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Le 242094 poesie pubblicate in esclusiva
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‘Ncopp’a sta terra d’ ‘a matina a sera
nu crocchio ‘e corve ca nun serve a niente
se mette ‘e ponta pronto a ciaceria’
pecché int’ ‘a vita chesto sape fa’.
Nun more juorno ca nun sta ritorno
nun passa ora ca nun spanne addore!
A ogne sciuscio
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Ascolto silenzi in un perdersi
di parole nella mente assonnata
cerco riparo
da un sole che brucia i confini di un sentire senza regole
dopo una notte insonne
il canto di una cicala ruba
il sonoro al vento che mi avvolge
in un abbraccio senza
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Quel passo delicato
con gli occhi socchiusi
fan di te un pregiato
quadro, toni soffusi.
Sono mie impressioni
di uno spasimante
sotto gli ombrelloni
nell’estate bruciante.
Accarezzo la sabbia
già penso alla nebbia
che il volto nasconde
e
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Difficile comprendere
quanto questo mondo richiede
ogni giorno novità prolificano
tenendoci sempre sull’altolà
insicurezze incertezze
come cibo si fanno avanti
provocando paura non più gestibile
nel guardarsi attorno nemmeno i venti
riescono a
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Accetto e convivo
con un destino da me stravolto...
inutile cercare conforto
chiudo gli occhi e sospiro
ripercorrendo ogni singolo passo
mi catapulto nel passato...
afferro brevi attimi sereni
e lo spirito illudo.
Sembrerò un pazzo
un uomo
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Prigionieri di una gabbia disordinata
si spingono,
come fossero un turbinio di tempesta.
Come stormo di rondini
si liberano in volo
sulla scala di un piano,
tastiera di una vita scomposta.
E io che inseguo le domande
scorgo la luna che gioca
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Silenzi
che squarciano
che sondano
che penetrano
che scavano dentro.
Silenzi
che aspettano trepidanti.
Silenzi
che velano verità nascoste
Silenzi
che svelano abissi profondi.
Silenzi
che proteggono
che feriscono
che proiettano
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Verser des notes de couleurs,
Au fin fond de nos coeurs meurtris.
Livrant des batailles, par amour maternel.
En toi se terrent des fêlures et des chants de merveilles.
Réfléchissant à la théorie des huit mondes,
inscrite sur le parchemin de ta
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 | Firenze città del giglio
Esterna con passione
Relazioni inaspettate
Relativamente al presente
Assurde velleità
Giocando a nascondino
Osando il
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Siamo rimasti soli
sui bordi del vento
che passava
segnando stagioni
e anni perduti
fra parole sbiadite
e regali mai dati
per qualche giorno
di calendario sbagliato.
Siamo invecchiati
odiando cose belle
e rimpiangendo
chi ha fatto il
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 | Ancora
una parola svelata al sogno
avvolge l’anima assorta.
Cembalo sonante di ore e presagi.
Custodite da sempre
nello scrigno antico del essere.
Lo sguardo rimanda attimi attesi,
di verbi mai espressi.
Deposti in un frammento di ore trascorse
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| Ascolto il vociare dell’albero,
ha bella la chioma,
le forti sue radici, si vedono
cerchiano la vecchia fontana,
io mi siedo appena oltre
e quando la lieve brezza
che l’alba con la sua luce,
doma all’olmo e a me,
la sua parola la sento
come un
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Esponendo disponendo lo pretendo
col gerundio creativo son tremendo.
Ti nascondo la persona ed il soggetto
son felice e me lo porto pure a letto.
Calcolando dividendo se trascendo
chiamo pure il gerundivo e te lo bendo
tanto messo sulla carta è sì
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Lungo il percorso un tempo ingrato,
vite si staccano da noi, lacrime
che feriscono il cuore .
Una famiglia sempre più piccola
mani che lasciano la presa, anima
che voglia non ha più di pretese.
Lungo il percorso un tempo ingrato
ali spezzate
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 | Mentre fiaccando vanno
i nostri giorni,
striscia un’angoscia
e brucia sottopelle:
un dominio simbolico a inculcare
uno stesso pensiero pilotato
c’è imposto come ipnosi ripetuta;
mediato il senso univoco e obbligato?
No: dileggio, proscrizione,
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I sorrisi si nascondono
dietro la difficile vita,
non ci sono anime
che non siano felici
ma solo uomini.
Il sorriso altrui, ai nostri occhi,
dovrebbe essere il regalo
per la nostra gioia.
Dimentichiamo il bello,
teniamo il brutto
quando
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Sbagliare nella vita si può
non dobbiamo farne un dramma
dietro c’è sempre qualcosa
che può aver influito a questo
inutile prendersela
cerchiamo invece di trovare il sistema
affinché non accada più
le vie sono tante da mettere in pratica
non
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Ero sicuro
delle nostre ombre
e quando la sera
abbracciava il perdono
io temevo
la notte come un veleno
e il buio
distratto dal silenzio.
Ero debole
nel giorno e le parole
erano nemiche
del mio cielo scuro
in attesa della pioggia
e di
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Cosa cambia, dimmi
cosa cambia di me, adesso
che ogni cosa si scolara
ai bordi di questa sera
che naufraga nel lato scuro
di un giorno sperso.
Ti cercai, oh sì ti cercai
laddove il tempo
era rimasto solo ad accudire
il cuor mio, come
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Ero
ancora intento
a ricambiare il benvenuto
di quella prima
piccola onda
che
dai miei piedi già si ritraeva
che un’altra
timidamente s’avvicinò
ricolmando
quell’assolata insenatura d’anima
di spumeggianti
messaggi d’Oltremare.
Senza
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Il vento l’acqua la cenere
oblio frullato di parole
non c’e il volto di venere
svanito nei colpi di sole.
La terra nera è memoria
di un
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Domani è domenica,
io passerò dalle tue parti,
un po’ di festa
la sento già nel cuore
avrò chi mi disturba,
ma un po’ del mio tempo
sarà per Conoscerti meglio,
io Ti porterò, tutti
i miei lenti passi, passi
che mi sono serviti
per avvicinarmi
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E’ proprio chiuso il labirinto
non si conoscono vie d’uscita
solo un pizzico d’aria si sente
sarà intonata sarà stonata chi lo sa
basterebbe provare ad aprire le ante
forse qualcosa si muoverebbe
delusione per chi ci conta
l’imprevedibile è a
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 | Nulla pareggia il fiore
nella sua prima età
pari sarà solo
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Quando morirò
vorrei essere sepolto avvolto
in una bandiera rossa
in mezzo a tutti i libri
che non sono riuscito a leggere.
Insieme a quei migranti
che non sono riusciti
a raggiungere la terraferma.
A quei Partigiani fucilati
durante la
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La tengo dentro me
incastonata
doppia mandata
sempre incatenata
anche se a fuggire
a volte tenta.
Con cento e mille cose
mi tormenta
ma è tutta mia
solamente mia
e mai e poi mai
potrà andare via
per cui col male
non ci voglio
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Piccolo piccole
con tutte le loro moine
quel modo di fare che non muore
ritornano sovente a rallegrare il giorno
seppure con una punta di tristezza
sono tre solo tre
ma capaci di dare un senso alla vita
riuscendo persino a far sorridere nei
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Non ricordo
i vecchi sogni
ma quello
che siamo stati
era una nuvola
in un cielo antico
fatto di pioggia
e di vento scuro.
Non perdono
i vecchi dolori
e forse domani
non penseremo
di poter vivere
ancora di foglie
e di riflessi
donati
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Non passo e non posso
scavalcare il colle di notte,
lo spirito mio là
pianterebbe la sua tenda
ed io non sono pronto
a stare tanto vicino a te o Dio.
Cammino giù in valle
fra le Tue chiese
e i molti vecchi oratori,
ancora qualcosa mi
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Il cielo è come un grande schermo
che non sta fermo,
ci son tante luci e hanno le ali.
Per l’aria tranquilla
dal cielo infinito
una cupola di stelle arde e cade
sfavilla col pianto.
Una scintilla vola su noi,
vai ad afferrare una stella
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Son gocce di cristallo a divenir evento,
stelle in brillio a risplender festose,
notte maliarda, lucciole a
sfrecciar i cieli.
Desideri espressi in dolce desio,
silenziosi come rondini volan i sogni,
e le speranze a trattener respiro...
Notte di
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242094 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 7531 al n° 7560.
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