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| «Levarono le potenti prove e sull'arco furono uccisi leggera scivolò la freccia sull'orrida scena sapientemente l'astuzia mise la sua forza e potenza ed il cantore cieco fiutò oltre la sua vittoria sulle sacri ecatombe» |
| Inserita il 30/05/2017 |
 L'assedio...
prepotenti superbi
sul mistero delle prove
un'arco ne fu lanciato con tanta precisione
ne uccise tanti
Eran padroni della sua dimora
eran nemici della potente prova
morir bramosi
su gemiti levarono la lor fuga
L'inganno bramò a favor dell'arco
ne fu lui deriso quel misero mendicante
senza forze ed affannato
errante l'incuria in esso
egli era un guerriero
Conquistò l'opera con Circe e Polifemo
e le sirene lui vinse dal lor canto
con sapiente ingegno ed astuzia
sul nervo tirato su quell'unica freccia
mise tutta la sua potenza
lei scivolò leggera senza nessun rumore
sull'orrida scena di mattanza
e vinse
Il cantore cieco l'aveva ben detto
e col suo canto ne diffuse la musica di trionfo
senza stupore annuì che lui era tornato
anche argo il cane amico
l'aveva ben fiutato
Ulisse vittorioso si distese sul suo letto nuziale
la sua amata Penelope non l'aveva ancor riconosciuto
rigoglioso bronzo di un albero degli Dei dell'Olimpo
argento e oro il corpo suo
lei gli gettò le braccia al collo
e chiese perdono
Il grande albero fu piantato
sulle sacri ecatombi
e sui remi fermi di legni fracidi
il cielo si destò dai lunghi anni
donò ristoro e pace
dal sacrificio delle morti
“Lasciandone un alone secondario” | 
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