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Le 37800 poesie pubblicate in licenza Creative Commons 
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Nella mia futura vita
rinascerò nelle vesti di un migrante
per assaporare la miseria amara
elargita dal Paese dei sogni.
Nella mia futura vita
rinascerò nelle vesti di un bambino
che fa la fila in mezzo all’inferno
per mangiare un tozzo di pane
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Sento mio il Tuo io
e del nostro
riempio la valigia
che ci servirà
per la salita
del nostro cammino,
tutto è presente in me
di quello che sono
e di quello che voglio
nel mio futuro,
rimaniamo con le mani
sulla fune che ci aiuta
fino alla vetta
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La notte del mio vivere
imciampa
ma canta fuori sul tetto
la colomba
che mi distrae e mi alzo
la campana
mi saluta e insiste
mi vuole fuori
là sotto le stelle
ad ammirare il regno
del Creatore sempre vivo
non posso io, ora
non andare a
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Arcate antiche
mi aspettano
nella mia città
e trema il mio cuore
mentre lo spirito inciampa,
rammento nel pensiero
un vate maestro,
mi inchino nelle sue parole
che scritte là stanno.
Rinasco e non casco
per la sua grandezza,
io, nuovo, sì nuovo
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Su passi salienti
il cuor distende
piove Dio dal cielo
ed è manna per l’uomo
che salire dovrà.
Abbraccio il tutto
e non mi fermo a godere
la pioggia mi lava
e nuovo mi sento,
parole sconosciute
mi dona la speranza
che avanza e mi pasce
in
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Un angelo dal cielo
discese sulla terra
per raccontare a tutti
che cosa sia la guerra.
Chiamò ogni persona
che terra abitava,
per ragionare insieme
d’un mondo che soffriva.
Non fece distinzione
di sesso o religione,
colore della pelle,
se
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Soffi di sole
nei giorni di vivo azzurro
e la mia valle
grossi abbagli mi fa.
Un ruscello di luce
dal cielo si abbassa
e leggeri si sentono
i pesi del vivere.
Come un fiore che sboccia
lo spirito mio si fa sentire
e mi dona quella
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Passi lenti passi
sul sagrato
della chiesa antica
e mi trema il pensiero
la Cattedrale è spoglia
nessuna volglia
di incontrare Dio io vedo
e, mentre storpio commino
entro con Lui e parlo
a me stesso sulle labbra
non disturbato avanzo
mentre Lui
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Fugge il vento della paura
al canto dello spirito in festa
e l’animo si fa forte
per un alto suo vivere
e si sente, la forza
di un grande dono.
Lontane le urla della sconfitta,
mentre davanti a me
si livellano le nuove strade
e la speranza è già
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Nel mio vivere
è calato il sereno
leggero avanzo
in un mondo che brucia
e stendo tappeti
per il mio cuore
che era nel buio
una semplice
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Il poeta
parla con Dio
e si fa maestro
del mio io
è bandiera del mio stato
dimenticato
non mi sento
faccio luce sul mio domani
con la
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verrà la festa
nel mio paese
e nel mio giardino
sarà tutto un canto
nel cuore mio
e al canto ci saranno
la mamma e il nonno mio
che dal cielo aspettano
avrò leggero lo spirito
che si alzerà e volerà
lassù nei campi del Dio
l’ospite ufficiale
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Quando andrò via
porterò con me il fuoco sacro
che ha sempre accompagnato il mio ardore.
Quando andrò via
porterò con me il ricordo delle emozioni
che ho accarezzato guardando un tramonto.
Quando andrò via
porterò con me la luce dei sorrisi
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Quale vento
mi può donare
un’alba di pace
in questa notte
che la realtà mi corrode
gli antichi sogni
di un mondo d’amore
e prego una stella
che mi
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Non ho più nulla da inventare
ora che la nube scura è vicina,
ora che non posso più salir la china,
non mi resta che aspettare...
Non ho paura di morire
per me sarà una liberazione!
però non voglio cadere in tentazione...
perché ho si, paura di
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Straccio i muri
del mio vivere tutto
e sono un alpino
che difende i confini,
la valle è di me fiera
anche se non ho carriera
e mi addormento desiderando
un tutto che confini non ha,
mi sorridono i bambini
sbocciati come fiori sconosciuti
ma
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Dal colle, sì dal colle
il sole se ne va,
simile al tempo mio
che cerca una altura
e da là spiccare il volo
per una attesa dipartita.
Quanto è bello lasciare
quel lavoro già finito
e quel bimbo ben cresciuto
per la valle tutta
che uomo lo
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O mio Dio
quanto mi era dolce
la Tua sera ieri sera,
parlavo e vedevo Te
che mi ascolti,
prima bimbo mi sentivo,
poi uomo io ero,
infine tuo maestro
e da maestro
Tu mi rispondevi
e volavo io sulle gioie
vissute da bambino
quando mia madre
mi
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Figlio mio
abbassa il fucile
davanti agli occhi sbarrati
di un bambino che fa la fila
per mangiare un tozzo di pane.
Figlio mio
abbassa il fucile
davanti al dolore di una donna
che piange la morte di suo marito.
Figlio mio
inginocchiati
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I giganti
fanno passi da gigante,
l’uomo
fa passi da uomo,
l’uomo gigante
ha il doppio passo,
lo dice la storia
del nostro mondo,
io che vivo da poeta
adoro l’uno e l’altro
e scrivo nella speranza
di unirli nei loro passi
quei due uomini
che
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La speranza è lì
ha la gerla in spalla
mi avvia su sentieri battuti,
su sassi consumati avanzo,
si spaventano gli occhi
e alle orecchie ho il tappo,
il cielo mi illumina
e forte il cammino tengo
accompagnato anche
dagli uccelli del cielo.
Non so
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Straccio la mia vecchia sera
in un bacchiere di vino novello,
e alla notte che si fa bella
gli rubo la sua ultima stella.
Fermo, poi il mio pensiero
sui sentieri della storia,
lascio al buio le vittorie
che io ho rubato
vestendomi come suo
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Nessun batter d’ali sulle foglie
non ci sono più foglie sugli alberi
non ci sono alberi in questo flagello.
Tutto silenzio
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Nelle amate pagine
di un libro ammuffito,
pessime le foto
assenti i sorrisi,
le parole inciampano
negli occhi e nella lingua,
l’odore trasforma
un lembo pietoso,
ma, appena oltre
una tua foto mi abbaglia,
esplode il mio vivere
per quel
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L’autunno mi coglie
come foglia sui sentieri
di sassi e spini colorati,
dormono i pensieri novelli
oltre siepi giallastre, pendenti.
Sogni di una luna insanguinata
trascinano storie impensate.
Si imposta un giorno
a trovare un posto, un
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Sognato non ho
nelle mia primavera,
ho distrutto il vento
con le carezze
che mi hai dato,
ho accecato i temporali
con la luce del tuo volto,
eri tu, come una luna
mi donavi la strata,
non sogni ma siepi di baci,
avevi per me, mentre
eterno si
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Sul seno della primavera
ho colto i primi tuoi baci,
e lì, li ha stesi per me
nel tuo giardino incantato.
Tutto profumava di gigli
il mio fiore sempre sognato
e nel suo profumo
il mio cuore si è aperto.
La tua bellezza:
nel guardarmi, nel
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L’alba sì si inchina
al saluto dell’anima mia
e Dio nel tutto
è lì e si compiace,
tace lo spirito mio
e si invola nella luce,
abbracciato alle ore
che lente
fanno da damigelle,
belle una dopo l’altra
mi accompagnano
a attese conquiste
per
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Al vento il mio capello
e l’ombrello non ho,
i miei ruvidi pensieri
la pioggia bagnerà,
i piedi nelle pozzanghere,
le scarpe sono aperte,
le mani ho bagnate
domani saranno asciugate,
leggera come nuvole
così sarà la mia mente
e già che sono
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Ti concedo di uccidermi
abbi l’esercizio e la funzione
per terminare ogni avvenire .
C’è un odio misterioso
nelle pagine dei cuori
che si sfuggono .
Armati da mine emozionali
seppelliamo trappole
come cecchini immortali .
Scaglia la
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37800 poesie pubblicate in Creative Commons. In questa pagina dal n° 91 al n° 120.
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