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Trovati 521 commenti di Gesuino Curreli

Commento n° 131
«Tenerissimo ricordo infantile che avanza e cresce con l'età matura, e la poesia, si sa, che va giù dura ad allattarci con la nostalgia. Diventa dolce ebbrezza, fine rapacità di un bel godere quando incalzano gli anni e si è contato già tanto patire. Muto vola l'aprile, brevissima è la candida stagione tant'è che gli anni, quasi fossero ieri, sono lì, pregni dei bei colori e dei pensieri volati nell'azzurro, dove girava il falco che accendeva di mille desideri la candida, innocente fantasia. Il falco come un angelo a volteggiare su quel tronco cavo che diventava nicchia di un amore vissuto col candore del giorno fugace che non torna, e riempie il tuo ricordo di smisurato e vergine stupore. Ecco il tuo Lele, guardati, ma sono gli anni... sei tu!»
Inserito il 30/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Crescere" di Orma Detruria  

Commento n° 130
«Tu parli di fertili nascondigli e io vedo i tuoi occhi ai quali togli la ridente parola, finché ne senti un'altra e ti consola, prodiga di consigli. Questo racconti e non ti meravigli di tanto amaro pianto che ci confidi con franchezza e canto.»
Inserito il 28/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "A scivolar silenzi" di Whiterose  

Commento n° 129
«Con il vento io scambio le carezze, ma lui non ha le mie che si perdono spesso in frivolezze di versi. Vorrei rimare ed essere al suo pari, ma taccio e ascolto il pallido soffrire di quell'immensità che mi conviene. Tu, poeta, col vento trovi il senso di un'ombra fuggente sul tuo viso, sollevi gli occhi e cerchi il paradiso, ma trovi sorridentte un aquilone, e qui mi sfugge quale sia il penare di chi non giunge della vista al fine. Pare che ti compiaccia e lì ti fermi, nell'ombra di quell'attimo, e ti siedi in attesa di una prossima folata alla quale dare l'anima, per sorvolare torme di pensieri.»
Inserito il 28/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Ali nel brivido" di Amara  

Commento n° 128
«Dall'ipotetico vertice allontani il punto di veduta, ma allarghi l'orizzonte dalle cose d'appresso a quelle che compaiono lontane. Esala il fumo e senti l'alito bruciato dei pensierie che esamini e sezioni. E' sconforto; è pieno di tristezza l'acquerello denso comunque di dolcezza e canto che stempera poi l'animo, e commuove il gesto della mano protesa, nonostante tutto, a cercare un'intima carezza.»
Inserito il 28/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Separando" di Amara  

Commento n° 127
«"Dolce colore d'oriental zaffìro..." penso a padre Dante e poi sospiro, e poi sospiro ancora quando scorgo nei versi dipanarsi, piena di speranza, un'altra aurora, che stende le sue ali sulla "fuggente notte" e quindi si colora di zaffiro e turchese. Poeta, quale mai fu il sogno che pretese di tacere quest'anima al bel canto? Ti alzi ebbra di gioia e la nottata tace dei sogni tuoi, non fa la spia neanche alla dolce aurora imbellettata. " Sei balsamo e follia", continua l'emozione e fuggi via per " campi fecondi" e spiagge addormentate, finché ti avvolge un'estasi che ammalia e che seduce e " sgorga un capriccio" nuovo, pieno di questa aurora e questa luce.»
Inserito il 28/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Zaffiro e turchese" di Orma Detruria  

Commento n° 126
«Caro Luciano, questa non la passi,
tu cerchi buona scusa e la Toscana
racconti moda antica, ma la frana
mi taci che ti mette in cuore i sassi.

Sarà forse un'anguilla dei Sargassi,
o della terra sarda una poiana,
un'aquila dell'alta alpe nostrana,
ma ora dicci chiaro che ti spassi

con una donna della val padana,
alla quale distendi i materassi,
oppure una formosa popolana

che catturi, e quand'anche ti negassi
io so non è pantera che profana
la musica dei tuoi stornelli grassi.
»
Inserito il 28/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "La Pantera" di Luciano Tarabella  

Commento n° 125
«Sono qui, poeta, a cercare di te, perché mi ci ha mandato la fata turchina. Non so della tua età, se sei bambina, ma sento come canti il tuo penare. Sei donna e tanto basta per capire la voglia del silenzio, solo di una voce flebile che porti ogni tua cosa alla ragione,. Chiedi se " Viver s'intende morire a tratti"... è come dire che "la morte si sconta vivendo" nell'altalena dei giorni in cui cresce speranza e cresce amore, e poi tutto si cela come in un gioco d'ira, e la sorte non bada a chi burlare. Ma finché c'è vita vive la speranza, e si trova del bene oltre la pelle, se fortuna ci aiuta e ci prepara ai giorni alterni, bui e talora bianchi, pieni di luce d'oro, che cambiano col cambio della luna.»
Inserito il 27/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Vivere a tratti" di Antonella Borghini Anto Bee  

Commento n° 124
«E finalmente! A me, qualche volta, piace anche leggere poesie, concetti, frasi che si capiscano. Perdonami, poeta, prendo da te lo spunto e ti ringrazio per la riflessione che mi stimoli. Bevo la tua chiarezza, il tuo verso limpido al quale il mio commento è aggiunta forse inutile. Bisognerebbe leggerti e tacere, sentirti e non mentire, capire l'attesa della tua anima, la tua solitudine, e da esse salire per le scale che portano all'umano disquisire. Viene la nuova estate e non si muove un alito che porti a quell'amore vissuto chissà quando, forse perduto, forse mai conosciuto, se non nel sogno della passata primavera, che ha ceduto ai fantasmi i petali della sua chimera. Amore atteso ancora per una carezza all'anima... amore, e non dispera.»
Inserito il 27/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Un vento caldo" di Paolo Eroli  

Commento n° 123
«"...e il destino che rivendica il potere" e "...L'aria sferzata si risana": ecco le due pepite che ho trovato dopo aver passato al setaccio la poesia. La prima per forza della tragica espressione, carica di reale intensità, ammonimento e guida a ciò che ormai leggiamo tutti i giorni, nella terribile sequela della lotta fra l'uomo e la natura. Alla lunga é poi la terra che chiede conto all'uomo dell'insensata guerra all'equilibrio della civiltà. La seconda che, da sola, senza il verso seguente, basta a dire del ridente rifiorire di immagini e di cose, e mi risuona, pur nel dovuto rispetto di peso e di misura come "... sgombrasi la campagna e chiaro nella valle il fiume appare" Ma tutta la poesia, del resto, parla di una "quiete dopo la tempesta"»
Inserito il 27/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Calma tesa di tempesta" di L Falchero  

Commento n° 122
«Agli aliti del vento tu dai la voce e il canto. E' finito il tempo dell'attesa quand'egli entrava a porgerti la mano ed ora hai solo pianto, ma tu, poeta, sei candido e leggiadro, e smussi il tuo dolore per porgerlo agli orecchi di ascolta. Questo è l'ultimo fine del poetare: riuscire a mitigare lo strazio della più profonda pena per farne una farfalla che vola e si dimena in una danza senza paragoni. Ma sono bervi le belle stagioni, e poco dura il verso dentro la brevità delle canzoni. C'è tanta grazia, c'è e la sento tutta, perché il tuo canto è molto affine al mio, e quando il vento ormai ti ha detto "addio" avverto solitudine, e il brusio di un'amarezza, come una puntura, che evapora dai versi, ma non turba il romantico cantare.»
Inserito il 25/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Soffia ancora il vento" di Nunzio Buono  

Commento n° 121
«Non è la prima volta che sento la poesia così, vicina ma sia concesso dire che questo dialogare mi trascina e riporta a docili parole, prima che il corpo cada, e cada in catalessi anche l'amore. Amara non è nuova a canti di tal fatta, ma commuove, questo è quello che penso, il ritmo cantante delle strofe, del verso che s'inchina al verso precedente e dà le note a quello che lo segue. Tutto procede e vibra di misurato e tiepido dolore, si sente repentina l'ansia di dirlo in rima, con assonanze e ritmo, degna di confessione all'anima che si ritrova spoglia. Il canto non si arresta fino all'ultima strofa, e lì il verso finale cade, si tronca e pare dica dell'aspro avvertimento:"...così la vita/scorre senza segno/ in questa carne mia/ sopita "»
Inserito il 24/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "(ricordi d') accidia" di Amara  

Commento n° 120
«Adoro il timbro forte e contenuto di questo canto che io faccio mio. Vi leggo il mio medesimo respiro che sento affaticato non appena qualcosa sfugge alla mia cantilena dell'ordine scontato delle cose. E' dolce la metafora del vento, abusata, ma qui più rigogliosa, "il sole dopo il pianto" e non il riso come direbbe un altro, malaccorto, cadendo nel banale più deriso. E' pregna di amarezza e di rimpianto, di mestizia leggera e non da' pena, perché quando è poesia si rasserena il senso di dolore più profondo. Poeta, sono anch'io dentro il tuo mondo e vivo anch'io con te, nel dolce verso, il senso più pacato e più sottile di uno sconforto amaro, che va errando, come un vate fascinoso d'altri tempi, di cui nessuno sa, né chi esso sia. Poesia»
Inserito il 24/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Con te che eri il vento" di Rita Minniti  

Commento n° 119
«Non è mai troppo tardi per una notte tersa e profumata, dove affonadare lacrime di una dolce passione che è passata; "...così tra le squarciate nuvole si svolge il sol cadente..." Cantava il Manzoni quando alla tormenta succedeva " l'augurio di più sereno dì" e il colono guardava ancora al cielo come come chi spera venga un giorno "si"»
Inserito il 23/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Ormai è Tardi" di Danielinagranata  

Commento n° 118
«...reca il tuo palpito la carezza della luna che ride ed ammicca." E la poesia è qui, fine poeta, nell'eterno connubio con le stelle degli amanti che aspettano la sera. Da quando l'uomo scrive sulla bufera di cuore e sentimenti, si è detta una sterminata cifra di parole per un momento magico che intriga. Tu trovi la maniera di fare tutto semplice, e spendi cose con mano leggera, senza asfissiare i fogli, pieni zeppi di luoghi e di metafore che sono tanti oramai, in ogni penna, ogni libro, in ogni appassionata atmosfera. Chiami per nome tutto, e metti in evidenza la bellezza del dire senza affanno, senza ricerca, senza forzatura, al contrario di chi si ostina e pensa " ...adesso ti stupisco", ma rimane ancorato a tanta povertà nella scrittura.»
Inserito il 23/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Amore nella sera" di Paolo Ursaia  

Commento n° 117
«..." o non sarà di questa notte il mio risveglio" Guarda la notte in faccia, poeta, se abbandoni l'abbraccio blu del suo silenzio e taci, non canterai giammai le cose che tu senti e piangerai. In essa, nella notte, è ogni respiro di amanti che la luce del sole inganna e nega, perché in essa c'è il bianco barbagianni che intona l'inno per gli sfortunati e prega.»
Inserito il 22/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Notte" di Lina Sirianni  

Commento n° 116
«Gli occhi si rivolgono a levante, quasi ad aspettare il nuovo giorno dopo che la notte... eh si, la notte e lunga! Ma voglio che mi giunga l'afflato di poesia che il tuo bel verso esala, poeta di rigore e di magia, ma non riscalda il senso come il sole che giunge, quando vuole, in ogni dove. Intanto io, girovago a ponente, mi appassiono a quella "solitudine di rango", ascolto nella selva il grido che si leva e piango finché non so perché assomiglia al tuo. La luna, la luna tua lo sa, vestita della bruma del canale dove si specchia e sale alto nella notte il suo splendore.»
Inserito il 21/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Nessuno" di Orma Detruria  

Commento n° 115
«Tarabella, vorrei mangiarla anch'io,
ma do retta al Crocetti sfortunato,
io c' ho l'occhio destro malandato
e il sinistro si acceca dal desìo.

Se c'è la moglie, poi, sono assonnato
e mi addormento a tutto quel brusio.
Non c'è donna che desti il sonno mio,
avesse il corpo snello e modellato.

In verità con me dorme anche il gatto
che prima aveva forte il miagolio,
ma ora è sempre gnorri e spelacchiato

e pare aver perduto tutto il brio.
Non reggo a quella vista, son beffato,
mi sa che non son degno del bel trio.
»
Inserito il 21/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Le donne su' bagni " di Luciano Tarabella  

Commento n° 114
«C'é' la voluttà che solo una sensibilità femminile può creare. Lasciarsi andare e mantenere stretto il senso del buon gusto nel parlare. Che scena ragazzi, é un bel guardare! No, no, scusate! Volevo dire questo è un bel sentire!»
Inserito il 20/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Fiore di pesco" di Orma Detruria  

Commento n° 113
«Luciano tu sei amico del Crocetti
come il Crocetti l'è di Tarabella
ogni volta che leggo quei versetti
pieni di tosco umore è cosa bella.

Sul dolore ironizzi tu in barella,
ma Lorenzo ne dice i tristi effetti
quando incontra per strada i poveretti
e lascia d'ironia la buona stella.

Alla tristezza tu fai i sorrisetti,
lui traduce il sorriso nella jella
di emigranti ed italici vecchietti

bisognosi di pane e mortadella,
buttati dentro gli angoli reietti
di questa civiltà che li cancella.
»
Inserito il 18/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Malasanità (Intervista ad un Primario)" di Luciano Tarabella  

Commento n° 112
«Domani. Qualcosa é perduto ma non ci si rassegna a dare un giudizio finale. Il dolore che morde e fa male, fa scrivere il poeta che piange. Vorrebbe usare lo strale per ferire a morte la pulsione che ancora rimane. Si spegne, si accende, si muove e si spera. Oggi no! E' tremendo sapere che, nonostante il dolore, una vita scompare, si dilegua un amore e non si sa, mistero del mondo, se un altro rinasce. Allora meglio dire domani e non chiudere i conti quest'oggi. Meglio lasciare un tenue, remoto spiraglio, aspettare la notte che porta consiglio, sperare che qualcosa può sempre cambiare. Deciderà domani se far spegnere il fiore. - AMORE, ma quanto sei strano, perché fai penare? - Domani, poeta, domani e, chissà, quel fiore lo avrai tra le mani»
Inserito il 18/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Lo saprò domani" di Kiaraluna  

Commento n° 111
«...ma io leggo il dolore, e poi scopro la colpa, il mancato perdono, il "lontano" é distante quanto lo sia (come nell'ultima strofa) il palesato rancore. Come l'odio che non é odio. E' un sentimento nascosto che tosto si sfalda e si confessa per amore sincero, é una parola spavalda che riempie le amarezze del cuore. Tutto é lì, proprio nulla è lontano e se allunghi la mano troverai quella sua.»
Inserito il 18/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "E di nuovo" di Silvana Poccioni  

Commento n° 110
«Che dire, poeta? Seguo, e anche il mio fiato lo sento come rumore. Ho voluto il silenzio totale, ho ammesso solo il canto di uccelli che giungesse fin qui dal giardino, nel mio studio solare. E leggo, scendo le strofe come fossero scale, poi risalgo e continuo, un altro gradino, e qualcosa mi sfugge, scendo ancora e risalgo, poi mi scorgo a volare, sulle ali di questa bella poesia. Io direi... ma é amore che nasce! Un qualcosa che pulsa fin da sere remote sulle solitarie banchine del porto. E' silenzio, é sgomento, é tristezza, é fortuna, é carezza, é la brezza che si vuol respirare. E' impeto, é fuga, é nota di sommessa mestizia, è moderata letizia che sconfigge un dolore abissale. Una notte non vale, ci sarà pure domani, e sarà ancora amore!»
Inserito il 18/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Il fardello" di Orma Detruria  

Commento n° 109
«Ricchissima di spunti che sarebbe bello decifrare, ma va da se che a scoprire per intero un bel corpo di donna, pur nella sua stupenda nudità, perderà il fascino del pizzico che manca, qualcosa di proibito, come se si vedesse solo l'anca o l'invito al candore di un bel seno. Ah! Tirreno, che tieni a freno la mia smodata briglia! Bella questa poesia quando bisbiglia."La china del tramonto sorge sempre all'orizzonte" Poeta, tu sei il ponte per dove passa la malinconia, e la distendi velata sopra i versi, cucita di metafore lucenti e mai del tutto spoglie. Se il cielo é gravido ma non ha le doglie le voci correranno con i venti, lontano dagli eventi dell'uomo che attende anche la pioggia e soffoca in silenzio i suoi lamenti.»
Inserito il 16/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Per me" di Orma Detruria  

Commento n° 108
«C'è presagio, c'è auspicio, c'è vita e futuro, il canto è intonato e l'orecchio lo sente. Il giudizio intontito non mente, stupefatto di tanto vagare elegante - " Poeta, il senso m'è duro" e qualcosa m'inganna, qualcosa si perde qualcos'altro travaglia la metafora ardente. La narrazione travalica l'idea della favola antica, di ogni cosa reale, e su per la scale vola, ascende, la fiaba fin dove "s'apre la stanza del cielo l'altare imponente che scruta da sempre e cattura gli strali del mare " Oh si! Questo è cantare poesia la più pura che è suono che è voce ancor prima che struttura e concetto. La riva lontana è felicità primordiale, la fiamma e la danza di sapore tribale sono attesa e accoglienza del lamento straniero, giunto lì col veliero.»
Inserito il 15/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Al Tempio" di Orma Detruria  

Commento n° 107
«...che tutto può succedere
dondolandoci oltre la ragione... Eh, poeta, tu fai meraviglie quando fai la visionaria, ma cos'è in fondo la poesia, se non visione arcana, malinconia soppressa nel divenire umano che sgorga qui più pura e adamantina? In rada le vele ammainate del veliero e, sul colle, più in là, alto, l'occhio del vigile sparviero che domina l'approdo dove arriva, sconosciuto, errabondo un forestiero. Quindi al dissolversi dei notturni umori, ergi dalla bruma, e diventi un "trampoliere cinerino", ti fai grillo, e sei rondine che stride, sei aquila mai doma nel pensiero, figlia della magnifica natura che a te da il canto e a noi l'intima gioia di sentirti un attimo d'accanto, per un attimo appena, quanto dura l'amabile lettura.
»
Inserito il 14/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Simmetrie" di Orma Detruria  

Commento n° 106
«"...a parlarti di uno stupore ansante...". Poeti in piedi, rendiamo onore a chi l'amore amante lo canta come pochi sanno fare. Questa lettura, e non é la prima, mi copre di emozione e di premura, mi rende partecipe al delirio, ma il verso mi precede e io non arrivo a quella sommità lirica e pura. Il mio senso la ignora se il suo talento non mi accende i lumi. Canta perché sentirti accende i fumi dell'eros e ci insinua un gran piacere che non é banale. Ci assale la voglia di emulare ma l'intento si infrange nei limiti che ci impone la natura. Questo poeta canta e non ha cura di fare troppi orpelli, nella sua vena è tutto naturale come l'acqua di fonte, come una stella in una notte scura.»
Inserito il 12/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Piano" di Amara  

Commento n° 105
«Una prima volta della quale colgo la forza cruda e l'espressione verista che impaccia (e denuncia? ) . La mia anima nuda non segue la traccia sulla sabbia dorata, ci arriva per caso, ma distoglie lo sguardo dalla rena che fuma, e sente comunque il lamento, che rompe il silenzio del mare. La distesa blu che fa da scenario mentre il cielo si copre di stelle. Poeta, io non leggo lo stordimento di un corpo che attende, vedo gli occhi velati e la sera che scende ad intristire un epilogo che si sperava diverso, e segnare un incontro che si voleva evitare. E' scena di vita che vorrei non vedere: dimmi che va fuori binario questo mio dissertare. Dimmi che il mattino protrae il suo risveglio perché forse è meglio per gli improbabili amanti.»
Inserito il 12/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Possesso" di Orma Detruria  

Commento n° 104
«Vorrei la lanterna e cercare fra le pieghe di questo dolcissimo canto. Mi copro d'umiltà, non sono indovino, e, mentre assorbo ogni senso e ogni sfumato abbandono, do testimonianza, per certo, del fremito che mi pervade quando leggo questa dolce canzone. Dolce anche quando la gazza scompiglia l'asseto del fiore, ma compone elemento di opportuno raffronto con la "cosa" che è sinfonia di stagione, cinguettio di un uccello nascosto, desiderio dentro la sacca nella quale da tempo non avevamo immerso le mani. Ci si accorge dell'"umile età dell'amore - fragile stella ...". Finisce il pianto del "deserto riarso" e dalla "gioia nascerà perdono". Si é già all'alba del domani e, come dice l'adagio, sarà un altro giorno.»
Inserito il 11/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Controvento" di Orma Detruria  

Commento n° 103
«L'amore e il dolore per una madre che ci lascia, oggi, con il tempo che avanza anche per me, credo che abbia un'infinità di metafore per poetr essere espresso, e qui diventa, sottilmente e irrefrenabile, dapprima ago, poi lama di coltello che s'infila sottopelle e corre lungo le carni e il sangue. E qui mi fermo. Riprendo e sento vibrante e sconsolata la fredda solitudine del dopo, che il poeta evidenzia "...di sasso..." al risveglio dall'incredulità del destino compiuto. E' forte la nota posta sul sentirsi ancora orfani, nonostante l'età, e nonostante, come amaramente succede, altre perdite di forte impatto, di notevole coinvolgimento emotivo. L'essere orfani, non avere più la madre, é altra cosa, é altro dolore che, spremuto a dovere, offre altra e alta poesia.»
Inserito il 10/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Il fiore del mio sangue" di Orma Detruria  

Commento n° 102
«Concedersi a quella maniera, sta come alla terra il fiore. Trovare grazia di espressione in queste intime pulsioni è notevolissimo pregio. Il corpo nucleo accentratore delle emanazioni del suolo erboso, del benefico calore dell'humus e del sole. Amore, baricentro... amor che move il cielo e l'altre stelle..."»
Inserito il 09/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Mi concedo" di Amara  

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