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Trovati 521 commenti di Gesuino Curreli

Commento n° 431
«...è lì, nelle vergini tinte dell'aurora, quando la notte cede al giorno i canti, e scioglie l'ombra al sole nell'attimo che desta il tuo penare, per ciò che cerchi invano, racchiuso dentro un'anima, riassunto dentro un corpo da guardare, mentre tornano a te le note amare dell'eco, nella trepida attesa, nella piena coscienza che nulla e nulla ti potrà fermare. "Essenza", nobile mistura di aromi e di sentori, di qualcosa che avverti e pi ti sfugge, esalata all'istante, quando credevi di averla trovata, per la magia del senso che fa "zingara" la donna innamorata. Così, per impietoso e fervido destino, non fermi il tuo vagare e vai fin su le soglie, bussando all'emozione che ti accoglie, e ti offre il respiro, come un alito di chi senti vicino.»
Inserito il 08/01/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Nell'attesa " di Tiziana Mignosa  

Commento n° 430
«"Le lame accese del fuoco" e non so se sia gioco o il ricordo anche fioco che riaffiora frequente che si attizza e si accende di fiamma per passare da parte a parte la mente che pare destarsi e capire. "Dormire... sognare... morire" L' amletico dubbio si insinua, ma basta il respiro, il quarto di viso e la luce che irradia le labbra e produce l'odore del senso e l'amore. Non muore il desiderio che il corpo conosce, basta il tatto, la stretta di mano e così, per un fatto che non è mai strano, si ricompone il profilo, si ravviva il bagliore dell'occhio, l'intenso colore di pace al quale offrire le spine e il velluto di rose. Cose che sanno di sfida, come la sensuale voluttà di una spalla, offerta, già ignuda, al calore di un'altra carezza.»
Inserito il 07/01/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Giochi di luce " di Donatella Piras  

Commento n° 429
«...e la finale è li, a un tiro di schioppo, anzi più vicino, ancora un passo e poi tendi la mano, la sentirai affondare nel destino che non ti ha dato mai risposte certe. E tu dell'incertezza sei il respiro, perché uomo, poeta, stacanovista nobile e crumiro che non si assenta mai nel suo mestiere di chiedere il perché di ogni vaghezza. Il sogno, quello vorresti fosse il tuo cammino si trova ogni momento dentro un bivio a dover fare i conti con l'ampiezza di quel "ventaglio delle indecisioni" e dire in fondo: Si! Il dado è tratto -. Invece no, vacilli e vai tentoni come chi ha perso luce e orientamento, e porti l'anima allo scontro e allo scontento per non aver mai scelto la tua via. E sia! Così va il vento come lo assecondi, e non è bugia.»
Inserito il 04/01/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Vana è la certezza" di Aldo Bilato  

Commento n° 428
«E resto lì in silenzio ad ascoltare i battiti del tuo canto d'amore, tingo i confini d'intimo candore e ti propongo idilli da cantare, quelli che vanno dritti dentro il cuore di chi è rimasto solo ad aspettare. Il sogno che ora vivi sai sfumare come un disegno che perde colore ma tiene in una nuvola il sapore dell'emozione che sapeva dare. "Frammento di un'essenza" che respiri e che ti fa pulsare a nuova vita come se quella traccia ormai sbiadita abbia ripreso il senso dell'amare. Tieniti dentro i palpiti e rinnova nella fucina degli impulsi ardenti i lumi che credevi avere spenti e che ti fanno viva a nuova prova. Saranno giorni nuovi ed altri ancora densi di desiderio e di speranza, per l'empito che tutto sopravanza...»
Inserito il 03/01/2011 da Gesuino Curreli alla poesia "Ti tengo li'" di lunamagika  

Commento n° 427
«E... beh! Chiara è la tua luna, e nulla posso aggiungere in commento, sarei impudico e improvvido, "la ruggine del tempo" dice abbastanza e taccio, sorpreso della "ripida discesa della sera", mentre scorro i tuoi versi, assorto e incuriosito del canto che proponi alla mia mente, dentro il silenzio di quest'ora spoglia. Accolgo in me il barlume di "luce che germoglia" prima che scenda e imponga il suo stupore "la notte ferma sulla soglia" di un estatico senso di preghiera, avvolta nel chiarore di sfumature blu, per dare il suo respiro a chi non spera, sotto i "lampioni immobili", in attesa che si plachi ogni bufera, come quest'oggi ci proponi tu.»
Inserito il 31/12/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Il sunto del pensiero" di Kiaraluna  

Commento n° 426
«Si nasce! Come il porco che pasce, ma mi perdoni il porco, e cresce senza fasce quello che sarà un orco. Ignobile e arrogante, molesto e diffidente, finto garbato e vile, liscio come un serpente, meglio non incontrarlo ma ce n'è TANTI e TANTE, non serve proprio a niente la tua prudenza vigile per non averlo"avante". Io scomodo anche DANTE "pe' stu piezz' 'e fetente" che ammorba l'aria e sconcia il dialogo elegante. Si nasce! Si nasce! ...e non ci sta galera che lo possa ammansire, né si trova maniera di farlo ravvedere. E' sopra tutti e sputa, se può, nel tuo bicchiere perché la supponenza è l'arma del suo dire, è il ferro degradato del suo brutto mestiere che contro tutti adopera, sordo a ogni "miserere". Si nasce, caro amico! Si nasce!»
Inserito il 31/12/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Ma si nasce o si diventa? " di Pino Tota  

Commento n° 425
«"...Te beata, gridai, per le felici aure pregne di vita e pe' lavacri che dai suoi gioghi a te versa appennino, lieta dell'aer suo vesta la luna di luce limpidissima i tuoi colli per vendemmia festanti..." (Foscolo). Amico mio, così cantava il gran poeta, per quell'amata terra ti di vigne e prodi eroi, di talentuoso genio nei versi e nel colore, nelle fattezze morbide del marmo palpitante, di un'arte qualsivoglia, di quella che tu vuoi. E tu dalle salsedini ridenti di Posillipo, dal canto a Margellina dei pescatori in porto, senti gioia e conforto che all'anima concede la terra dove il piede di Dante si fermò. Ti prende e ti conquista col suo fascino ardente, come per me il ridente cuore della tua Napoli.»
Inserito il 30/12/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Firenze " di Raffaele48  

Commento n° 424
«...(di seguito) che non trova la meta perché ama la vita!»
Inserito il 10/12/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Il poeta" di Aldo Bilato  

Commento n° 423
«La luce tornerà nell'ora tarda quando parrebbe spegnersi il bagliore di quella vita nata da un amore che ci chiamò alla vista del domani, di tanti inganni e gioie, e gioie tante che durano stagioni luminose, finché un dolore, il primo, non ci pose davanti all'evidenza e alle ragioni. Avrai le tempie colme di profumi nell'ora che ti cingerai la fronte di ghirlande e di sogni all'orizzonte verso i quali
sfrenare le ambizioni, i giusti desideri e le emozioni per quanto ti promise il sacro fonte. Ma poi non è così, come un baleno volano irrefrenabili i destini senza avere indugiato nel sereno, cercando miglior sorte a quei bambini ch'ebbero in dote aneliti divini, un domani radioso, un sogno ameno, ma non avremo più quelli che ci furono vicini
»
Inserito il 09/12/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Imbastiti abbracci " di Lia  

Commento n° 422
«Cediamo a loro un flebile lumino e loro a noi un pizzico d'eterno, anime che sospirano in Averno dopo il caduco e fragile destino, qui fra le spire umane mai compiute, fra inappagati aneliti finiti in un cantuccio d'ombra e di velluto. Tutto qui, e tutti in un breve tratto, per la vita concessa in un baratto che ti richiama là dove sei nato (pulvis es et in pulverem reverteris). Un sussulto, una folata di vento, un precipizio che non basterà mai per un giudizio di cosa siamo stati e che saremo. Un' alito incentrato in pochi giorni ai quali tu mi dici che non badi, e per i quali, ti confesso, fremo. Un segno di dolore ti risveglia, l'umana sofferenza è profumata, bacia la terra che calpesti: è stata scelta da chi ti volle come figlia»
Inserito il 01/12/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Tu che viva stai " di Franca Canfora  

Commento n° 421
«Dentro le mura sento il rimestarsi dell'estasi turbata dal pensiero, e sento che voli, e non par vero, lo possa fare in una casa scura. Il letto, luogo di supplizio e pianto, dove stringi il cuscino fra le braccia, senti la voce arcana che rinfaccia la vana amenità dello sparviero, librato alto nel cielo se ti piaccia seguirlo nel suo volo più leggero. L'inquietudine squassa e ti contende l'umore ai sogni dei giorni migliori, è rancido il più bello dei sapori se sei da sola a metterci la faccia, e non ti va di offrirti spoglia a caccia di chi vorresti fosse lì, senza rancori. Passano le ore sorde e tu non senti se non le vibrazioni del tuo canto che sovrapponi al ritmo del pianto per regalare candide emozioni.»
Inserito il 01/12/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Senza solitudine " di Caterina Zappia  

Commento n° 420
«Quella scala ora scende nella vita, e i pioli sono gli anni, dopo l'infanzia tenera, gradita che ti faceva unica, davanti alla platea che ti applaudiva, e tutta li ai tuoi piedi, davanti a quel proscenio che non dura, strabiliava per te. Ora rimane, tenero, il ricordo che ti inonda e commuove ogni filo di spazio dentro il cuore, con senso vago di mestizia, e langue nei giorni già maturi, orfani del nonnulla che ti manca e che ti farebbe regina un'altra volta, come allora, in quella età che rimarrà sepolta. Ora è il ricordo... rimane questo fiato dell'amore, dei bellissimi giorni pieni d'oro, quando ci si incontrava a fare i grandi, mimando i tempi ancora da venire come in film muto, ora tutto a colori e con l'aggiunta di un forte "sonoro"»
Inserito il 30/11/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Basta così poco per essere felici " di Lanaliana  

Commento n° 419
«La malinconia che passa lieve è una carezza cui non ti sottrai, anima di sospiri, come mai chiami codarda l'anima se è greve? La stazione ha il fischio del tramvai, il sussulto che va sulle rotaie, nelle sere di nebbia e nelle pieghe del silenzio cui non ti arrendi mai. Il cielo avrà per te ancora turchese il sorriso e venture primavere, e sazierà di canto e di chimere il cuore un po' misantropo che hai. E' questa la stagione del pensiero, del sibilo dei venti sopra i monti, dei pascoli di armenti e delle fonti ricche di incomparabile liquore. Profitta ora che dorme lo sciame umano e cerca in solitudini silenti la gioia di capire quando menti o quando sei sincera... la tua mano!»
Inserito il 29/11/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Senza lasciare traccia" di Maria Giovanna Fronteddu  

Commento n° 418
«...penso di te e ridondo del candido bagliore che proponi. Trilli, sonori acuti di soprano, suonano note le poche parole, i versi e il senso a volte fiammeggiante, che va e che viene come il canto vuole. Ti giunge quell'abbraccio che attendevi, ma ha perso la sua stretta e il suo calore, mantiene meraviglia e - che dolore! – non averlo sentito poco prima... Chissà, nella stagione del rigore, che il cielo non sorrida caldo ancora, che non si affacci rorida l'aurora a dirti che chi spera vive ancora. E spera, dunque, spera e canta pure, se questa è la catena che ti frusta, io sto in ascolto e il canto tuo mi gusta come il balsamo all'anima che ignora il perché del patire e " bae in bonora! "»
Inserito il 28/11/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Stigma di meraviglia " di Lia  

Commento n° 417
«...e l'acqua bagna amara ogni sostanza dentro esistenze incerte e senza sole, come di chi per censo e ceto vuole tenere solo a sé sempre il migliore. Buia è la vita di chi non ha forza, di chi rimanda al cielo il suo patire, ma nessuno si ferma per capire cosa valga quel pianto e la preghiera. Anima, tu che ascolti chi dispera, e alzi limpidissimo il tuo canto, vorrei restare un attimo d'accanto al lume della degna tua maniera. E' l'orizzonte ancora più lontano per tanta gente che non ha più voce, se non il suo lamento e la sua croce davanti a un mondo infame questa sera. Il tuo messaggio arriva e fa rumore, si scuote la coscienza intorpidita, ti giunga questa mia molto sentita, insieme col mio "grazie! ", buon cantore!»
Inserito il 28/11/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Piove acqua pesante nel silenzio " di Paolo Eroli  

Commento n° 416
«Poni la spugna, poni il tuo cotone sopra il ripiano di quella specchiera, non durerà la sera quanto è stato lungo tutto il giorno. La rugiada ti asperge e ti profuma di timidi liquori d'innocenza, rivolgi gli occhi al viso della tua coscienza e troverai le preci che nasconde. Le ore come le onde, sbattono l'una all'altra e si dispera la barca con brandelli di una vela, saranno brezze di un'altra chimera che ti daranno rotte più sicure, traguardi di visioni più mature, belle quanto profonde e malsicure le ansie che ti tolgono il respiro. Volo sopra il natante e poi sospiro se non avrai del vento il caldo aiuto che tenga prora e prua sopra quel flutto che spinge te nel sogno che ti attende. Voga e procedi, il mare ti contende questa sera.»
Inserito il 27/11/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Fragile carezza" di Chiara Chiapolini  

Commento n° 415
«...e tu te senti buono... se il tuo stare "accussì" genera questo canto, fallo e dai ristoro a chi ti ascolta perché ha necessità di riso e pianto. Il forte accento della lingua madre risalta nel tuo eloquio e ci fa bene udire solo l'acqua che scende a catinelle senza pietà dei miseri, mettendo anche la benda all'astro immenso che di Napoli fa "o paese do sole".»
Inserito il 24/11/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Quanno chiove " di Gabriele Tudisco  

Commento n° 414
«Gatto: un patto con l'improvvido destino. Il gusto soprafino dei tuoi versi sciolgono la paura dei riottosi e ride più benigna la natura. La vita è dura, imprevedibile, ma il tuo canto godibile aiuta un po' a dimenticare, e ci si lascia andare all'ilare risata che proponi. Poeta di altra stazza, la bravura si palpa come fa il buon piazzista con il panno, e qui non trovo inganno né giri di parole che fanno mestamente spengere il pathos e la vera magia. Sorridi con lo stile che ti dona, padrona come sei di fare la poesia che mi impressiona, lo fai con eleganza, e il tatto che non manca, per invitare i cuori ad una sosta. Nuova proposta nel colorito vernacolo del Belli per una macchia fresca e senza orpelli, e ci delizi di un'altra elegia»
Inserito il 15/11/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "'a sfiga " di Silvia De Angelis  

Commento n° 413
«...e in te sento il profumo di poesia, per istinto ed olfatto, e i versi brevi e i lumi che ci impieghi hanno sapore di dolce bontà. In te sono i ricordi del cortile, di quella età che non si può scordare, quando era festa se si andava al mare, o quando nevicava per due sere. L'alito del cortile in un meriggio pieno di sole e narrazioni antiche che favoleggiano nonne con le amiche e di storie proibite ai più piccini. Le sedie, segno di lezioni lievi, da impartire a chi ha fretta di scappare per dirgli che partire e un po' morire come dice l'adagio che si sa. Una fetta di vita che ci manca quando la smania ci vince ed offende la pacata visione che sottende a valori di umana dignità. E' dolce questo canto col quale sono complice e chissà...»
Inserito il 13/11/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "In me" di Antonio Bruno  

Commento n° 412
«Oh tu, che fai di stenti una canzone, mi torna il canto tuo cosa gradita! In questa vita sterile e appassita, comoda e calda col termosifone, che pone l'uomo dietro l'opzione di una ricchezza fulgida, è intristita l'umana dignità, è impoverita l'anima che non sana dal triste morbo dell'appariscenza. Di quella povertà non resto senza, e cerco il dolce abbraccio della sera, di una parola buona, di una faccia sincera, disposta ad ogni ascolto e alla preghiera perché domani si avesse ancora il lume tremebondo che non c'era, da mettere al camino, e giocare con le ombre sul destino di quei segni sulle pareti gonfie e affumicate. Era freddo. Ora con il calore dei piumoni, con le mense imbandite a meraviglia, non troviamo un discorso che commuove»
Inserito il 11/11/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "San Martino " di Lucia Volpi  

Commento n° 411
«Ma la tristezza, credi, è nell'umore di ogni persona di questo pianeta, e tu che canti come fa il poeta, devi accettare l'empito che detta quella mestizia che ti rompe il cuore. Lascia che un po' ti prenda e, senza fretta, ascoltala fintanto che non muore in te la somma aspirazione e prediletta che dona al verso palpiti d'amore. Non strapparla dal sangue e dalle ascolto, ti detterà le pagine più chiare di cosa sia nel mondo il tuo pensare che vuole solo gioia in un giocondo connubio fra natura e l'animale. Sacrifica un po' del tuo piacere e stringi forte l'anima che soffre, ne avrai la cifra giusta per cantare la vita in ogni suo gorgo feroce, e il canto sarà limpido e intonato come quello di un giorno appena nato.»
Inserito il 11/11/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Via questa tristezza" di Mirella Santoniccolo Mairim14  

Commento n° 410
«Ma il tempo trascorso non è come il domani, e il letto del fiume si ingorga o straripa alle piogge furenti che non ti attendevi. Meni il tuo canto e scendi verso il mare, con improponibile sequenza da imitare se non si abbia nel cuore uguale amore, la stessa cifra che invita a cantare. E corri, corri, ma non cerchi nessuno da imitare nell'assolo che squilla, e talora rimbomba minaccioso, impietoso dei campi da allagare, portando appresso le timide sponde e la pietra che tu amavi lisciare. Deborderai nel piccolo pertugio che non contiene più la nuova furia e l'ingiuria del tempo ti assicura la forza scura che non si contiene... qualcosa infine ti farà calmare! E tacerà il fragore quando ti addormenti, sfatto, nel lago dei tuoi sentimenti.»
Inserito il 11/11/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Di me" di Aldo Bilato  

Commento n° 409
«Se dovessi di notte aver paura, se credi, taci e apparirà la luna. Fai che non si spenga il sogno che racconta, oltre il vorace palpito del nero, oltre l'inaccessibile mistero che avvolge dello spazio ogni fortuna. Tu sei poeta, canta, canta del tuo dolore anche lo strazio, ma fai che l'astro giunga, dimesso ogni bagliore di topazio, fino all'inconsolabile destino che intona all'uomo pezzi di dolore e male. Dai alla luna forte il tuo segnale, ma lascia che rischiari il mio patire, io ho bisogno del grande fanale che cresce e illumina la notte quando imbruna col fare della sera, e sussurra il destino universale. Guarda il suo viso ch'è di madre buona, di chi ama e perdona, e dà ristoro al pianto con un sorriso che non puoi scordare.»
Inserito il 09/11/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Dialogo con la luna" di Rossella Gallucci  

Commento n° 408
«Oh succo di vendemmia che regali, poeta di narrata cortesia, tu sai qual'é il colore e la malia dei toni bruni e dei sapori acerbi. E' pieno d'oro e ruggine il tuo canto, d'ocra e vermigli i timbri di vendemmia, di cieli chiari e di una vita indegna che oggi ci riduce a bottegai. Canti così i festosi andirivieni, lungo i filari prodighi e paterni, con chi li ebbe in cura negli inverni e poi li coccolò come creatura. Io leggo e tu mi bagni di poesia in un angolo ch'è speranza e sogno, e della fiaba tua sento il bisogno come dell'uva nera il vignaiolo. Come nel grande acuto di un assolo, ti seguo e afferro l'estasi più cara, che la mestizia fa più dolce e rara, in mezzo a tempi tristi e cose amare, lontani dal nostalgico piacere.»
Inserito il 01/11/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Ritagli " di Orma Detruria  

Commento n° 407
«...e infine vincerà la terra, maltrattata e vilipesa, sfruttata oltre ogni limite, derisa e sputata come vecchia puttana mal pagata. E soverchi rimorsi mangeranno le coscienze superstiti, spese a cercare di ogni cosa il senso, del perché il sole scaldi e dia ristoro, del perché il suolo, prodigo, regali frutti, colori e sibili autunnali che sfamano le necessità del corpo e nutrono gli umori germinali. Sarà la libertà che dà rispetto ad ogni foglia ad ogni anima cara, al sentiero che penetra e dilaga come un serpente buono in ogni dove, conducendo con sé chi si prepara a vedere altri luoghi altri saperi. Sarà la libertà di conoscenza che genera l'amore per cantare una nuova vicenda da creare dentro l'umanità mai doma e spenta.»
Inserito il 01/11/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Cosa cercare " di Clara Gismondi  

Commento n° 406
«E i fiori bianchi saranno dei gigli, ricchi di purezza e candore, nati all'ombra di lecci giganti, nelle ore ansimanti di un giorno. Padre, a te tornerò per farti di coccole adorno e saprai di me e di questa poesia. Un tuo bacio è l'anima mia, frutto d'amore e di gioia, e vedrai che a te si congiunge in un giorno di astrale sentenza, come quando mi desti la luce, per magia naturale che la vita produce e consegna a ciascuno la sua melodia. Il rigore sta fuori, e "in qualche parte" troveremo il calore per segnare le nostre attenzioni, come note di nuove canzoni sul pentagramma d'amore. E ancora così per il tempo avvenire, come gli alberi ai frutti e ai rami le foglie, anime dense di nubi e di doglie, nella vana speranza che non debba finire»
Inserito il 31/10/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Quasi inverno" di Maria Grazia Vai  

Commento n° 405
«E' l'ora della generosità e dell'impostura, quella che manda il bacio ai nostri cari, agli aliti già spenti come i fari delle illusioni che credevamo eterne. Rovista ancora nella spazzatura, non è tutta immondizia, guarda, tra le cose bramate e quelle avute puoi trovare, leggiadra, una letizia che nella fretta avevi già scordato, la dolce creatura che parla ancora al cuore, e ti commuove la sua semplicità senza paura. La forza d'innocente sogno vano, che parrebbe riposto e già scordato, può riaccendere ai battiti chi spera, nonostante le lune già trascorse da quel giorno lontano che aveva i sogni della primavera. Sogno ed inganno sono la chimera che attendi all'uscio invano, pervasa da "frantumi di sospiri" sapendo che non tornerà l'arcano»
Inserito il 31/10/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Malinconiche attese " di Tiziana Mignosa  

Commento n° 404
«Sovente torneremo alle stagioni che non comprendemmo appieno, quando saltava il cuore ballerino sul proscenio di amori e di conquiste. Non avremmo mai detto – non può morire, no, questo dolce subbuglio di bugie! – (le tue come le mie) come di tutti quelli che hanno prestato il bacio alle festose vie della chimera. Invece il sole poi prende il crinale che attenua la luce più radiosa, e la tinta si fa alla sera sposa, densa dell'ora pallida, sobria di canto e ricca di malinconia. Sovente ti ripeterai, sovente... ma siamo già all'autunno, e si colora di ricordi la tua mente, di amori già svaniti, con musiche che sfumano l'"andante", e daranno fra un po' le note docili per un'età che fugge, ma dei suoi trilli armonici non ti potrai scordare.»
Inserito il 29/10/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Sovente " di Antonella Modaffari Bartoli  

Commento n° 403
«Sento il tuo fiato caldo e il tuo respiro, poeta di solare luccicore, sento della tua terra il gran dolore, in ogni anfratto del suolo natio. Ogni pertugio canta il suo candore, di luce tersa e umano lavorio, per campi, rupi solitarie, e valli, che stringono d'amore l'amor mio. Sento la terra tua come la mia, bagnata di coralli ed acque azzurre, sento l'alito d'oro e la malia delle campagne di uliveti e vigne. Odo dentro i silenzi le fatiche di tante braccia e tanti cuori ardenti, i sorrisi degli animi lucenti come gli occhi degli uomini mai vinti, e giunge l'eco qui, fino ai miei monti, lo stesso pianto della stalla sola, vedova dei nitriti e dell'alunno che aveva nel cortile la sua scuola. Ascolto la tua voce assorto e mi consola»
Inserito il 29/10/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Il lamento degli ulivi" di Caterina Zappia  

Commento n° 402
«Quando il colore accentua il suo livore e di ruggine è coperta la campagna, il viale ambrato tace e forse muore, come parrebbe dai dimessi canti, allora si, metà della stagione offre di sé i virtuosi dolci incanti. Ma non è più l'esuberante estate piena, non è ancora il rigore dell'inverno, già piove e c'è la nebbia, e noi si sta tra paradiso e inferno, in un caldissimo limbo che commuove. Oh dolce autunno potessi far sentire le tue carezze a chi non si innamora, con le mollezze calde dei rossori come complicità con chi dispera di conoscere ancora caldi amori. Autunno abbraccia il mio entusiasmo esangue, e fanne ancora slancio di premura sicché possa tradire la paura e dire a chi non t'ama che non è finta la tua luce pura.»
Inserito il 28/10/2010 da Gesuino Curreli alla poesia "Non esistono più le mezze stagioni (Autunno) " di Paola Pinto  

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