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♦ Mario Bugli | |
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Le 4135 poesie in esclusiva dell'argomento "Famiglia"
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Gigli selvatici
inchinano i capini
verso il grigio perla
di una stradina
ricamata d'orzo selvatico
Cammina la bambina
saltellando
canticchia il cuore
la bocca è soffusa d'arcano sorriso
Boccoli d'oro fino
sulle spalle
formano manto
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Piccola creatura,
magica tu sei per me.
Stella della sera
che brilla sempre più.
Un cucciolo spaurito
che ormai non teme nulla
e incontro alla vita va.
Aspetto il tuo ritorno
tra le mie braccia aperte,
per consolare le tue future pene.
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 | Stille di pensiero
frugano la mente,
senza eco
si allontanano,
sulle grate del tempo
ha lasciato un segno
il figlio.
Tra le mani
il mio dolore
ho accarezzato,
come figlio l’ho cullato
è il segno che m’ha lasciato.
Oggi
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 | Sola,
sguardo stanco,
fisso nel vuoto,
diretto alla finestra
in cerca d’Alicudi...
piccola luce,
là sulla cala,
lentamente va
come la sua vita,
e la luna là...
in cima al colle,
sola anche lei.
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| Ho creduto molte volte
di morire di dolore
già dalla prima, la più forte
mentre il lavoro prendeva la mia giornata.
Anche tua moglie non se l’aspettava,
tanto che era uscita a fare spesa
e solo al suo ritorno
indossò la maschera di dolore.
Te
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 | Chiudo gli occhi
e la tua immagine
si fa presente
Belli occhi azzurri
come il mare,
dove sei nata
la pelle bianca
come di cinderella
i capelli neri
come le notti senza luna
intensa di misteri
il sorriso
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| Ricordarsi una mattina
Che la notte in un secondo
I tuoi occhi si aprirono
E le tue labbra dissero a te
Che Il tuo vecchio nonno
Aveva preso le scale del cielo
E mentre non ci fai caso
Ad un sogno come altri
Arriva tuo padre e t'avverte
Le scale
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| Nei fotogrammi
del lungometraggio
le parole di un libro
riecheggiano piano
settant’anni dopo
e strane lacrime
da fonte ignota
m’inzuppano la notte
Saprà mai lo scrittore
smarrito con un fil di fumo
tra gli abissi del
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| Mani lunghe corrono veloci
la pasta vola leggera
nessuno merita di essere punito
per quello che era.
Il sugo profuma la stanza
la vita si illumina anche a chi non cambia
la pasta fumante sul tavolo
ricorda che un animo leggero
può correre
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| Dovrai leggere, ragazzo
quello che il mondo tace
cerca di perdonare
nel dolore fugace
di un addio imperfetto
cerca di amare sempre
anche chi non ti piace
e ascoltar del cuore
il buio, anche se l’anima
tace, ancor nel petto batte
cerca di
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| Tornavo a casa nella sera
e tornando pensavo le cose che vedevo,
i rumori che sentivo:
alberi bianchi, la neve sotto i passi,
le luci della sera.
Nell'aria, odore di Natale.
Eppure di tutte quelle cose,
di quelle cose che vedevo e sentivo,
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Ho un orgoglio in me
ne vado fiero!
L’orgoglio spesso si nutre di noi
Ci logora, ci rende uguali,
ci rende brutti dentro...
Ho un orgoglio in me
Ma non so perché
Non mi logora
Mi rende diverso da tutti
Mi rende unico,
mi rende bello
leggi

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Mamma
per la prima volta
da che son nata
ieri ti ho visto nuda.
Indifesa, tremante,
dignitosa farfalla
guardavi dal basso
come bambina intensa...
forse più bella ancora.
Pelle rugosa
saggio dolore
splendore assoluto.
Mamma,
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 | Su e giù desideravi andare
era lungo quel corridoio
era lungo come il tempo passato
Ti ricordi? Quando frettolosamente
riponevi le tue gioie, le tue ansie
entro, se così si può dire
un vecchio contenitore
Oggi non lo desideri più,
stai
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| Non ti avevo ancora visto.
Prima ti sentivo sgambettare
e giocare nel ventre mio.
A volte pareva persino
tu ridessi.
Poi sei nato e finalmente
i nostri sguardi si sono incontrati.
Sei bello mio piccolo esserino,
bello come la rugiada che
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 | Su qualche nuvola
Ti sarai adagiata
sorriderai sornione
dormirai beata
se tuona o piove
ti sposterai di lato
l’occhio severo
di certo
sorveglia l’operato.
Condito d’emozione
stringo forte al cuore
il pizzo immacolato
corona del passato.
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| Apache |
03/04/2008 15:04 | 1295 |
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| Se un giorno passassi di là,
dove il vento muove i perenni e maestosi cipressi
e dove la notte respirano i gufi,
avrò uno sguardo per te
mentre mille luci torneranno ad essere realtà.
Per te che non vedrai questo Natale
e nessun altro nei giorni
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| Avrei voluto dirti una parola,
avrei voluto almeno consolarti,
avrei voluto dirti del mio amore,
di quanto fosse grande il tuo coraggio
che avrei voluto avere ereditato.
Avrei voluto...
e invece mi è mancato,
e solo lì a
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 | Ricordo infante
il tenero lamento
Tu grande
io
impetuosa più del vento
Di sogni e desideri
vestivi i tuoi pensieri
con scosse e tormentoni
spogliavo le illusioni.
Oggi sostieni i travi
sui quali t’adagiavi
t’asciughi docili
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| Apache |
31/03/2008 14:46 | 1514 |
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| Ti guardo, sei seduta accanto
alla finestra, lo sguardo perso nel nulla.
Non comprendi cosa succede;
di ogni tuo gesto non ricordi l'azione,
di ogni tua parola
non ricordi il senso.
I tuoi pensieri vagano nell'infinito spazio,
vuoi
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| Se oggi non so dove guardare,
non vuol dire che sono distratto;
c'era gente qui attorno,
quando ho spento la luce
ed ero certo, domani,
che l'avrei ritrovata.
Ho finito le Camel
e le dovrei ricomprare:
non mi va che mia madre
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| Tra lamiere destreggiavi
la prontezza dei tuoi riflessi
nella notte di resurrezione
tornasti a vita qui tra noi.
Mancasti il bersaglio della morte
perché qualcun altro moriva
per Te.
I tuoi sorrisi tra le lagrime
raccontano la paura di essere
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| Io
e
lui...
Stesso tavolo...
Stessa madre
stesso padre.
Guardo
osservo
non riconosco.
Il mio cuore langue,
la mente vaga
nel tornado del dolore.
Occhi giunti all'ultima stagione,
ora colmi di velata gioia,
ci
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| Doni |
24/03/2008 17:17 | 928 |
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| Con carezze antiche
colme di pudore
hai seminato
grani d'amore
nel solco della mia vita
con gli occhi del sorriso
hai pronunciato
parole di luce
per scacciare
le tenebre del pianto
eri voce silenziosa
nell'osservare
incessanti processioni
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Lia |
24/03/2008 01:16 | 2624 |
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| Eri l'uomo
che sapeva accogliere
col sorriso
il suono della mia voce
e di tenerezza
si riempiva il cuore.
Pronto e attento
alla mia presenza,
nulla lasciavi al caso:
sapevi costruire veri momenti
del nostro vivere insieme.
La tua voce mi
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| Eri nato papà
là dove la terra era ostile,
non ti hanno piegato
né le guerre, né le tempeste
e noi tuoi figli
ti abbiamo incallito le mani.
Una notte d’agosto
te ne sei andato,
parlavi di viti, di biada,
di aratri e di poter tenere
la testa
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| Mio padre è una quercia
verso il cielo protesa
elevato e potente
cammina veloce,
più veloce di me
si ferisce e sorride
mio padre...
e se cado
mi guarda severo
il suo sguardo, il mio faro.
Mio padre ha le foto
di quand'era un
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| Tu
gigante buono
forte e coraggioso,
grande come quercia
immenso come mare
caldo come sole
così sorgevi
del parvulo all’occhio
che timoroso vedea.
E quando tuonava l’ostro,
nelle sere d’inverno,
al tuo forte petto
stringevi
spaurito
leggi

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Per le parole
che non ti ho mai detto,
per i sorrisi
che non abbiamo condiviso,
per una stretta di mano
come due vecchi amici,
per un bicchiere di vino
da gustare in tua compagnia,
per un conforto
dato al momento giusto,
per uno
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Ricordo... noi due.
Albe tese e rosate
boscaglie bagnate.
Covoni di fieno.
Montagne superbe
salite impervie.
Ricordo... tu.
Figura imponente
Dio? onnipotente.
Mito e traguardo.
Sempre ossequiato
appena sollevato
il cappello
in saluto
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 | Con la barba pungente
Che irrita le mie guanciotte calde di sonno
Con quelle scarpe che chiedono tregua.
Esci la mattina.
Più veloce di un fulmine.
Senza lasciare dietro te
Se non che una scia di profumo.
Che si attacca alla ceramica
Del
leggi

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| Bia |
19/03/2008 16:55 | 1553 |
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4135 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4021 al n° 4050.
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