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Trovati 2449 commenti di Azar Rudif
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| «Sentimento nato con l'uomo ed affibbiato a Dio come sua caratteristica importante. Eppure, come si legge nei versi, la giustizia per gli uomini rimane un'utopia in quanto viene, spesso, legata ad interessi personali. Nel suo nome o per causa sua si sono combattute tutte le guerre di questo pianeta come sapientemente viene scritto e leggo in questi versi.» |
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Inserito il 28/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Giustizia o utopia" di Paola Vigilante |
| «Ambientazione dal gusto romantico o gotico dove un antico guerriero viene battuto dagli elementi. Elementi che vengono messi in contrasto con la piccolezza di tale uomo che si crede un grande, ma la natura è più grande.» |
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Inserito il 28/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Tempesta" di Davide Ghiorsi |
«Praticamente rari e introvabili come una pietra filosofale. Tra domande e dubbi si snodano versi sulla purezza e la solitudine dell'uomo che viene vista come qualcosa di impossibile, ma la si riconosce come qualcosa di prezioso che contraddistingue coloro che sono capaci di trasmutare l'effimero in assoluto. L'autore apre e chiude la poesia con due domande lasciando il dubbio sull'esistenza di tali uomini che vengono chiamati come fossero sfidati a comparire, ma non riceverà risposta perché si tratta di uomini che scompaiono appena raggiungono lo status di purezza e di solitudine. Molto apprezzata.» |
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Inserito il 27/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Riflessione Random" di Willy Zini |
«In uno scoglio si cerca la forza di rimanere saldi alle proprie idee ed ai propri sentimenti. Scoglio che diviene simbolo di forza e di resistenza alle intemperie del mondo o della vita. Uno scoglio che diviene scrigno e custode di se stessi. Versi di intenso pathos dove la ragione (il Logos) compare solo nella ricerca di un punto di riferimento.» |
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Inserito il 27/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Lo scoglio, amico della mia malinconia" di Anna Di Principe |
| «La verità sul Cielo è che esiste, ma non perché lo vediamo, esiste perché sentiamo che esiste e noi esistiamo in lui (II certezza). Scoprire com'è fatto e come funziona diventa un problema di definizione dei nostri sensi e della nostra ragione e qua iniziano i problemi legati alla certezza della definizione. I nostri sensi potrebbero ingannarci e farci vivere nella falsità in perenne bilico sulla linea di confine tra verità e falsità. Quando accettammo di conoscere la Verità, l'offerta ci venne dalle mani del falsario per eccellenza per cui la nostra verità risulta inquinata dal nostro finto benefattore. Il dubbio potrebbe essere un buon metodo, ma rischiamo di impantanarci, spesso occorre rischiare. Versi importanti e apprezzati.» |
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Inserito il 27/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Confine" di Patrizia Ensoli |
| «bella anche sono allergico al borotalco che in questi versi viene abilmente descritto» |
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Inserito il 26/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Borotalco" di Cristiano De Marchi |
| «Quando si vive in armonia con la natura e secondo i suoi cicli, la natura ripaga sempre.» |
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Inserito il 26/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Il pescatore" di Pasquale Farallo |
| «la nostra mente come un mare solcato dalla barca dei nostri pensieri e delle nostre fantasie.» |
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Inserito il 26/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Bisbiglio di Pensiero" di Shelly Nicole Del Santo |
«C'è la legge della causalità che illumina questi versi dal gusto arcaico di un'antica saggezza. Possiamo girare il mondo intero (prime 4 strofe) e fare mille esperienze accompagnandoci ad un bastone, ma verrà il giorno che dall'alto (la collina) della nostra esperienza ci fermeremo ci faremo trasportare altrove e se sarà per una nostra decisione, porteremo via tutto con noi, se lo faremo con la paura, ritorneremo. Versi ricchi di fascino e di simboli come la Quercia e la Volpe» |
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Inserito il 26/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Fino all'anima ancora inquieta" di Pagu |
| «Poesia di denuncia cui aggiungo che non esistono pene sufficienti ed a nulla vale chiedere o concedere perdono. Per quanto riguarda la maledizione, quella ce l'hanno da sempre.» |
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Inserito il 25/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Svuotata" di Giuliano Esse |
«Come l'ultimo muro rimasto in piedi del Tempio di Salomone dove si lasciano preghiere scritte a Dio, così ognuno ha un suo muro di crepe da riempire. Sono quelle crepe dove il tempo si è fermato o dove la memoria ha cercato di cancellare gli eventi. Da questi brevi e intensi versi (non chiedetemi il eprchè) mi balena il lavoro delle api o delle vespe che si attaccano ai muri e lavorano una vita per poi scomparire e lasciare solo un nido attaccato ad un muro che sarà riusato, però.» |
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Inserito il 25/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Il muro del pianto" di Rasimaco |
| «Sempre storie belle ed educative, ma stavolta credo un poco lontana dalla realtà e poco educativa. In casi del genere gli eventuali ex compagni o compagne si mandano a quel paese e senza andare a bussare alla porta del complice o della complice di chi ha tradito.» |
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Inserito il 25/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Un intimo battibecco tra 2 nemiche" di sergio garbellini |
«E' la poesia ad essere così strana, a volte, o sono le sensazioni che si cerca di trascrivere che sono talmente strane da essere lontane dal linguaggio parlato ed allora si ricorre ad uno stile che cerca di lasciare senza fiato. Apprezzata definizione dello scrivere in versi.» |
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Inserito il 24/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Niente di eccezionale" di Antonio Terracciano |
«A volte occorre mettere un punto di pausa, di sospensione o di fine storia. Sono tanti i punti da poter mettere lungo un fiume di parole che rischiano di perdersi e confondersi un un mare di confusione. Versi che danno il giusto risalto a quel momento di vuoto oltre il quale c'è un baratro e dal quale ci si salva solo puntando i piedi e tornare di qualche passo indietro ed in silenzio, sopratutto in silenzio. Complimenti per l'esposizione e le immagini usate che rendono il senso di vuoto che ha un fiume di fronte al mare.» |
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Inserito il 23/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Mandala di percezioni" di Anna62 |
«Per fortuna la saggezza e la santità si manifestano unicamente con le proprie azioni e non con "l'iscrizione" ad una fede che rimane solo pura teoria. Giustissimi e sacrosanti versi, questi.» |
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Inserito il 23/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Si riteneva giusto, quasi santo" di Sara Acireale |
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| «In effetti, lo scrivere potrebbe anche essere un modo per buttare fuori o buttare via ciò che ci corrode e lo si fa nel tentativo di cercare un'assolizione, come se si confessasse un peccato. Forse, il peccato di non voler perdere tempo a parlare. Uno scrive, poi chi vuol leggere e capire legga e capisca.» |
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Inserito il 23/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Scrivo" di Paola Riccio |
«Meglio soli che male accompagnati, ma spesso si trova chi sceglie di accompagnarci anche senza chiedere quale sarà la strada da fare.
Bella la poesia ed il contenuto, la renderei un poco meno discorsiva.» |
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Inserito il 23/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Siamo soli" di Beniamino Strani |
«Un'atmosfera di ignoto dove le presenze sono amplificate da una sapiente scelta di suoni e luci che rimandano il pensiero a invisibili presenze che, a volte, sembrano muovere il nostro mondo. Mondo che attende in un istante congelato di presente. Leggo di un istante catturato come fosse una foto.» |
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Inserito il 23/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Presenze" di hy ju |
«Spesso, è necessario voltare le spalle alla luce e guardare nel buio da dove potrebbe uscire qualsiasi cosa. Bisogna abbandonare le certezze che impongono di vivere secondo certi schemi che, ogni tanto, bisogna rompere. Ma non bisogna abbandonarsi al buio ed occorre tuffarcisi rimanendo noi stessi, come il pescatore che sceglie l'esca in base alla preda che vuol pescare. Poi, sarà sempre incerto il suo pescare, ma tornerà a casa da pescatore e con la sua preda. Versi che sottintendono un certo abbandono all'incertezza, ma nella speranza di ritrovare la propria umanità. Il dubbio fa da esca all'umanità, la vera preda, nel mare dell'incertezza, cioè l'esistenza. Bella e profondamente vera.» |
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Inserito il 21/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "La penombra e il dubbio" di carla vercelli |
| «Sorvolo sul "motto" superficiale e quasi da opinionista di un CGJ, ma d'altronde quest'è direbbe Totò. In realtà questi versi non li sento diretti a qualcosa legata alla nota, bensì a qualcosa o qualcuno le cui aspirazioni restano sospese per dare maggior spazio alla vita che lo circonda o, meglio, lo assedia. E' la sensazione di qualcuno che rimane prigioniero del vivere e tutte le sue aspirazioni, cioè l'immagine che avrebbe voluto avere, finisce in frantumi per confondersi nella folla e farsi trascinare senza che nessuno veda la sua vergogna o la sua ricerca di qualcosa che non riesce ad avere, come l'amore. Versi e contenuto, come sempre, encomiabili e scritti con un certo trasporto e partecipazione» |
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Inserito il 21/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Cadere in mezzo a spezzate emozioni" di Pagu |
| «Sentire da un piccolo punto di osservazione la grandezza dell'universo e respirarne il Principio Creativo e riuscire a tramutare l'Immenso in versi.» |
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Inserito il 21/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Rigenerarsi" di Giovanni Chianese |
| «In ogni cosa c'è "una" particella infinitesima di Dio che gli scienziati non troveranno mai finché la chiameranno "la" particella di Dio. L'errore consiste sempre nel volerLo determinare e definire.» |
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Inserito il 19/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Particella di Dio" di Ana Stoppa |
| «Piacevole lettura con rimandi anche alla storia della propria terra ed è sempre bene non dimenticare la nostra storia. Zona che visitai qualche anno fa proprio per vedere il castello costruito da "Stupor Mundi" la cui grandezza non è stata ancora spiegata o viene mal insegnata e che neanche la sconsiderazione dei d'angiò riuscì a far scomparire.» |
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Inserito il 19/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "L’agognata terra mia" di Pasquale Farallo |
«Le rune come simboli di divinazione racchiusi in questi versi ove si ricerca la verità di determinate situazioni e la comprensione totale di tali cose. M le rune non danno l'illuminazione se questa non è una crescita del proprio spirito.
Invece un'intuizione è contenuta nell'ultima strofa: la verità è un vento (primo e ultimo verso che circondano la strofa).
Giusto anche lo schema che ha costruito le strofe: Parlare, luce, visione del dolore, speranza, rinascita, visione di "altro", intuizione finale.
Questo schema è pressoché identico al percorso evolutivo di un essere vivente, ma anche a certi processi utilizzati (male a mio avviso) dalla psicologia.
Complimenti per la poesia perché raggiunge un punto definito dell'esistenza» |
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Inserito il 19/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Runa" di Anna62 |
«L'indifferenza degli altri descritta e visualizzata perfettamente come l'orizzonte di ognuno di noi. Personalmente, ritengo che nessuno può comprendere completamente un altra persona per cui l'indifferenza, a volte, evita tanti inutili pietismi e commiserazioni. Forse è vero il proverbio: meglio soli che male accompagnati.» |
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Inserito il 19/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Sola" di Dorella Dignola |
«Tutto vola o avanza poggiandosi su qualcosa. Anche la Terra vola poggiandosi nello Spazio (che non è vuoto, ma pieno). Sembra che sia l'istinto di conservazione a farci avanzare e che il primo comandamento sia quello di mangiare, ma per fortuna non è così. Ogni tanto voliamo, ma guardando il cielo e non la Terra in cerca di cibo. Ultima strofa dal contenuto mirabile.» |
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Inserito il 19/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Filosofia del volo" di Saverio Chiti |
«La realtà è fatta di un'infinità di piccole cose ed ogni cosa è intrisa di infinito. Ciò di cui è fatto un muro fa parte anche della nostra volontà e possiamo abbatterlo o costruirlo più alto. La paura del muro, piccolo o grande che sia, uccide la nostra volontà e annulla l'infinito che ci mette in collegamento con il Tutto. In tale situazione "incandescente" (come scrive l'autrice) intervengono valvole di sfogo che, spesso incontrollate, non sempre portano a soluzioni ottimali. E' sempre meglio usare la ragione.» |
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Inserito il 19/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Piccole grandi cose" di Berta Biagini |
«Epistula non erubescit (la scrittura non arrossisce) dicevano i latini e qualunque sia il metodo usato per la scrittura, ciò che conta è il contenuto. Versi satirici con termini anche dal giusto sapore arcaico e che si legge bene. Gusti personali, ma avrei usato la punteggiatura che, nella satira, servono ad incidere maggiormente.» |
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Inserito il 19/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Se fossi Dante" di giuseppe gianpaolo casarini |
«L'ondeggiare, l'altalenare, l'andirivieni di un moto non perpetuo perché in tensione ed in cerca di un equilibrio. Queste le sensazioni di questi versi la cui musicalità sembra trovare un equilibrio proprio nella strofa centrale con le sue rime e le sensazioni di quiete che trasmette. Nello schema della poesia c'è (prime due strofe) il ritrovare sensazioni quasi universali nella natura circostante del quale si percepisce il moto non perpetuo. Si passa nella meditazione della terza ove il mondo si tace e tutto scende al livello della quiete. Si prosegue rientrando in casa, cioè in se stessi per ritrovare sensazioni e "ardimenti" che l'autore definisce strani, ma metaforizza in un "vago sentor" di grano, cioè di spirituale ricchezza.» |
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Inserito il 18/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Il silenzio della sera" di Pasquale Farallo |
| «Esatto! Ci stiamo impiccando con le nostre mani o ci stiamo facendo impiccare da carnefici senza protestare. Il male di questa società è iniziata nel medioevo con l'istituzione delle banche e del prestito (ai regnanti per fare guerre che facevano altre guerre per pagare i debiti). Inserirsi nel sistema debitorio significa costruire altri debiti. La soluzione è annientare il sistema bancario, finanziario e borsistico e ritornare a ragionare di economia pura. In questo momento, dopo un'iniziale speranza, si sono impiccati anche i greci perdendo tuttlo il loro spirito spartano. Versi che condivido in toto.» |
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Inserito il 17/07/2015 da Azar Rudif alla poesia "Tra gocce di pioggia acida la mia Firma" di Willy Zini |
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2449 commenti trovati. In questa pagina dal n° 2359 al n° 2330.
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