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Le 6688 poesie in esclusiva dell'argomento "Donne"
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 | In lacere vesti
rasenta,
l'ombra dell'anima,
il muro.
Echi distratti
d'antica gioia
incredule
le braccia, la mente,
i livori,
ancor rammentano
quella rosa nera
veemenza donata
dalle sue mani.
In lacere vesti
donna,
violata
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le notti opache
quando volavi sola
fra stelle nere (D)
Quando eri sola
non ricordavi i vecchi sogni
e le parole pronunciate a labbra strette
se la notte chiudeva i suoi confini
Le nuvole erano respiri
accesi mentre qualcuno mentiva il
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 | L'amore è un filo invisibile tra di noi
di quando eravamo foglie nel vento
destinati alle carezze
sotto questo cielo
di bellezze di corpi fragili.
Viaggiammo sulle rotte
disegnate dai sogni
di rinascere ancora
nei tuoi sguardi
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| Come raggio infilzato
nel bianco ciuffo
a spillare il mare,
susurro di bello.
Cosi il limpido occhio
che s'invola dal nido
ti plana sull'orizzonte
or bacia le mirabili grazie.
Sei tu che ondeggi
nel soffice pensiero
sul far d'aurore.
E non
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 | Violentate
nei pensieri
negli atti
nelle parole,
sottomesse
silenziate
vittime
di violenze
di stupri
di furiose uccisioni.
Pugili
che incassano
lividure
sfregi
parole scheggiate
incise nel labirinto dell'udito.
Grumo di lacrime
che il
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| raccoglieva foglie
code di pavone
blu
bianche
diverse tra loro
foglie
una bucata dal morso di un ospite
una corrosa dalle rughe
piume
dinnanzi a sé
un giaciglio di colori accatastati;
il tempo
avrebbe chiuso le case in mattoni
-
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Lo sai che ti ho amato
come se fossi cielo
come se fossi
l’essenza stessa dell’anima mia
Rosa purpurea dall’incontaminato
profumo, elevazione dei sensi
negli incontri rubati alla tua acre
parsimoniosa nudità dell’essere
Ti ho amato ...
leggi

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In muri di silenzi, occhi senza vita
chiusi in labirinti custoditi, dai quali
non c’è via d’uscita,
S’infrange il petto in sussulti che
riecheggiano muti e senza senso, lunghe
attese nell’ agognare che il tempo si possa
fermare, stanca di
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La favola bella
racconta la mamma
alla sua pupa
dagli occhi castani...
C' era una fata
e c'era la strega
e una fanciulla figlia di re.
Nella torre rinchiusa
tesseva e piangeva,
guardiano un gran drago
che fiammeggiava.
Un cavaliere
su
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...Ed ogni giorno, il pianto fermo
lì, come nodo in gola:
non è niente,
mi sono fatta male io da sola...
Ricordo che bambina
sognavo di esser sposa
di un principe che di me facesse
la sua inappassibile rosa.
Poi, venne il
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al primo svegliar del giorno
di specchio non guardi l'imago
il dafar tuo è dato all'abitudine del tempo
,un attimo che spendi al veder del viso tuo riflesso
non conti
ma subito vedi il rimpianto
il dolore
l'affanno
è li
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Il tuo sguardo
mi è specchio:
del tuo corpo,
nella tua vita,
nel tuo pensiero.
Mi siedo e vedo
di te le ombre
sopraffate dalla luce,
luce che ti precede
in strade d’amore.
Una carezza al cuore
sento nell’ammirarti
e compiaciuto sono
del
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profumo strano
se le candele accese
tremano luce (D)
Quelle lune erano ancora opache
dove la luce ti aveva lasciata
nelle stanze buie sempre vuote
di un passato semplice da tradire
Poche cose ancora da portare via
se la notte aveva
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Chi già ti ama
non lascerà mai
che il vento ti sfiori.
Un manto di stelle
per te brilleranno tutte le notti
mentre
timido il
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Son fiori
profumati di bosco,
quando son bambine, le donne.
Han in loro
la grazia della primavera.
San soffrire,
e combattere per l'amore.
E tutta la vita sospiran, ricordando quell'idea.
E quando la vita le prende
voglion essere donne,
ma
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 | Tra il riposo
delle foglie,
i passi
lievemente decisi
che sento
sono
quelli
delle donne.
Respiro
fragranze di vento
tra i capelli
e mi raccolgo,
nell'odore
che voglio
ungermi
di loro
dentro.
Umida
è la notte
come
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| una donna, nera,
ma bellissima,
affannosa
con due occhi
che sono
un libro scritto,
mi corre incontro
con un bimbo in braccio.
"tu sei buono,
dammi del denaro,
se non pago martedì
mi cacciano di casa
e ne ho due a scuola,
del mio
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Sporca
nel tuo candore profanato
ti restano gli aculei mozzi del rifiuto
la folle guerra alla memoria
nuda
in lotta con il buio
che t'ingoia
sporca
come la melma che ti gocciola dal cuore
sangue non è
non più
il nero flusso
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Dissetarsi
ignorando quale sia la fonte
ma l’acqua fangosa,
non scorre profumata...
le colombe
amano il vento
che porterà polvere
ma quando diventa fango
sa di morte,
Solleverà
in volo ogni schiavo,
senza capire che amare,
non è
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d'atavica eredità
è il futuro del mondo
al primo respiro il pianto
che di gioia dolore veglierà il suo tempo
al mutar del sole veglia i sonni
e del canto
ardua fa la sua preghiera
e
se il dolore compagno fa il
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Era solo un bambino e aveva il profumo di un sogno,
più vero del sole...
Profilo disfatto in castelli di vento,
tormento di creta di un greto impotente.
Quel passo impalpabile in limbo d'incanto
vanisce l'attesa che echeggia
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Con le mani sul cuore
Scopre si rivela l'esser suo madonna
Non sapeva di fanciulla del grembo all'erta
Vergine nel volto intatta priva di virus o diavolo
Quasi fossi un'inesplorata montagna a picco
O un prato quieto silente et solitario
Il
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E' ciò che succede: sbircio
tra eloquenze scompagnate e incolte
- deliberate, forse, in dediche acerbe -
e m'accorgo di un esatto qualcosa
che chissà dove diventa buio, prima:
è l'anonima quasinubile notte
di fare e rifare
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Lia |
08/11/2013 20:11 | 4153 |
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Iniziava ad ancheggiare
i fianchi,
a portarsi con tinta
e belletto
all'intima sconcezza
di inguaribili baci.
Mi parlava ella muovendo
le ciglia,
emulando la sua natura
e freddamente
recuperando le intenzioni
tanto nobili.
Come diventa
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morti sospese
negate e poi tradite
da gocce acide (D)
Se sognavi un cielo era per poco
e il grigio perla delle strade rotte
rifletteva il colore dei tuoi occhi,
annoiati dai tanti cuori stanchi
Poche follie dalla mattina al gelo
e verso il
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e, quando sarò grande, dicevo vorrò vivere
la mia vita liberamente senza tanti infingimenti,
senza compromessi alcuni né patteggiamenti strani,
senza veli corporei in cui nascondere il mio andare,
senza contare sugli altri ne
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E ora dormi mia adorata
di quel sonno che porta la pace
di quel sonno che lava via i mali.
E ora dormi e i sogni saranno reali
quei volti che sempre agognavi
le mani che più non stringevi.
Riposa dall'ansia del lungo soffrire
dai mille
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 | Mi stavi avanti cento passi
adagio
raccolta nell'incendio delle chiome
al danzare delle foglie
parevi senza mèta.
Nel viale sulle mura antiche
lo stesso vento s'infrangeva sul mio viso
e subito raccolsi
l'essenza che odorava di
leggi

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non il risveglio
ma labbra screpolate
dal nero vento (D)
Sempre che non sia una lunga notte
ad ingannare questo cielo nero
con le tenebre mal riposte a pioggia
e le nubi a far vergogna del domani
Se non non sarà il colore degli
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Lentamente
il suo dolce viso,
segnava il tempo,
di mille maschere.
Sperduta
l'anima prigioniera,
nei fragili gesti
scandiva silenti grida,
nell'urlo di notti
mai chetate.
L'incontrai
nel sole
dei suoi sogni,
nella ragnatela
dei suoi
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Nel profumo della pizza
seduta al tavolo davanti a me
una ragazzina pallida in viso
era là dolcemente in attesa.
Il suo ragazzo alto e magro
guardava con occhi luminosi
ogni piccolo movimento
che la futura donna faceva.
Una mano piena
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6688 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 3031 al n° 3060.
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