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Le 32783 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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Silenzio di tomba nell’attimo in cui
il pensiero naviga ad oltranza
tintinnio di campanelli subentrano a ricordare che
nulla è più presente del presente
perché fasciarsi la testa cercando il niente
prive di veli situazioni si spogliano
un vero
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L’alba si colora di speranza
e un nuovo giorno
pieno di coscienza
darà il giusto peso
alle cose
getto via
inutili pensieri,
sterili minatori
d’una vita claudicante
e mi riaffaccio con vigore
a guardare il resto che manca...
Forse le
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Qualche volta ho pensato
di abbandonare tutto
e cambiare il mio cielo
dalle nuvole nere
Ma c’è questo vento di fiume
che non mi lascia andare
l’argento delle foglie
dentro al cuore delle cose
Qualche volta ho temuto
di non farcela più
ed ho
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Tutto gira intorno all’invisibile degli occhi
quanto più è cristallina tanto più fragile
anima nascosta per suonare i rintocchi
della vita soprattutto nel momento più difficile;
ogni cosa sembra crollare intorno
nel silenzio e nel puro
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Una bugia, un inutile vuoto.
Scuoto queste inutili ossa
le mani applaudono al cantautore stonato.
Scrivo tra le pagine di un diario
un sorriso dispiaciuto.
La machera che porto
carnevale della vita, la mia vita.
Guardami felice, leggimi
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Ho inseguito sogni colorati
come allegre farfalle,
sogni stipati e ripiegati
in cassetti bui e nascosti.
Sogni soffocati,
tenuti sotto il pelo d’acqua
da mani rapaci,
sogni legati e relegati
sotto mantelli di saccenteria,
di ignoranza agghindata
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Ho promesso a una stella
che una notte d’estate,
mentre soltanto i grilli
schiamazzeranno ancora
la loro fame incosciente,
la mia mente sarà un’amaca,
dove dondoleranno
i miei domani.
Ho promesso al fuoco,
che scioglierò le mie
inquiete
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Melancònica e mesta mi par questa
sera; e il Tramonto co’ suoi lumicini
che da lungi, da’ i campi, ne sovvèngono
e da’ paesi, e questa vampa rosea
che conferma del giorno il bel defùngere,
e questi oscuri muri e i tanti boschi
al par di lei una
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Scrivo poemi strazianti
viscerali nella loro
nuda crudezza
Versi dettati da dolore
e solitudine del cuore
hanno incominciato
a scavare dentro di me
zone d’ombra
succhiando linfa vitale
dal mio cuore
Come animali notturni e famelici
diventano
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C’è Qualcuno in paradiso
che protegge la mia vita
e che guida il mio cammino
sulla strada del destino.
E’ una Donna assai speciale
che conosco da una vita,
intravvedo gli occhi stanchi
ed i Suoi capelli bianchi.
Sul Suo volto c’è qualcosa
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Vorrei dimenticarmi
in un angolo di cielo
e che gli altri
si scordassero di ciò che sembro
sfumare
come l’astrazione d’un pensiero
un impalpabile respiro,
la speranza di un sogno
o una goccia di rugiada
dissolvermi
nella luce più vera
e
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Qui, fermo a frammentare i sensi
aspiro con narici tumefatte
Il sapore eutettico che
trasforma in ghiaccio i miei pensieri...
Arrampico, stanco, le mie idee sdolcite
da anni di tormento celato
In rigidi inverni, pronti
a rifarmi visita
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Nei rumori ridotti al minimo
farfalle che danzano in scioltezza
sono sentimenti stati d’animo
diffusori d’essenze nella brezza
sta l’orizzonte in marine d’onde
spumeggianti scie di sfuggevolezza
la inseguo cercando tra le fronde
fiore di
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Mi chiedo
di questa mia vita
quale possa essere
lo Scopo.
Saperlo
mi aiuterebbe
o forse no.
Una legittima
aspirazione
in ogni caso
mi dico.
Ma
se Questo
di vita in vita mi seguisse
come un giorno
necessariamente segue l’altro
pure
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I vecchi vanno
muti e silenziosi ad
implorar pensieri che
nascano clementi e miti ad
affievolir il passato della loro vita.
Vanno senza remore a posar lo sguardo
oltre quel cancello ove in eterno lì riposeranno.
Vanno come fili d’erba ripiegati
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Se sei mio amico
aiutami a lasciarti
aiutami a dimenticarti
se sei mio amico
insegnami come si fa
a non morire dentro
a far volare il cuore
che si ribella
al dominio del carceriere.
Se sei mio amico
prestami una sola ala
e come aquila
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Mi sfiora leggera
silenziosa danza
una foglia.
Come carezza di sole
si posa ai miei piedi
come dono
come fiore di cielo.
Nei suoi splendidi colori
m’incanto
mi fermo a guardarla
la raccolgo con lieve timore
viva la sento!
Ed ecco
mi
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Vivo dove i tramonti spengono i colori
sono pioggia che scende stilla a stilla
silente sulla piana e tra le falle
accarezzando pendìi per scivolare a valle
Ma ci sono venti che mutano direzione ad ogni cosa
orde invisibili che devastano sempre i
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Vano è ogni tentativo mio di fuga
se ai bordi del pensiero, come un tarlo,
la tua evanescenza giace.
Dentro il cerebro sepolcro
la mia anima s’inquieta e graffia
coperchi di coscienza,
come uno scampanìo
lontano e infranto
nel mio dedalo di
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La senti la voce del mio Dio,
amore mio?
Mi ha suggerito di lasciarti andare
in quei luoghi che continuerai a guardare
senza mai vedere.
Mi ha suggerito di lasciarmi andare
nei meandri del mio io,
a cibarmi della bellezza che hai lasciato
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Eravamo ciò che non potevamo diventare.
Senza chiedere, senza parlare.
Due piccoli apostrofi in una sola vocale
pieni di noi e poveri d’arte
nessuna pietà quando ho affondato i denti, nessuna pietà per la codardia.
Seduto sul fiume, aspetto il mio
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Morirsi addosso
di fragilità costante
essere come l’erba
curva sul suo suolo
e poi danzare al vento
ai nostri lontani amori
dirsi cose
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Vorrei esiliarmi da me;
lasciare il corpo alla mercé degli anni
e nella penombra della vita
conservare l’anima scevra, glabra,
dai fardelli cuciti addosso da altri,
orpelli affaticanti di muti disegni,
di trame scritte da altri,
di destino che
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Lentamente,
come un dono
si presenta all’appello l’amore,
evocato da chi sa quale mistero,
vestito di calore esala dal petto,
mi copre dal freddo,
mi nutre del momento che ruba al tempo.
Ha la durata di una fumata di due sigarette,
svanisce quando
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Sono
solo
brevi attimi
fugaci come la vita stessa
ma
di lunghi
pigri anni
che
altro scopo
non sembrano avere
se non quello di consumarsi
insperata
dirompente ricapitolazione
quintessenza
d’ogni sogno
che
inesorabilmente
credevi
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Che notte quella notte
sentivo il vivere dell’universo
e i passi dell’infinito,
non dormivo
e nemmeno riposavo.
La stanchezza
di essere uomo
solo là fra mille stelle
intermediario
di una creazione
voluto o non voluto
io ero lì ritto in
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Autunno, mi darai forse un dì questo poco di Ebe
a dissetàr la noia?...
No! non sarà mai vino, o mosto, o Sogno
colui che riempie il nappo che trabocca.
No! non sarà l’ardore, il cuòr, la Gioia,
d’un bacio il sibilàr che lento schiocca...
non sarà
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 | In un’altra vita forse
troverò la mia pace,
da questo mondo lontano
che gira solo di spalle.
Un segnale tra gli immensi,
un missile che superi
gravitazionali campi
sopra le mie tempeste.
Oscuri spazi osservo...
frenetico errare
nel mio
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Si svuota l’Estate, come una dispensa piena
di cose buone...
Sugli scaffali unti di vento c’era una fila di
giorni allegri
ed il profumo di cose antiche
entrato da finestre accese sul mare.
Vi hanno avuto dimora tutti i viandanti
del
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Sono uno spettro che vaga nel vento.
Non v’è requie d’intorno, e non v’è pace,
siàm Sogni di un Destìn baldo, fugace,
e la Vita è un’illusa ombra di stento.
Sono uno spettro che vaga nel vento.
Il Sogno muore, tramonta; e non piace
a’ nostri
leggi

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Come
linee vitali di confine
che
tra i campi appena arati
serpeggiano
frappongo
all’aridità
delle distese incolte
della mente
la rigogliosa semplicità delle emozioni
l’esuberante
diversità
del mio sentire.
Chiaroscuri
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32783 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4651 al n° 4680.
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