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Le 70128 poesie con accompagnamento multimediale
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Potresti essere la mia falena
in un campo di nuvole
uccise dalla pioggia
che cade sulla terra nera
Potresti respirare il mio destino
e non fare domande
mai sul mio viso senza rughe
che piange il buio del mondo
Potremmo essere due cose
che
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La musica sale
muove le onde sonore,
espande la gioia dell’amore.
Dolce è la voce
grande il sentimento
sento
vibrare le corde del cuore,
respiro
l’aria dal petto
alla gola,
la bocca emette
note meravigliose
odorose,
colme d’amore.
Per te
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Se ritornavo
lentamente al mare
tu ti accorgevi delle nuvole
e di tutte le notti
Così diverse dai sogni
che il mattino nascondeva
dietro alle carezze
immaginate dalla luna
Se me ne andavo
verso la mia meta di luce
tu soffrivi di
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Non ti ricordi più
le labbra sul mare
e la luce delle cose
che davano buio
Le piccole follie
celebrate in estate
con lune d’argento
in attesa del mai
E le notti, le notti
fatte per rubare
i baci a chi mentiva
le nostre carezze
Di noi
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Parole
foglie di faggio
disseccate dal freddo
della resipiscenza
inclinate
sui tornanti scolpiti
della loro prudenza.
Parole
spiriti
di corbezzolo rosso
affacciati
sul crinale
di un inverno
a Natale.
Parole
margherite furtive
nel
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La mia Regina
avrà le ciglia d’oro
e i capelli in coro
avranno il profumo
dell’ambra rubata
alle stelle del buio.
Avrà gli occhi stanchi
per aver guardato
il mondo che scivola
verso una tenebra
più profonda del mare.
La mia Signora
darà
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E mi torna
a scompigliare le ore
l’eco del tuo cantarmi i sogni
che dolcemente mi cullava.
Sarà la solitudine che avanza
a farmi sentire più freddo
dove la tua voce ormai lontana
non mi fa più da coperta
a quei sogni d’un
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 | Il mondo è diventato freddo,
tutto è racchiuso in questo gesto,
una carezza che scaccia la tristezza.
E’ un semplice sorriso
una mano sul viso
due mani che si sfiorano,
il battito del cuore
quando si posa lieve,
principio di un amore.
E’ una
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 | Ridondanti note
dondolano su righi
di spartiti diversi,
immaginari.
Negromanti camminano
su fiumi d’arcobaleni
...lasciano orme
multicolori.
Unicorni galoppano
su batuffoli bianchi
di soffici nuvole
sparse nel cielo.
E si tuffano
nelle
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Scegli le stelle
e pronuncia tre parole
per turbare la notte
nel suo altare di buio
Guida le carezze
alla pelle già fredda
di questo distacco
più potente del male
Noi non saremo
il morto seme della terra
che attende il frutto
livido
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Sentu na miludia chi mi pigghia
prima lu cori e appoi a menti
viru li noti vulari... currunu ca mè pazzia...
i viru pì davveru e nun ci pozzu fari nenti
s’adduma na luci intra a fantasia
ammentri, chianu chianu, chiuru i finestri
vogghiu
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Sarà il nostro segreto
non dirò a nessuno
che amavi le ombre
la corda tesa al cuore
e le parole sussurrate
che graffiano le labbra
quando tutto sembra
amore ma è solo cielo.
Il nostro colore scuro
come le dita sporche
di una terra
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Ho lasciato le coltri calde del letto
non ho più sonno
in questo giorno quindici Dicembre
sofferenza mi attende.
Son rassegnata alla triste sorte che mi è or capitata
affrontar la lama tagliente
segno evidente sulla pelle resterà per
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Nell’esteso mare della vita,
porgo a te o figlio il mio abbraccio
tutto a congiungersi col filo della speranza,
coll’alimento d’un respiro, l’infinito aggancio.
Resto a contemplare con te l’orizzonte,
al chiarore del mattino, il suo miglior
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 | Scappare lontano
dalle ombre giganti come montagne
che ti coprono fino all’ossa
Fuggire oltre gli orizzonti
dove la falce non taglia il grano
dove l’erba è inebriata di Luce
Sfumando fino a diventare cellule
di atomi
nelle foreste delle Nevi
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Sempre che tu sia lontana
e non qui
vicino alla mia pelle
che freme per le stelle
Sempre che tu sia un’ombra
e non la rabbia
di un momento sbagliato
pronunciato a mezza bocca
So che sei vicina
ad accarezzare questo vento
che non ha
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Tremami le albe
lasciami da parte
i tuoi confini
per stasera tardi
Quando i sogni
saranno pronti
per le lune nuove
appena accese
Segnami le stelle
perché sappia
trovare la strada
del tuo cuore
o forse per la pelle
macchiata
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I morti senza nome
non hanno un luogo
dove riposare
e rimangono in attesa
di un fiore a primavera
un petalo rubato
dalla tomba di qualcuno
che giace nella luce
I cuori mai nati
non hanno poesie
sulla lapide di marmo
ma solo gesti
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Solo due rintocchi
il legno nella tomba
il buio che risuona
dal fondo della terra
Solo una promessa
la luna che si oscura
e poche stelle spente
nel tempo della strada
Non ho mai pregato
con le mie parole
ma ora temo il segno
le nuvole del
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 | Trasparenze sottili di
muti fantasmi nella stagnante
quiete delle tombe.
Passi solitari lasciano
dietro un rumore felpato,
un’ombra s’avvicina, s’ode
del defunto una voce
con tono alterato:
“Dimmi ragazzo perché
mi hai
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ti ho cercato tante volte
tra le onde del mare
nella nuvola più lontana
e rincorrere il tempo
per avvicinarmi a te
ti ho cercato tante volte
tra le pagine di un giorno
inchiostro le emozioni
i tuoi occhi scrivevano nitide parole
ti ho cercato
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Queste parole sono per te
che amavi i miei occhi
e sorridevi quando la neve
cadeva sul buio del mondo
Questo fiore appassito
è il mio ricordo del profumo
che sfiorava la tua pelle
mentre le labbra morivano
Di un dolore leggero
appena più
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 | Eri tutto per me
tutto il mio mondo
eri per me l’amore
più profondo.
Eri tu che i miei sogni
facevi avverare
eri il mio porto sicuro nel mare,
ora non s’asciuga il pianto
io volevo solo restarti accanto.
Ma tutto passa,
in un attimo è
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Bastava una parola
e le stelle del cielo
bastava un attimo
le labbra ed il tuo seno
Tremava il canto
delle nuvole del bosco
e il buio della valle
il fiume già nascosto
Bastava una carezza
lo sguardo senza luce
le corde ed una foglia
caduta
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Sono nato in un deserto
dove non c’era niente
per accarezzare l’anima
sono rimasto in un cielo
di nuvole senza Dio
dove un temporale scuro
ha spazzato ogni cosa
con il suo vento disperato.
Sono nato nel buio
e nessuno mi ha
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Dietro ciascun battito c’è’ un incendio;
irruente nell’aggrapparsi al cielo
il fuoco d’amore risorge in me
come il sole nel petto dell’aurora.
Identico canto, nella stessa ansia
come allora; un riflesso fende l’aria
affiorando dal silenzio,
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Se parlate d’amore
sputerò sulle nuvole
e su tutte le banalità
che credete di sapere
Se giurate amore
spezzerò la croce
l’unico orgoglio
che credete di avere
E ditemi dei sogni
del dovere di costruire
una famiglia che uccide
le parole e la
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La tua corona di spine
era il dolore
che hai provato
quel mattino d’inverno
quando i sogni
sono morti all’improvviso
ed ogni cosa sembrava
la fine del giorno.
La tua lancia nel costato
erano le lacrime
versate sulla terra
ed il fiore che è
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Picciotti, niscemu!
Cu la testa e cu la saggizza
e nun sulu cu li peri
n’amma fari sentiri
sutta scaccu n’hannu misu...
puri nuatri putimmu parrari
avemu lu dirittu
ma nun pì diri minchiati
unn’amma fari comu chiddi
ca si sentunu ranni
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Quando l’Angelo delle tenebre
ti è venuta a prendere
ti ha dato una carezza
perché ti sentivi sola
e il sole del mattino
era troppo freddo per scaldare
la pelle già morta
di nostalgia per le albe
di un’estate lontana
dai giorni tristi
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70128 poesie pubblicate nel giorno . In questa pagina dal n° 2461 al n° 2490.
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