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Le #parole nelle poesie
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Trovati 521 commenti di Gesuino Curreli

Commento n° 191
«Calda poesia che sgorga e defluisce come fonte termale e sulle pietre fa lisce le taglienti scheggiature. Amabili punture di stagione che al poeta fanno da paciere nel dissidio dell'anima scontenta, nell'interminabile canzone dell'amore, che mai nessuno, mai, ha concluso nel brevissimo lasso di stagione che vale un'esistenza. Scivoli tra i rumori della gente, e diventi presenza, nell'intesa segreta, e cerchi una parvenza di respiro. Ti lascio e mi ritiro per seguirti col cantaro, tra sassi di incertezze, in cerca di carezze solamente, di una spiga dorata di ricordo, l'idea di un sole grande e luminoso. Continui e vai a ritroso, ma nell'oggi è il silenzio che ti piglia, amante solitaria a cui bisbiglia la parola che attendi trepidante.»
Inserito il 05/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Dei giorni a vivermi è il silenzio " di Rita Minniti  

Commento n° 190
«Dolcissima. Leggendo l'ultima strofa non chiedo altro nulla alla poesia " ...dei sogni d'una lacrima/racchiusi/nel sapore antico di una stella..." questa è forse la metafora più bella, un bagliore lontano nel tempo e nello spazio che assorbe lo strazio di un'attesa consumata al passo della luna. Affidi al sapore della notte, la tua veglia costante, e speri nella sorte, attendendo, per benevola fortuna, che splenda, quando nasce un'altra aurora, il barbaglio degli occhi che ti manca. Ma lì su quella stella c'é il barlume che attrae, il lume verso il quale esala l'incredulo momento di preghiera rivolto agli astri, numi tutelari, che daranno risposte, e se non ci saranno, ripeteranno sempre - "amico spera" - Dopo l'inverno c'é la primavera.»
Inserito il 05/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Parlami " di Rita Minniti  

Commento n° 189
«Dolcissima e tenera confusione di sensi come barche smarrite nel mare d'agosto, vele in cerca di un alito che non arriva, bonacce impietose che lasciano immutate le miglia dalla riva che chiama e che non riconosco. Tempesta che porta lontano, come un sogno che non trova l'approdo, ma questo è amore che batte, smarrimento che pulsa e che muove l'animo a cercare poesia. Vita che si colora di forza e di patimento, di sconfitta e di gloria, dalla stalla alla vibrante vittoria che sfida il cielo e le stelle. Mugugno scontento, accenno di un filo d'amore, di luce e di sole, nel giorno che incalza e che cresce. Ti desterai delirante con vaghezze nel cuore per un sogno d'amore che non darà mai certezze, dagli solo carezze e non chiedergli nulla.»
Inserito il 04/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Confusione" di Crycry  

Commento n° 188
«Non lasci alcun retaggio, non hai nessun erede, e vaghi nel tuo mondo, poeta vagabondo, cercando nel dolore e nella pena un'anima serena che dica quanto pesi e quanto vale andar per "altrui scale", pregno di bene e male. Così rotoli e corri per strade e marciapiedi, sei palla srotolata su due piedi, e corri e corri ancora e di altri non ti sfiora l'accenno di un sorriso e una carezza. Lecchi, senti il sapore, annusi anche il dolore, ma non ti ferma neanche il mal d'amore, gioia possente e antica, quanto nell'"aria aprica" lo sia lo sguardo all'ultimo colore. Tramonto del sentire, pena del dolce amare, e mai ti ferma alcuno, nessuno vuoi guardare, così continui, solo, il tuo perenne andare verso il silenzio triste che forse arriverà.»
Inserito il 04/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Scrivere" di Michel Capel  

Commento n° 187
«Né vinti né arresi, anime danzanti nel tenerissimo pensiero di una solitudine declamata e mai sbefeggiata con acredine insulsa, l'umana condizione di sogno, sbigottita ed avulsa dallo scorrere acerbo dei giorni. L'attesa di un alato messaggero, il pensiero che vola e che si incontra con un altro poeta delirante, l'amante che si affaccia a dare luce e senso allo scontento e alla malinconia, da dove nasce il canto, verso dopo verso, il senso palpitante di questa tenerissima poesia. Il passato è fuliggine che incrosta, è vetustà che tarpa le ali e costa starle costantemente sottomessi, giungono i messaggeri alati, i vecchi torpori vengono dismessi e ci si apre all'alito di poesia. Siamo poeti aperti agli alti voli, alla luce
della tua e della vita mia
»
Inserito il 02/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Arcano poeta" di Carmen Salerno  

Commento n° 186
«versi d'organza e parole di seta per una poesia raffinata, tanto intima e palpitante quanto limpida e raziocinante quando rivela l'evanescenza dell'amore, ma, oserei dire delle cose terrene, tremendamente caduche, mai compiute, che lasciano il poeta, alla fine di tutto, con lo sguardo spaesato di un bambino. Latte di fiore, di mandorle dolci, volo d'insetti, più lieve di un volo d'uccello, impercettibile come il soffio cui si è ridotto l'amore, frammento di cristallo, lievissimo barlume che spegne infine il lume, su quel battito d'ali silenzioso. Magico e fortunoso l'approdo di tristezza alla chiusura, non è sciagura mai la fine del respiro, e la creatura sta ferma, a vedere nel vorticoso giro di emozioni, la fine delle sue dolci stagioni.»
Inserito il 02/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Inconsistente" di Carla M Casula  

Commento n° 185
«S'alenu chi reclamas lu disizo
est cosa de un 'amabile cantone,
chi movet coro e mente a passione
e infundet cun sas lagrimas sos chizos.

Sas nottes ti dent dare cantu e sonu
pro ismentigare cada tribbulia,
e sa luna de prata a fiama 'ia
cuncedit amorosa su perdonu.

Reposa, no, non timas! Solianos
des haere abbratzos caros dae sa vida
cando triulas ammentat chi est finida
s'istajone de sos bisos arcanos.

Alas d'oro pro andare contra bentu
ti cunsignat s'amore cun carignos
a sora chi l'imbias cun giustos signos
de lu fagher intrare a s'apposentu.
»
Inserito il 01/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Trìulas" di Lia  

Commento n° 184
«Con quella colonna sonora filo dritto agli anni della prima giovinezza, quando bastava poco per sognare, oggi non è da meno, ma è un altro camminare, talvolta tentoni, rischiando di cadere. Allora era volo senza pari senza pista per poter atterrare, sogno di amori senza consistenza, di semplici sorrisi, di incontri fatti al bar con i soldi contati, giusto per un atto di presenza. Oggi, all'età matura, quell'illusione dura, ma è forte la passione che divora, che fa sentire a pelle le parole, tentacoli dell'heros che trascina, quando è mano sapiente a dirigere il coro che lo implora (l'heros). Il sogno del poeta come il mare, tra il vero e l'irreale, in un soffio che fa inarcare il capo e poi la schiena, percorsi... ."dae unu guttiu de abba lena".»
Inserito il 01/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Al sole" di Amara  

Commento n° 183
«Giorni di profluvio senza sosta, di baci, di carezze e di parole, giorni taciuti senza una ragione, cocci rimessi insieme dall'esile ricordo di cose perdute, che fanno della vita una passione più forte del silenzio del domani per le imperscrutabili altalene di stagione. Sento vuoto il presente, e la malinconia è una strega che prende chi rivolga la sua mente al dolore cantato con poesia, che ad essa volga confessione e prece nell'immobilità che fa il cuore di pietra per paura. E' dolce ricordare, bagnare il passato di "amargura", e fare della luna le preziose ametiste poste sulle ciglia, per bagnarle di pianto ogni mattina. Malinconica figlia di esistenza che dà luce a quel tempo che non torna, ma che bacia la caldissima vena di poesia.»
Inserito il 01/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Le Parole" di Maddalena Gatto  

Commento n° 182
«"Amore / fummo puleggia / e cinghia..." "...stavvi Minoss orribilmente e ringhia" prima che l'anima dannata "...quantunque gradi vuol che sia giù messa...". Qui senza condanna l'anima, dimessa, si appaga dello spegnersi del canto, tace l'eco brillante del "ti amo" urlato a profusione ai quattro venti. Erano giorni d'incanto – ti rammenti? - i cui cieli abbondavano di luce e di calore, ora come un motore hanno perso l'intensità dei giri, e, mesta ti ritiri, nei panni di mestizia e di dolore. Voglia un bambino, a caso, mettere la mano all'ingranaggio; al rinnovato impulso dell'amore sarà chiamato come teste e paggio. Presenza innocente come l'alea astratta che non si governa, il mito dell'amore che si eterna, ma poi soccombe "come morto cade".»
Inserito il 01/07/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Destino" di Michaelsanther S  

Commento n° 181
«E' meteora, Luciano, oppure stella
la donna che, pudica, ammetta l'ora
che passa, nonostante nulla ancora
in lei ne segni l'orma se non bella.

"Ella s'en va..." di amabile signora
diceva padre Dante, e una gazzella
pareva ai nostri cuori la donzella
"vestuta d'umiltà" che brilla ognora.

Tu che del "divino" sei un seguace,
tu che pasci la terra di Toscana,
per la Beatrice tua non trovi pace

e questa è cosa che non ti profana
perché lo fai con lirica efficace,
e dalla gran poesia non ti allontana.
»
Inserito il 30/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Cinquant'anni ben portati" di Luciano Tarabella  

Commento n° 180
«Ferma la mano, stolta, cosa fai?
L'amore é un gran delirio della mente,
diciamo sempre non finisce mai,
e poi svanisce tosto e rudemente.

Dura quanto il destino vuol che duri,
dentro il mistero d'innamoramento,
che prende quando gli animi son puri,
votati al grande amore da un tormento.

Come la barca va, senza un lamento,
quando la vela è gonfia di maestrale,
ma la bonaccia frena col suo male,
tutte le cose che fa andare il vento.

"Amor che al cor gentil..." quel madrigale
s'intona col tuo canto e il tuo spavento,
sarà così, ricorda, il suo portento
per la tua vela è come un fortunale.
»
Inserito il 30/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Perché scrivo sempre ti amo sulla sabbia" di Frammentodimare  

Commento n° 179
«Io commento perché è chiaro il tormento di chi aspetta e chi spera. Mi è dolce la pena che l'altrui pensiero patisce e che chiara scandisce con versi di talento e con lena. E' dolce sapere e sentire il rovescio di un'anima che allontana lo strazio e si distende nel timido letto, tendendo l'orecchio a un qualche respiro che passi le imposte e lì giaccia, aspettando le braccia per un altra inenarrabile nottata d'amore. Sere, notti piene di stelle, aurore di canti e di gioia, giorni e giorni di infiniti palpiti ancora: ma questo è il sogno che un poeta con la forza poetica irrora ad ogni cuore che ascolta, ad un altro, come il mio, che lo bendice come in una preghiera, sperando che non ci si desti dal sogno... neanche l'ultima sera.»
Inserito il 29/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "L'uomo dei miei sogni" di Carla M Casula  

Commento n° 178
«"...perché forse ti amo." Ma, poeta, tu sei cotto, meravigliosamente cotto e bugiardo e non puoi negarlo a te stesso, giacché si fa fulgido cristallo nel tuo cuore quel qualcosa che ti gocciola e dentro le vene si rapprende e si condensa in un barbaglio di luci e di lampi. Che sia infinita gioia oppure pena non mi è dato sapere, so che diventa "soave gioiello" e tanto basta che capire che ti ha messo nel fornello e ti rosola con abile maestria. Lasciati andare al "battito" che hai "meraviglioso", lascia che amore ti cucini con i suoi teneri profumi, dissolverete in fumi entrambi, consumandovi nell'aria della sera. La donna è amabilissima chimera, si ferma qualche volta, qualche altra si vede e poi scompare, come nuvola bianca passeggera.»
Inserito il 29/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Cristalli di cuore" di Francesco Rizzomani  

Commento n° 177
«Efficacissima "istrumpa" d'amore, lotta corpo a corpo, gradevole, coinvolgente, teneramente discreta, forte, ridente, talora irridente nei confronti della parte che parrebbe soccombere, e in amore, si sa, o si naviga e si affonda in due, o al galleggiare di una parte, risponderà il naufragio dell'altra, quando il delicato equilibrio di intenti e di umori, per un qualche motivo, si infranga. E' piacevolmente descritto il sovvertirsi delle forze in campo, e ora, il poeta, cosciente d'averla vinta, gioca a fare la gatta perché ha reso schiavo (topo) il caro compagno nei giochi dell'amore. Ma non è irriverente; si trastulla con un tenero vezzo di poesia sapendo che, nell'"eterna schermaglia dell'amore", si vince insieme oppure l'altro muore»
Inserito il 29/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Il mio nome" di Donatella Piras  

Commento n° 176
«Una goccia! E' nulla dentro un mare, ma se ti ci metti dentro e sai dove cadere, allora si! Irrorerai d'amore i capillari, tutti i globuli che scorrono nelle vene e vanno per umori ed emozioni a bussare sul cuore, portando sentimenti e le chimere raccolte dentro i campi che vivono di nubi, di speranze discrete, di canti di nascoste capinere. Una goccia si! A me non è bastato un fiume, un torrente di scrosci e di attenzioni, un delta aperto al mare di nuove tenerissime emozioni. Tu non demordere mai! Vai dentro la tua goccia fortunata, troverai una bocca rinsecchita, due labbra nell'arsura che non ti lasceranno andare e avrai fatto un miracolo con la tua magia.»
Inserito il 27/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Senza nome" di Valentino  

Commento n° 175
«L'amore non si grida si sussurra, come fa il mattino con Amara. Ci vincerà comunque, nonostante le labili lenzuola, che non coprono pudiche nudità della poesia, e il senso del tuo canto vola, poeta di parole corrucciate. La notte e il buio si! Tendi l'orecchio e avrai delle risposte, quando già pensi che nessuno ascolti e ti rimesti insonne e senza vesti nel letto del tuo amore e del tuo pianto. Piogge di sale e d'erba avrai dentro il palato e nella gola, saranno ancora lacrime, calde e bagnate, di un'anima sola, che sta, incartapecorita e muta, in attesa del brio di un'altra aurora.»
Inserito il 27/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Buio" di Rasimaco  

Commento n° 174
«Raffinata, elegante. Nel nostro costume femminile, sull'orlo della gonna di orbace si appone una striscia di broccato bianco dipinto a colori floreali o ricamato in seta. Lì è fuggita, timida e discreta, l'ala di fantasia, quella che vorrei sempre vicina, per sentirmi poeta di statura. Ma a questo basta Amara che, fine, ci prepara un saggio di bravura senza meta: nasce con il sussurro del mattino di una giornata nuova, dopo la notte tacita, avara di promesse, zittita da civette e senza luna. Quindi il solco, maneggiato con cura dal colono, sul quale scorrerà l'acqua di fonte, poi il seme, il germoglio, i petali che danno una carezza, il velluto per i piedi scalzi, broccato per un canto di regina, ...e il sogno spicca il volo di mattina.»
Inserito il 27/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Come broccato" di Amara  

Commento n° 173
«Un incontro, un viso, un angelo terreno, una voglia di vita, un angolo, una zolla aperta all'acqua dopo l'aridità di tanta arsura, una figura dolce che cammina, si ferma e poi ti guarda, si china sul tuo bacio e ti trascina, una canzone tenera, un soffio che richiama all'esistenza, un volto ancora, e la mano, quintessenza di compagnia e d'amore, tenore di melodica canzone, soprano fine e lieve votato ai melodici abbandoni, trasparenza che si sfuoca del tutto e poi scompare, un obiettivo lucido di lente trasparente, meteora che non mente la libera canzone quando il cuore, stanco di solitudine e di pianto, cerca l'abbraccio di altro cuore amante, moviola che trascina l'azione piano, disamina di senso e di ragione, brina di un'alba nuova»
Inserito il 27/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Un altro nuovo domani" di Nicomar  

Commento n° 172
«Non so da dove venga e dove vai, so che ti leggo e assento, e quella cosa lì...ma non parliamone proprio. Son cose da Briatore, sor conte, imperatore di povere donzelle alla sua corte. Son cose estranee e ruvide, sotto la finta pelle che parrebbe di cipria sulle modelle stinte, con le tette di plastica, povere raganelle, tenute sullo stagno senza poter cantare! Cra cra, cra cra! Non si volta nessuno. Il tintinnio di greggi, i pascoli, le rocce, i venti, i mari coricati sui lidi, le strade che si arrampicano, sono ben altra cosa. Cerchi quest'altra via, il caro turista viaggiatore che voglia un po' capire che cosa sia l'amore che lega un uomo al suo pezzo di terra. Bando alle ostentazioni! Guerra a smodate e barbare invasioni!»
Inserito il 27/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Pantegane a porto cervo" di Michaelsanther S  

Commento n° 171
«Aspra e sincera, dissacrante, iconoclasta! Ma di che pasta è fatta la poesia? Qual'é il delirio di questo poeta? Bello e trasgressivo, bastardo quanto basta, ma forte e delirante in melodia. Uno spartito scritto alla rovescia, una lettura in controcorrente, senza salamelecchi, ma vivo di incompreso patimento. L'amore è uno sgomento cacciato dalla notte con le stelle, destinato a finire come un bagliore rapido, che attraversa la notte e poi sospende il lume maledetto, come sul letto, triste, la puttana che ha scaldato una testa sul suo petto. Visione di un amore senza scampo. Peccato! Se tu avessi sentito come un lampo la voce di un'affabile chimera, avresti qui mostrato altra maniera di cantare l'amore e la tua sera. Non toccare le stelle!»
Inserito il 25/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Lasciate stare le stelle" di Michaelsanther S  

Commento n° 170
«Detto che sedevate forse sotto un albero di mele, ho letto con piacere la poesia scritta con trasporto e con malinconia. Quando si volge l'occhio al tempo andato, il poeta diventa magico, e magia esprime nei suoi versi, per mandato di un gene che fa dei capillari la sua via. E' il ricordo che irrompe e che colora il tratturo campestre, quell'angolo di cielo al quale ci si ispira per rivivere i giorni consumati. Negli occhi si ravvivano i riverberi dell'emozione e della fantasia, e torna prepotente quella scia di luce, come fumetti appena acquerellati fatti con segni nitidi e incompleti. Il cielo alto sui campi, e il lievitare dei corpi sopra i tetti, confusi in un amore che oggi dà mestizia, ma non strazia il suo verso di dolore.»
Inserito il 25/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Ancora insieme" di Marco La Rosa  

Commento n° 169
«Dolcissima lirica intrisa d'amore con riferimento al poeta che l'amore cantò come nessuno per la donna compagna ed il suo stato d'eterno amante non compreso e solo. In compagnia di idilli Leopardiani abbiamo fatto sogni da poeti, che tosto abbiamo messo nei cassetti, incalzati dall'età e dall'infrangersi dei piccoli segreti che avevamo nel cuore speranzosi. Poi ci si sveglia e il giorno ecco che muore, e lascia il posto alla placida sera che bacia tutti e tutti rasserena con fiato di profonda comprensione. Allora ci ritornano alla mente i voli degli amori e degli inganni, i problemi da "grandi" ed i malanni scoperti con il tempo che si avanza. Ci rimane la timida speranza di un placido connubio con la sera, amica amata quando si dispera»
Inserito il 25/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Come sul Tabor" di Luciano Tarabella  

Commento n° 168
«Il volo di memoria, canto che segue il tiro del pallone e segna un iperbole nel cielo, sale alto, acora su, arriva al culmine e poi scende, batte al suolo e lì si stende il bimbo che ha battuto forte le ginocchia. Io ti seguo nel volo, perché quello a ritroso è tenera poesia dell'esistenza, poi ti lascio quando ti svegli alla dolce presenza di un bacio, o forse no, hai fatto un salto nell'adolescenza, quando gli amori sgorgano come acqua di fonte che batte sulla pietra e poi si fende in una iridescenza luminosa. E' luce solo un attimo, é luce il sogno che non porta niente se non un dolce battito d'attesa, é luce l'incertezza dell'intesa, é luce la tua mano che è protesa a chiedere conferme di illusione. E' luce quella età e il tuo sermone.»
Inserito il 24/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Un attimo" di John Truecooks  

Commento n° 167
«E' lieve il tuo passo sulla zolla, come la poesia che ci racconti. Chi mai dirà che rubi? Tu semini leggiadri sentimenti, procedi per i campi e poi li spogli dei suoi piccoli frutti e dei suoi grani, e procedendo bagni di dolce solitudine i germogli. Ti accontenti di spighe, le cogli ad una ad una, non con forza di immane mietitura che rade il campo al suolo e lascia nudo l'humus al pianto della luna quella sera. Avrai per te altre fonti dove sederti con le gambe a croce e narrare di giorni più sereni quando ad arare erano i buoi, quando ogni grano era un chicco d'oro, quando valeva un tesoro il frutto di fatica e dell'amore. Dentro la casa troverai ristoro al dubbio che non muore..."Riede alla parca mensa fischiando il zappatore..."»
Inserito il 23/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Spigolatrice di sole" di Amara  

Commento n° 166
«I fiori no, allora anch'io dissento,
nemmeno il baciamano signorile,
giacché si mostra una cugina ostile
convenga stia alla larga, non mi pento.

Gli metterei nel palmo un bel talento
d'oro lucido come un cherubino,
oppure un gran pendaglio d'oro fino,
uno zufolo dolce come il vento.

Una nota in "bemolle" del violino,
ché in "diesis" l'è dura e non mi sento,
per non fare figura da meschino,

perché potrebbe prenderne spavento,
e non volere più neanche l'inchino
di chi le si avvicini a cuor contento.
»
Inserito il 22/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Il cuore livornese" di Luciano Tarabella  

Commento n° 165
«Che cos'altro posso mai, se Lorenzo mi precede? Chiedo venia del ritardo, pago giusta la mercede. Sottoscrivo ad una ad una le parole del Crocetti, che sa fare anche i dispetti quando storta c'ha la luna. Questa volta per fortuna vede bene e si dilunga nel giudizio che lusinga te, poeta, e poi nessuna, perché qui poesia digiuna e si fa come un'aringa. Ma il tuo canto è lieve e ispira chi ti legge e non ci crede e poi dice in buonafede la sua critica opportuna. Mi delizia il tuo buon verso, questa è mia testimonianza, rendo merito ad oltranza al buon gusto che si è perso. Caldo amore e, per converso, refrigerio e neve estiva, viva eterna la poesia, che mi tiene in sogni immerso. Viva, evviva la poesia, viva, viva, viva, evviva.»
Inserito il 20/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Ti racconterò di me " di Kiaraluna  

Commento n° 164
«Stupenda, originale. Nella dichiarata arrendevolezza leggo un amore senza pari, una dedizione dell'anima e del corpo che solo un amore cieco e incondizionato può giustificare. L'azione dell'adeguamento di un corpo a un corpo, di un'anima a un'altra anima, traslata nell'atelier di un'artista aggiunge tempra e fascino alla poesia. Incanta questa lotta quasi fisica per far aderire lo spigolo all'angolo, ogni rotondità al proprio incavo, ogni poro a un altro poro, in una simbiosi carnale, un amplesso totale che sublima l'incanto di un amore non definibile in maniera migliore e coinvolgente. Straordinaria forza del tuo verso, poeta, che riempie di gioia, e il tuo talento è pari al grande amore che hai descritto."Potresti... cancellarmi". Io sto zitto.»
Inserito il 20/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Bambola" di Mirella Prandelli  

Commento n° 163
«Mi accingevo a commentare, leggevo e cercavo di comprendere aiutato dalle parole del poeta, poi il sussulto davanti a quell'immagine scabrosa. Non resisto, forse pusillanime, ma no! L'atrocità non serve. La poesia stemperi il dolore, per quanto acerbo, e lo consegni al mondo, alla sensibilità degli altri, poeti e non, obbedendo ad una missione di acculturamento, di diffusione e di presa di coscienza davanti ad un problema che esiste e davanti al quale non ci si vuole nascondere. Anzi! Ma non si può turbare con forza l'altrui sensibilità, io non reggo e chiedo il tuo perdono se dissento dal torbido che affiora nell'immagine, ma amo pensare al verso che arrossisce di vergogna, e non scolora l'empia brutalità che ci addolora. Mujer, perdona!»
Inserito il 18/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Crudele" di Nadia Mazzocco  

Commento n° 162
«La fine di un amore, e amo pensare che sia "un", non "l'amore", e magari il primo anche se, sacra verità, é quello che davvero non si scorderà per il resto dei giorni. Ma l'amore non si spegne finché c'è un alito, anche se quello perduto si è spento con la rapidità di un soffio. Nel momento di un abbandono, di una fine, di una esalazione tanto inattesa quanto dolorosa, si erge possente, erma a braccia conserte, la provvidenziale efficacia del ricordo, della memoria che propaga il senso e l'emozione di una fetta di vita che si chiude. L'erma ci guarda, fragili e già vinti, porgendoci la mano, e noi si va a ritroso, ripercorrendo cammini di soli luminosi, sentendo vivi i magici respiri, e l'odore di un corpo che non ci siede più accanto.»
Inserito il 18/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "In un soffio di voce" di Carla M Casula  

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