| «La trovo poetica. Non farfuglio... di questi tempi, è fortuna per il lettore trovare poesia! La bontà della rima che rimane un fatto puramente tecnico aiuta a calarsi nel fumoso ricordo del bimbo. E chi di noi non ne ha almeno uno alzi la mano. Io la sollevo perché mi ci trovo dentro (sia detto chiaro, senza adulazione o riverenza alcuna per il poeta). Merito della poesia é divulgare senso e traslare commozione, condividere emozioni con chi abbia bontà di leggere o ascoltare. Quando questo avvenga vuol dire che si è trovata la poesia, non necessariamente presente nell'infinità dei versi di ognidove, viceversa vale a dire che si è ascoltato un mero aneddoto o un riferimento autobiografico. Grazie! Grazie!» |
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Inserito il 08/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Notte antìa" di Luciano Tarabella |
| «"...Lieta dell'aer suo veste la luna di luce limpidissima i tuoi colli per vendemmia festanti, e le convalli, popolate di case e d'oliveti, mille di fiori al ciel mandano incensi...(Foscolo) " I cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar... (Carducci)...e Kiaraluna vola sull'humus di una terra che consola e che diede i natali alla poesia, mai Luna fu più Kiara di quella bianca e grande di Toscana...» |
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Inserito il 08/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Della Mia Terra" di Kiaraluna |
| «E' una visione che affascina e seduce. Immagini di sogno in un turbinio di luci e di emozioni. Dimmi poeta quali le canzoni che tu ami ascoltare nel silenzio di quelle notti chiare passate nel riverbero lunare? Dormi, con un filo d'erba fra i capelli, come chi nulla più voglia bramare, perché di lei é tutto il mondo, in ogni suo minuscolo virgulto, nell'infinito brusio di un alveare. Che dire ancora? Tu mi fai sognare nel dondolio del verso e nel tripudio di mille e mille palpiti infarciti di guizzi, di riflessi, e tanti schizzi che fanno il tuo disegno universale. Tu canti e tu sei fatta per cantare perché d'Etruria hai il sangue nelle vene, e il cuore tuo é forgiato per amare.» |
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Inserito il 07/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Assolo" di Orma Detruria |
| «Lasci l'orma in Etruria ed in poesia. Son felice d'averti in questa antologia, nel sogno di un amore che svanisce, nell'impeto di averlo, ma sparisce, e l'alea solo sa se un'altra volta sarà con te a continuare il sogno. Talvolta è menzognero, però talvolta no e dunque, come a briscola, si prende se si può. Ma resta bello il canto che accomuna il forte desiderio e il disincanto, la speranza in frantumi e la fortuna che può farlo risorgere d'incanto. L'amore è tanto bello se non c'è, perché se si ha davanti è già scontato, come quando promettesti il tuo "per sempre", ma fu sordo silenzio da chi aveva avuto tutto già. Lasci l'orma in Etruria ed anche il segno in un disegno di fatalità. Auguri.» |
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Inserito il 06/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "La lotteria dei sogni" di Orma Detruria |
| «Il filo della nostalgia si è avvolto a meraviglia sopra il fuso della memoria, e la matassa della storia si dipana come il volo del falco pellegrino che cerca, senza batter le ali, le correnti ascensionali per giungere a quel punto in cui tutto è puntigliosamente osservato. Poesia di penna e di memoria, di verso breve e lungo che asseconda musica e la storia del "borgo natio", mai dimenticato al pari del primo vero amore.» |
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Inserito il 06/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Paese mio" di Annysea |
| «Credo sia tutto il distacco di un amore appassito, ma che non trova la forza dell'addio. Mancano le parole, quel di più che non è neanche coraggio, ma un groviglio nell'animo. Quando nella notte si attorciglia la smania di una ingiusta sorte a due, e si riempie il cuore di una pena che va oltre la rabbia e giace, ammutolita e fredda, come la calda rena di una spiaggia che lascia i propri ardori quando, di notte, la sua cantilena canta lo sciabordio della risacca. E' alto il senso, la sensualità del verso, il commestibile freddo che propaga l'angoscia che riempie letto e stanza. Sento la pena, sento il disadorno momento che sfiorisce, mentre la convivenza partorisce quell'attimo che é già senza ritorno, mentre gli occhi penetrano il buio, sapendo che così sarà domani.» |
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Inserito il 06/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Zattera" di Amara |
| «Anna, o chiunque tu sia, non potevi darmi di meglio stamattina, dopo l'insonnia che fa tresca con il capogiro per intontirmi di vertigini e di malavoglia. Una scorsa: basta una scorsa, come mi succede per altre belle letture, perché mi resti dentro un senso di ampiezza e di respiro, di alto propagarsi in spazi che alleggeriscono l'oppressione dei polmoni. Quante cose sei! Tante! E tutte mi dilettano e mi sanano dalle malattie che il giorno mi propina, perché gli altri le chiamino piccole manie. Tu mi dai alito di vita quando ti proponi "alito leggero che soffia sulle nubi della lontananza" o quando dici che il tuo nome "é amore per chi ne voglia raccogliere con mani di tristezza". Tu sei Anna; io ne ho avuta una in gioventù, ma non eri tu.» |
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Inserito il 05/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Il mio nome è Anna" di Annysea |
| «Ho dato una scorsa, anche un po' lesta, e non voglio rileggerla perché desidero tenere dentro il sangue il sapore dolceamaro, l'asprigno dolore che ho colto, detto e scritto con eleganza unica. Non mi genufletto, no, non sono adulatore, e mi inchino a quest'attimo d'amore che mi regali tu, poeta di poesia e non di vane rime, cantore di dolore e non un cantastorie. Sento della tristezza che circonda una vita e per essa si propaga, forte e veemente, semplice e leggiadra, al mondo colpevolmente muto sulla pena che é antica e non si sana. La tua poesia ha nei versi il giusto succo di dolore e si lamenta senza strazio ignobile, ma richiama a sentimenti pieni di pietà. Io sono qua, muto, e non la leggerò una seconda volta.» |
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Inserito il 04/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Il nocciolo di pesca" di Orma Detruria |
| «Di getto, pieno d'empito sincero voglio dirti: brava! Brava perché mi fai vedere mia madre, bianca e gracile nel letto del silenzio, da dove mi accarezzava con gli occhi pieni di passione e balbettava appena le parole. Non saremo poeti mai abbastanza per dire dell'amore di una madre, siamo stati figli un po' distratti, ed oggi le vorremmo qui davanti per dare solo un bacio, una carezza. E' tardi e ci rimane il pianto, quello che per qualche stravaganza abbiamo trascurato, e spesso lo vorremmo sempre in gola per trovarci una forma di perdono. Bravo, poeta, che rinnovi nobili sentimenti a chi nel mentre e diventato padre o madre e a quel bel viso bianco va col suo ricordo di frequente.» |
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Inserito il 01/05/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Immobili Ricordi" di Kiaraluna |
| «Densa di solitudine e di sconforto. I pensieri piatti, uguali, tremendamente uguali per lo spirito a pezzi che non coglie un barbaglio, un colore di luce che faccia sobbalzare il cristallino, come quando un grande amico diceva "...ma nebuloso e tremulo, dal pianto che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci il tuo volto apparia, ché travagliosa era mia vita ed é, né cangia stile, o mia dletta luna..." Buona fortuna!» |
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Inserito il 30/04/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Nessun colore" di Amara |
| «L'intreccio di senso e di parola trova suono e candore come meglio non si potrebbe immaginare. La grazia del poeta trova qui, nel suo corpo, l'alito della vita che riprende, quand'anche, per un attimo appena, fosse rimasta tacita in attesa. E come un sole sorge sull'umido mattino e si rivela, come il gorgeggio della barca vela che offre la sua prora al vento, così questa passione si scioglie con il caldo che dirompe, verso dopo verso, e non dispera che infine giunga il sonno e poi l'oblio, dopo tanto abbandono alla voluttà di un corpo. Rasserena il il ritmo che incalza nella morbidità che cela con abile maestria la dolce cecità della passione: miracolo annunciato di poesia. Ungimi della tua benezione, poeta, questo è un tocco di magia.» |
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Inserito il 18/04/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Sono brace" di Amara |
| «Bella e non so perché. Intriga, avverto che mi intriga ma avrei bisogno di leggere ancora una, due, tre tante volte, fino a saziare anima e cervello. Dammi il tuo chiavistello sicché penetri nel senso più profondo di questo canto che é amore, amore grande e vero a tutto tondo. Però tu celi il tuo sorriso e non so se le tue labbra sapranno di vermiglio e di profumo o se avranno la secchezza dei tuoi giorni. Tu stai nel tuo scrigno e non scomponi neppure un solo battito di ciglio, guardi ed osservi chi vorresti amare, ma l'altro non lo sa. Allora ti limiti a cantare e non sai che il tuo dolore è il mio, dell'uomo che sta solo, dell'anima pudica che d'amare vorrebbe avere giusta sazietà. E' bello il tuo silenzio come il dolore che non ha pietà» |
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Inserito il 15/04/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Un segreto sulla tua bocca( ti amo ma tu non lo sai)" di Frammentodimare |
| «"...Ma non sarò il capriccio di nessuno, il corto desiderio di qualcuno..." Mi bastano due versi per farmi innamorare, perché sanno cantare come piace al mio orecchio. Poeta, tu sei lo specchio del mio insicuro andare e in te trovo la sponda dove amo approdare. Eppure ti trascura gran parte della gente, c'é gente che capisce e chi non capisce niente, ma tu non puoi fermare il canto tuo sincero. Sei bravo e lo sai fare perciò devi cantare. Vorrei poterti dire... ma non so recitare, mi spinge a te il tuo verso che mi fa risvegliare come il sussulto al fiore di questa primavera. Secondo me sei bello perché tu sei sincero, così la tua poesia, lontana dagli schemi di facili ermetismi che non cantano e non dicono, ma stridono in fantasmi di suoni tra lamiere che sfregano i mutismi.» |
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Inserito il 15/04/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Il mondo mio" di Frammentodimare |
| «Non arriva alla fronte per un bacio d'amore, e non c'è amore più grande di quello che sente una madre per la propria creatura. E'dura la prova dell'umano distacco, quando si rompe un afflato che natura compone fra persona e persona, ed è grande altrettanto l'abbraccio con il bene smarrito quando lo si trova di nuovo. L'emozione mi vince e non sento il vociare di tante parole che suonano nella composizione del verso: sono perso nell'intimo risveglio che pulsa quando penso al dolore materno. Vado a ritroso nel concerto stonato dei miei giorni di padre e di figlio, e avverto il disagio della madre che implora, per il figlio che non sente parola. Poeta, con la poesia tu stemperi il pianto, é per questo che, affranto, la leggo con sincero trasporto... ed é mia.» |
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Inserito il 11/04/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Mi somiglia mio figlio" di Apache |
| «Io non so di blues, però cedo alla musica dei versi l'ascolto mio che oggi ha il privilegio di parole che non sanno mentire. Non disturbatemi e lasciatemi ascoltare. Bella e profonda come non avevo udito ancora. Vorrei, poeta, dirti " fai che arrivi il canto alla dimora che ha zittito ogni voce e si dispera. Poeta, canta; questa é una preghiera che ci cattura l'anima e consola." L'armonica è la voce del silenzio che esalano le pietre una ad una. Il cane, solo, senza più il padrone, é solitudine umana, e tocca e spezza il cuore di chi assiste impotente al suo dolore. Ma tu hai dato luce al mio sentire, turbato da queste ore di sconforto, tu hai illuminato l'orto dei poeti che vagano per poter lenire la tristezza profonda senza fine.» |
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Inserito il 08/04/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "(s) concerto" di Zima |
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| «Ma non fa meraviglia, terra dal cuore mite, terra dal cuore duro, segna per noi il destino se trema e ci dichiara guerra.» |
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Inserito il 06/04/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "3. 32... 6/4/2009" di AnnamariaMilazzo lightdark |
| «"...le vele puntano già dritte alla porta del tuo bagliore rosa..." Possente, delicato e commovente questo quadro d'autore, e quando s'alza la musa e intona un altro canto, un altro inno al giorno, io zittisco questo umile commento perché non serve a nulla il mio contorno. I versi parlano da se, in un discreto andante ma non troppo, un adagio sereno che svela all'anima l'apparire del giorno, fuori da consumati e logori cliché. Il magico imperativo dell'aurora che aduna intorno a sé ogni essere e le anime inquiete con il soffio che arriva dall'oriente, e smuove a nuova vita, dal sonno e dal torpore, chi soffre e chi da pena, chi abbisogna di luce e di candore, perché la vita è questa: imperscrutabile segno di gioia e di dolore.» |
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Inserito il 04/04/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Aurora" di Orma Detruria |
| «La luna, madre si sogni e di speranze vane, ora viene invocata, in un desiderio ultimo, prima del commiato, perché guardi le spalle del poeta e protegga il suo timido languore, compagno vigile ed attento in ore di silenzio e di dolore. Leggo per strada quella notte fonda, il suo beffardo e stridulo sorriso che guarda la creatura sola, il suo vigore spento, la resa allo spavento ed il deluso sogno, caduto nei giorni di castigo e di paura. Non torna neanche il vento, non torna il sole grigio del mattino, ne carezze mancate a quelle mani. Non c'è speranza che amabili canzoni sorridano a quest' anima vibrante, si erge invece, alta ed imperante, l'immagine d'eterno tradimento che la vita riserva ad un semplice cuore quando è amante.» |
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Inserito il 04/04/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Andare via" di Federica Bernardini |
| «Confesso che amo la poesia di questa mente che ogni volta srotola al mio senso un tappeto di paglia e di parole. Non destarti. Stai perché ti sogno, ma non pecchiamo con gesti d'inganno perché intrecciamo solo i sentimenti, giacché stendi le braccia lungo i fianchi. Quando non ti sento tu mi manchi; di più questi momenti di cristalli, lapislazzuli viola, o i dorati segnali che fai vibrare ad ogni tua parola. Breve, concisa e semplice come si veste la buona poesia, questa vorrei non si fermasse mai, ma che volasse via, alta nel cielo.» |
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Inserito il 31/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Attimo" di Amara |
| «Gli strali color arcobaleno... sbiaditi ad uno ad uno, inesorabilmente. E si spengeranno perché questa é la vita. Aver forza di canto e di pensiero..."ancor che triste e che l'affanno duri..." solleva dalla morsa della fine, lievita il dolore più feroce e si compone in ritmi d'amore, verso dopo verso, in assonanze tiepide che stemperano l'urlo, il morso del calore e della fiamma, sicché si volta al lume, all'ineffabile e tremulo barlume che lascia indefinite ombre di presenze discrete. Si chetano le voci stridule, l'ansia di corsa, la smodata smania dell'arrivo, per volgere lo sguardo alle pacate cose della sera, quando tace l'effimero e risorge, tenera, una voglia di canto e di poesia.» |
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Inserito il 28/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Cantar Di Vita" di Kiaraluna |
| «Ora! Nulla interposita mora! Il delirio di un attimo che non può essere rinviato, poi tutto diventera meno fluido e più rugoso. Tutto perderà il nettare che chiama l'ape al calice, non un attimo dopo, ora. La poesia di questo poeta più dolce che amara, seduce e intriga con una dolcezza unica, perché sa tradurre in canto ogni palpito ogni intima gioia. Altre parole sarebbero superflue preferisco navigare fra le onde del senso e il turbamento sereno, di questi versi in musica, di questa melodia» |
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Inserito il 27/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Ora" di Amara |
| «Efficace e malinconica, al pari di un momento di riflessione dopo un appuntamento perduto. Si resta soli. Solitudine prossima al pianto che si ferma in gola, e si vorrebbe un'occhiata, una carezza sola. Madonna, o sorella solitudine si accosta in ogni istante, quando un vuoto impedisce un ulteriore passo. Così il vecchio, il pescatore solo, il cuore di una donna, e su tutti il ragazzo che vede oltre il mare la "sua Africa". Un lesto e leggero passo che regala, un po' meditabondo, il pensiero della solitudine, oggi incarnata più che mai sui volti dei nordafricani, ricchi di solitudine e miseria, a caccia di un sorriso che non viene mai. Poeta, ti ringrazio per avermi risvegliato benefici battiti d'amore-» |
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Inserito il 24/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Gli occhi della solitudine" di Nadia Mazzocco |
| «I poeti non hanno l'esclusiva di poesia, come una poesia non é poesia comunque in ogni verso. L'attesa di un amore che é solo una speranza e presto muore. L'attesa é la poesia, la trepida agonia che si consuma nel giro di un istante, e resta lo sconforto per ciò che non é più, neanche nella pallida speranza-» |
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Inserito il 22/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "L'attesa" di Solitudine |
| «Un turbinio di sole mai cercato. Non c'è nei versi, ma si sente come la salsedine e copre corpi e anime sopra la rena bianca, tra la povera impurità che vive dove dorme e sta la barca. Sotto il sole un amore scoperto nelle fitte della pelle, negli ami di dolore che fanno male al corpo, e ancora duole, all'anima abbagliata, il ricordo di un tempo finito con la fine di stagione. Rimane quel sentore di voglia inappagata, fame che lascia traccia nel languore fra stomaco e la gola. Ma già che il tempo passa, consola questo specchio e il riverbero del verso che s'invola nella poesia d'incanto appena nata, megera, fata buona, dolce conforto quando tutto stona.» |
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Inserito il 22/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Dell'immaginazione o del ricordo" di Zima |
| «Oh quante ne vorrei sulla mia pelle poesie belle così! Sentire nelle carni quell'ardore, e annusare il profumo indefinito più intenso dell'odore di bruciato che emano se non ho niente da dire. Amo la poesia e amo il poeta, il suo animo incolpevole e gentile, sempre incolpevole anche se ha peccato.» |
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Inserito il 22/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Primavera dentro" di Nadia Mazzocco |
| «Leggo volentieri le poesie perché è meno amara di tanti poeti. E' dolce il suo narrare senza arzigogoli eccessivi, e dice e si racconta con eleganza e garbo che dondolano il verso e trasudano dolori, amori mancati e passioni rarefatte. La cronaca o la storia, l'eros e il sentimento trascendono l'aridità dell'aneddoto e per la forza narrativa diventano storia e cronaca di tutti. Non gioca ad inventare approssimativi giochi di parole ma il divagare nel senso e nel mistero si presta a una lettura di innegabile gusto perché spreme un sapore diverso dall'usuale. Questa è poesia che sale scale alte nel fluire morbido di scena, nell'azione che svolge il proprio divenire con elegante e candido pudore..."che palmo per palmo mi pare di conoscere..."» |
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Inserito il 21/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Fino alle tue stanze" di Amara |
| «Eccomi, vorrei che tu mi amassi come sono, ma, se servisse, il tempo mi darà ragione. Arresterò il fluire di stagioni, degli inverni gelati, e delle estati con i solleoni, e salverò per te l'immagine di candide visioni, che abbisognano di pelli profumate e sentori di giovinezza ancora nelle vene. Sarò per te, complice il mattino e complice la sera, la fine brezza della primavera che si sveglia col canto degli uccelli. E io ti cercherò, ma non avrò di te nessun rimpianto per quello che sei stato, darò il mandato al battito del cuore, e non mi sbaglierò. Ma si, è così! Se solo penso a quello che sei stato, e come e quel che adesso entrambi siamo, mi accorgo che da un pezzo io già t'amo.» |
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Inserito il 20/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Ancora un istante" di AnnamariaMilazzo lightdark |
«Immagine e poesia: complementarietà d'oggetti perché si legga meglio cosa vuol dire la malinconia. I passi procedono nel nulla, nell'uguale candore immacolato, cercano un altro passo che da tempo non hanno più trovato. Solitudine bianca e di pensiero, ma non basta uno strillo soffocato, un lungo inossidabile sentiero che torna al tempo del sogno, quando tutto sembrava destinato. Non siamo padroni del destino e potrebbe non bastare più neanche un risveglio: che aspetti? Domani è troppo tardi e non si scioglieranno più le nevi, e il gelo sul mio collo e nei miei fianchi.» |
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Inserito il 20/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Non senti" di Amara |
«Dimmi quali stornelli per te avrà mai suonato questo marzo stonato che da voce ai fringuelli? Cosa avrà mai cantato il vento di primavera quando nella chimera vagavi, e senza peccato? Non sapevi cos'era il fiato di altra stagione, chiusa nella prigione dell'inverno e della sera. E mai si aprì il balcone che si dischiude al canto, così udisti solo il pianto e hai scordato la canzone.» |
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Inserito il 12/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Bianco di peccato" di Gabriella Cantoni |
«E nel trambusto sento
le vibrazioni povere
che vanno a mezzogiorno.
Ma lì, lì non ritorno
a fremere d'invidia
a scaldarmi dell'ira
che mi duole,
quando da sotto il sole
l'ombra si stira e, lunga,
non so cosa raggiunga,
fuori dalle mie dita.
No, non ritorno, no!
Aspetto l'imbrunire,
fradicio di perdono,
e porterò nel sogno
le frecce per capire
dove vanno a finire
speranze sconosciute.
Noi non capimmo il nostro divenire,
donde venimmo e quando,
ci partorì il dolore
e fummo sogno e pianto.» |
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Inserito il 11/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Nascemmo" di Zima |
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