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Gli ultimi 5 iscritti: Anna Maria Antonietta Sarra - Davide Dell’Atti - Lunar library - TonyLake Sito - Patrizia1973 |
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Introspezione
Le 46573 poesie pubblicate sull'argomento 'Introspezione' Poesie di introspezione |
La polvere del tempo
va sperdendosi e consuma
anche l’ultimo velo all’orizzonte
che intravedo lontano o qui di fronte
se il pensiero, inquieto, si frantuma.
La polvere del tempo
mi fa percepire l’alito ed il sentore
dei giorni di bambagia, che
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Se d’animo s’è in tormento,
che par eterno lamento
e si resta in sgomento
e pur tanto in malcontento
Ci s’appiglia a qualsivoglia cosa
anco se maldestra e vana,
pur di mente allontanar
da cotal via malsana
Ma cos’è sto sentimento
al
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Adesso sei
nascosta lassù
dove navigano gli angeli
tra silenzi in brezze di sogni
Il tuo amore ho
nell’anima
come essenza celata
nel colore di un
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Dice la fisica mia sostanza
alla sbigottita anima mia:
<< Ancor per poco
e ci sarà tra noi secessione. >>
<< Non è lecito interpretar
che per pulsazion d’amore sofferente
ci sia tra noi amaro scioglimento. >>
Ribatte l’anima mia in
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Stratificano nuvole nel ciel sereno,
armonia e stralci di velluto,
batuffoli d’ovatta ad andar lontano.
Vento a soffiar e declamar parole e riflessioni,
opinioni, ed onde a bisbigliar in riva al mare.
Giorni ad accarezzar il mar,
carezze al cuor ed
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manca l’aurora nelle mie parole del gelo
chiusa di un tramonto nella fretta del talofen
le mie braccia sono dritte sulla ringhiera
ho silenziato la mia bocca davanti al sole
ho freddo di parole critiche di rossore
il fumo dell’ospedale soffre la
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Scrivo al buio
per non farmi osservare
Solo una lucerna
accompagna le mie sensazioni
Non voglio che nessuno
scruti la mia mente...
Non voglio che nessuno
mi leghi alle apparenze...
Nell’immaginario
do sfogo ai sentimenti
coriandoli a cader
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Cessa il tumulto delle mille voci
il calcolo dei giorni e del domani
l’ansia che stringe tra le calde mani
i sogni spenti su aridi sentieri.
E nel silenzio che si fa profondo
quando il chiasso del mondo si fa raro
ecco ridestarsi una corrente
un
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Scavò
il sentire mio silente
nelle pieghe dell’anima mia,
ne estrasse le sensazioni potenti
e le irradiò coi raggi del sole brillante.
Tutto
indagò e scosse
e tutto ravvivò, il mio sentire,
portando il sereno dove lo spirito doleva.
Nei
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Se tempesta sovvien a più riprese,
che par sconforto portare a tutte l’ore,
allor in prece ci si raccoglie,
ché del medicinal rimedio non si sa,
che percuote animo e corpo
e del dotto insegno non s’è convinti
E’l rimedio non si conosce,
ché il
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Lontano da chi
lontano da dove
sfiorando indefinito un punto di partenza
lontano da chi
lontano da dove
immagini allo specchio
specchio di un’ immagine che non riflette
intorno e dintorno
lontano da chi
lontano da dove
unica sponda il
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Spendo la mia stessa ombra, non tengo oro
frantumo il guscio di argilla che mi cinge
perché la mia scintilla si faccia soffio
e risvegli le stanze buie dell’anima...
Non chiudo il tempo in un pugno di sabbia
lo lascio scorrere come linfa
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tu psichiatra,
ascolti i miei silenzi,
io prigioniero dei pensieri distorsivi,
bevo caffè con goccio di promazina,
apro i miei occhi stanchi di dolore,
soffia la danza con coraggio di fumo,
ho provocato il mio punto esclamativo
calma con silenzio
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Quasi albeggia,
nel ristoro della notte
ho dissipato le mie forze.
Mi abbandono ancora al silenzio,
alla parvenza di una luce che si trascina lenta,
come pulviscolo di una flebile fiamma,
leggera nell’incanto delle ore.
La vedo danzare attorno
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Ferma immobile a testa bassa per evitare emozioni,
torno indietro col pensiero. seguo inesorabile
il tragitto della vita, che si districa in acerbi sapori, in
affannosi sospiri che il destino ci propina.
Mi aggrappo a mani nude su lisce pareti
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Soffia nuvola soffia...
aspergi di coriandoli il cielo
maschera
il lampo con un velo!
Soffia nuvola soffia...
vesti di bianco il tuono
nel tuo soffice giaciglio
sarà più buono!
Soffia nuvola soffia...
irrora l’etere con gocce d’innocenza
il
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Ego sum
Mi trovo scritta nel silenzio,
in ogni chiodo d’altitudine.
Impervia.
Franosa.
Solida.
In un dito di pensiero
attraverso l’Universo.
Muta,
discorro col tuo cuore.
Ho piedi che camminano
e non si stancano.
Alata
è la mia
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 | Ho cadaveri nel cuore.
lasciati lì dal tempo e da promesse
dalle mani che un giorno stringevano le mie
e che poi hanno imparato a puntarmi contro.
Ho voluto bene.
Forse troppo.
Con quella generosità ingenua
che non tiene il conto di ciò che
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| Ancor inquieto mi ritrovai,
ché viver sano non mi parea
e fuggir non porria
dal torpore che m’illudeva
Ancor sì stanco in via vai
de la mente mia
che traevami in inganno
in oscuri navigli veleggiavo
Dippoi di questo e quello
intorpidito
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Sotto una coltre
spessa e pesante si nasconde la follia...
Un sentimento oppresso
smembrato dall’angoscia
mortale del vivere
Lotta infinita per continuare ad esistere
Assurda la sensibilità
dentro corpi prigionieri
di coscienze imbrigliate
in un
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Supplicando la tua anima
chiedi perdono...
E’ tua la vita... avuta in dono!
Delimiti i contorni
annaspi nel grigio dei tuoi giorni
Senza alcuna scalfittura
è la coscienza a renderti più dura!
Eppure
è sempre lei
Venere in un divenire...
a
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Piovve delusione e foglie attonite,
d’un cuor contrito e tempesta boreale,
amare delusioni a denigrar umore,
tristi percorsi ed incontrar dissesti
e amorfe dissolvenze.
Piovve e piovve lacrime a bagnar zolle,
sprazzi di sereno ad adombrar nuvole
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Dorme la vita sotto il velo d’oro,
chiusa in un guscio d’umile pazienza;
nel silenzio dei secoli, il tesoro
attende il tempo della sua esistenza.
Piccoli scrigni d’ambra e di speranza,
celati al vento che la duna sposta,
misurano
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Parole che
hanno dei profumi diversi
scaldano il cuore
o lo tagliano in due.
Restano senza fare rumore,
immobili ad ascoltare segreti,
mentre asciugano lacrime amare.
Gelano pensieri di una vita vissuta,
tra amore e perdono
carezze e
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Siamo invisibili
nell’aria della sera
nessuno ci vede
contare le nuvole
e respirare veleno
nel deserto di polvere
che ci siamo disegnati
sulla pelle pallida.
Siamo trasparenti
nel vento del buio
nessuno ci ama
neanche le ombre
che
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Trema pure, mio cuore, nella notte
resta vigile, indomito, inquieto.
Le strade già tracciate sono rotte
il tuo patire non rimanga segreto.
C’è un vento che disturba la pianura
e scuote le certezze della mente
ma l’anima che provi ha una
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ho imparato l’amore nel tenero abbraccio dei miei genitori,
io piccolo uomo che singhiozzavo la dolcezza delle nuvole,
la preside della nostra scuola cantava l’abbraccio dell’avverbio insieme,
vivevo fianco a fianco dei miei amichetti,
angeli di
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Se d’animo non trovo successo,
allor eccedo in eccesso,
non in probo mi ritrovo
in me stesso
Ma scaricar debbo
tal accidiosi tormenti
e bontà divina
mi ponga man lo stesso
In tal speranza ancor credo,
anco s’ancor non mi ben ravvedo
in
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Scende l’obliqua danza del bagnato,
lava le tracce dell’antico gelo;
io sono un campo stanco e dissodato
sotto un sipario grigio teso in cielo.
In questo tempo che non ha dimora
tra il fango denso e il gocciolio costante,
io sono
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 | Ho visto mille volte
le luci del mattino
e ora sono stanco,
lasciatemi andare.
Ho salito scale
e sceso gradini,
incontrato l’uomo nero e la donna dentro me.
Guardo ora verso il cielo,
lo stesso che ha accolto
la madre di tutte le mie morti.
Il
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46573 poesie pubblicate sull'argomento Introspezione.
In questa pagina dal n° 91 al n° 120.
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