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♦ Michele Serri | |
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Poesia sul tema L’orgoglio annienta ogni cosa
 | L’arpeggio dell’umanità è un canto ormai stonato
con Dio poco accordato.
Non più shoah eppure eccola qua!
E’ uno sciabordio di anime spente
che si arrampicano invano
sui sentieri verticali delle effimere certezze.
Nei contaminati semi dell’amore
uno stridulo dolore senza voce
irretisce l’anima dell’uomo
che tramanda nel bacio infinito di Giuda
le trame mai arcane di un passato che ritorna
dove la verità non si declina più in giustizia
e la morte, mai ebbra d’odio, ha un manto di porpora.
Non più shoah eppure eccola qua!
Non vedo più girandole e sorrisi
nell’innocenza rubata dei bambini violentati
distesi su un giaciglio di sogni uccisi
su cui scivola la fede.
Non più shoah eppure eccola qua!
L’eternità non è più la nostra eredità.
E’ un fiore appassito che profuma d’indifferenza
sui prati di un vangelo senza compassione
che scivola su una generazione malata d’ambizione.
Non più shoah eppure eccola qua!
I nostri universi mediatori dell'ambiguità
disordinato miscuglio di sacro e profano
viaggiano su leali omissioni
giustificate dalla lercia spregiudicatezza dell’immediato
che crocifiggono su antichi calvari sogni, amore e pace.
Non più shoah eppure eccola qua! | |
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