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Le 37979 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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A chi si crede onnipotente
perché a lui tutto è dovuto
e a nulla serve il niente
proposto come futuro suo inconsistente
di una vita pensata in pompa magna
e scoperta poi nei rivoli dell’impotenza...
A chi vede tutto come suo ad ogni costo
e non
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Mi accorgo di amare
la mia buona solitudine
come il campo d’inverno
la coltre bianca e leggera
che nasconde asperità e paure.
Nel desiderio di una sana quiete,
nel gusto delle semplici cose
cerco il blu.
Mi vesto del silenzio che ristora
e il
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| Marial |
18/02/2019 14:23 | 1161 |
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Hai il colore del pensiero,
la punizione di un’amicizia
raccontata a voce da una conchiglia
posta all’orecchio,
sei il mistero che i miei occhi
nasconde con le ciglia della nebbia,
il custode del mio segreto.
Il buio avvolge a volte il
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Le verdi foglie ormai di primavera
han perso di vigor col forte vento,
ed al sopravvenir di un’altra sera
cadono a terra come nutrimento.
E pur nella foresta folta e nera
il canto d’usignolo s’ode lento,
insieme a quello d’una capinera
che
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Questa fu la mia vita
sembrano millenni arrancato
penso che presto sarà finita,
sono quasi arrivato.
Sarà il giorno della ragione,
dopo l’attesa, entità eterna,
vado, dove non esiste opinione
da li, nessuno ritorna.
Oggi mi affiorano
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il bambino col nasino all’insù
lo sguardo è un punto interrogativo
-i suoi perché
vagano nello spazio -alati- e
cristallizzano
altro l’Enigma
-racchiuso in una bolla-
altro i perché
dall’antichissima voce
alveo di siderali lontananze
-è
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Se si sfiora il silenzio
nessun suono si sente
il cielo sembra favola.
Una notte serena
apre la porta ai sogni
tutto diventa magico.
È sublime il silenzio
l’assenza di rumore
è balsamo per l’anima.
È dono universale
guarisce dal
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 | Non tutti guardano i fiori.
Eppure ne sono pieni i campi.
Per chi s’apre quella rosa
a chi saprà donare, il suo profumo?
L’uomo titubante si avvicina
si spaventa di una spina
passa oltre, disgustato
più povero di prima.
La rosa è una donna
un
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Addomestico sorrisi...
acrobazie del viso
che si ripara dagli sguardi...
sguardi ipocriti e falsi
di chi non può capire
unico modo
per allontanare tiepidi giudizi
frettolosi e sgangherati
come quelle mani tese
fredde e bugiarde.
Tristezza
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Mentre i bambini s’inerpicano sui capezzoli della vita,
le radici degli alberi succhiano dalla loro madre
e le rondini tornano al loro nido in primavera
noi, a mezzasera, ci avviamo verso casa
malinconici e meravigliati già del ritorno,
mentre
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Ho cercato di proteggerti
dalle montagne e dal vento,
da un fiume esondato
senza pudore.
Ho cercato di arginare
le angosce e le ire,
per ogni sconfitta
una sciarpa comoda.
E’ feroce l’accusa,
questo mio lucente amore
come fosse un
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Langue il tuo seno
senza più latte degli dei
e son vertigini d’abbracci
di tronchi di fico.
E il mare che al tuo grembo s’affaccia
biancheggia dinanzi al fuoco
tanto vicino quanto distante
da non raggiungerti
ad inondar la nuca arsa da
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Gracchiano saltando e tra lor rincorrendosi
tre gazze qui nel giardino mio le vede il gatto
e rimane indifferente alquanto nessuna voglia
sua di cacciare così oggi fa la mente mia che
guarda vede sente come nell’animo mio cozzano
tra loro molti più
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Guardami negli occhi
dimmi cosa vedi
tra le ombre più scure
è nascosto il mare
guarda la luce che filtra dalle iridi
foglie di ambra iridescente
pagliuzze d’oro
e finirò per credere all’amore
mentre lo sguardo lentamente muore
sulle tue labbra
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 | Il sole splende in un cielo terso,
solo piccole e immacolate nuvole
s’affacciano dalla montagna,
l’aria è fredda, ma piacevole
quando c’è lui che brilla e illumina.
In contrasto a tanto sfolgorio di luce
c’è nebbia negli occhi e, a tratti,
li
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Ah,
se gli alberi avessero le ali
e potessero volare fino in cielo,
forse nascerebbero stelle
sui rami spogli di febbraio,
vortici luminescenti,
albori primordiali,
corone...
sulla cupola argentea dell’universo.
Io sarei radice che penzola
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Eccoli i silenzi della notte
come voragini nel buio
svuotano pitali
sputano fumo
allungano le mani
sopra i ricordi
banchettano col profumo
dei rimorsi
mesciano vino
eccoli con gli occhi chiusi
ed i pensieri storti
imbrattati di momenti
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Perdenza, pressapoco:
dramatis personae, d’ognuno terra e aria
ora che niente è Primavera - nel pieno della sera -
e così gli sfiati in albe altre
- vuoti amari d’amare e amare non -
viali d’invalicati mondi, bianchi d’inesorabile.
Suono che
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Lia |
11/02/2019 21:23| 1103 |
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Mai raggiungerai
sogni
tra albe e tramonti
nell’angusto spazio
della tua finestra,
vedrai nuvole che il vento spinge
cambiano forma.
Così
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E ricercanti
ognuno la propria
in questo percorso
intriso di oscurità
è la luce
protagonista
e non comparsa
di suadenti
novità
è dolcezza
di promesse
di pace
senza euguali
intrisa
delle buone opere
a venire
è riposo del giusto
e
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 | La grazia di una parola
è nel suono che ricuce
dentro la mente, e oltre
si riunisce il senso
la forma e la bellezza
anche l’odore della carta
di una poesia scritta
e come le gocce d’acqua
formano la pioggia
l’immagine si forma
estratta dalle
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Tempo che passi continuo
vestendo ricordi e attimi avvenuti.
Tempo
che vivi dentro questo nostro tempo
di ogni nostro singolo giorno.
Che mastichi i brutti momenti
alternandoti tra giochi di luci
dentro momenti bui.
In questa trama di
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Ascoltando
lo sciabordio delle onde
rivedo il melograno
coi suoi rossi frutti,
Corongiu Acca che scorre
tra gigli e piante di mirto,
la voce di nonno: urlava
non ti hanno battezzato...
Ricordi
leggeri come neve,
ma la cosa che
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 | C’è un enorme vuoto
che non permette più d’amare
dando la strana sensazione
di morire poco a poco.
E’ un vuoto nell’anima
dove i sentimenti sono nulli
come se si fossero asciugati
nel deserto sotto il sole
cercando un sorso d’acqua
che riporti
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| Si dice che bellissime poesie
siano quelle d’amore, ed in effetti
introducono mille fantasie
nei cuori dei lettori, nei lor petti.
Dopo giornate di peripezie
sono spesso i compagni prediletti
dei fruitori quei versi, che magie
fanno con gli
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Col bianco crine
ricordi chi t’amava
senza vederti
sognando le carezze,
anche le vecchie piante
hanno gemme
che il tempo trasformerà in rami,
tra le sue radici
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Solletica
d’agonia
la voglia
la nostalgia
di cose mosse
belle da par paura
di quei giorni
d’avventura
di quando anche seduto
il lontano non significava
il vicino non importava
Stride
di strano
il fermare tutto
uno scherzo da
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Dietro le quinte
si affollano in tanti,
artisti musicisti
e spettatori,
chi per ascoltare,
chi per vuoti banchi
e chi per travasare
note e rumori.
Son pronti ad ascoltare
nota per nota
sperando di trovare
quella giusta,
ma mentre gira
sul
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Amarezza e delusione mi son
venute incontro che dopo anni
che quello sperato ad occhi aperti
sogno di riveder ancor quel
tempo mio passato alla vision
diversa se ne andò come sottil
vetro calpestato, non più quella
chiesetta non più quel
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Mi sono svegliato dal nulla
ho trovato il dove
ancora quattro passi
mi potrò sedere
Accendo lo schermo blu
non come il cielo
Ipnotico formichiere
tra le briciole del cervello
Mi chiamano
Vogliono liberarmi
Non c’è nulla che possa fare
nel
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Seduto in macchina rimango fermo
a guardare oltre il vetro la strada
ferma come me dentro uno schermo
nelle mie mani le chiavi ed una spada
Rimescolo i ricordi mentre accendo
un’ultima volta questo vecchio motore
che combatte ancora in un
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37979 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4411 al n° 4440.
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