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Le 8069 poesie in esclusiva dell'argomento "Sociale"
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Il nòstos è un ordito di onde stanche
una spiga recisa che ancora sanguina sole
l’ombra di un ulivo che si allunga
e stringe il petto nudo delle attese.
Siamo corpi strappati all’ormeggio
radici esiliate che camminano sui sassi
mentre l’àlgos
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Terra, mia madre di buio e radice,
non ti scrivo per nostalgia, ma per l’attrito del restare.
Sei il centro che non ruota, la moneta caduta di taglio
tra ciò che mostriamo e la verità che ci consuma.
Inseguiamo un progresso che ci calza stretto,
un
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Terra mia, e voi che la abitate nel profondo,
non vi scrivo per nostalgia,
ma per dare un nome a questo legame che ci stringe.
Se ogni appartenenza ha un suo punto di gravità,
il nostro è un equilibrio instabile tra ciò che mostriamo
e ciò
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Percezioni sensoriali
a stravolgere gesti quotidiani
Vuoti di memoria
confusione
a dimenticar s’appresta
dopo la tempesta
Buchi instabili
amnesia
un’anima sconvolta
in ostinata eresia
Tormentata confusione
a deformar va ogni sensazione
Si
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Cara mamma,
non cerco più di scorgere il tuo volto nel riflesso delle cose ovvie.
Se la vita è un cerchio, tu ne sei diventata il centro invisibile,
quel punto fermo che non ha bisogno di mostrare "due facce" per esistere,
perché è sostanza pura,
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L’aquila vola
sull’arida vetta
come un soldato
già di vedetta,
scruta ed osserva
sfocati puntini
a perenne difesa
dei patrii confini
Spicca la penna
dell’acuto rapace,
sul rigido feltro
indomita e audace,
fiero è lo sguardo
dell’impavido
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 | Padre santo
quel fumo bianco
ha rotto il tempo di tanti,
mobilitandoli
nell’ansia di sapere.
E poi sei apparso,
nel brusio,
e dinanzi alla folla
la tua emozione
ha trovato rifugio nel sorriso,
sorretta dalla fede,
la croce al tuo
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| Vorrei scrivere della dolcezza della vita:
del sole che danza sulle facciate
dei tanti edifici e case che sono ancora in piedi,
dei fiori che sollevano i petali al vento,
del film lasciato a metà
quando la terra ha iniziato a tremare,
del libro che
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| Siamo frammenti di un’unica tela
sfumature diverse in un sol cuore
come la barca che dispiega la vela.
C’è chi nell’altro cerca il suo splendore
chi specchia l’anima in un viso eguale
e chi trasmuta il corpo nel dolore
per dare al suo spirto
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Nel grigio fumo della stanca valle,
dove il carbone ammanta ogni sentiero,
piegano i vinti le ricurve spalle
sotto il dominio d’un padrone austero.
L’ingranaggio vorace mai non tace,
macina vite tra le ferree ruote;
mentre il potente dorme nella
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Conoscenza intellettuale
ad educar s’attinge
in maniera magistrale.
Affascina la sua esposizione
cattura mente e corpo...
sembra un’esplosione!
Saggio
chiaro ed appassionato
stravolge e coinvolge
come un bimbo appena nato!
Insegnamento
no
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Quanti morti innocenti di pietà,
nessuno vi ha mai abbracciato di tenerezza,
Gaza patria di un amore,
ossuti dolci bellissimi bimbi,
non ci sono più tombe,
solo sacchi riempiti di croci,
sono rimaste solo le macerie,
bombe nella notte obbiettivi
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 | Ad uno ad uno
li chiamo’ il bisogno
di reagire,
resistere
rivendicare
il proprio posto nel mondo.
Fu come un urlo
a lungo rattenuto
che li spinse allora
a misurarsi con la morte
ricercando la vita.
A se’
agli amici
ai figli
a chi venisse
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E metterò il leone a far le fusa
il coccodrillo a raccontar le fole
il serpente a sonagli a canticchiare
la tigre del Bengala a pigolare.
E chiederò allo squalo un bambolotto
all’elefante di ballare il tango
all’orca un salvagente di coralli
alla
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Fra stuoli di folle,
marcian ancor gli alpini,
di nere penne son cinti,
simil ad allori mai vinti
Echeggia nell’aere il lor canto,
primeggia su nei cieli,
eterno saluto lassù
a quelli che più non sono
Non sono ma sono
fra noi sì
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I continenti slittano, lenti,
come un pensiero che cede.
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Nel ventre del treno
occhi senza nome
custodiscono la stessa crepa.
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Il ferro respira,
trattiene silenzi.
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Qualcuno accusa,
un dito nel vuoto,
ma il colpevole si dissolve
tra le
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Io le ho viste le spose del vicolo cieco,
le madri senza utero e col rossetto grosso,
vestite di un velo che profuma di bucato e di peccato.
Hanno i piedi grandi per camminare sopra l’inferno
e mani di seta pura per cullare i figli degli altri
quei
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Anime compite ed arrese, piccoli fuochi e vegetazione,
caldi cuori e tenero amore, nucleo primordiale figli
ad unione famigliare, amor e vitalità ambientale.
Cavalcar colline e cavalli a brucar fresca erba mattutina,
scoiattoli e farfalle, ramoscelli
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Le costole sono rami di buganvillea
il cuore un bulbo che spacca la pietra
per nutrire di rosso il fango.
Non è aprile: è un’emorragia
che sgorga dalle cicatrici del suolo.
Le radici entrano nei piedi come chiodi
ancorano le madri, alla
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Famiglie con stracci di silenzio
a piedi nudi si trascinano nel deserto.
Innocenti vittime del mare che sale nelle onde
padre nostro che piangi le stragi dei figli più poveri.
Tu che spezzi l’ostia dell’amarezza
i pochi che arrivano nel loro paradiso
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Tra banchi antichi il gesso era respiro,
nebbia di sogni accesa nella mente;
la voce, un filo teso verso il futuro,
scriveva il mondo piano, lentamente.
Lì l’errore era seme sotto il sole,
la paura un quaderno da sfogliare;
si cresceva inciampando
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 | Napoli è,
lì per lì,
un sussulto,
poi un vortice,
un incantamento,
e una passione senza fine.
E’ come scoprire
Il fondo
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 | L’arsura della vita di prima,
i ricordi di volti
stranianti
fra l’incubo di adesso,
l’orrore indicibile intorno
e anche i morti,
dilanianti visioni
che rende la guerra.
Tremore e pazzia.
E un miraggio, un delirio:
la pace e’ la vita,
la chiave
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| Noi piccoli normali che ci credevano rotti nei sogni.
megafoni stonati di parole scadute.
Noi ci siamo alzati e abbiamo difeso l’anima dell’Italia.
si vede la piccola crepa nell’immenso fortino del potere
erano arroganti e volevano ancora di più
alla
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| Non siamo fantasmi nelle vostre stanze
né voci spente d’un megafono rotto
siamo il battito che non si piega
quando il silenzio viene imposto.
Ci avete dato nomi stretti
vestiti cuciti con paura e controllo
ma sotto la pelle cresce il fuoco
e non
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| Indottrinati avanzano, ciechi di fede,
credendo di colpire il loro nemico;
ma negano la ragione quando è riforma
e avanzano, ignari, verso l’abisso.
Non vedono che il prezzo è sempre immenso
quando l’idea soppianta il vivo giudizio
e il dogma
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Mi s’intona nel cuore
una nota di tenerezza,
un verso nella mente si crea,
per amor dei figli d’Italia
vilmente oppressi
alle Ardeatine Fosse.
Chi fu a spezzar vite
con esperto vigor d’odio
e ardito disprezzo?
Nessun piegato
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Ho visto il cielo cambiare colore
e l’oceano farsi strada tra i ricordi,
ho portato radici antiche, cariche di sole,
su terre nuove, dai confini incerti.
Un viaggio che non è fuga, ma promessa,
di chi sa che la casa è dove accendi la tua
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 | È insopportabile,
Giulio,
pensare a quello che ti è capitato,
ragazzo attento e assennato,
d’un tratto braccato e smembrato.
L’orrore ci è piovuto addosso, denso,
e non andava via.
E il tuo sorriso,
affisso un po’ dovunque,
feriva fino alle
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| Mustafa pietà scalza di un dolore atroce di omicidio.
soldati assassini che avete stroncato i sogni di una famiglia.
L’avete lasciato solo senza più lacrime da cadere solo domande
guardatelo assassini lui l’effige dell’innocenza.
Voi che considerate
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Albero vital e luce ad abbagliar mondo,
sublime fioritura, amor ad intesser vissuto,
nascere e morir girotondo ad unir unione,
ove ognuno se stesso ritrova.
Mondo disperso ed amareggiato,
sociale comportamentale e strani amori,
candide anime e
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8069 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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