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Le 70133 poesie con accompagnamento multimediale
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Tutto è lento
profondo e soffuso
isolato nel silenzio
di una luna piena.
Questo sogno
finalmente intero
mi fa sentire
la spudorata dolcezza
di un’aria incantata
che cresce nel suono
del cuore.
Illusione che vola via
in un soffio di
leggi

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Hanno detto
“Natale con i tuoi” ma io
non ho nessuno
che mi stringa la mano
Dicevano
che se il cuore non mentiva
qualcuno mi avrebbe
chiamato amore
Ma il cielo è troppo scuro
per sentire
le mie parole stanche
scritte col sudore
Hanno
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Cupa è la notte
nel cielo scuro
la luna piena brilla luminosa
nel silenzio profondo,
ululato si sente.
Osservo da dietro i vetri della finestra
sotto la luce tenue di un lampione
riflessa su un muro bianco
un’ombra enorme saltellare
ululando
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Non ti sei più ricordata
delle nostre carezze
e di quel cielo nascosto
dalle nuvole del bosco
Non più delle sere
passate a baciare le stelle
e i nostri ricami distesi
sulla pelle bagnata
Dal sale del mare
in tempesta perenne
al mattino
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Dolce bimbetta
farfallina bella
cresciuta con amore
sei volata lontana
dalla mia vita,
improvvisamente.
Or libera e felice
vivi la tua vita,
in altri cieli.
Farfallina dolce del mio giardino
raggio lucente dei miei occhi,
mi
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Sentivo solo un respiro
di notte
quando la luna era nascosta
dalle nuvole
Appena prima dell’alba
mentre i pensieri
danzavano il vento
sui tuoi seni addormentati
E non ti avevo chiesto
dove morire
se fra le ciglia socchiuse
o sulle spalle
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Ora sarai contenta
di non dover piangere
le poche risposte che ti davo
durante i fine settimana
E non attenderai le feste
per essere felice
fra una nuvola e l’altra
sulle vane amnesie del vento
Ora sarai più serena
ed i conflitti
saranno
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Come
minuscoli
ragni pattinatori
abituati
a scivolare sul pelo dell’acqua
ottusamente
crediamo
che
la tensione superficiale dell’apparenza
di questo mondo
sia
il limite strutturale
e
un’unica
dimensione possibile
racchiuda.
Sino a
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Pe fa er dorce
c’è vò po’
quarche nùvolo de opera
acquetta de zucchero bianco
tre ova de pollanca,
nun po’ mancà
n’à spizzicata de sale
e pè finì,
en po’ de lèvito vanijiato.
Gli ingredienti
se mischieno
ne la planetaria,
passo passo
eppòi
leggi

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Sembra di fuggire via
da una vita conclusa
con le ultime carezze
portate via dal mare
Lievi illusioni di carta
che il vento ha spazzato
con le spesse nuvole
di un cielo troppo scuro
Sembra di ascoltare
parole e densi silenzi
che non hanno
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Sembravi solo pigra
quando dicevo parole
che toccavano il cuore
e restavi in silenzio
Per interminabili minuti
senza un solo gesto
che potesse rivelare
un’emozione o l’attesa
Di qualche carezza
che timidamente
accennavo fra le ombre
di
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Nel silenzio della notte
sento la tua voce,
ascolto il battito del tuo cuore,
il tuo silenzio, il tuo malessere.
Parlami
dimmi tutto quel che ti tieni dentro.
il tuo soffrire
è anche il mio,
le tue lacrime
son le mie.
Ascolta il tuo cuore,
non
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Se avessi abbandonato
tutte le cose a cui tenevo
prima di perderle
forse non mi sentirei vuoto
Come una mattina di nuvole
prima del temporale
che si annuncia all’orizzonte
ma ancora nega la pioggia
Se avessi lasciato
le mie povere stelle
con
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Affoga non l’assenza
ma l’indifferenza,
la distanza che si impone,
la ferita profonda
che dissolve, non
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Indomita regna la speranza
leggera come un soffio di vento
aleggia tra le colline chiamate in sogno
a stilare parole impreziosite ad oltranza.
Sorprende il cuore che ancor palpita
tutto ciò che circonda diventa amore
coltivando tra i petali della
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Bella
che baci come Dio
e sorridi
sopra l’ipotenusa
delle tue sconvenienze,
raggiungi
il mio vizio in penombra
ballandomi un bolero
tra bettole
e santuari di vita.
Sei cuore
di filigrana blu,
inesausta la bocca
di sole,
tra
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Sotto il cielo scuro
asfissiati i ranuncoli cadranno
avvizziti da tempo tra le maglie
e moriranno le rose quando
nuove piante pensate innocue
si riveleranno velenose.
Cosa ne sarà del fior di loto?
Del diamante... non rimarrà
che il grezzo
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Avvolta nel sudario bianco
sembri una luna velata
nelle notti d’autunno
quando il sole è un ricordo
E le nubi riempiono il cielo
di lacrime e silenzio
nell’attesa di un inverno
che tarda a sfiorare la terra
Le labbra così pallide
sembrano
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Questo sole di Dicembre
pallido come un cencio
posato su alberi spogli
è come il sorriso
di una madre
Mi coglie di sorpresa
un’aria frizzante
che accarezza le gote
stupisce
l’ ovattato silenzio
e nuvole basse
tra fili di seta
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Dolce era il Natale
una festa speciale
l’abete alto in casa
troneggiava lucente
l’armonia fluiva leggera,
ala d’amore accarezzava il cuore.
Sul calar della sera
il cielo in una miriade di stelle s’accendeva
nel presepe il bambinello nasceva
sua
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Non si tratta
di sognare ad occhi aperti
come
potrebbero argomentare
coloro
la cui infanzia
negli anni
hanno finito per rinnegare
piuttosto
sognare
per riannodare
della nostra coscienza
quel filo sottile
che
repentinamente
ogni mattina
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Mi mancano le carezze
e il divano la sera
le parole tremate
in un volo di lingua
Mi manca l’amore
quando il buio sussurra
di lune perdute
sulla pelle già calda
Mi mancano le viole
colte al mattino
con un reggiseno rotto
da strappare
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Finora ti ho soltanto sfiorato
sulla soglia dell’alba, e nell’incerto
ti cerco fra i fiori, fantasticando
sulla più ammaliante delle orchidee...
Il dilemma sorge quando nei miei occhi
increduli sei in procinto di aprirti,
con quel tuo vago
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Scrivimi domani
perché avrò più tempo
per piangere le cose
che non ho mai avuto
Ed anche i percorsi
sulle vie che soffiano
un’altra stagione di pena
per un cielo inerte
Parlami lentamente
perché sarò più dolce
se mi darai qualche
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La stessa luce tra sillabe e silenzi.
E il culmine della prima volta
di verità non pronunciate.
Ora mani che sfiorano scritture
e segni del tempo, differenti.
Il pensiero un faro sul futuro
e binario di percorsi all’indietro
fino alla radice
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Te lo dicevo spesso
che un giorno
saremmo stati soli
con i nostri pensieri
E che il cielo sarebbe
stato solo un’ombra
scura da pregare
quando veniva la sera
Te lo dicevo sempre
che non avrei retto
alla luce della luna
e che le mie
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I miei passi sanno sempre dove andare
mentre sfoglio i giorni distrattamente.
Stempero il grigio nel colore dei tuoi occhi
e accolgo il sole pur se tra mille tempeste.
La mia cecità d’improvviso m’illumina,
ora che il mondo in silenzio
mi
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Passata
era la pioggia
e le voci
festose
dei bambini
nella piazza
di nuovo riecheggiavano.
Il fruscio
delle foglie secche
sotto i piedi
la mia stessa infanzia mi rammentava:
quei
pomeriggi autunnali
vissuti
a rincorrere il
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Se non vi vedrò più
darò la colpa a Dio
per tutte quelle volte
che ho taciuto
Restando nell’ombra
per un cielo di troppo
e per una nuvola nera
nel mio sguardo spento
Se non vi abbraccerò
penserò ai silenzi
a quelle mattine lente
con il
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Percorriamo
l’amore di un tempo,
come se fossero giorni
non interminabili anni
non lacrime di dolore
ma gioia infinita.
E ritorni a dirmi t’amo,
Quanto desiderato!
quanto l’ho sussurrato
nelle mie notti,
nei miei giorni d’attesa
forse te
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