emozioni. Anch'io sono lettore, e tu mi mostri dubbi a non finire, mi provochi e mi incalzi, mi chiedi di tacere e poi rimbalzi con tutta la tua foga nel mistero... ma io non ho la chiave!» |
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Inserito il 08/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Chi vende parole?" di Lia |
| «E' lacerante la realtà quanto benefica e taumaturgica la lettura di questa dichiarazione d'amore che scioglie l'anima a una verità da sempre sottaciuta. Sento la parte di padre e di poeta che la poesia mi sollecita e mi taglia con la stessa spada che da figlia avverte sulle carni dell'anima. Un "giro d'inchiostro" una improbabile penna per parole nuove che confondono, alla rivelazione liberatoria che vale la filosofia di un'esistenza. Poeta, un primo passo, un primo sguardo di dolore e di clemenza, una mano tesa all'altrui sordità, e forse si dissolveranno nebbie che parevano di pietra. Sazia la sete che hai di lei, e lei berrà da te il bacio di una buona notte, quando giungerà, tacita, l'ora. Ora, potrebbe essere domani troppo tardi!» |
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Inserito il 08/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Con parole mie" di Carla M Casula |
| «Puttano d'alto borgo ed elegante! Non suoni irriverente la mia maledicente introduzione. Ti prego, so che tu hai cuore e mente per comprendere che è benedizione. Vola oltre il consueto tono il nostro Tarabella, e questa è cosa bella, buttata quasi lì per caso, ma, attenti, é tutto fatto ad arte perché del suo convivio fanno parte giustissime intuizioni del momento. Poesia che si dipana dalla polvere e dal tono "qualunque" della strada ...una chiamata sola, accompagnata da musiche sovrane, dentro sovrani spazi oltre i quali tacere. Nient'altro che ci possa riguardare e come Pulcinella, ci dice Tarabella, e fa per celia, dell'amore che invero lo attanaglia della voglia di scrivere poesia, di dire ancora "t'amo", dal frastuono sopito della via.» |
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Inserito il 06/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Attendere prego" di Luciano Tarabella |
| «Alma, tu vaghi nella nota pura di un canto senza l'eco, ti imbatti in un viandante e lo fai secco. Lascia che vada oltre il tuo penare, lascia che dica al pianto della luna cosa lo affligge, lascia che pianga e lo vedrai tornare agli amati bisbigli, quando la sera imbruna. Rivivranno serate di emozioni, e torneranno i ricordi a luccicare come pendule stelle in firmamento, abbasserà la guardia del silenzio, e infilerà nel fodero la spada. Continuerà il suo pellegrinare, perché non appartiene più a nessuno, e chiede solo al vento parole per avere compagnia, tu vigila su cosa ti rimane del respiro e capirai a fondo il suo tormento. Cogli il momento che ti sta vicino, un attimo dopo non potrà bastare, solo un attimo prima non lo vedrai passare.» |
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Inserito il 06/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Un viaggiatore" di Giuliana |
«A su lugore 'e luna eternamente
sos amantes s'attoppant a s'iscuru
in cuss'angrone ue est prus seguru
su carignu isettadu dulchemente.
Sas musicas s'intendent dae tesu
e ponent coro e mente in tribbulia
sa carre tua supra sa carre mia
faghent de ambos corpos unu presu.
S'africana marina est iscurtende
sa festa de s'affidu in custu logu,
terra amada, de frittos e de fogu,
unica pro manera s'est cantende
Sos amantes si fuint prestu a chelu
retzidos dae sos astros luminosos
e sighint sos carignos e sos gosos
cando sa notte falat dulche velu.» |
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Inserito il 05/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Amantes eternos " di Nadia Mazzocco |
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