| «Una mistura ghiaiosa, ruvida e intoccabile (come l'inconfutabile verità del tema) , resa smalto oleoso dal verso che fa sfoggio di bontà...e il resto è canto dolce che dà uno schiaffo al cuore, mezzo sorriso e tanta amenità!» |
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Inserito il 28/06/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Nasci" di Luciano Tarabella |
«Cando t'ispantat s'ora 'e sa calura e ferint sas caldanas solianas, murmuttant su trainu e sas funtanas, regnu de ismentigadas ermosuras...» |
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Inserito il 27/06/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "A passu iscultu " di Lia |
| «La nostra corazza e l'armatura, carissimo compagno di poesia, è cosa che ci dà la sensazione d'essere protetti e anche vincenti, nella breve avventura della vita, ma l'occhio della madre, quella che ci diede latte e cura, non ha eguali, no, per forza, per dominio, e per statura. Quella ci partorì con tali strazi che un uomo non potrà mai immaginare, mise la vita in gioco per farci nascere e sentirci miagolare, e poi ci mise in piedi, costantemente piegata su di noi, e ci porse la mano per farci andare eretti, e ci disse che dritta sarebbe dovuta rimanere anche la schiena. Quella ci diede il soffio all'anima fino a vederla piena, colma di giusto orgoglio e di saggezza, di nobile umiltà che non si piega davanti alla minaccia di alcunché!» |
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Inserito il 16/06/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Nacqui " di Luciano Tarabella |
| «...perché non ti concedi? Vedrai, saranno compiaciuti Eros ed Afrodite, e voleranno gli animi a confortare vite che mai hanno coniato il verbo dell'amore. Sarà il bianco barbaglio del sole che ruggisce ad esalare il fiato che sentirai nel corpo e tu, regina immobile, distesa, avrai sentore di chi ti passa innanzi e freme di stupore. Sarà solo un tuo cenno, la palpebra socchiusa, a far destar la musa di chi si piega al palpito della divina voglia. ..."qui non si può"...e sarà dunque altrove? Oh gioia del tuo corpo! Oh Eros che commuove! Ti passerò davanti e cercherò le prove di ciò che mi trascina, e ti dirò con gesti, non so quanto intriganti, perché sento la furia che sta dentro gli amanti.» |
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Inserito il 14/06/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Controsole " di Amara |
| «Leggo il sole e l'arsura, i declivi dei colli canuti di grigio e di verde. Sento il canto del cane errabondo che vaga nei pressi del vecchio casale, e le greggi ansimanti che ripiegano il capo alle ombre clementi degli ulivi. Più in là, oltre quella pastura, il silenzio che indigna di tanta umanità più senza cura nei confronti dell'amata campagna, madre buona ed eterna, amante che promette e non inganna, ma che chiede sudore, e non dispensa manna, per un frutto pregno di buon zucchero e liquore. Per l'oro che gli scorre nelle vene e appaga corpi stanchi e anche le menti, padroni e manovali, baroni e mezzadri laboriosi, e infine anche i lamenti di chi faceva la fila, nelle fredde mattine, per zappare la terra o per custodire gli armenti.» |
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Inserito il 10/06/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "I miei ulivi" di Caterina Zappia |
«Fallo! Che cosa pensi?
-saranno ancora vivi a dismisura-
e il corpo che un giorno fu rappreso
si presterà all'incanto di nuovi usi
sciogliendo le "grammatiche annodate"
e librandosi in voli
compresi tra l'albume lontano ed il suo tuorlo
-dolcissime assonanze di ricordi-
Potrai
dimenticando le sconfitte inermi
raccontare i bagliori di un'auorora.» |
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Inserito il 27/05/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Sensi e raccordi " di Lia |
| «Se scorgi il cielo è, come dire, pura, la pozzanghera scura che fino all'altro dì sembrava torbida e melmosa. Lascia chetare l'acqua, lascia posare sabbie e sedimenti e il liquido divino presterà la sua fronte agli assetati armenti nei giorni dell'arsura. Sarà specchio per dame evanescenti, per ninfe seminude dentro i boschi, sarà frescura per meriggi ardenti alle bestie fuggite alla cattura. E Pan avrà il suo canto più sereno nel monte che ha raccolto le acque sante, figlie di pioggia e bacio di fortuna, natura premurosa, dolce amante, per chi passi di lì, il poeta o la bestia ferita, o il clandestino odiato o il taciturno e povero viandante. Specchiati laddove hai visto il cielo e gli occhi canteranno altra poesia.» |
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Inserito il 27/05/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Sputo di cielo " di Grazia Longo |
| «Oh quanto mi aiutò Neruda! Con i colori blu delle sue foglie, e i suoni senza metro e melodia, ma che facevano breccia nella partitura delle ore più insonni e irrequiete. Sentilo quando l'ora è più propizia, quando il tuo sole smorza la calura e lascia il polso al battito più calmo, mentre dalla memoria si risveglia l'amabile figura di chi fosti, e ti ricorda quanto amasti senza una misura, fino a che quel silenzio ti prese in braccio e ti raccolse spoglia. Leggi Neruda e immagina i suoi colli, i cieli dei colori più impensati, gli amori come soffi inargentati che lasciano carezze lievi e molli. I fiori sono il giusto tuo giaciglio, da lì guarda nel cielo e senti stelle che baciano alla luna le mammelle, figlie di notte bruna e sogni folli» |
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Inserito il 23/05/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Leggendo Neruda " di Citarei Loretta Margherita |
| «Perché la luna è donna, femmina prima che astro e lume della notte, occhio sul buio delle vite rotte dal incantesimi e sortilegi arcani. Da lei prendiamo i sogni a piene mani e beviamo i liquori di cristallo che custodisce dentro la sua botte. Saranno presto labili lamenti di cani nell'oscurità, custodi degli ovili e degli armenti, padroni dei silenzi, respiri dentro i fremiti e i coscienti timori quando pensiamo, ignari, all'aldilà. Luna candida dama di fortune che dispensa a poeti e sognatori, a furtivi bisbigli ed agli amori che alla luce del giorno non trovano la felicità. Luna comis di sala e cameriere con la bianca livrea della serata per il banchetto che non ci sarà e noi staremo insieme per piacere al sogno che giammai si compirà!» |
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Inserito il 22/05/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Luna " di Giulia Gabbia |
| «...perché Barbara sa di vergine magia, come l'orda impetuosa che discende i monti e riempie colli e riempie valli e accende fuochi nei capanni vuoti da dove fuggirono le genti... Barbara perché sei indomita e trascendi ogni bellezza che sussulta in petto, ogni sussulto che brilla negli occhi... Barbara che sa di canto e di balocchi e l'anima imprigiona coi suoi vezzi, ma la bellezza sta nei suoi dispetti dolci quanto carezze sui reietti cuori già rotti al pianto... Barbara che sa di agreste e sa d'incanto, puro come il cristallo dell'aurora a cui concede il palpito a la irrora di magica rugiada e di misteri... Barbara dolce grumo di pensieri cui dedicare i dubbi dell'amore... Barbara è casta d'animo, e non muore!» |
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Inserito il 13/05/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Chiudi gli Occhi" di mario calzolaro |
| «La levità della scena, i colori, le voci sommesse, taciuti stridori e bordelli, mi sazio di agreste profumo, saltati a piè pari gli orpelli che danno fatica al poema. Non ho colto la pena, e l'assolo è stato all'altezza del canto, perché "l'aria" dell'opera gode di acuti stupendi, così con il verso t'impegni nelle note più alte e distendi la voce a raggiungere le soavità che danno emozione. "La penombra e il meriggio, la morbida argilla, la camelia socchiusa" ...e la musa che, attenta, ti ascolta per sentire la lezione impartita. " Le fragranze... i tremori d'urgenza" e l'efficace sapienza di mettere ogni cosa la suo posto, sicché, nella scena, tutto è naturale, come il senso nascosto che ci prende e ci attrae nell'umana attrazione fatale.» |
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Inserito il 29/04/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Nel pomeriggio, un assolo " di Lia |
«La spiga ha il dolce canto dell'infanzia e leggo nei tuoi versi la preghiera di bimba che trasecola e s'incanta al gioco dei più grandi... e mi rallegra il verso che componi con abile maestria, sapendoti maestra (per l'appunto!) di un'altra voce che non è la mia. Peraltro suona come una conferma che la poesia prescinda dal linguaggio e si nasconda dentro l'atmosfera che si riempie di senso e di messaggio ben oltre l'espressione e la parola. Ma tu sei una poetessa d'alta scuola e te lo dico senza falso incenso, con debito modesto portamento di chi con la poesia si nutre e vola. E' dolce il bordo di erbe sulla strada, e sento il luminoso e colorito maggio che presta fronde al mai finito amore degli uccelli per contrade! !» |
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Inserito il 26/04/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Le spighe selvatiche" di Amara |
| «E chi comprenderà la tua passione avrà frutti celesti, la benedizione di attimi abbaglianti in cui ti appresti a dare l'intensa brevità del tuo piacere. Sono banditi orpelli manifesti, ogni cosa di troppo è naturale, nel groviglio gioioso, come le stelle nello spazio astrale. Che dolcezza! E' sovrano ogni momento che ti induce a cercare il suo "di più", e sai che non ti basta, e non sarai mai paga finché, mite, la sera, non ti trova nel letto e poi ti tasta come fattezza d'anima e di cera. Sarai vinta e il respiro avrà la comprensione della luna, unica amante pura, che non inganna mai chi nell'amore cercò la sua fortuna. "I tuoi resti" saranno accolti dentro le sue mani e tu sarai con lei per una notte intera, e l'amore ti sveglierà domani» |
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Inserito il 21/04/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Dalla mattina alla sera" di Maria Giovanna Fronteddu |
| «Scorre, tutto scorre e passa, e il più delle volte senza lasciare voce, senza un'umile traccia che dica ai nostri posteri chi c'era nello stesso cammino che passa per i colli e va in riviera. A te è toccato il mare, a me il fumo di miniera, ad altri, chissà, un urto, un terribile sconquasso, ad altri ancora un sasso, una vergine alata, una chimera, solo per il brevissimo spazio di quest'era, che noi chiamiamo vita. E passa in fretta, e fugge, scorre, come tu dici, e fugge, fugge, dandoci il momento di un respiro, per accorgerci poi che presto è sera. E in questa nebulosa che trafigge i giorni in cui ci è consentito di vedere la luce, prima che tutto ritorni com'era, in questa nebulosa è primavera il profumato spazio dell'infanzia.» |
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Inserito il 21/04/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Tutto Scorre" di mario calzolaro |
| «Da quell'età ci viene la lezione, (l'altezza dei novanta è un'altra cosa, da chi ha solcato tempi freddi, e sente la stagione più bella della vita assi lontana. Vale bene un bacio ogni sua ruga, e anche una mano la sua andatura stanca, vale bene il riguardo alla persona, al lume che ci insegna e ci imprigiona in fili di sapienza e di bontà infinita. Ogni parola data e mai smarrita nella gioia dell'enfasi, quella parola ferma e mai sopita nei momenti più bui, quando sembrava scialba e già sbiadita la voglia di procedere, quella parola ch'era forza e sprone quando la strada era più in salita. Un bacio alle mani tremanti, agli occhi piccoli e vivaci che sanno degli amori taciuti, ma non battono ciglio come se li avessero vissuti» |
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Inserito il 05/04/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Un dolce bacio " di Mara Reggio |
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| «...ma le ferite "che non hanno pace", quelle che nelle carni senti acute, lasciano la cicatrice sulla cute come il rostro di un perfido rapace. Avrai sui pori il segno della croce su cui ti crocifisse di dolore un angelo perduto, un vecchio amore che si smarrì con l'ultimo saluto. Ora tu piangi a pare che accarezzi il tempo che vietò dei suoi respiri un empito fremente i cui raggiri irretirono gli anni degli olezzi. Non vuoi che si ripetano i sussulti che riempiono il cuore di poesia, ma questo canto, questa melodia, sono i più nuovi, candidi virgulti che daranno altro amore e nuova pena. Perché la vita non è mai serena se un passione prende e ci commuove come il poeta che lo sente dentro eppure crede che lo veda altrove.» |
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Inserito il 01/04/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Il vanto delle lacrime" di Antonella Borghini Anto Bee |
| «...e non è folle chi, tra mille voci, ne distingue l'anelito e il sospiro, l'angolo in cui più spesso mi ritiro quando è assordante il chiasso della gente. Meglio niente, poeta, meglio niente...è di gran lunga più dolce per la mente il cromatico spettro di più toni che giungono dall'anima con suoni, misconosciuti ai più, ma che il "demente" discerne con la lucida armonia del soffio impercettibile, il nobile alimento di poesia. Maestra solitaria che sta nei bordi della muta via dove incrociano voci, che rimandano agli amori già vissuti e a quelli più bramati e mai goduti com'è umano che sia.» |
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Inserito il 14/03/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Le mille Voci" di mario calzolaro |
| «Il nuovo nasce quando è l'anima che guarda le cose che si muovono nei giorni, quando ricuce pezze ai disadorni palpiti che il sole mesto, pareva, mesto, il sole aver abbandonato, e invece no l'aurora si rischiara e non è mai come il mattino già trascorso. E' nuovo il giorno e nuovo è quell'evento che si ripete, amabile, al mattino del sole che sorride a ogni destino che si credeva il sole avesse abbandonato. Invece no, riappare in ogni croma, in ogni acuto, in ogni tono grave, nell'andante, il crescendo, nel soave che si dispiega al giorno dall'aurora. Il cuore spasimante la ritrova nel senso dell'amante innamorato, nel prigioniero in cella mai domato dalla notte per cui la luce implora.» |
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Inserito il 26/02/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Bambini e innamorati" di Antonio Terracciano |
| «Non ci sarà mai tempo abbastanza per capire la nostra cecità, quasi ostinata, e quanto perdemmo, (quanto, presi dalla furia di quegli anni che sono inganno e forza di entusiasmi. C'è sempre un ma, compiuti i quarant'anni, quando volge al bisbiglio l'urlo e il grido, quando si pensa a chi ci diede il nido che aveva riscaldato, e con affanni! Fatica, e forza, ed improbe scommesse, la vita è sfida, e chi ci ha messo al mondo non ha esitato a farlo, entrando nella lotta e confidando nei palpiti che si sentiva in cuore. Vorremmo poi del tempo, ma è fuggito, sotto l'indifferenza di quegli anni, splendidi, intensissimi e tiranni con chi ci partorì col suo dolore. Rimane solo l'ora del rimpianto, ma non colmiamo il vuoto con il canto.» |
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Inserito il 24/02/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "E' troppo tardi " di Kiaraluna |
| «Tenero accostamento, il succedersi del tempo e di stagioni, l'avvicendarsi eterni di amori e di altri amori, nel divenire di pianti e di sorrisi come di sole e gelo, come carezze presto consumate e lasciate alle intemperie dell'oblio. Ma poi, quando lo sguardo non ha più il sorriso, quando cerca la mano un'altra mano, fugge il ricordo a un giorno più lontano non amato abbastanza, e si torna allora con la nostalgia alle carezze dentro quella stanza che davano calore e compagnia. Batte, profondo, il palpito, assorto nel suo volo che, a ritroso, ritrova i giorni amati e le chimere, e sale alto un monito del dubbio che riaffiora "e se quei giorni io li avessi ancora?" "Oh notte, notte splendida, ti avessi solo un'ora, per me sarebbe tanto!"» |
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Inserito il 23/02/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Quando mi cercherai" di Nunzio Buono |
| «...e ti indigni da nobile poeta, perché non può tacere chi abbia sussulti d'amore e di poesia. La tua perplessità è anche la mia, il tuo dolore è anche il mio disagio, in questo paese mascherato che ha perso lume e chiara conoscenza. Sarà, lo spero vivamente, risorgimento ancora, contro lo strapotere che ci ignora come persone d'intelletto e scelta, e vorrebbe ridurci, anche alla svelta, a coristi uniti in un osanna al prepotente. E' speranza il tuo canto che non mente, del tuo dolore e della tua rivolta, è fiamma che resiste e non assente ai venti di una ignobile deriva. Infine vincerà, lo spero ancora, il sussulto più amabile del cuore, tradotto nelle tue cure d'autore in versi asciutti e chiari, quanto lo sia un bel giorno dall'aurora» |
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Inserito il 22/02/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "I Giorni del Silenzio" di mario calzolaro |
| «Del tempo su cui canti riempio fogli dentro il mio sentire, e scrivo, e scrivo, e cerco di lenire lo stupore ed il pianto per la mia forza che non può fermare per un istante solo, il divenire. Il tempo ci ha forgiati e poi ci spoglia per consegnarci ignudi sulla soglia di dolori inattesi che paiono sovrastarci e poi mentire. Noi siamo tempo ed aria, ma solo istanti dall'immenso ardire che ci fa osare contro eventi ed ire nati nel plenilunio che ci aggrada. Parremmo forti come chissà cosa, ma poi il trapasso di chi ci accompagnava, mette a nudo il flebile respiro in una brevità di verso e prosa. Vorremmo essere poeti per supplire alla breve presenza nella scena che ci assegnò quel tempo, e ci divora la povertà del nostro interloquire.» |
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Inserito il 21/02/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Inesorabile tempo " di Libera Mastropaolo |
«Il fragore del tempo che suona le trombe quando l'inno all'amore irrompe nella vita dormiente con un assolo che cattura attenzione, e si insinua e protende ogni nota in "maggiore" a coprire gli spazi solitari e distratti che disdegnano ogni cambio d'umore. Rapisce i respiri reietti degli angoli tristi, dei pertugi più stretti che fanno resistenza al bagliore di un astro nuovo che nasce. Il silenzio e l'attesa che qualcosa succeda, come quando la sfera del sole si attarda ad uscire dalle nuvole bigie,
perché si conceda, con chiarezza fiammante, alle dimore di creature innocenti, perché sia calore dove fu avara la vita, e risvegli ogni palpito, ogni voce sopita al tepore di qualcosa di nuovo. Questa notte sarà lieve la luna, non solo puttana» |
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Inserito il 02/02/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "L’attesa" di Antonella Borghini Anto Bee |
| «.e quel taluno cantava d'amore e d'affanno come non fa nessuno!! Ora tu, poeta di stile, riproponi le tue note dolenti e sai che mi accontenti con le tue citazioni: rapisci le mie attenzioni e io mi fermo a pensare quanto possa il tuo male dare sfogo all'amata poesia. Per te sarà melodia il pianto e il dolore delle bianche corsie, e da lì avrai motivo di canto, con un altro respiro, con altra intonazione, con un verso distante, ma pur sempre calzante al desiderio di fare poesia. Orsù, fai piano le scale, dimentica il male e respira il balsamo che la vita regala, anche con il gelo del secco maestrale, con la candida neve che imbianca le strade, e copre i suoni dei passi nel viale che facesti da ultimo, prima dell'ospedale!» |
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Inserito il 30/01/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "'piacer figlio d'affanno'...diceva un tale " di Amara |
| «...e l'ora volge... e sale alto il rintocco, quei "suoni di campane" che avvolgeranno i sogni e la figura di qualcosa che sfugge e che non dura quanto vorremmo fosse, perché la vita è quella, bella quanto si vuole, ma breve e assai fugace come il sogno che tace quando a ponente cade l'ultimo fragore della luce, che condensa di mesto e di colore, l'ultima sensazione che produce. Finché rimane il giorno, finché la sera frena il suo mistero, e sussulta nel cuore una chimera, ti nutri di impedibile magia nell'emisfero onirico che detta voglia e frasi di poesia. Di là, nessuno sa, che cosa ci riserva il cono d'ombra, di là forse rimbomba il sordido frastuono del "bel nulla", laddove il solo volto della luna un dì ci porterà senza ritorno!» |
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Inserito il 27/01/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Estasi dell'attimo" di il gazzettiere |
| «"il Dio che atterra e suscita, che affanna e che consola..." ti calerà nel vuoto, quando la forza d'animo non vola a librarti negli infiniti spazi, e tacerà per sempre ogni sussulto, finiti dell'incognito gli strazi, sospesa ogni condanna e ogni giudizio. Ti abbraccerà, fraterno, l'indulto assai bonario per la pena alla quale stendesti i tuoi respiri per cantarci coi versi, flessuosi come crini di cavallo, i dubbiosi perché, davanti ai tiri amari della vita col profumo suadente che avvelena. Non avrai tempo, no, non è concesso, conoscere il pensiero fino in fondo, ché dopo appreso tutto, ti accorgerai minuto in questo mondo, né avrai dell'"ora bianca" il dolceamaro frutto, sorpreso dal silenzio, buon amico, e che tu scoprirai benigno e caro!» |
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Inserito il 18/01/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Arcano " di Pino Tota |
| «Che sarà mai, chissà, quel granellino che pare un mondo intero interpretare, come quell'orizzonte dietro il mare che riverbera d'azzurro e d'illusione? Che sarà mai la tenue diffusione di luce e di barbaglio che fa amare, a mezzo guado, il tuo peregrinare negli anni della vita, la stagione che è densa di perché e di cose rare. Che mai saranno i "filamenti rosa" che ancora ti catturano la mente, che cosa mai il fastidio e l'innocente sussulto che ti fa sempre cantare? Beata te, che qui ti fai tentare da "piccole zavorre menzognere", beato è chi si lascia a volte andare al gusto delle fole e di preghiere che fanno tosto l'anima elevare fino al candore sommo del sapere. Beata te! Continua il verseggiare quando sale la bruma delle sere.» |
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Inserito il 17/01/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Non è questo il tempo " di Tiziana Mignosa |
| «Quelle di chi non sa e poi vorrebbe dire della stupidità che lo imprigiona, le lacrime del bimbo che abbandona la squallida favela per l'aurora di un giorno come il sogno che si infrange e lo respingerà nella sua zona. Le lacrime del bimbo senza madre, che vaga in moltitudini malsane, e cerca invano solo, solo un cane che presti orecchio al pianto e al suo dolore. Le lacrime infinite e il deteriore senso dell'egoismo che non muore davanti alle tragedie dentro i mari con naviganti insoliti e precari. Le lacrime dimesse e silenziose che piangono migranti e clandestini, le lacrime di eterni pellegrini che vanno per il mondo come i venti. Le lacrime taciute ed i lamenti profondi quanto è amaro il mio stupore.» |
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Inserito il 16/01/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Alle lacrime " di Lena Orfeo |
| «...e del dolore propaghi la fitta, ma non basta il silenzio a tacere! L'ignominia di un mondo che crede alle preci e mugugna in soffitta, l'indifferenza più bieca e mai vinta davanti a un vagito che implora. E piange la madre che ignora la sorte che dovrà sopportare: il turchino di un giorno solare, un giorno di festa, nel bel mezzo del via vai popolare, un piccolo cuore si arresta. Si china la palpebra e, spenta, ha finito già un po' di guardare, e il frastuono che udiva arrivare assopisce il rumore e non desta. La stazione non sente e continua del consumo libido e mania, mentre tace l'umana poesia che la vita voleva ammaestrare. Ora tace il singhiozzo e la pena mi giunge fin qui da oltremare... ma il verso mi fa ancora penare!» |
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Inserito il 12/01/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Senza titolo " di Caterina Zappia |
| «Ultimo canto, prima della resa, ma in ginocchio giammai! Pensosi, semmai, per il tempo che passa e trascolora ogni veemente palpito, ogni sogno di un'alba che ci ignora come nerbo di evento, del quale vivemmo, più o meno partecipi, i vagiti suadenti, per scoprire più in là l'amaro inganno di un'età che finiva. Il mulino, come il fatidico muretto, convegno di pensiero e di passione, guazzabuglio di candidi entusiasmi e la deriva degli anni che volgono al domani. L'età che incede e lascia nel cammino briciole di montagne e mari immensi ridotti alla misura di un catino. Le sommità svettanti e irriverenti hanno chinato il capo alla ragione, ai vincitori occulti più potenti che hanno dettato i tempi di quel sogno e della giovinezza ogni confine» |
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Inserito il 08/01/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Una lunga protesta " di Rasimaco |
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