Dolce compagna di viaggi terreni,
non mi tradisti, da me non fuggisti;
alito freddo spense linfa viva
tenera fonte dell’ardente amore.
Triste pensiero, brivido percorre
un corpo stanco e privo di futuro.
All’improvviso, scomparsa, rimpianta,
leggi

| 
|
|
|
Piccola navicella, Terra mia!
Naviga sola in spazi senza fine.
Fra mille stelle a lei indifferenti
una, fornace ardente là vicina,
le dona luce, calore, la vita.
E ruzzola attorno all’astro di fuoco,
inchino eterno di omaggio alla sorte
mirata
leggi

| 
|
|
|
E’ notte, ricerco i suoi occhi neri
i miei pensieri volano nel buio
e forse lì fuori nuvole fosche
celano il loro vivido splendore.
Insonnia strana, solo a lei mi porta:
ammiro vasi di fiocchi dorati,
di capelli corvini dolci ciuffi.
Battito
leggi

| 
|
|
|
Nastri si stendono per monti e piani,
ponti di asfalto e terra battuta.
Gesti fraterni, saluti curiosi
uomini strani, e così lontani!
Grazia per popoli quando cannoni
giacciono erosi da ruggine rossa.
Filo che lega gli incontri amorosi.
Nasce
leggi

| 
|
|
|
Il suo sorriso suscita pensieri
di vedute campestri: piante e fiori,
e delle tante sue virtù celate.
Il viso pare un tocco di malizia:
intimità nascosta che ci lega
sembra chiedere amore, tenerezza.
Lo sai però; il tempo è già passato.
Vivo
leggi

| 
|
|
|
Tranquilla sera, viale nel silenzio,
alberi neri vanno a sfiorar nubi
celate in basso da incerti chiarori.
Le foglie scure dormono, e raggi
di luci filtrano da stanze intorno.
Pallida luna si leva, lampioni
viola, nell’aria gemme scintillanti,
come
leggi

| 
|
|
|
Or la vita è lume di candela
che nel buio calore sempre dona;
tardi l’uomo si avvede che si oscura.
Il tramonto si appressa e pena vince
sui ricordi di fugaci dolcezze:
le amicizie, gli amori abbandonati,
verdi splendori di profondi mari
e di
leggi

| 
|
|
|
E tu, paziente umile terra amica,
ai miei passi passaggio concedesti
da quando dimoravo la caverna
secoli lunghi che il tempo bruciava.
In antico protetta da foreste
opposte al cielo nei pressi di Dio,
fuoco di sole chiedesti agli albori
e
leggi

| 
|
|
|
A notte fonda, il sole si spense,
con lui fuggisti in ombre tenebrose.
Nubi di stelle lucenti; dov’è lei?
Piango silente, tace il firmamento.
Spazi nell’infinito cielo oscuro?
Hai freddo, cerchi Dio che ti promise
di star con te per lenir le tue
leggi

| 
|
|
|
Bimbo, tenera età, occhi vivaci,
terra, polvere secca, pietre bianche,
piedi scalzi nel calore d’estate,
appuntamento col fiero bisonte.
Mostro di ferro saetta e saluta,
fischi felici e nuvolette nere,
ritrovo al meriggio col treno amico
in un
leggi

| 
|
|
|
Stupenda villa antica, rimembranza.
Una vetrata brilla di sole caldo,
celeste chioma, glicini dall’alto,
rose dolci, violette delicate,
l’aiuola bomboniera di profumi.
Compagni cari corrono nei viali,
risuona cinguettar di voci liete,
voli di
leggi

| 
|
|
|
|
Cerca la poesia:
Leggi la biografia di questo autore!
Invia un messaggio privato a Luciano Vacca.
Rosso vermiglio di sangue rappreso,
nuvole nere, veloci tempeste,
il cielo brucia la terra impazzita:
voglia d’uccidere, di dare e amare
di dolci abbracci, feroci violenze.
Piange la terra che il sole condanna
giusta vendetta di crimini
leggi

| 
|
|
|
Ancora mi sorridi viso caro,
l’anima mia trova per te conforto.
E gli occhi tuoi sono dolce allegria
e serena, rapiscono il mio cuore.
Mi ritrovo lassù in nubi d’oro,
passo più in alto di cime innevate,
volo su vasti mari sconfinati,
respiro
leggi

| 
|
|
|
Flebile dondolar di foglie verdi,
supino sul calore della terra,
ti guardo, sento in me pace profonda
e sereno respira il mio cuore:
batter lento di vita garanzia,
fluir di sangue noto e misterioso.
A tua danza sommesso si affaccia
angolo azzurro
leggi

| 
|
|
|
Vorrei passar oltre e non guardarti.
Immobile sei qui fiore selvaggio
abbarbicato a terra ferrosa.
Indugio, l’immagine si fa vita:
su sfondo incerto, scuro, esplode
luce che non sfoca e mi trasmette
gioia che tratterrò come tuo premio.
Ondeggiano
leggi

| 
|
|
|
Cielo, fumo nero di esplosioni,
sabbia gialla, calcinacci in volo
a spazzar di vita le illusioni.
Dall’alto un piede scaccia formiche
disperse al nulla: tana non hanno,
gridano aiuto a genti amiche.
Siamo con voi risponde il pianeta;
pioggia di
leggi

| 
|
|
|
Un bivio in campagna, senza suoni,
qualche passo diviso, a chetar nostri furori.
Sfrecciarono a demolir amore frecce feroci,
eppur suo volto volse a me lo sguardo.
Tremante mi fermai e pur lei lo fece,
desiderio di ritrovar la nostra via.
Giardino,
leggi

| 
|
|
|
Umile, paziente amica terra,
concedesti passaggio ai miei passi
da quando dimoravo la caverna:
secoli passati inosservati.
In antico protetta da foresta
opposta al cielo, vicino a Dio,
scegliesti amici lampo di sole
e la luna di stelle
leggi

| 
|
|
|
Dondolar flebile di foglie verdi,
supino sul caldo di mia terra
ti guardo e sento profonda pace.
Respira sereno il mio cuore,
batter lento, garanzia di vita,
noto e misterioso fluir di sangue.
Sommesso a tua danza s’affaccia
spicchio di cielo
leggi

| 
|
|
|
Superior stabat lupus,
intorno niuno.
Predone rio cuore
sbranò mitezza.
Feroce belva oggi
insegue preda.
La Terra sua sente,
muove le zampe!
Mammona santo loda,
viltà nei campi.
Compenso marcio vale,
di carne stracci.
Per chi, fermo
leggi

| 
|
|
|
|