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Trovati 2449 commenti di Azar Rudif
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«La paura delle macchine o, meglio, dell'automazione iniziò con la costruzione del primo automa ed è aumentata negli anni 70 quando le catene di montaggio avevano bisogno di un numero sempre minore di operai. Il mondo si evolve o involve in una direzione e l'ausilio totale di automi è impossibile per una questione legata all'Intelligenza Artificiale e per un problema legato all'aumentare degli ingranaggi in un sistema meccanico. Piu' un sistema diventa complesso e più è facile che subisca un danno. Piu' il ragionamento si basa su condizioni nidificate (programmazione AI) e più diventa facile se non certo il blocco del ragionamento in forma di ricorsività infinita. La mente umana non è imitabile da una costruzione della stessa mente umana» |
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Inserito il 17/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Il nostro futuro UCCISO dal progresso" di sergio garbellini |
«La paura è conseguenza di un istinto di conservazione di fronte ad un pericolo e di fronte all'ignoto. Eppure, sembrerà un paradosso, ma è nell'affrontare la paura che si progredisce e si evolve. Se non avessimo il confine della paura, da superare ogni volta, staremmo ancora ad adorare il dio dei fulmini e del Sole.
In questi versi leggo e interpreto una denuncia contro chi non sa superare queste paure che, una volta lasciate alle spalle, non fanno più paura. In effetti, la paura umana è proprio la paura nel futuro, paura di scavalcare le proprie paure e di non capire chi sono.» |
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Inserito il 17/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Paura... paura... Paura" di zani carlo |
«Dagli animali potremmo imparare la vera vita. Versi che ricollego, per personali esperienze, ai versi di S. Francesco alle creature del creato.» |
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Inserito il 17/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Arturo" di Pasquale Farallo |
«Dio ha dato a tutti il dono del discernimento e la possibilità di discernere il Vero dal Falso ed il fatto di sapere questo è già una prova che sappiano, anche noi, scegliere. I dolori, ad un certo punto, diventano sopportabili e diventano consuetudine, ma il fatto di saperli riconoscere potrebbe già essere una cura. Versi che, nella loro tristezza, lasciano aperto uno spiraglio di luce nella condivisione.» |
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Inserito il 17/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Solo la Poesia può salvarmi" di Rosetta Sacchi |
«L'anima ha sempre una sua luce profonda che contrasta la corruzione superficiale delle contingenze e delle consuetudini che vengono da un mondo esterno. Basta chiudere fuori il mondo esterno per "assaporare" il gusto dell'eternità e intravedere la luce dell'infinito. Ma butta fuori tutta l'inutilità di questo mondo, esseri pseudo- viventi compresi.» |
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Inserito il 17/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Vigilante quiete" di Felice Di Giandomenico |
«Un vetro infranto tra noi e la realtà? E se fossimo noi la realtà ed il vetro è solo una lente che noi creiamo per non vedere la realtà o vederla in parte attraverso le fratture del vetro? Versi che fanno sorgere alcune riflessioni» |
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Inserito il 14/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Vetro infranto" di Salvo Scamporrino |
| «Riflessione sull'impossibilità del dialogare, a volte, e la voglia di lasciarsi andare al moto delle onde, forse sperando che la semplicità e la naturalezza del vivere o dell'esistere rimetta ogni cosa al suo posto. Non la leggo comeuna forma di resa, bensì della consapevolezza che la realtà scorre nella direzione giusta e, a volte, conviene non intervenire e lasciarla andare.» |
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Inserito il 14/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Pensieri e parole" di Poesiaerre |
«Duro atto di accusa contro chi ha distrutto tutto, anche la possibilità di correggere ad eventuali errori. Contro certe situazioni, non serve a molto un anestetico, ma la cosa migliore e non farsi "toccare" o rimanere indifferenti, tanto qualunque azione sarebbe inutile. L'ultimo verso, solo, lo avrei scritto in seconda persona plurale. Poesia bella tosta, mi piace!» |
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Inserito il 13/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Vedo tutto con chiarezza" di Laura Maira |
| «Il problema non sono i governanti greci anche se l'ultimo ha tradito la risposta del referendum. Il problema è un'europa che non esiste più, ormai è solo una coalizione di stati sotto la tirannia di una germania e di alcune banche che hanno creato un sistema finanziario che non ha nessun collegamento con i sistemi economici.» |
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Inserito il 13/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "A proposito di Grecia ed altri" di giampietro corvi c |
«Il passato gioca ad autodistruggersi e non serve a nulla tenerlo in vita. Anche l'ultima fiammella potrebbe divenire un nuovo incendio e non esiste niente e nessuno che possa condannarci. Quando qualcosa non va, meglio che il resto del mondo si disperda nella sua autocondanna di impotenza. Noi si reste sempre e cmq vivi anche se soli. Grande forza in questi versi anche se pessimisti» |
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Inserito il 13/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "L’ultima spiaggia" di Patrizia Ensoli |
«Teoria affascinante ed indimostrata quella del multiverso insieme a quella dell'oltreverso, ma non conosciamo ancora questo di universo, purtroppo. Per ora restiamo rinchiusi in questi 5 sensi ed in qualcuno, forse, nascosto e non possiamo avere esperienza di tale multiverso se non la sensazione della sua esistenza o una di quelle scintille fatte di intuito che ci permettono, ogni tanto, di illuminare conoscenze nascoste in noi.» |
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Inserito il 12/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Semi alati della follia" di Marco Forti |
| «Belle le immagini ed originali e condivido il pensiero di fondo di questi versi che poi sfocia in una dichiarazione d'amore, ma prima di arrivare a qualcosa del genere si percorre la vita come un fiume o come qualcosa che tutto assorbe e di tutto si scrolla fino ad annullarsi con il solo scopo di scrollarsi di dosso un mondo che ci va stretto.» |
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Inserito il 12/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Senza marchio d'autore " di paolo di cristofaro |
«La via della vita diviene più facile seguendo la via della spada. Ma la sfida più grande e più difficile rimane quella di percorrere la nostra strada interna perché è sconosciuta a tutti ed è come una spada: non la conosci finché non la sfili dal fodero. Solo la conoscenza di se stessi e l'abbandono dell'ignoranza ci permetteranno di percorrere la nostra via. Versi dove leggo questo insegnamento ed ammiro l'uso di simbologie che spesso ritrovo in questo autore e che meriterebbero uno spazio di commento più ampio. La struttura dei primi versi di ogni strofa parla di un'illuminazione che lascia immaginare una strada per arrivare in un giardino e scendere dei gradini verso un labirinto dove appare l'essenza della Conoscenza. Ottimo!» |
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Inserito il 10/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Idee piantate come Katane" di Pagu |
| «Tutta l'Esistenza è frutto di un concatenarsi di cause ed effetti. Anche le dinamiche umane non possono non seguire questa regola fondamentale. Ad ogni azione risponde una reazione, ma l'uomo può dirigere la propria azione, non è la tessera di un domino che ha un solo tipo di reazione. L'uomo è anche capace di sorreggere la tessera che gli sta cadendo addosso ed interrompere la catena di cadute. E' anche vero che potrebbe decidere di spostarsi e rimanere a guardare, ma lo attenderebbe uno dei gironi dell'inferno. Poesia pessimista, forse, per colpa degli atteggiamenti umani che propendono più per comportamenti vigliacchi, ma non è colpa di un Dio distratto, è solo colpa della maggior parte degli esseri umani» |
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Inserito il 10/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Effetto domino" di Anna62 |
«Che chiudere le finestre e non avere a che fare con questa razza sia la cosa migliore da fare, mi trova d'accordo dato che considero un altro diluvio universale l'unica soluzione.
Sono d'accordo anche sul fatto che un dio (d minuscola e quindi un dio minore e umanizzato) potrebbe volere o favorire tutto questo, ma non Dio (quello con la D maiuscola e unico). Dio non ha alcuna colpa se gli esseri umani non sono in grado di vivere in maniera migliore.
Qua, sulla Terra, non è previsto che ci sia l'inferno, ma un periodo di perdita di Fede e di Valori sì e questo è il risultato... poi, verrà l'inferno, ma non qua sulla Terra.» |
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Inserito il 10/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "L'inferno è qui" di danio mariani |
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«Fa bene chiedere all'anima di esaudire i propri desideri e di fare in modo di portare quel calore che a volte si allontana lasciandoci nel gelo e nell'oscurità. Si può anche chiedere di spegnere la luce, di fermare un attimo questa vita, tutto possiamo chiedere alla nostra anima, ma spesso la ragione non vede la verità come la vede l'anima e l'anima sembra disubbidire alla nostra volontà lasciandoci in un "silenzio che si fa bruno" a meditare per ritrovare la giusta posizione nell'esistenza.» |
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Inserito il 10/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Farfallina di bianco colore" di Davide Ghiorsi |
«Stile che trovo interruttivo della lettura, ma si tratta di questioni di gusto. Personalmente, trovo il pensiero espresso nei versi vicino alle mie verità ed il destino, è vero che gioca a dadi, ma noi non lasceremo mai il tavolo di gioco perché sappiamo che i dadi non obbediscono al caos. E' vero che non abbiamo un perchè, potremmo anche decidere di non sfidarlo, ma in tal caso dovremmo chiederci perché vivere da ignavi. Bella e piena di riflessioni.» |
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Inserito il 10/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Sfida" di Salvo Scamporrino |
«Il tempo deve scorrere affinché la vita si trasformi. Versi che descrivono l'inevitabile fine di questa vita, ma noi non ci fermeremo qua.» |
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Inserito il 10/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Passaggio di un' esistenza" di Gianluca Regondi |
«Tra angeli e demoni c'è una guerra e possono cadere, ma mai risollevarsi. Gli uomini in terra che seguono le tenebre non possono trovare la luce, ma possono decidere di farlo. Questa è la fortuna degli esseri umani che non hanno i demoni: cadere, ma potersi rialzare. Non è la luce a decidere a chi mostrarsi, tra gli esseri umani, ma sono gli uomini a dover scegliere se guardarla o meno. Come dice l'autore, devono credere nei sogni perché i sogni sono la luce, ovvero sono le reali aspirazioni degli uomini.» |
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Inserito il 10/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Luce e tenebre" di You Don’t Know Me |
| «Condivido la poetica invettiva contro una delle peggiori razze del genere umano ed avrei aggiunto qualche verso in onore di una forbice che tagli le malelingue» |
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Inserito il 10/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Lingua biforcuta" di Sara Acireale |
«Purtroppo, non tutti lo cercano, non tutti lo trovano e non tutti lo riconoscono quando lo hanno di fronte. Si dice che i Cavalieri del Tempio ne siano i custodi, ma di leggende ne esistono diverse su questo calice il cui nome (Graal) deriva dal francese (ultimo verso) e, forse, dai tanti romanzi del ciclo bretone e simili. In questi versi, alcuni ermetici o simbolici, l'autore trasmette l'essenza della "cerca del Graal". Un significato nascosto in questa azione che vuole la morte di chi lo cerca, ma non è una morte intesa come fine, anzi è intesa come il vivere "cantato" nella seconda strofa.» |
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Inserito il 10/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Ho trovato il Graal" di Cristiano De Marchi |
«Un pomeriggio estivo dove sembra tutto fermo e pare quasi tornare indietro accecato dai colori e dalla luce che inondano un paesaggio collinare. Versi che donano una descrizione visiva e luminosa di questo frammento del tempo del quale non posso gustare i colori (daltonismo), ma posso descrivere la luce e le forme della luce che serpeggiano tra i versi e i termini utilizzati dall'autrice. Nel quadro vedo solo un cielo a sx grigio ed a dx celeste, case grigie, alberi grigi ed un campo tra il giallo ed il rosso, più rosso che giallo.» |
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Inserito il 07/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Di luglio e altre intemperanze" di carla vercelli |
«Ciò che è raggiungibile nella nostra mente è la sensazione di un'azione. E' quasi impossibile rivivere l'azione riconoscendo personaggi ed eventi. Infatti, i versi parlano di riflessi, torrenti di pensiero, antica esperienza ecc... Sono solo le sensazioni che quell'evento ha lasciato nella memoria. Di una persona persa nel passato non ricordiamo i lineamenti precisi, la voce, ma ricordiamo le sensazioni che ci hanno dato le sue forme, la sua voce, le sue movenze ecc...
L'ultimo verso, conferma che vivrà sempre un "irrefrenabile ardore", cioè la sensazione o il sentimento che abbiamo provato e non v'è traccia delle forme fisiche e materiali che lo hanno suscitato» |
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Inserito il 06/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Esacerbato sogno" di Marco Forti |
«Stasera argomenti storici e sensi di ribellione dove la soluzione migliore è sempre quella di radere tutto al suolo e ricostruire... tanto, nulla è impossibile e nessuno è in grado di fermarci. Quando si percorre una strada, capita di incontrare distruzione, odio e calamità, ma non possiamo portarci dietro tutta la strada. La strada rimane sempre indietro e ciò che ci aspetta è davanti. Quindi, mai guardare indietro, ma solo in avanti altrimenti si rischia di andare a sbattere. Il verso dalla lettura veloce e stringata si presta bene a questa azione dell'andare avanti senza fermarsi in situazioni inutili o delle quali aver paura.» |
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Inserito il 06/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Senza un domani" di Eleonora Spagnolo |
«Il Tempo è un giustiziere galantuomo ed a volte basta attendere per veder passare i propri nemici. La seconda strofa è una dislocazione spaziale rispetto al resto della poesia che posso solo pensare sia una metafora di qualcosa che non viene spiegato e che non galleggia in una bottiglietta, ma nella propria anima e che si consumerà lentamente.» |
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Inserito il 06/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Furente e illeso" di Carmelo Di Stefano |
«La vendetta è sacra agli Dei che la chiamano Giustizia. Le nostre vite sono dirette alla ricerca della Giustizia, ma non sappiamo usare il dono della vendetta. L'importante è non arrendersi mai, neanche tra le macerie di una vita e poco importa se occorrerà essere contro tutto e tutti. Versi che suonano potenti come le trombe di Gerico.» |
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Inserito il 06/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Contro tutto" di Rasimaco |
| «Come nella nota, fu una delle peggiori sconfitte dell'esercito romano che vide il suicidio, per non essere presi prigionieri, di diversi ufficiali e dello stesso incapace Quintilio Varo che tutto era meno che un condottiero. Poesia del genere che preferisco» |
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Inserito il 06/07/2015 da Azar Rudif alla poesia ""Teutoburgo (Quintilio Varo è morto)"" di Stefano Drakul Canepa |
| «Sembra come di vedere questa cittadina di stile medievale, che spero di visitare, nella luce orizzonatale di un sole che si avvia al tramonto, ma ha ancora la sua luce.» |
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Inserito il 06/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Fontana a Corinaldo" di Paride Giangiacomi |
| «Peccato, perché sembra che nelle profezie non ci sia posto per un altro Papa, perlomeno un Papa buono! Però, negli al prete» |
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Inserito il 06/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Habemus proximum Papam" di Antonio Guarracino |
«Non esiste la parola che monda possa aprirti, ma esistono le parole magiche, i sensi che hanno senso solo per chi ha "sentito" e non trova le parole magiche per dirlo. Si può percepire il senso soggettivo delle altrui parole, ma il significato esplicito appartiene all'autore. E' come guardare un acrobata e sapere che sta per lasciarti a bocca aperta, ma non sai come, non sai cosa farà e dopo che l'ha fatto rimane il mistero e la consapevolezza di non essere capaci a fare la stessa cosa. E un acrobata non si chiede cos'è perché sa bene che domani il suo spettacolo sarà sempre diverso.» |
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Inserito il 06/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Leggi rileggono e correggono" di Elbano |
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2449 commenti trovati. In questa pagina dal n° 2329 al n° 2300.
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