Pubblicare poesie

Fra il serio e il faceto
di Carlo Fracassi

Le 31 poesie pubblicate nella raccolta

Bello anch'io... No tu no!

Sociale
Bello anch'io... No tu no!
E' pleonastico affermare
che ciò ch'è bello è bello
ed è inutil sindacare
che trattasi sol di retaggio culturale,
nell'assegnar alle cose
significato socialmente condiviso.

La percezion del bello è naturale
e il brutto è brutto ed è normale.

Ma per attenuar l'orrenda sorte
del brutto in quanto tale,
l'eufemismo aiuta
e fa men male,
mitigando il significato letterale.

E così il sordo è non udente,
il cieco è non vedente.
Il muto è non sonoro?
Certo è, che se dico
"un ladro onesto"
è un ossimòro!

E' il rispetto alla persona
che ci unisce in comunione
e non la paura del diverso,
edulcorata con eufemismi
d'ignobile finzione.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 10/07/2010 00:01 5 4077| Racconto su 'La paura del diverso'

Breve la notte, lunga l'attesa

Fantasia
Breve la notte, lunga l'attesa
Di violacei contorni
s'ammanta la luna
come inchiodata
ad un incerto
soffitto
di stelle,
breve è la notte,
lunga l'attesa.

Come in stato di trance
vola il pensiero,
a tratti fuggenti,
inseguendo
visioni fantastiche,
mentre creature
dell'inconscio
scalpitano,
come destrieri
senza doma.

Rivi in magma di parole
danno foggia a sinuoso
corpo di donna
che da immagine informe
cangia in più chiaro profilo,
simigliante al sentire
del tuo plasma
sgorgare dal petto
come linfa vitale.

S'attardi il mattino
nel suo divenire,
si fermi la notte
su quel cielo d'oriente,
nell'attesa di quel respiro
che dona un fluir
di sangue alle vene.

Ed ecco il verbo
farsi carme d'estasi
nel momento supremo,
delirio d'un attimo
che volteggia nell'aere muto,
assenso per ode che nasce,
giusta a placar le ire del giorno.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 23/06/2009 18:57 9 5317

Come sputtanarsi con la poesia e campare cent'anni!

Comicita'
Come sputtanarsi con la poesia e campare cent'anni!
Uccidere il gatto
mi pare assai strano,
saltar dentro ai fossi
e tenersi per mano.

Amare la moglie
e scopare la zia,
ci vuol del coraggio
e pur fantasia.

Avere tre bagni
e pisciare in giardino,
ti rende felice
e torni bambino.

Votar poi a destra
col cuore a sinistra,
oh porca puttana
non s'era mai vista.

Ma la cosa più bella
che abbia gustato,
è mangiar la sardella
insieme al gelato.

Se ora pazziando,
io male ti fo,
ci dico all'Armando
di toccarti il popo'.

Ad essere vecchi
si torna bambini,
si celia e si canta,
si diventa cretini.

Fuor dalle righe
è giusto poi andare,
se senti d'aver solo
3 dì ancor da campare.

Ma guai se non muori,
perché resti fregato,
sei fuori dal coro
e ti sei sputtanato!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 21/11/2010 18:29 3 4443

Da béla burdlaza a vècia sgadaza

Dialettali
Da béla burdlaza a vècia sgadaza
L'era un po' grézza e un po' sciòca
ma l'era 'na gran béla gnoca
enca sl'arvanzeva 'na contadinota.
Quand l'andèva s'agl'amighi a spas
per fè veda al schérpi novi
la scìazèva i raganaz,
per fè veda i su anél
la carzìva i burdél sora i cavél
e per fè veda i su urcin
la scrulìva la tèsta com 'na
campanèla cla fà din din.
Quand l'andèva a spigulè
tòt gli omne i stèva a guardè;
lia las'mitìva a cul buson
e chiélt per guardèla
i stèva ad spuntun.
Quand l'alzèva la sutèna
tòt i stèva in campèna
e quand, senza regipét,
la fasìva veda al tetti
i burdél i curìva a chésa
e is fasìva dal pugnétti.
Tòt i vlìva cla burdèla,
bèla tonda com'na mèla,
perché l'era propri béla béla
ma mai nisùn la tulìva.
Adéss clè dvintéda 'na vècia sgadaza
piò nisùn la guèrda in faza
e per truvé un poc' ad cumpagnia
l'à d'andé drì mi funèrèl
a rezité piò ad zént Avemaria!

DA BELLA RAGAZZA A VECCHIO SEGACCIO
Era un po' ordinaria ed un po' sciocca
ma era una gran bella gnocca
anche se rimaneva una contadinotta.
Quando andava con le amiche a spasso
per far vedere le scarpe nuove
schiacciava i ramarri,
per far vedere i suoi anelli
accarezzava i bambini sui capelli
e per far vedere i suoi orecchini
scrollava la testa come una
campanella che fa din din.
Quando andava a spigolare
tutti gli uomini stavano a guardare;
lei si metteva a culo in aria
e gli altri per guardarla
stavano chinati.
Se alzava la sottana
tutti stavano in campana
e quando, senza reggipetto,
faceva veder le tette
i bambini correvano a casa
a farsi delle pugnette.
Tutti volevano quella ragazza,
bella tonda come una mela,
perché era proprio bella bella
ma nessuno la prendeva.
Adesso ch'è una vecchia segaccia
più nessuno la guarda più in faccia
e per trovare un poco di compagnia
è costretta ad andar ai cortei funebri
a recitare più di cento Avemaria!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 13/07/2009 13:32 6 4356

Fra genio e follia

Fantasia
Fra genio e follia
Lo chiamavano Spampinato,
introverso e riservato.
Era un tipo assai studioso
e persin parsimonioso
ma come non bastasse
era il primo della classe.
Dal latino traduceva come niente,
era proprio per benino,
era proprio intelligente.

Lo chiamavano Spampinato,
taciturno ed educato
ma ogni genio ha la sua macchia
e questo è ben che non si sappia,
perché un bel giorno fu trovato
s'un'auto vecchia d'un malnato
con guêpière e giarrettiera,
una pistola bella e nera,
maglia a collo di cotòn
e sguardo audace alla Marlòn.

Chissà cosa gli frullava per la mente!
Abbottonato e reticente
fu arrestato immantinente,
sospettato d'esser il mostro di Firenze.
Fra gli annali è racchiusa la sua storia,
rotocalchi e giornali ne portano memoria.
Inoffensivo, mitomane e complicato
nel suo fantastico mondo s'era calato:
nei servizi segreti, credeva d'essere assoldato.
Povero Spampinato, non avessi mai studiato!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 05/01/2010 10:55 11 6535

Homo sapiens dei miei stivali!

Riflessioni
Homo sapiens dei miei stivali!
Con tutta l'evoluzione che c'è stata
l'uomo l'ha proprio ben pensata,
utilizzando tutta la sua intelligenza
che a me pare più demenza,
per il piacer di dominare
uccidere e soggiogare.

Non bastasse coi sui simili,
nella sua ferocia senza limiti,
se la prende con gli animali,
perché l'uomo a far la bestia
non ha né pari, né rivali,
homo sapiens dei miei stivali!

Due galletti ti fanno del male
nell'annunciare il dì
con gioiosi chicchirichì?
Ma tu li aizzi nell'arena
ad uccidersi a catena.

E che dir del cane che ti dà
sol amore e fedeltà?
Per il tuo piacer insano,
l'addestri ad essere feroce,
facendolo morir di morte atroce.

Infine, tu Matador d'antica usanza,
che uccidi per il barbaro piacere
di sadiche e sanguinarie folle,
non sai quanto io goda, nella speranza
di veder infilzato il tuo ventre molle!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 29/07/2010 08:11 13 4385

Il bacchetton cortese

Satira
Il bacchetton cortese  Un po' bigotto e bacchettone
accedea spesso al gran portone
e con la man sua mai stanca
sentenziava a dritta e manca.

Su in cima alla panchina
torreggiava come in vetrina
e sul volgo in grande attesa
il verbo suo facea già presa.

Avete Voi mai applicato
le buone regole al dettato?
E se Voi fideli a me sarete
l'esclusiva nel mio regno avrete.

Siam peccatori Tu lo sai...
Azzi vostra, hai visto mai?
E alla fin della partita
la sentenza era sortita.

Con la falce che vendemmia
tagliata fu la gran bestemmia.
Or suvvia figlioli andate
ed il verbo propagate.

E di noi che il ciel non volle?
Chi se ne frega, che me ne tolle?
Bussate un altro dì a sto loggione,
digerite Voi il gran magone.

E così sul calar del giorno
ognun pensò di togliersi di torno,
ma l'indoman festosi e gai,
tornaron all'attacco a cercar guai.

Oh beneamato e cortese bacchettone
vuoi tu aprirci il tuo portone?
Sì ma mercede Voi avrete
se al mio voler vi asservirete.

Padre padron te lo prometto
sarò il figliol tuo prediletto.
Ebbene or che hai ben capito
puoi passarmi lo spartito.

Leggerollo con attenzione
e se verrai in mia magione
assegnerotti il gran blasone.
C'aggia fà so' bacchettone!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 27/04/2009 11:05 5 6034

Il paradosso (N. 1)

Riflessioni
Il paradosso (N. 1)
Ieri, oggi non è più
Oggi, domani non sarà

Domani sarà sempre domani

Domani è il futuro
ed il futuro di domani
sarà il continuo divenire
di un altro domani

Ciò che accadrà domani
deve ancora succedere
e dovrà di giorno in giorno
succedere ancora

Domani è un concetto
metafisico d'eternità
o un paradosso replicante?
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Club ScrivereCarlo Fracassi 13/10/2009 01:20 8 3949

In vino veritas!

Fantasia
In vino veritas!
S'io fossi una gazzella correrei
S'io fossi un pesce nuoterei
S'io fossi una farfalla volerei
S'io fossi una lacrima
un Lacryma Christi, io sarei,
perché sono quel che sono
e nel vino affogherei!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 23/10/2010 00:17 4584| Racconto su 'Se fossi una lacrima'

Italian gigolò

Uomini
Italian gigolò
Era alto, era snello, era un fico,
era quello che si dice un bel tipo.
Col fare suo tutte le donne incantava
e con un tenero abbraccio le inebriava.
Le sue parole erano dolci e suadenti,
sorridendo mostrava una fila di denti
e non per mangiare del pane,
ma per divorare da pescecane.
Quelle donne amava
e dei beni spogliava.
Rubava sogni e amore
ma donava le viole.
Qualcuna l'adorava,
qualcuna l'odiava.
Poi un dì partì dal paese,
con un'ereditiera era alle prese.
Dicevan ancora ch'era alto,
ch'era bello, ch'era un fico
ma faceva pure un po' schifo.

Tornò presto al paesello
ma non era più quello;
smagrito ed avvilito,
si era pure convertito,
avendo l'errore capito.
Pregava, fervente, il Signore,
si batteva il petto a tutte le ore.
Infine, fu accolto in convento
e sembrava davvero contento,
poi una notte, sì vide e si udì
un grande portento,
che nel vederlo e sentirlo
mise i frati in fermento.
Di corsa entrarono in cella,
mentre sul pavimento
rantolava d'amore la stella
più bella del firmamento.
Era alto, era bello, era un mito,
ma di certo era un falso pentito!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 04/11/2009 05:33 13 3986

L'erba, l'agnello, il lupo e l'uomo

Fiabe
L'erba, l'agnello, il lupo e l'uomo
ero nato erba
ma l'agnello m'ha brucato

m'ero fatto agnello
e il lupo m'ha sbranato

m'ero fatto lupo
ma l'uomo m'ha sparato

mi sono fatto uomo
e mo' v'accoppo tutti!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 13/11/2009 06:58 12 10221

L'ironia del destino

Amicizia
L'ironia del destino
Compagni di banco,
lui sempre quieto e ben ravviato,
io impertinente,
irriverente e scalmanato.

Suo padre avvocato,
mamma insegnante,
sorella deliziosa e studiosa,
una bella famiglia.
Mio padre ferroviere,
mamma casalinga,
fratello ombroso e scontroso
e ...quando mi piglia!

Le bambine di lui innamorate,
per me manco le più sfigate.
Era l'amico del cuore
conservo ancora le foto.
Era quello che avrei voluto essere
anche solo per gioco.

Diventammo più grandi,
ci perdemmo di vista
ognuno il suo ruolo
e via alla conquista.
Lui divenne avvocato
io solo impiegato.
L'incontravo per caso
sempre solo,
non sorrideva più
come un tempo,
diceva che non era contento.

Passarono gli anni
io ero in salita,
lui era in affanni
disprezzava la vita.
Vagava per strada,
per compagno
il suo cane,
diceva che la vita
era tutto un letame.

Un giorno scomparve
ed era d'inverno,
per lui l'esistenza
era un inferno.
Correvano i giorni
nessuno sapeva,
nemmen la sorella
che con lui conviveva.
Fu solo per caso
che, nell'abbaino
mettendoci il naso,
la sorella lo vide
con la pistola alla tempia
ed un colpo sparato.
Eran trascorsi otto giorni
da quand'era sparito.

Sui giornali scrissero
professionista depresso
e nessuno scoprì mai
altra cagion di siffatto decesso.
Gli amici dissero
ch'era causa del fato,
bello, ricco, aggraziato
ma pure sfigato,
amava le donne ma era snobbato.

Allor per un attimo
son tornato bambino,
ho rivisto i suoi giorni
fausti e gaudiosi
ed i miei che ritenevo
guasti e noiosi;
ho rivisto quelle bambine
correr da lui con diletto,
via da me con dispetto.
Da adulti di donne
io, tante che basta,
lui, mai vista nessuna.
Ironia del destino,
dove sta la fortuna?

Compagno di banco
compagno di gioco,
la vita ti sorrise
soltanto per poco;
io sono quel bambino
che piange accanto
al tuo posto vuoto!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 14/06/2009 15:01 14 9102

L'ultima beva

Amicizia
L'ultima beva
Una sera di festa tra amici,
vin tracannando
all’ardente fuoco
del camin cantando,
rivanghiam giorni felici,
nel ricordar tutti quelli
che parvero agli occhi
d’ognun fra i più belli.

Ebbri ed assorti
accanto alla brace,
langue la festa
e tutto tace.
Nella penombra
mi tengo in disparte,
raccolgo i pensieri
e l’animo mio parte
per oscuri sentieri.
Lance di ghiaccio,
turbinii del vento,
sento d’intorno
qualche lamento.
Serpenti striscianti
su tombe lucenti,
lupi affamati
che mostrano i denti,
sembrano antri
vicini all’inferno,
sono ubriaco
e fuori è già inverno,
quel tempo passato
mi sembra un eterno!

Ma altri pensieri
mi turban la mente,
ad esser sinceri
ricordo sovente
le belle serate
al chiaro di luna,
io la baciavo
e lei era bruna,
poi penso agli amici
del tempo che fu,
ma molti di loro
non sono più.

Mi soffermo a guardare
quei posti ormai vuoti,
ancora un bicchiere,
ne ho tanti bevuti,
poi brindo al vicino;
ancora un saluto
all’insegna del vino,
e scivolo in grembo
all’amico più grosso,
mi verrebbe da piangere
ma pianger non posso.
E' un brutto sentire
mi alzo di scatto,
voglio fuggire,
non son mentecatto
non voglio morire!
Osservo gli amici
ed incomincio a capire,
rivedo anche quelli
che sono già morti
ma fra i fumi del vino
son tutti risorti.

La festa è finita
da un grande bel pezzo
e allor tutti in piedi
ci togliamo di mezzo,
facciamo la conta
per chi paga da bere.
Ancora un bicchiere!
Brindiamo e ci diamo la mano
ma tutti sappiamo
che non si cambia il destino...
per qualcuno di noi
sarà l’ultima coppa di vino.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 29/09/2009 13:40 11 4447

L'ultimo approdo

Brevi
L'ultimo approdo
Come il tremolar
di caduche foglie,

così al tramonto
il mio cammino.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 16/05/2009 18:03 10 3993

Il clone!

Fantasia
Il clone!
Se m'aiuta la memoria
a raccontarvi vò la storia
di Colui che proprio da fesso,
nella sua folle smania
d'essere immortale,
replicò se stesso
e ciò gli fu fatale,
non avvedendosi
dell'errore madornale.

Nacque perciò creatura simil nell'aspetto
ma diversa nell'agir e d'intelletto,
davvero non pensava il poveretto
che il frutto dei suoi ragionamenti
giungesse dal profondo e parimenti
anima avesse finanche sentimenti.
Il giovin clone appariva privo di vista
e di favella eppur la figura sembrava
proprio quella di lui piccino nella culla.

Pregò sgomento e con fervor sorella Morte,
affinché ponesse fine a codesta triste sorte
ma questa a Lui rispose andando per le corte:
" Tu vivrai in lui senza cervello
tu eri ciò che di te rimane, ora sei quello
e non disporrai della tua vita, troppo bello.
Io verrò a ti pigliare un dì qualunque
ma tu non saprai mai il dì del dunque
e sconterai la pena del tuo error comunque
per aver voluto replicar il tuo corpo, senza
l'anima tua, ancor prima d'essere morto,
il seme della tua pazzia è qui risorto."

E fu così che il povero tapino nel voler beffar
la morte andò incontro a peggior sorte,
abbandonato al suo misero destino,
nell'illusion d'essere immortale...
La storia qui finisce
ma non sarà banale
ricamarci sopra una morale!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 06/09/2009 19:59 6 4135

L'ultimo dei mohicani

Riflessioni
L'ultimo dei mohicani
Non distinguere
Il chiaro dal cupo,
l'agnello dal lupo,
il riso dal pianto,
il nero dal bianco,
il falso dal vero,
l'inferno dal cielo,
sono presupposti
di una razza
destinata all'estinzione.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 16/11/2009 10:58 16 7106

L'alba dell'uomo

Fantasia
L'alba dell'uomo
Alba spaziale,
Dio stellare
in Aquila siderale.
Pietra miliare.
Memento ancestrale
in Uomo primordiale.
Ara sacrificale
in Torre di pietra.
Patto di sangue
che unisce le stirpi.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 19/11/2009 09:04 11 3798

L'uomo della folla

Fantasia
L'uomo della folla
Nel vicoli bastardi
dai silenzi ciechi,
il suo andar zoppo,
gli sguardi biechi,
storpiava pure i passi,
curvo sulle spalle,
addirittura gobbo,
come ondeggiar su massi.

Mentre la sua mente
vagava per oscure stanze,
ancor più raramente
s'addentrava in siti nani,
meandri di follia,
vortici profondi,
si reggeva con le mani
strusciando per quei muri,
emettea rumori strani.

Conquistata alfin la piazza
si gonfiava forte in petto,
alcun sostegno lo reggeva,
neppur la reietta mazza,
sembrava un giovinetto,
azzardava passo svelto,
il vociar creava vita,
cangiava persin il tempo.
L'occhio era limpido e raggiante,
sembrava un altro uomo,
a sera era elegante.

La mente si snebbiava,
correva eretto forte e fiero
con la faccia sua di tolla
corteggiava una ragazza,
non sembrava proprio vero,
era l'uomo della folla,
era l'uomo della piazza!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 24/05/2009 13:14 10 4197

Non mi tornano i conti

Morte
Non mi tornano i conti
La gelida carezza della morte
ha cancellato i colori
ed ogni sentire terreno,
portando con sé i tuoi sogni
racchiusi in un fardello di speranza.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 02/11/2009 00:39 12 3511

Nuova cultura mediale?

Ribellione
Nuova cultura mediale?
Ma che importa
se il governo s'avvita su se stesso,
se sono in aumento i delitti di sesso
e se neppure esiste un'opposizione;
l'importante è fare informazione
col polipetto sempre in televisione.
Per questo ci battiamo e scioperiamo!

Ogni giorno i mass media
ce ne servano una porzione:
questo sì che fa opinione!
Non c'è TV o pregevole Testata
che la notizia non l'abbia riportata
ed anch'io, senza spina, né cervello
son caduto nel malefico tranello.
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Club ScrivereCarlo Fracassi 24/07/2010 00:01 4205| Racconto su 'Io non ci sto'

Il barbone

Sociale
Il barboneLa mia chitarra, una canzone,
mangio poco e dormo male,
sono io, sono il barbone.
Della vita non me ne cale.

Vivo solo, puzzo di fritto,
non mi lavo, non mi lagno,
ho le stelle per soffitto,
col lavoro non guadagno.

Ho le toppe nel sedere,
mai problemi di sciacquone,
mi piace tanto bere,
casco spesso in un androne.

Sol l'estate è la stagione,
la gente guarda e si zittisce.
Divento "nero" come un carbone
e la cosa m'incupisce.

Mò vien l'inverno ed è assai dura,
mi ci vuol un bel cartone,
il padreterno non se ne cura,
perché son io, sono il barbone!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 07/05/2009 12:53 8 3806

Oh struzzo!

Comicita'
Oh struzzo!
Se lo lion rincorre li passi tuoi,
intra la sabbia celar lo becco non ti giova
e al fin del giorno nel saprai mai quel che si trova.
Si noterai lo ventre e pure lo muso
in siffatta fiera tu troverai l'intruso
e scoprirai che per lo giorno
delle zanne sue non farà uso.
Ma saziata l'una, un'altra appare,
famelica, scattante e pronta
ad immolare lo cibo sull'altare.
Or tu mi chiedi struzzo
come ti dovevi adoperare,
se continuar la corsa
o al fato lasciar fare.
Io te respondo:
"Oh strunzo,
meglio finir la corsa
che buttarsi a mare!"
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Club ScrivereCarlo Fracassi 23/04/2009 10:48 9 4195

Indovina chi viene a cena, Pantagruel!

Fiabe
Indovina chi viene a cena, Pantagruel!
Dopo tanto furor infin giacque ormai sazio,
nel dilaniar feroce come cerbero arrabbiato
ma per il misfatto suo non pagò dazio,
anche se a desinar mai più fu invitato!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 12/05/2009 10:42 8 3731

Temp chi cambia

Dialettali
Temp chi cambia
'Na volta s t an e savivti l'italien
i t tratéva com un chén
e se t parlivti sna' e dialèt
t sirti sna' un gran purèt,
oz invici c'un e scor piò nisun
e fà arìstocratic dì un pèra ad sfrumblun!

Una volta se non sapevi l'italiano
ti trattavano come un cane
e se parlavi solo dialetto
eri solo un gran poveretto,
oggi invece che non lo parla più nessuno
fa aristocratico dire un paio di sfondoni!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 18/06/2009 17:47 6 3404

Coito ergo sum!

Riflessioni
Coito ergo sum!
Ciò che distingue l'uomo
dal resto del creato,
lo voglio proprio dire:
è la consapevolezza
d'essere al mondo,
quella d'esser nato;

però la forza del pensiero
di cui è dotato
dev'essere un meccanismo
logoro, vecchio,
ed alquanto consumato,

perché verrebbe da pensare
che l'uomo nel meditar fosse sano:
COGITO ERGO SUM,
se questi nell'agir non si comportasse
in modo inverso e strano:
COITO ERGO SUM.

A chi non sconfinfera
questo brutto andazzo,
dico che la colpa è
d'aver perso per strada
'sta G del cazzo!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 31/07/2010 00:06 3 4962| Racconto su 'Il mio sassolino nella scarpa'

Ehi dico a te poeta!

Satira
Ehi dico a te poeta!
Tante porcherie leggo
che ormai più non reggo.
E vengono pur premiati
'sto branco d'invasati
che tronfi e per nulla boni
schiamazzan nelle stanze
come luridi cialtroni;
e se stanno lì bei belli
a ricever untuosi encomi
manco non fosser gnomi
ma i Signori degli anelli!
Lor si senton gran poèti
a me paion degli ebéti,
e se contra il divin foco
nulla serve nulla puote
a distoglierli dal loco,
anche la miser'arte mia
potrà guadagnar quote
nel pubblicar 'sta zozzeria!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 09/10/2011 09:03 1 3715

Sedotta e consumata!

Erotismo
Sedotta e consumata!
Era bionda, profumata,
la linea sua morbida e perfetta.
L’attrassi a me
cingendole la vita,
poi accesi il suo ardor
tenendo quella cosa
fra le labbra
stretta stretta
e con voluttà
l’aroma suo
inalai
in tutta fretta.
Il nome suo era Giubek,
la mia prima sigaretta!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 28/10/2011 12:43 11375

Folle anch'io!

Comicita'
Folle anch'io!
Se dico che a Seriate il chierico
di un abate ebete col diabete
non ebbe mai sete,
voi forse non mi crederete,
ma se dico che presto piangerete
presso quell’abete,
perché soli vi troverete
ad esser caduti nella rete
di chi v’ha fatto intendere
che Mitridate
passando per Gallarate
comprò un vibratore a rate,
voi vi schernirete
e falsamente mi risponderete
che fu un frate
a proporvi nuove mete
e più non vi stupirete
del mio parlar meschino,
perché povero me tapino
sono scivolato s’un gradino
per aver bevuto troppo vino
di quel furbo contadino
che mi cedette
un litro d’olio sopraffino
in cambio d’oro zecchino!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 31/10/2011 12:02 2 4001

Acciacchi di stagione!

Comicita'
Acciacchi di stagione!
Ogni dì, di buon mattino
giungo presto
al mercato cittadino,
ma oggi son rimasto raggelato
nell’incrociar
lo sguardo suo atterrito.
Gli occhi eran di colei
che ho tanto amato
ed ho subito pensato
al mio aspetto trasandato:
canuto, pingue ed attempato,
ma per contro
mi son reso subito conto
che non ero l’unico disgraziato,
poiché quella donna,
per la quale ho folleggiato,
procedeva gobba, storta
e assai di lato!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 16/11/2011 12:13 3694

Antispam!

Comicita'
Antispam!
Il benessere inizia dai piedi
(scommetto che inizia dal portafoglio)

Diventa un leone focoso che ruggisce a piacere
(roar roar roar, tutto qui?)

Fai avverare il tuo sogno americano
(ah se Colombo fosse rimasto a casa!)

Pacchetto capelli
(meglio sciolti!)

Diventa lo stallone che hai sempre desiderato essere
(c’è già Roki Balboa)

Non pagare più i tuoi debiti
(già poi mi sguinzagliano Equitalia e addio fichi!)

Robot aspiratore intelligente
(non vorrei che mi nascesse un complesso d’inferiorità!)

Potresti vincere una Maserati
(poi chi mi paga la benzina, il bollo, l’assicurazione?)

Incontra nuovi single
(non voglio incrementare la schiera dei single)

Arresta l’invecchiamento
(non sono un poliziotto!)

La capsula che ti cambia la vita
(sto già bene così)

Diventa il re del sesso
(dovrei diventare una testa di cazzo incoronata?)

Dimagrisci 12 kg in 30 giorni
(perché non 30 kg in 12 giorni?)

Il tuo viso perfetto con un lifting
(perfetto? Non vorrei mettermi in urto col buon Dio!)

Un seno da sogno in 3 settimane
(non ho ancora deciso di cambiar sesso)

Il nuovo stimolante per lui e per lei
(se è per lui e per lei non è per me)

La nuova pillola del piacere
(di solito mi presento da solo)

Il tuo membro più grosso in 3 settimane
(già sono affetto da elefantiasi)
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Club ScrivereCarlo Fracassi 12/11/2011 18:26 3627

A tu per tu con la magica TV!

Impressioni
A tu per tu con la magica TV!
In questa società,
fatta di tanta brava gente
ma che conta proprio niente,
emerge pontificando
con un raglio
la peggior specie
del caravanserraglio.

Giacché
ciarlatani e gran lacché,
parolai sbruffoni,
senza che m’attardi
a precisar nomi,
si credon sapientoni.
Aggiungo io:
dal ventre molle,
deboli in pensiero e gnomi!

Col problema dell’occupazione,
nuove tasse e recessione
ci si perde, a tutto campo,
nel disquisire s’uno stampo
tatuato sulla coscia di giovin,
bella e assai maliarda creatura,
esibito in occasione di grande evento,
ripreso dalla TV con grande cura.

La cosa ha fatto scalpore.
Di cattivo gusto, ancor oggi,
s’è parlato per ore ed ore
e si è detto là per là
di mancanza di tatto,
nonché di disdicevol volgarità.
Manco fosse una vergogna
da tenere ben nascosta
o da mettere alla gogna.

Dassi il caso si trattasse
di una tenera farfalla
esibita a bell’apposta
s’una coscia tosta e soda,
tanto per interrompere la moda
di certi artisti
che, invece di cantare,
come apparirebbe naturale,
si fan grevi e tristi
e ci fanno la morale
su ciò ch’è giusto
e ciò ch’è male;
soprattutto cosa fare
se il paradiso si vuol raggiunger
e guadagnare.

Ma il problema fu tanto grave,
per coloro che vedon
nell’occhio altrui la pagliuzza
e mai la propria trave,
che assunse corpo e rilevanza
con sedute ed interviste,
da mane a sera,
propinateci ad oltranza
per dirimer la questione,
stigmatizzando e sentenziando
a dritta e manca,
per bloccare tale scempio
e pur la nostra digestione.

Giornalisti, opinionisti, politici,
prelati ed artisti furon invitati
a discettar per l’occasione
ma lo spettator a casa,
assai prudente,
non s’espresse e si scompose
manco per niente,
distogliendo mai lo sguardo
da quella fanciulla morbidosa,
dato che per biasimare il fatto,
con somma sorpresa e gioia,
cento volte e a iosa
fu ripresa in quella posa.
Il resto del discorso
fu tutto un quaquaraquà e noia!
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Club ScrivereCarlo Fracassi 25/02/2012 19:12 5 3638



Carlo Fracassi
Carlo Fracassi Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico.
Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa.
Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere la mira giusta!
Amanti della natura e degli animali, io e la mia compagna desideriamo dedicare un pensiero per il nostro cane, rimasto per sempre nei nostri cuori, unitamente alle persone più care.
Addio Chicco,
dolce compagno della nostra vita.
I tuoi salti festosi
hanno reso lieti e sereni
i nostri giorni vicino a te,
piccola mite creatura.
Il tuo languido sguardo,
il tuo tenero musino
in cerca di carezze mai lesinate…
è così che ci sei rimasto nel cuore
coi tuoi balzi di gioia,
ora sospesi, per sempre, fra terra e cielo.
Continueremo ad amarti
come tu ci hai amato.

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