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Le 5348 poesie in esclusiva dell'argomento "Ribellione"
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Sarò pur or inviso
ma te lo dirò in viso
ciò replicato anche a me
ogni dì contro male che c’è.
Specchiati "coscienza"
indegna tua indifferenza
temendo coronavirus attuale
e mai quello da sempre letale!
Pensi ancor d’accumulare
ma a chi potrai
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Qual Dio della vita
potrebbe concepir morte
d’una angelica bambina
condannata a funerea sorte?
"Relativismo culturale ..."
andate a farvi benedire!
Non v’è religione patriarcale
ma falsata esplicazion vile.
"Sposo satanico bestiale
a otto anni
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Urlo al buio:
non voglio essere solo!
Nel silenzio, il lamento
è guaito animalesco.
Il rito del disperso
sta nello
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Siamo così tra mirti e zaffiri, poi
nel corteo di sandali folli. A stormi.
Ascoltatori di nuvole e forme, voi
che di vaganti richiami a ricami di rotte
e di assoluti suoni è l’intruso vuoto.
Si vive, qui, con impronte leggere
su spazi di più
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Lia |
28/08/2020 20:58 | 868 |
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Non lamentarti dei non lauti pasti
dell’offerte frugali
dei digiuni che sembrano imminenti;
pensa ai sogni bruciati
al peso degli scippi perpetrati
a danno dei tuoi luoghi e dei tuoi vecchi.
L’ingordigia sotterrala
battiti il petto e lava le tue
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 | Moriremo in silenzio e a mani vuote
senza un filo di fiato
e nei polmoni una spanna di polvere;
ci prenderanno l’anima
come hanno preso i pezzi piu’ pregiati
spogliando pure i morti:
vecchie carte e cimeli
a guarnire le teche
di mausolei, di
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| Corrono, dribblano,
si capovolgono.
Fanno canestro in gara
e nella vita.
Sono loro,
le formidabili Volpi rosse,
equilibristi- acrobati
giovanissimi
dalle gambe ruotanti.
Quanta fatica,
ostacoli esterni,
interni,
ogni giorno
da
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| Ieri città dell’Eden,
ora devastata a vita,
senza pace
esausta.
Beirut,
uccisa cento,
mille volte,
mediti il suicidio.
Voi giovani libanesi,
come morti viventi
camminate bendati
nella tempesta.
Chi raccoglierà il grido
del paese dei
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 | Oggi scrivo,
scrivo per gli infami
che passeggiano il loro sfacciato
sotto il manto del cielo.
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Scrivo per quelli che si credono vivi,
i cervelli morti
che si mangiano le viscere
di quei morti viventi
che ancora conservano
la dignità nei loro
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| Trascino gambe pesanti
su strade sconnesse
cercando simmetrie utili
a pensieri stanchi
Lo sguardo perso,
le spalle curve
e il conto degli anni
tra le mani rugose.
Il caldo m’afferra la gola
bloccando il respiro,
ingoio il malessere
ormai
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| Ma cosa resta in questa valle dove tutto pare naufragare
ovunque qualsiasi cosa si disintegra
vedi terra cielo e mare
niente ha più il sapore dell’amore
quel fiore profumato che tanto ha fatto innamorare
quando la vita sorrideva
non bastano
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| Ha usurpato la discrezione
alla morte.
Se della vicendane fossi stato
un sincero protagonista
se, i fatti dei corrotti o dei corruttori
nella loro origine e, poi dispersi
oggi si riproponessero integri
io, nel ruolo ordinario
che la storia ad
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| Anni lontani da tempo anni
passati via Giacosa Milano
venerdì giorno di mercato
lì vicino al Trotter banchi
bancarelle di tutto frutta
verdure scarpe biancherie
formaggi salumi e così via
gente che va gente che viene
e poi ecco in un angolo si
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Nelle mie vene
scorre sangue tzigano.
Alla continua ricerca
di un’entità appropriata
al mio carattere ribelle.
Nelle mie vene
scorre l’inquietudine
di un girovago solitario
che ha smarrito la strada.
Nelle mie vene
scorre la linfa vitale
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Sto
In un angolo di mondo che è stato
ma non è
Vorrei volare
lontano da lamenti che non mi appartengono più
Così
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Lottavano disperatamente
tra le onde i trecento invisibili,
quando degli uomini disubbidienti
li salvarono.
Ammassati sul ponte,
ma vivi, fecero rotta
verso il porto più lontano.
Altri uomini senza scrupoli
chiamati a governare,
decisero
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Sulla punta dell’onda
senza lasciare traccia
s’invola.
Questa palpabile realtà
si disseta con la parola.
La parola, un trionfo di
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In queste notti
di ombre e cotone,
tra lenzuola distratte
e cuscini impuniti
c’è tutta la mia disperata stanchezza
fatta di parole e gesti,
idee ormai accantonate,
grida da stirare e riporre
nel cassetto dei ricordi.
In queste notti
conto le
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E’ figlia dei popoli che insorgono in nome della Giustizia,
i diritti vilipesi rivendicati all’onor di gloria,
dati in pasto a mentecatti cani rabbiosi.
Tirano le catene, strette fino all’osso,
torcendo i polsi e le caviglie
di un corpo mezzo
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Passeranno i giorni.
I mesi masticheranno le ore e i minuti.
Ci sarà vendetta
o forse dimenticanza.
E magari la noncuranza
è la giusta strada per non cadere
tra le chele del nemico.
Non si dissolverà il verdetto
con le stagioni.
La fuliggine
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la giustizia vide un nero e scappò in un caldo giorno di primavera
il vuoto clamore di un ennesimo arresto impigriva la città vestita di fretta
e quelle parole così silenziose denudarono il sudario grigio dell’indifferenza
non posso respirare non
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Vita vissuta nel sonno
di notti troppo lunghe
gremite di riverberi
e distanze forzate
o scelte, nei giorni
fuggevoli come comete.
Riordino pensieri
orfani dei sogni di ieri.
Il domani non è scritto
riprende vita nei fiori
che mai
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 | Seduto sui gradini della vita
penso agli anni che fuggono,
alle generazioni che seguono.
In pochi giorni quanti sono morti
nelle case e negli ospedali chiusi,
soli, senza respiro ed assorti
nella vaga speranza, stampata sui visi.
Scivolano
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 | C’erano respiri nei vicoli del mondo.
C’era vita nei giorni
da spargere nell’aria.
Malinconia, abitudine, noia,
il sorriso e la gioia.
Poi si è ascoltato il pianto,
di lacrime gocciolare,
agghiaccianti nel chiedere aiuto
e a pensare se
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A mani nude, senz’armi,
mentre respiri un mondo depredato di sogni,
squarci l’ombre
che offuscano il cammino.
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Invisibile, incerto,
è il passo della nera signora,
serpeggia, come l’anime del potere che si trastullano,
coi fati in bilico, d’un
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Non è facile trovarsi qualcosa da fare quando,
non si sa come e quando andrà a finire questa storia,
quando da due secoli di mesi, infinite stagioni di inverni
ed altrettanti autunni si sono alternate,
e niente intorno, e niente nel mondo al di là
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 | Un alito oscuro del male
ci serpeggia vicino da sempre,
e l’accoglie chi scaglia
e chi sputa
le sue rabbie e il livore
che ha in sé.
Che c’importa di un alito- morbo
che non vedi e non tocchi se c’è?
Se ti prende da immune o da insano
è
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Strade vuote
e cuori in solitudine
le vie ignote
verso l’inquietudine
esser costretti
per decreto legge
a star protetti
nell’ovile come gregge.
Riprendiamoci
la vita che ci appartiene
orsù liberiamoci
da queste strette catene
a noi la
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L’impotenza governa,
mentre si resta chiusi in botole sigillate,
comandano i generali,
sbarrando le uscite:
serrate le strade deserte,
si fa stringato ogni suono,
l’aria pesante affolla nugoli di pensieri.
Una corsa in tondo,
tra le mura battute
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Cosa aspetti? Prendilo quel gaio raggio di sole
e spargilo tra le mille e oppressive nuvole
così sbaraglierai ogni gelida e greve ombra,
che maligna si addensa in quel tuo grembo.
Striduli i pensieri che sciamano gravemente,
stormo di corvi a
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| Vivì |
08/05/2020 07:57 | 1155|  |
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Chi l’avrebbe immaginato!
nemmeno il miglior veggente
che questo fosse il tempo
di un mondo frantumato
Da un invisibile nemico
che più morti di una guerra
ha lasciato dietro a sè
questo male nuovo e antico
Il suo rostro invisibile
lo ha reso
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5348 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 301 al n° 330.
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