Scavo nell'anima
indago sul mondo
sollevo veli scabrosi
vorrei almeno trovare
un sentimento scoprire
più vero e profondo
Compongo e ricompongo
pezzi della mente
in ordine diverso
modifico ogni linea
prospettiche architetture
lungo sequenze temporali
Non posso però cancellare
ogni pensiero rimane
intorbida il torrente
tornano antiche visioni
suoni ancestrali ricordi
resi alieni dal tempo
Vivevo senza sapere
oberato dal volere
cellule a trilioni
in continua trasformazione
cooperanti per forza
in un'egoistica missione
Proietto il pensiero nella notte
erodo lentamente l'oscurità
con logica ferrea l'intuizione
librandomi su letti sonnambolici
di metallici suoni azzurrini
lontano da occhi gialli ferini
Svelando così con le ferite
le nascoste formichine del sangue
che riparano frenetiche
gli infiniti canalicoli
di un'esistenza non mia annidata
nelle trame feroci della storia