| «Fragile e coinvolgente quanto possa esserlo un sospiro nelle tenere spire della notte. Non il rullare di un tamburo ma il frangersi impalpabile di una goccia che si scinderà in cristalli per posarsi su un cuore di bambino, quello devi ascoltare, alito di mistero che bussi al suo giardino, cercando di capire che lì, lì troverà la pace il cuore che non frena la smania dell'amore, che salta, urla e sbatte la rabbia del suo corpo in ogni dove, e tace infine, tace, posandosi sul seno della notte. Agile e bel canto che contrappone all'urto la tenera carezza della notte, al rullo del tamburo la leggiadria del vento fra le foglie, a un cuore senza pace la gaiezza di un altro che non cresce e che sarà preghiera rivolta all'infinito di un amore.» |
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Inserito il 17/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Semplice" di Amara |
| «" Ite bella chi ses cantu m'aggradas..." cantaiat de asie una oghe intonada in d un'ateru tempus de istajone passada. Oje tue rennovas cun limbazu sapiente, su modu tou differente de cantare s'amore, e lu faghes cun tonu chi toccat cordas de coro, e m'ammentas su sonu de sas campanas d'oro, e m'ammentas su sonu chi non poto olvidare, de s'amena maghia chi non m'est pius torrada.» |
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Inserito il 17/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Ricamos de oro" di Lia |
| «E mai "si verta in alba..." duri la notte ancora e con essa il sogno di infinite carezze sulla "pelle d'ambra". Soffi di versi, madide emozioni, gesto d'infinito amore quello che porta a rimboccare un sogno che si adagia lì, al tuo fianco, e tu lo baci con lacrime e sospiri, sapendo che opporrai risposte incongrue appena spunterà quel dì... Poeta, affondi elegante il tuo sentire, e poi lo sciogli in versi che chi ama poesia può benedire. Trasporta il tuo dolore, trasporta la tenera carezza della notte che non può, che non ti deve un attimo lasciare... Grazie al verso l'anima innamorata può volare e ritirarsi in segreto, magari su una stella, e stare lì a guardare l'intricato mondo del penare, umana eredità della vita che non si sa svelare.» |
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Inserito il 16/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Raggiante" di Orma Detruria |
| «Cleopatra, mito e fascino della bellezza a tutto tondo. Oltre non vado, della mia erudizione non rispondo, e mi fermo piuttosto alla scoperta di questo ameno canto, ora acerbo, spietato e senza veli ora tenero come il palmo della mano di una vergine bianca del Parnaso. Vigore, e scontro, e lotta di amorale condotta che non ha il suo miserere, che non chiede perdono, e nella storia aleggia dissoluta la nomea, principessa d'amore e di tripudio, di carni passionali e di un sussulto davanti all'uomo che le sta accanto e giace, lontano dal comando e dal culto che raggiunge gli estremi dell'impero. E dopo tanto inganno e tanta pena, tanta ingiusta barbarie di condanna, si alza l'assoluzione del poeta che la consegna, amabile, all'eterno.» |
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Inserito il 15/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Cleopatra" di Carla M Casula |
| «Cerco di farmi capire, di dire cosa mi spinga alla gioia di tradurre al mio cuore il senso di una cosa diversa, un'"altra" che non è la mia. Amara è maestra e fa sgorgare magia dai versi immaginifici del suo squisito poetare. La solitaria rincorsa al piacere, letto non come capriccio ma come segnale di vuoto, di un profondo, dolente, ristoro all'arsura. E chissà perché lo trovo "dolente" anziché scelta ponderata e matura. Il silenzio, la brevità, la fugacità dell'"incontro" paiono l'ultima spiaggia di un momento in cui solo la mano ci ascolta. Amara, poeta, non mente, e regala un quadro di raffinata fattura che riesce a smaltire il dolore, a superare sconcerto e paura, a descrivere tenerezza e candore di un amore che non c'è ma si sente.» |
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Inserito il 12/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "La pace che non basta" di Amara |
| «Il richiamo alle cicale e agli orti è cosa che mi affascina e mi attrae, gli uni e le altre sono riferimenti che danno respiro a un tempo che non c'è, sono richiamo dell'anima, voce nostalgica di vita che è passata. Non conosco l'età del poeta, ma può succedere che si abbia nostalgia di cose mai conosciute, e questo per le spine del presente, per un sostanziale disagio interiore acuito dalla sensibilità poetica, una sintonia che non c'è e che non cresce in ragione diretta dei giorni. Oggi ci sono i "demoni" e si evoca il bordello. La figura (di stampo cittadino) si screpola nel contrasto con orti e con cicale, divagazione lirica ed amena, non pensabile dove esista il piacere a pagamento. "Tacciono i fiumi e le cicale negli orti..." questo verso su tutti!» |
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Inserito il 12/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Pianto d'un maledetto (In compagnia della noia)" di Diego Bevilacqua |
| «Dell'Orma si sente anche il passo, il piede che lascia l'impronta. Io amo questa scrittura che narra, che canta e colora con sensibilità raffinata un compagno di viaggio che si dilegua all'aurora per cambiata regia. E' abile la cadenza del verso che qui assume raffinato colore, e apprezzo il bagliore che qua e là mi concede, vicina alla mia opaca ragione, e non già, come spesso succede, la lontana parvenza di ciò che non esiste, che non è all'embrione, uno sfoggio spietato, una ridda di vuote parole che non sanno incantare. La bianca nottata, chissà per quale emozione, e l'erma coperta di muschio che si affaccia stupita dall'acqua e che sta, compagna di carezze sul fianco, testimone del bianco che alla notte si dà, per insonnia d'amore.» |
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Inserito il 12/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Un caro compagno" di Orma Detruria |
| «Eva. Oh si, vorrei essere Adamo! Tanto è sottile, al limite dell'invisibile, l'amo che protende il poeta/pescatore con mano tesa oltre la rena, e presto affoga dentro gli inesplorati mari di passione. Limpida versione di contagio che nasce da "folata improvvisa", e qui svesto, con pena (ché scherzarci è leggiadria) la divisa di buffone e indosso l'abito d'artista, come di chi si picca di sapere che cosa sia poesia dentro il piacere. Di più non posso, in fondo no, questo non è mestiere mio, ma femminile e candida maestria. E' placido l'adagio, incalzante il crescendo, possente l'"esplosione di gioia smisurata", e quindi dolce il fiato che riprende a cadenza regolare. Il senso espresso con limpida magia, diventa qui poesia, e io la ascolto.» |
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Inserito il 11/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Eva" di Orma Detruria |
| «Poeta, non è tempo di sconforto!"Era il maggio odoroso... porgea gli orecchi al suon della tua voce..." In prestito Leopardi per dire che altre volte ho udito di slanci e di rovesci, quelli che umana sorte ci prepara, ma questa che oggi canti è pietra dura, granitica, e per quanto forte e pura rimane muta e ceca, non volge gli occhi avanti, oltre la fredda spiaggia settembrina. Che cosa ti molesta e mi cattura? Disincantato lettore, io non ho statura per fare quel che faccio: commentare indecorosamente la poesia. Verrà l'estate d'oro, giornate lunghe e piene asciugheranno pianti di paura, ogni venato e tenero languore che nasce all'alba dell'età matura. Sento chiaro l'afflato di stagione, con l'armonia dei versi, tradotto in ammirevole emozione.» |
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Inserito il 10/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Naufraghi" di Orma Detruria |
| «Acqua passata ...continua la metafora e il poeta segue l'eterno canto verso il mare. Fresca e ridente, bacia e benedice l'aria al primo sussulto della fonte, si apre e si prepara a dissetare uccelli, a spargere i sonagli dei ruscelli, il tintinnio d'argento per sogni di poeti e menestrelli. Così giunge dai boschi alle radure, ai rigogliosi pascoli, a dare nutrimento alle pianure. Tu rimpiangi il momento e la frescura ch'ebbe nascendo, parto naturale, miracolo d'incanto e di natura, quando sembrava un filo di regale, adamantina pietra, chiara e pura. Poi nel cammino, come fiore al sole che non abbia difese per l'arsura, china la sua corolla, alla paura ripiega tutti i petali e poi muore, dando l'ultimo bacio alle sue aiuole.» |
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Inserito il 08/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Dalla fonte... al delta" di Angela |
| «- E tu chi sei, pennuto alato e bianco che volteggi per aria e non atterri? - Io sono quello a cui tu versi un'ampolla dei tuoi fitti pensieri, e bevo dentro il calice e l'amore sento divinamente entrami in corpo, quando ti ascolto e lascio che il trasporto mi seduca ad un viaggio senza pari. Compari e poi scompari nella musica scritta da quel piano, per una nota che vola come il passo felpato nell'entrare. Vibrazioni e sensazioni estreme, passioni e miraggi vaporosi che fumano nell'aria come profumi arcani e inebrianti. Tu che stai nell'ombra e degli amanti senti tutto il silenzio e anche l'ardore sicché il tuo sentimento si fa "odore", come tu fossi di specie ferina che segna il territorio e un passo avanti non mi concedi più, cara regina» |
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Inserito il 07/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Chi sei?" di Grazia Bianco |
| «Basterebbe tacere. Così affidi al tempo di una nota, un tasto che batte sulla corda, una vibrazione che sale per il tocco di un dito magistrale e inonda il cuore di malinconia. Un " per sempre " sbiadito, consumato, vola via, svelando solitudine e rimpianto. Ricordi ancora vivi ed imponenti che scorgi all'altro capo del tuo viale, ma non vengono incontro, vanno più là, lontano, mentre il tuo corpo sale, e segue, e alterna l'ombra dei cipressi agli sprazzi di luce che feriscono gli occhi e fanno male. Anche gli alberi, pieni di fraterna comprensione, si chinano con garbo al tuo passare, ma tu non hai più membra, ormai sei mistura di sangue e di mistero che lievita dai piedi di un altare e raggiunge l'abbraccio dell'eterno.» |
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Inserito il 07/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Niente da capire" di Orma Detruria |
| «Forse la luna in un altro emisfero ha udito il tuo pianto, ma, si sa, la vita non è solo dolore e non è solo chimera. Dopo il gelido inverno giunge la primavera ed il sole ristora amori che hanno vita assai breve, le ali della falena che volano e durano un giorno. Un passo, una pietra, e il mosaico si stende nella strada che cresce e si allunga, la vita continua e contiamo, trascorsi, gli anni che hanno una storia. Quella è la memoria che ci spinge e ci forgia verso i giorni a venire, ma davanti sta il sole, e lì la vita protende in un empito che la natura regala, come il virgulto che cresce, lasciando l'umida terra, stende al cielo le braccia, in cerca di luce, e abbandona la traccia del parto che l'humus tosto richiude.» |
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Inserito il 06/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Un miserabile rifugio" di Orma Detruria |
| «Impalpabile e dolce come la tenerezza dell'amore, come la cara amante che mi seduce e quindi mi addormenta, con l'oblio nel corpo e nella mente. Donna, mistero mai capito, amore anche tradito e non so come, sogno vagante e voglia, come la nuda foglia che si dispiega al vento e poi si cela in qualche arbusto arbusto, là, vicino al mio guanciale, dentro la tua poesia che adesso vola e sale tutte le scale della mia bugia. Questa che dico, no, non è una piagneria: é timida ammissione al canto del poeta, connubio che mi unisce al verso tuo ed aspetta che si alzi questo giorno, per dare a chi c'ho intorno il ruolo che le spetta. Ecco la donna mia: regina, amante e ninfa, sonno perduto, e fola..." ...il dio che atterra e suscita, che affanna e che consola..."» |
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Inserito il 06/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Feritoie di sole" di Whiterose |
| «Poesia che segue il canto del poeta cui è dedicata, e lo spettro solare di quella amata terra, la Spagna, tanto simile alla mia. Tutta l'aria si veste di luce e di colori, con frutti, sole ed ori che sanno di arso e vivido, di caldo e penetrante, come un alveo di odori e di profumi. "Miele e vento" come "dolce e parola", e il rosso melograno come bocca che dispensa sorriso a chi non spera. "Hermosa", a questo ho subito pensato perché c'é in me l'idea di " Cando ti miro hermosa restat su coro meu palpitante, cal'istella brillante paret chi siat pro me luminosa..." Canto della mia terra e... nostalgia.» |
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Inserito il 05/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "A Federico G. Lorca" di Annysea |
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| «Dolce, con profondo dolore che non ha speranza, triste come una landa che prosciuga ogni lacrima residua sicché parrebbe inutile anche il pianto. Poeta, tu sei avezza ad altro canto, e con questo mi induci a riflessioni sulla vacuità di cose ed emozioni che parrebbero eterne, poi si stingono al tempo come le tinte magre come l'inganno dei dolci colori.» |
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Inserito il 05/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Non piango mai" di Amara |
| «In carta pergamena scriverai la fine di ogni pena, lo stordimento d'oppio, e sentirai nell'accordo la piena armonia del "la maggiore". Negli spazi senza confine ti catapulti dentro i sogni di panna e lì ti avvolgi per una ninna nanna, in un'ebbrezza che è dolce e non affanna, che dà stimolo al canto e non si frena quando disponi l'animo all'ascolto di melodie che sono nel creato, e dentro quel sentire che c'hai in vena.» |
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Inserito il 05/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Di sogno in sogno" di AnnamariaMilazzo lightdark |
| «...e tu non la raccogli. Ecco la mano, ecco i miei pensieri spogli che stamane io dedico al tuo intenso adagio che bussa e infine entra nel giardino. Voli, petali e venti d'oltremare ti giungono pegni di salsedine e speranza. Vedrai agguanterai la mano, le dita cercheranno le altre dita, in un intreccio di vita e di emozioni che cercherà il suo volo. Nell'aria e nei profumi l'anima si desterà stordita, ma sarà un dolce e vago stordimento, nutrimento ai tuoi versi, al tuo talento col quale oggi mi fai cosa gradita.» |
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Inserito il 05/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "I sogni" di Amara |
| «E' forte l'immagine e, chissà perché, io l'ho tradotta in scena d'altro umore: L'urlo senza pietà è diventato l'urlo dell'amore, e neanche disperato, ma pregno e denso di fatalità. Le emozioni per quanto siano lontane io non le trovo vane e a te hanno dato voce per questa amenità.» |
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Inserito il 05/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "L'urlo" di Serenasilvestri |
| «Ma la parola, no, non puoi fermarla, lascia volare quella dal bastione, incontrerà sorelle per la strada e faranno concerti a non finire. Le stelle ti daranno comprensione che non è una cosa futile né vana, l'amore sarà il bivio in cui spartire la strada che ti porterà lontano senza sapere dove andrà a finire. Non è futile l'amore se cerchi una speranza per sognare, se vuoi colmare il vuoto di passione, se vuoi tenere viva l'ombra del tuo respiro che conta tutti i battiti del cuore. Orsù non ti fermare, ecco il tuo spazio, vivilo da poeta perché quello è la ragione della vita. Appena un po' più in là troverai la più dolce compagnia e tu la seguirai, poeta di tristezza e nostalgia.» |
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Inserito il 05/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Bastioni silenziosi" di Lina Sirianni |
| «Papà, ma senti cosa dice la figliola? Fuggi da quel momento e da quell'ora, regala a chi ti cerca e non ti avrà, un tuo respiro ancora, solo mezzo sorriso di bontà. Fai che lei ti chiami, e tu senta la voce che giunge da lontano e che ti implora un sorriso accennato, un gesto con la mano, una carezza tiepida, e sarà il caldo per l'eternità. – "Figlia, come giunge gradito il tuo cantare, dammi la mano, sediamoci un po' qua. Dimmi di te, ma non sfogare il pianto, la luce dei tuoi occhi è il caldo che ristora il tuo papà. Non velarli giammai, fai che la luna e il sole aggiungano parole al dolce tuo sentire che mi lusinga e che ti rende onore. Sono solo un po' stanco, non ho altro da dire, ma sento un gran conforto se leggo versi di serenità.» |
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Inserito il 04/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Papà" di Antonella Bonaffini |
| «Apprezzo il canto. Si, intendo proprio la cadenza del verso, lontana da certa strana forma di poetare, che rinsecchisce il verso e lo consegna al gusto, poco godibile in verità, di far sì che nulla si comprenda e si pretenda il plauso di chi stava ad ascoltare. Orbene, a me arriva il canto, cosa che mi cattura senza motivo apparente, come l'empito che comanda a un uomo di amare quella donna anziché un'altra. E quindi il senso chiaro e trasparente che porta la mia mente a interpretare, a seguire l'exucursus di ragione che affonda nella coscienza di maturità, e nella perduta, dolce, insensatezza che ci abbandona con la bella età.» |
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Inserito il 04/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Stoltezza" di Antonella Borghini Anto Bee |
| «Respirare. Perché è profondo il respiro che sai dare, davanti al sole che bussa già alla sera, e tu gli schiudi l'uscio col garbo del padrone di casa, e la dolcezza di chi sa cantare. Su tutte la prima, i primi quattro versi che alzano il sipario su un quadro di ammirevole regia: "Indaco/lo sguardo del tramonto,/e le prime stelle /a salutar la luna..." (Mi viene in mente Lorca ) Poeta, sarà la tua magia, sarà l'estro poetico che conta, ma, credi, è gran fortuna saper cantare e avere leggiadria. Il tramonto di solito si ammira e invece qui ci guarda e ci rapisce con la sua malia... non si compiace di sé, e a chi gli dedica il respiro e la lettura mozza, di colpo, il fiato e " Taci – pare che dica - ...le prime stelle a salutar la luna."» |
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Inserito il 04/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Respirare" di Paolo Ursaia |
| «Suona chitarra all'anima gitana, suona per lei la dolce melodia, suona quel tango della fantasia che tanto la ispirò in una notte che non è lontana. Suona, strimpella, e suona, accompagna la voce del poeta, di quest'Orma che fugge e non accetta sopra di se che il canto della luna. Suona per i vicoli del cuore, entra nel basso che non ha padrone, dove un vecchio grammofono continua a ripetere la solita canzone. Motivo antico, musica retrò. Intanto il tempo passa, ma qui no! Qui si fermano i respiri, le stagioni, e i sogni di improbabili chimere. Per qui sono passate le sirene che hanno invaso una notte, e hanno acceso i battiti e le vene al suono di quel tango, e un abbandono schiude le bocche al bacio, tacendo le terrene schiavitù.» |
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Inserito il 04/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Tango" di Orma Detruria |
| «Coglierlo, e perché no? Brucia se muore in una sera, ma poi non muore mai perché ogni attimo vissuto nell'amore, facci caso, dura un'eternità» |
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Inserito il 03/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Improvviso" di Marinella Addis |
| «Che dire? Sono amante si sogni e di poesia, ma tu, poeta, aggiungi una malia che cresce con lo scorrere dei versi. L'intensità mi è cruccio e l'eleganza é mestiere di pochi: i più poeti di costume, e di lagnanza vana gli altrettanti, dentro i quali ci sono, ed ho speranza che venga fuori presto, e possa entrare infine alla tua "stanza" (nel senso letterario del termine) . Accade che a parlare dell'amore si possa imbrattare una figura, ma tu hai il senso giusto e il giusto canto: liberi, con l'ardore, voce diletta e pura a chi, imboccando l'ultima stagione, con misto di pensieri e di paura, gode del tuo respiro, in questa inarrivabile canzone. "Getto un grido/nella scala dei tuoi suoni" ...non trova paragoni questo meraviglioso tuo sentire!» |
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Inserito il 03/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Plenilunio" di Orma Detruria |
| «Entri nel mio attimo e ti acchiappo, Tonia, poeta e fervido tepore. Ti trovo immersa in un profondo amore mentre io canto spento ogni languore. Tu non leggermi, no, tieni i tuoi fuochi in questa vita breve e avara di quei giochi che tu tanto decanti, e mi fai bene.» |
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Inserito il 03/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "La tua fiamma brucia!" di Tonia |
| «Ferma! Ho appena detto a un altro che portasse su da terra un oleandro prostrato. Tira su il capo, ranuncolo di grazia, volgi i petali al sole, ché la tempesta - vedi? - è già passata. Poesia d'affanno e di paura, immergi il capo dentro l'aria che respiri. Vedi? E' grazia ancora quando ti avvicini agli uccelli, piccole creature, che lasceranno i nidi, ma non per le paure di soli arroventati, di siccità bollenti, di spaventose arsure. No! Voleranno alti nei pini, e daranno i loro canti agli amori fortunati, uccelli anch'essi con ali di emozione, che non avranno più rimpianti, giunta com'è, tra gli scrosci, questa meravigliosa primavera. Qualcuno starà solo, quando si farà sera, forse un passero pensoso, anima tanto amata e tanto vera.» |
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Inserito il 02/06/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Ancora ieri" di Orma Detruria |
| «Denny, un urlo di una rabbia misurata, ma fresca, viva come l'ho sentita. L'impulso, lo slancio e l'ira giovanile contro questa notte che non vuol finire di parlarti di lei. Con forza viva m'inviti al tuo destino, per leggervi sconforto e malattia, quella che prende quando lei va via e tu ti trovi solo e sai perché. Quasi avessi un foglio fra le mani stracci e butti stanotte quello che vuoi non sorga anche domani.» |
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Inserito il 30/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Stupida notte" di Denny Show |
| «Che l'amore non sia eterno lo dicono i pioppi quando baciano le stelle, eppure le corteggiano ogni sera, che il vento spiri gelido d'inverno o che respiri i cielo a primavera. Ma la poesia, si sa, ride sincera, e noi crediamo che non muoia mai l'amore nato, complice una sera. La poesia ci inganna e ci trastulla e i poeti, eternamente invaghiti, sono dispensatori, in buona fede, di tenerissime e candide emozioni. Ma la poesia che canti, meraviglia, mi dà la luce e il lampo tuo geniale che coglie nell'immenso spazio astrale la voce dei nascosti tuoi pensieri.» |
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Inserito il 30/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Poeti" di Momo |
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