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Ribellione
Le 7058 poesie pubblicate sull'argomento 'Ribellione' Poesie di ribellione |
Non una di meno, giuriamolo al vento,
mentre il cielo si piega sui nomi spezzati,
mentre una madre stringe il silenzio
che le hanno lasciato in grembo.
Non inizia col pugno, la ferita,
nasce nel verbo che umilia,
nel “tu senza di me non sei
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Le stelle del cielo sfilano in silenzio nei versi delle famiglie
risorgi o cuore dalla frantumata tracotanza del potere.
Resisti parola d’un inverno freddo di morte
bellissima luna che canti la tenerezza dei poveri
gli insulti del potere vogliono che
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Ogni giorno una donna sparisce
dietro una porta chiusa,
un urlo che nessuno ascolta,
un uomo che chiama “amore”
ciò che è solamente dominio.
Le trovano così,
spezzate, cancellate,
ridotte al silenzio da mani
che non sanno cosa sia la dignità.
E
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Canto la donna, il passo che trema,
la voce chiusa dietro una soglia,
il cuore che ancora invoca un poema
nell’alba che lenta la accoglie.
Canto le mani spezzate dal niente,
le notti mute, l’urlo taciuto,
il gesto oscuro di chi, sorridente,
ha
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nell’intimo silenzio della verità io vivo
coprite l’inutile cielo silenziate il rumore della folla che avanzi la parola
io denuncio la violenza contro i più fragili
tremito di un angelo che canta la giustizia
quante anime di poeti respirano nel
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E allora scegli.
Scegli di stare sveglio
quando il mondo dorme comodo,
di tenere gli occhi aperti
quando abbassarli è più facile.
Scegli il passo storto
di chi non marcia in fila,
la voce che trema
ma non tace,
la schiena dritta
anche sotto il
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Nel silenzio della notte, un’ombra si insinua,
come un lupo che attende la preda indifesa.
La violenza colpisce, crudele e subdola,
spezzando sogni come rami sotto la tempesta.
Donne come fiori recisi dal vento gelido,
petali strappati da mani
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 | Dammi una ragione per credere che tu esisti,
perdonami, se la sublime insolenza del poeta si perde
nel dubbio che scuote l’essenza stessa della vita.
Ma oggi osservo l’invisibile, nel silenzio
che abbraccia e nel dolore che ferisce,
e ascolto il
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| Vorrei fuggire fra la battente pioggia,
fra il vento che imperversa,
fra la tempesta che mai tace,
fra laghi solitari, in quiete lacustre
Vorrei fuggire, già, nel tempo che fugge,
fra impervie solitudini,
lontano da amori sconosciuti,
celati
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| E’ mia la vera carezza agli ultimi della terra
ho imparato la libertà signora partigiana delle montagne.
Amo il silenzio dei poveri accartocciati negli angoli
abbraccio le giovani promesse che vogliono servire il nostro paese.
Ho camminato per i
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Canto la donna strappata alla notte,
con le costole rotte dal silenzio,
quando la porta sbatte e lo scuote
un nome urlato senza consenso.
Canto la donna che ingoia l’offesa,
che lava il sangue dal pavimento,
che all’alba appare quasi sospesa
tra
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Rabbia solenne s’instaura
quando per non essere di troppo tutto pare eclissare
nulla che debba di nuovo porre
un minimo di comprensione
per un cambiamento inatteso
fuorviando situazioni inadatte
a percorrere la strada del silenzio
ripercussione
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Non seguo voci vuote né sottomesse,
né i canti di un potere inginocchiato;
cammino contro il buio avvelenato
che spegne ciò che resta nelle essenze.
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La notte erge le sue false promesse,
predica un vangelo deformato
che tesse menzogne in ogni
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C’ è un verso ribelle che accarezza con pietà il massacro dei bambini di Gaza.
bombe assassine che esplodono nel tuono spezzato di innocenti
rimane il silenzio di cadaveri sporcati dalla polvere.
Rabbia di parole che sanguina l’indifferenza colpevole
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Abbiamo visto tutto.
Ogni maceria, ogni bambino steso al suolo
come una domanda senza risposta.
Abbiamo visto le madri scavare con le unghie
tra la polvere e il fuoco,
abbiamo contato le ossa
più volte dei giorni.
E restiamo in
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Ti ho dovuto lasciare
paese mio adorato,
e altrove cercare
quello che non hai più
casa, affetti, il tuo bel sole!
Tuttto rimane con te
solo mi porto via
il mio più grande dolore
di vederti ormai finito
e coperto di ferite
perché ti han rubato e
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Hanno sparso latte e sangue
sul selciato delle scuole,
bambini senza più gambe
chiedevano solo parole.
Ma il cielo rispondeva bombe
e fuoco sopra i tetti,
bruciando sogni e ombre
tra culle senza difetti.
Le madri con le mani nude
scavavano
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È un battito spezzato nella polvere,
un pianto che rimbomba dentro le mura sbriciolate.
Non c’è luna stanotte,
solo il lampo dei missili
che squarciano culle e nomi.
Un bambino corre,
scalzo, sporco di latte e di sangue,
non verso la vita,
ma
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Andavo alla mia scuola dove ero insegnante
all’improvviso un lampo di luce accecante.
Era come se il sole fosse caduto sulle nostre teste
poi l’onda d’urto con la palla di fuoco funeste.
Mi voltai all’indietro
e vidi che sradicavano edifici
che
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Non in mio nome si versino lacrime
di madri col grembo vuoto,
non in mio nome si alzino i muri
né si chiuda il cielo al fiato dei vivi.
A Gaza la notte è un urlo di pietra
che spacca il silenzio del mondo.
Non è guerra,
è sterminio sotto il sole
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Brucia la notte in quel lembo di sabbia,
dove i bambini dormono senza domani
e il cielo si spezza in un urlo di rabbia,
tra mura distrutte e mani senza mani.
Il pane è un sogno che il sangue cancella,
l’acqua è un pianto che tace nei pozzi
e
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Ad Auschwitz sotto la neve,
il fumo acre di carne
innocente bruciata nei
forni saliva lento,
portando ceneri
e atrocità nel vento.
Ricorderò ogni anno la Shoah
con le lacrime agli occhi,
gli innocenti morti,
i bambini marchiati,
gli
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Abbiamo visto,
ma non basta vedere.
Abbiamo saputo tutto,
eppure il silenzio è rimasto,
colpevole, assordante.
Restiamo in silenzio,
complici del cielo che esplode,
testimoni immobili
mentre l’acqua si fa sangue
e il pane diventa un
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Traballa il sentimento
all’ombra di una palma
la pace di un momento
su una panchina calma
sai che mi lascio andare
al groviglio di pensieri
difficili da sbrogliare
oggi ancor più di ieri
certezze e incertezze
circondano questo
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Perché bisogna pentirsi dall’aver fatto del bene
dall’aver accontentato il desiderio altrui
e non una volta sola se si guarda negli anni
quasi nessuno che abbia avuto
un occhio di riguardo nel caos della vita
anzi tutto pare essere un
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Sarà mai possibile lavorare tranquillamente
senza che nessuno subentri per giustificare se stesso
affinché possiamo dirigersi verso quanto lui desidera
è una vera e propria forzatura da tenere lontana
per non inficiare quanto abbiamo in
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Nel silenzio bruciato di Gaza
non si sentono più le campane,
solo il pianto di madri spezzato
tra macerie che urlano nomi.
Un bambino stringe una bambola rotta,
ma il suo sonno non tornerà più.
Ogni giorno è un cielo di piombo,
piovono fuoco e
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Sotto il cielo che tace e non vede,
cade il pianto di chi non ha scudo,
tra le macerie la morte procede,
e il mondo osserva, complice e muto.
Un bambino si stringe al silenzio,
tra il fumo e la polvere nera,
ha negli occhi lo stesso tormento
di
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Pensieri inibiti
nel moto delle mie sensazioni
e l’afflato si intorpidisce
nei flutti increspati del mare.
Scivolano indifesi
gli atomi dei granelli di sabbia
nei vapori delle acque fluenti,
nel ritmo della risacca.
Tutto in me decede e
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Gli stivali mi osservano,
ma non vogliono toccare la mia pelle.
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Rifiutano la marcia
sui corpi senza nome,
di affondare nel fango
dove sbocciano bandiere insanguinate.
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Non seguono i sentieri
che i tiranni tracciano con la polvere da sparo,
né
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7058 poesie pubblicate sull'argomento Ribellione.
In questa pagina dal n° 31 al n° 60.
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