«... Comprendi il disappunto che disprezza la vuota supponenza e l'ignoranza di chi recita "in vinum" con ebbrezza ma l'ablativo è "vino". Orsù, pazienza! ... Ma non indurmi all'uso di parole come si fa con numeri alla pesca, c'è il colore, c'è il suono e c'è il rumore, c'è il senso, la metafora, e la fresca immagine che sorge dal pensiero aldilà delle norme di scrittura. Digerire ignoranza è troppo dura, credere ad alibi senza consistenza, esiste la poesia, ma c'è insipienza in chi crede al suo tocco di magia. Aiutami, mia musa, col ripasso di chi ci ha illuminato con poesia. Erato, Euterpe, Clio, ecco la mia bagnata d'umiltà, senza fracasso. ...» |
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Inserito il 08/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Balbettii" di Paolo Ursaia |
| «Rimane in mente il palpito, la voce esile e franca del silenzio che permette l'ascolto del battito al suo cuore. " Un po' di solitudine!" Il poeta chiede silenzio, e invoca quella che sta nascosta dentro il giorno, ma viene soppressa ognora dal rotolare dei ritmi incalzanti che nascono alla luce dell'aurora. Zitti! Cerca la solitudine come quella che la notte ci prepara, quando dorme il dolore, il gemito del cuore che sbatte ali di seta e non scolora la polvere di cui si vestono. Silenzio e solitudine per godere la malinconia come sottile amore nato per un impulso di magia, senza che altri lo segua, nella serena età della poesia. Batte nella notte, il cuore come un petalo già chino che, a dispetto del tempo, emana il suo profumo sopraffino» |
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Inserito il 06/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Zitti!" di Amara |
| «".ci sto stretta ma li non sento niente". Una fuga dal frastuono che assorda, che non sente poesia, o una resa alla malefica forza che combatte il poeta, e lo urta e lo spinge, lo irride e lo ignora, cantastorie demodè che oggi non appassiona. Un rifugio dove abbeverarsi di poche gocce splendenti, stille d'argento e cristallo, ristoro alla sete provocata dall'arsura del pianto, là fuori, dove si corre e s'impazza. No! Meglio un antro, al riparo dalla stupidità che dilaga, dal freddo della fretta che offende la dolce sensibilità del bel canto, magari in attesa della giusta occasione in cui venir fuori e sortire la bontà delle proprie emozioni. " l'onda su cui del misero alta pur dianzi e tesa scorrea la vista a scernere prode remote invan."» |
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Inserito il 03/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Grotta" di Amara |
| «Io vorrei essere poeta e darti una risposta, disegnarti il profumo dei respiri, quando la prima volta qualcuna mi iniziò ai tenerissimi giochi dell'amore. Vorrei essere quello che tu cerchi e svelarti che cosa sono stato e cosa sono, se nella solitudine degli anni, a certi giochi più non mi abbandono. Dolce e tenera poesia carica di tersa ingenuità, viva di dolcissimo rimpianto per aver perso del poeta il canto, ma quella dolcezza non può restare sola, se con grazia s'interroga ed implora quando mai potrà trovare ancora un magico momento di parola, un fitto scambio di occhiate e di pareri che all'amore facevano corona.» |
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Inserito il 02/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Caro poeta" di Roberta87 |
| «Poche essenziali cose a creare una metafora piena di respiro, anche se fosse l'ultimo, La notte madre taciturna e grande, eccola lì presente, nel momento importante, quando rotti i giorni, rotto l'amore, rotta l'esistenza di un perché, si siede accanto a stendere il lenzuolo, che sento profumato di profonda pietà e di perdono. La notte, si, si sente e la si tocca come donna importante, una gran dama, che fa le veci di una madre morta, e pietosa ricama l'ultimo lenzuolo della vita. Quando tutti sono via, si é fatto il vuoto intorrno, perché l'amore é rotto, é rotto il giorno, é rotta la poesia del respirare, tace il mistero che fa palpitare, é rotto il buio, é rotta la speranza, questa donna s'avanza, pietosa ancora e pia, madonna notte, vicino al corpo inanime si accoscia e stende il lenzuolo bianco, ultimo gesto di materno pianto.» |
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Inserito il 02/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Il sudario perfetto" di Gabriella Cantoni |
| «Musica e canto, e quando la voce chiama, ci portano a momenti un po' nascosti della nostra esistenza. Con la musica volteggi nei trascorsi e la voce é spada e balsamo che fende la memoria come carne, e sanguina il ricordo tremolante nel guazzabuglio delle ore andate. Io sento quella musica e i tuoi versi ravvivano la mia dolce amarezza, nel sentire che, vedo, ci accomuna. Magia del verso, candida poesia che poi si abbraccia all'albero, e piano piano si china al bacio dei suoi piedi, come fa con silente cantilena l'acqua che scorre e mormora, finché si sente l'ultimo respiro prima del precipizio, del gorgo che la assorbe e la divora. "...abisso orrido immenso ov'ei precipitando il tutto oblia..." (G. Leopardi)» |
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Inserito il 01/03/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Piano e voce" di Orma Detruria |
| «Le labbra dicono, le labbra soffrono, le labbra piangono, le labbra amano. Eccole dunque pietose sotto il sole a cercare un amore che si accorga, e la supplica di bere dove sgorga l'umido piacere dell'amore. E vanno libere a cercare ovunque e trovano ferite sanguinanti ad opera di denti inviperiti, accecati da voglie travolgenti. Non si fermano e solcano i corpi in ogni angolo che sia esposto al sole, perché il sole benedica e asciughi la magica poesia di questo amore. Avere ad ogni costo ogni piacere, poco importa che il dente fenda e dolga, il labbro tremolante scende e sale con forza inusitata. Si fermeranno su e grideranno amore per la vita e per l'inganno.» |
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Inserito il 27/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Senza guinzaglio" di Amara |
| «Semplice e tristemente vera, colorita con vena di rimpianto. " Nulla conosci dei miei pensieri..." Sferzante verità che fa poesia, e tu poeta dici e osservi il tutto senza l'acredine del tempo perduto, dell'amore svanito, evaporato. Si può, finito il botto dei bei giorni, scoprire l'amarezza di un amore che prometteva eternità a tutte le ore, e muore invece asfittico e impotente. Dolore celebrato e irriverente della credulità che piega il capo, questa é la vita e non è un misfatto che l'eterno sia già dimenticato. Dolore che si assomma alla speranza caduta nel prosieguo di quei giorni. Non resta che il poeta ci ricami i versi intrisi di colore pallido la vita nel rapporto e nei dintorni.» |
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Inserito il 27/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Sola con te" di maria tramontana |
| «"...e per essa noi si vive con l'amico estinto e il caro amico con noi, se pia la terra che lo raccolse infante e lo nudriva nel suo grembo materno ultimo asilo porgendo, sacre le reliquie renda dall'insultar de' nembi e dal profano piede del vulgo, e serbi un sasso il nome, e di fiori odorata arbore amica le ceneri di molli ombre consoli" (U. Foscolo) Lui meglio di me si affianca al tuo pensiero, teneramente tiepido, amorevolmente forte, che oltre la pietra va ad abbracciare il caro estinto. Chi ci diede occhi e respiro sta nel nostro sangue e nei percorsi delle vene e delle arterie fino ai capillari, ci irrora del propio amore, pulsando nelle nostre carni, come cosa mai spenta, come irripetibile e irraggiungibile vetta di poesia.» |
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Inserito il 27/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Soffione al vento" di Caterina Viola Scimeca |
«AMARA cinque lettere Amara Manifesta Ancora insofferenza Ribrezzo e ripugnanza Alle "parole vuote che intrise di... sapienza inondano il suo spazio" Questo è un rimbrotto limpido di limpida eloquenza verso la condiscendenza che spegne il giusto spirito di chi s'impegna a scrivere poesia. Bando alle troppe chiacchiere che dilavano i versi, non è un bel commentare ripetere sul trespolo assunti acerbi o logori che pronunciati sembrano sentenze. Suvvia solo impegno a rimanere in piedi! Troppe genuflessioni fanno venire i calli. Chi vuol cantare canti... chi vuol scherzare scherzi... ma lasci in pace i santi.» |
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Inserito il 24/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Cinque lettere vuote" di Amara |
| «Ho detto tanto di questa poetessa dal bel canto, magica regina di eros, doppiogiochista fra lusinga e intrigo, che con questa aggiunge armonico un incanto di un verso che fa il "verso" al successivo, e lo bacia con tremulo rimpianto. Così il primo si contende col secondo sonorità che stanno nelle vene quando il flusso del sangue si concede a carezze d'infinito e di piacere. Il terzo e il quinto implorano già forza che irrora gli occhi di sommo tormento, del travaglio del cuore se è contento, fatto, ebbro di un gran delirio irriverente. Emozioni e sussulti nelle membra che non sanno tacere l'emozione, la stessa del lettore indifferente che si piega se vibra la canzone. Ora faccio ammenda e ti confesso: quando leggo smarrisco il mio sermone» |
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Inserito il 20/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Torna l’ombra" di Amara |
| «E' triste, profondamente triste questo canto. Vincono la solitudine e il silenzio, e non si ha forza neanche di parlare. Gli occhi sgranati frugano nel vuoto, l'ordine mette sconforto al tuo narrare. Lindo, ma tutto tace, mentre vorrebbe l'animo volare col canto degli uccelli. E tacciono anche quelli che avremmo voluto striduli, giocando fra le sedie e gli sgabelli. Rimane, ultima scena, il letto vuoto che non ha calore e che non spera nemmeno ci sarà. Candida esistenza fredda, lontana dal chiarore che gli dà il gioco eterno della vita. Finisce ogni stagione, ma é finita ancor prima dell'alba, se in mezzo alle lenzuola un corpo solo mai si scalderà.» |
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Inserito il 20/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Attendere sempre attendere" di Berta Biagini |
| «Un momento, quel momento non potrebbe essere meglio descritto. Coinvolgente, pudico, garbato, stato di ipnosi e di passione. Si annebbia la ragione e prende il volo l'eros in un presente, distante dal futuro e dal passato. Un mondo e il tempo fermi nella mente che gioca col piacere più pacato. Bella, che dolce intrigo! Quanto trascina al quel mondo fatato, bello ed incomprensibile, quando la ragione tace, e tace ogni sussulto nel mare delle pene. Distendersi col canto di sirene in uno spazio che non ha confini.» |
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Inserito il 20/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Se tu mi vuoi" di Orma Detruria |
| «Pipistrello, anima taciturna e sfortunata per ingiusta e sgradevole nomea. In verità sapiente nelle danze, primo ballerino nei notturni teatri e nelle stanze che portano la voce dell'eterno. Con esso sento il pianto degli amanti, di chi nasconde i battiti nel vento, dei sospiri obliati, caduti nell'immenso, imperturbabile silenzio che è diventato voce dell'oscurità. Tu poeta ti libri e poi t'incanti di tanta leggerezza, osi con le ali di poesia e, a dolce imitazione, meni i canti che frenano il pulsare di emozioni. Oh! Gli ondivaghi versi volano nell'etere, dispersi in quella oscurità che ci rattrista, ma come i pipistrelli, toccano intime corde, e come i menestrelli regalano gli adagi alla magia. Poesia: ecco il soffitto per la tua malìa.» |
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Inserito il 19/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Sono il pipistrello" di Gabriella Cantoni |
«Intreccio e gioco
con versi di Caterina Viola Scimeca
Non mi hai mandato più
neanche un messaggio
Ho atteso fino a maggio,
e non arriva più questo domani.
Cucito nelle tue mani
é il mio silenzio
Terrea aspetto un tuo cenno,
un convenuto segnale,
che giunga e che mi svegli
dall'amaro torpore che procura
la tua assenza.
Come danza una nota musicale
nell'etere e bisbiglia:
"...meravigliosa creatura..."
Ma questo tempo vola
e non ha cura
della pena che sento,
sola, smarrita nella folla.
Stivali viola e borsa a tracolla
Cammino ferma nel tempo
Aspettandoti-» |
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Inserito il 19/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Viola" di Caterina Viola Scimeca |
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| «Dolcissima e tenera scoperta di una vita che pulsa e che canta, che piange, singhiozza e poi s'incanta dei sorrisi tiepidi e leggeri che volano nell'aria. Scoperta di una vita che non è follia, di palpiti che sanno di malinconia, di una forza straordinaria che penetra nel sangue e non balbetta, sussurra come un'anima d'amore, frinisce al sole, sibila e cinguetta come i passeri a maggio. Ogni senso è colpito da impercettibili vibrazioni che a nugoli e stormi immensi riempiono gli spazi, si avvertono, leggiadri, i sentimenti per i quali assecondi con battiti di gioia e di dolore il dolore e la gioia che è nel mondo. Ti scopri poeta e t'innamori del cosmo tuonante che hai nel petto, e tacita assecondi riverberi di sensi e di mistero.» |
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Inserito il 19/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Sensi di Poeta" di Marinella Accinelli |
| «Crociata della quale non appare il fine. Ma qualsiasi esso sia è per certo, come dice il poeta, volto agli amanti che "non conoscono gesta gentili". E' forte il "ci immoliamo", ma dolce e leggiadro il volo di cavalieri bardati di scintille, fra lampi di occhi lucidi in spazi immensi di battaglie che non contano caduti. Esala ampio il fiato delle stanchezze offerte al sole, adagiate a riposare, anche senza giaciglio, dopo aver tolto la corazza, forgiata anch'essa in operose officine dell'amore. E tutto ride e danza in uno spazio magico e profondo. Riluce nella stanza illuminata dal sole e dalle stelle un profumo che da gioco e speranza a chi dell'amore non comprende la parte luminosa. Anima odorosa, sai narrare storie belle e mi commuovi.» |
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Inserito il 18/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Occhi di Cielo" di RaggiodiSole |
| «E' una bella cosa. Deglutita la parte rancida che fa passare notti insonni, si metabolizza l'amarezza e poi chi per mestiere fa il poeta sostituisce le lenzuola con uno spazio bianco. Insonnia, serena ribellione di poesia e magico momento che traduce solitudine distratta dal rombo della via di chi ritorna o va con allegria. Silenzio. Ovattato silenzio a cui domandi perché gli spazi non li trovi colmi nella notte più vasta, campo di una battaglia spenta dove aleggiano fumi e gemiti di corpi moribondi.» |
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Inserito il 17/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Insonne" di Amara |
| «Noir anche nella poesia. Momento freddo e gelido spruzzo di fantasia, lontano dalle calde passioni travolgenti. Difficilmente capita di leggere momenti tragici fluidificati in versi. Rimane intatta la forza scenografica di una sfida accettata e di una vendetta compiuta da mani che non tremano. è nuova, e qui la sfida tematica appare benvenuta, per dare nuova linfa a un'arte maltrattata, dove spesso si biascica un vocabolario spento. Accolgo con favore la ventata. è positivo il segno di dare una scrollata al verseggiare stanco, all'imitare lento di modelli, talvolta anche moderni, ma comunque stantii perché non hanno vita, il lampo di metafora che fa brillare i versi-» |
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Inserito il 16/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Sfida" di Amara |
| «Un invito compassato e non turbato di chi l'amore sente spento e sarebbe follia che si speri di ricominciare. Conviene riattizzare quello che ha luce tremula, come l'ultimo palpito di un giorno. Ma tu non credi, no, che si riprenda e ti avvolgi in te stessa, poeta di sconforto e tenerezza, e stai chiusa nell'angolo, con flebile speranza che qualcosa si muova in quella stanza chiusa . Senti ancora i profumi, perlopiù dispersi con il vento, e il cuore ha ancora un fremito, ma poi vince il lamento. Tutto è sprofondato in un addio, e adesso arriva il pianto, il dolce- amaro senso dell'oblio, dentro il quale, tenace, resiste una fiammella laddove tutto tace. Un pianto ancora, e tu falena bianca, danzi e volteggi intorno a quello che ti manca.» |
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Inserito il 16/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Luce tremula" di Caterina Viola Scimeca |
| «Il fiato sulla nuca... amore bianco... e io che non mi stanco di leggere i tuoi voli i tuoi sospiri. L'intimo vissuto con poesia perché tale riamane quando ti avvolga un palpito, e speri che non sia dolce bugia. Ma no, lo senti dietro e ti aggrappi ai capelli, non so come, ma tutto é un solo corpo, un impasto di senso multiforme. Canta ancora la lena che ti senti finché regali gioia anche se solo piccoli momenti.» |
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Inserito il 15/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Bianco calore" di Amara |
| «Rispettati i canoni nel più classico dei componimenti: il sonetto. Caro a Dante che canta la donna... d'umiltà vestuta..., il nostro poeta travasa conoscenze innegabili di metrica (inappuntabile l'endecasillabo) e di rima, a una poesia che, per rimanere a Dante, canta la donna amata. Scorrevole e di tinte attuali, sono ricorrenti i riferimenti citati, così se oggi cerca "carta e biro" é pur vero che il poeta confessa il suo "sospiro", rendendo l'approccio dolce e carico di timido pudore. Bello e sincero il palpito d'umana titubanza davanti alla donna che ti danza negli occhi e ancor prima nella testa. Bella la "donna idea" che manifesta civetteria e candore quanto basta. O musa, questo è amore..."e intender non lo può chi non lo prova"» |
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Inserito il 15/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Il poeta innamorato" di Luciano Tarabella |
| «Dove arrivi non so, ma ne sento il profumo "...non brucia non trema ma scalda e freme..."(un affetto mi preme acerbo e sconsolato...(Leopardi)...) e in quel fragile stato serve il caldo sorriso che asseconda il cristallo degli occhi e un'espressione del viso che non è dato vedere. Sorriso che vola e perdona l'offesa, sorriso che non ha la pretesa d'amare ma vale un'intensa carezza, cosicché segna un confine e profuma, con ebbrezza interiore, l'ultima ombra che fugge. Dischiude il buio al tepore del labbro che si adagia sul corpo dell'anima credendola un drappo di cachemire d'indefinito colore. Ecco! Un sorriso colora ogni male che la vita ci dona, e tu, poeta, dispensi ad ogni ora ciò che sai dare con bontà inusitata, anche senza parola.» |
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Inserito il 15/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Sorriso" di Amara |
| «La malinconia del tempo che fugge s'incarna nel caro genitore davanti al viale che porta chissà dove! Appresso al genitore c'é il tuo sguardo, il poeta che fa suo il dolore di una fine, e lo regala al mondo.» |
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Inserito il 14/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Come è stanco il mio vecchio" di Federica Bernardini |
| «"...e non trema la voce, non più, non frigge il cuore..." è innegabile che la stagione di un amore non è scandita dai santi del calendario. Leggo malinconici rimpianti, e cos'altro? L'età che passa, e brulicano gli anni più di ragione che di sentimenti, e nulla si aspetta, e nulla si chiede a un giorno che non sia una cascata di baci, lontana dalla moda . No, non frigge il cuore, ma la speranza non si può fermare di un nuovo incontro, un nuovo impulso che ci faccia amare altri momenti, un'altra condizione.» |
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Inserito il 14/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Nel nome di un santo" di Amara |
| «E' malinconica l'attesa, la visione di ogni cosa che muore, pare il viale alberato che si tinge d'oro e d'arancione. Ogni cosa che passa da dolore ancor di più un amore che è svanito... e pensare che bastava così poco! Ora un capotto e una sciarpa scaldano il sorriso smarrito di quei giorni. "Tu passi e non ritorni come il vento che smuove foglie morte". Figlio di umana sorte come il pianto che in gola ti smorza il respiro. Rimane la poesia, questa malinconia tradotta in versi per questi giorni lunghi che guardano, mentre l'occidente si colora, lo scemare di amori e cari sentimenti.» |
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Inserito il 13/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Autunno d'amore" di Franca Canfora |
| «La notte specchio dell'anima, il cielo specchio del mare, e altrimenti non potrebbe essere per chi nel mare ha memoria dell'occidente quando cade il sole. Gabbiani e pioggia di stelle, aliti e soffi di brezze che accarezzano ricordi e invitano ad una rapida anamnesi della propria esistenza. è bella la luna, sono belle le stelle, é dolce ogni voce quando la notte imbruna e riempie di ovatta ogni pensiero, ogni scomposto urlare che fa impallidire il giorno e l'intimo desiderio di goderlo. è bello e dolce tutto, é bello questo vivere - "grazie a qualcuno se io sono qui " - sembri cantare - e io ti ascolto in preda al mio sentire.» |
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Inserito il 13/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Percorso" di Pasquale Lettieri |
| «Leggo la presenza di un amore, un nuovo amore, che dischiude il cuore alla speranza. Passa la notte, passa ogni dolore, la più cupa tristezza e la mancanza di ogni ridente umore. Così s'alza l'aurora sopra le nebbia e sopra ogni lamento che l'oscurità ha brandito come il vento che giunge da profonda oscurità. E ride il cielo aperto al nuovo giorno, ride l'anima aperta ad un sorriso, quasi fosse finito il purgatorio e ci apprestassimo a entrare in paradiso. Uomo, mistero d'anima e di corpo, macchina dominatrice di ogni forza, diventa nulla quando al cuore manca l'anelito di un bacio. è un bacio l'alba che nel petto smorza paure e titubanze, rivive la speranza, ed ogni tinta che colora l'oriente é un inno che che fa bella questa vita.» |
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Inserito il 13/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Impercettibili nebbie d'autunno" di Lia |
| «Mi appassiona la marina abbandonata, carica di tristezza come ogni luogo di svago che richiama i trascorsi, l'infanzia o la prima giovinezza. Oltre, si perde dopo il chiasso la memoria, ci sfugge qualche amore di stagione e ci affacciamo al nulla, la porta che introduce all'aldilà.» |
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Inserito il 13/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Oltre il nulla" di Ruben Reversi |
| «E'il connubio riuscito si senso e di parola. Tu hai la magia perché raccogli il battito di mille e mille volte che hai vissuto le nebbie di orizzonti perduti e ritrovati. Sonno dell'anima, dolce per palato e fantasia, tu dici e canti i corpo, fai della carne idea, che plasmi e cedi con civetteria. Si, siedi al tavolo imbandito come colei che gioca con portate ora dolci e dolci- amare, e il commensale è imbrigliato nella parure di piatti di sapore raffinato. Fai peccare di gola chi ha assistito, e questi poi si accorge che non è peccato il piacere del corpo anzi, allibito, vorrebbe ancora, ancora, ancora... ma a un certo punto il pranzo è già finito.» |
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Inserito il 12/02/2009 da Gesuino Curreli alla poesia "Oasi" di Amara |
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