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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Giugno 2026 |
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Morte
Le 6905 poesie pubblicate sull'argomento 'Morte' Poesie sulla morte |
Per sentire la luce
delle antiche stelle
bisogna pronunciare
tre volte il suo nome
E attendere i sogni
mai celati dal cielo
nelle sue fragili
innominate carezze
Per provare amore
per le tenebre
si deve compiere
il cerchio delle lune
E
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Vorrei baciare le tue labbra
per sentire la morte
fare l’amore con me
che amo le ombre della pelle
Vorrei sfiorare i tuoi occhi
chiusi per sempre
e pregare la notte del buio
che apre le porte al cielo
Vorrei accarezzare il tuo petto
e sentire
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Sono l’ultimo dei miei ricordi
la carezza accennata per gioco
ed il bacio dato con amore
sulle labbra lucide di stella
Sono il primo dei miei rimorsi
le parole che potevo dire
e la morte che non chiede mai
il permesso di togliere il
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La tomba mi sta aspettando
e sento il silenzio
dell’eterno gelo
rodere le cose dell’inverno
Non ho la forza
per pregare il cielo
non ho nel sangue il clamore
dell’estremo ricordo
La morte mi sta aspettando
e non c’è cuore
che possa battere
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È un rito di nostalgia
pronunciato sottovoce
a notte fonda
quando la luna trema
Per qualche vento
più freddo del respiro.
È una carezza gelida
data con le dita
nere come l’oscuro
e delicata come solo
la Morte sa dare
in quelle sere
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Sembra quasi che la notte
mi voglia parlare
qui fra queste mura chiuse
al dolore del mondo
Sembra che le ombre
mi vogliano accarezzare
con la magia del cielo
grigio prima della pioggia
E che nessuna parola
mi abbia mai ferito
se non dopo
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Non avere paura
questo buio è freddo
ma ha pietà per le cose
che piangono stelle
Non temere la luna
la sua falce affilata
taglia il dolore
e le ombre sussurrano
Parole d’amore
nel crepuscolo del cielo
quando la pelle
è vecchia per
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Il cuore non c’è più
ha lasciato il cielo
per qualche nuvola
più fredda delle stelle
e non batte nel petto
per le tenebre scure
della notte d’inverno
segnata dal dolore
di altre lune da amare
lentamente come foglie
cadute e
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Vorrei essere altro:
un’ape che ama il suo fiore
o un vento in attesa
della pioggia di novembre
Vorrei essere altrove:
su una montagna ghiacciata
o in un campo di viole
dove qualcuno ha sepolto
gli ultimi defunti d’autunno.
Ma le nuvole
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Siamo rimasti qui
a parlare nel buio
circondati dal nulla
che avanza nell’ombra
Abbiamo sentito i passi
della Nera Signora
nel gelo della stanza
e tutto è già finito
Anche il cielo non sa
se credere o tremare
la prima luce dell’alba
o una
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Ai perduti poeti
Sono neri fiocchi,
latte nero degli albori,
inchiostro della malinconia,
a noir che oscura gli
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Se tu avessi sposato
le ombre della notte
saresti ancora qui
ad accarezzare il cielo
E non saresti un corpo
freddo nella terra
una cosa abbandonata
oltre la nera tenebra
Se tu avessi aspettato
a lasciare le stelle
il mare non ti
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Non dirmi nulla
che io non possa maledire
sulle gocce della pioggia
caduta dall’ombra
Non darmi niente
che possa rimpiangere
quando domani
avrò polvere da stringere
Le nostre carezze
saranno il ricordo dell’alba
una luce sfumata
fra i
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Velata dal dolore
di una notte fragile
oscura come tante
perle di seta scura.
Distante fra le stelle
rubate al mattino
di un sole pallido
appena accennato.
Vestita dal distacco
delle cose terrene
e sciolta da qualsiasi
cuore che
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Apritele stanotte
le porte sono un sogno
un varco fra le nubi
sospese qui nel cielo
Tenetele la mano
il freddo che sentite
è solo una carezza
un filo che separa
I nostri mondi oscuri
dalla luce della sera
la brezza che disegna
il battito
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Io sanguino per te
che non hai più respiro
né pelle per baciare
le sere dei morti
Io muoio per te
sulle lune più nere
e nelle nuvole perdute
dal cielo di ottobre
Non ho stelle
da ammirare al tramonto
non ho sogni
da sospirare nel
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La solitudine
delle prime lune
era un silenzio
disegnato per gioco
Non aveva motivi
per odiare ancora
né promesse
da fare alle stelle
La maledizione
delle ultime nuvole
era un cielo scuro
dove chiunque
Avrebbe potuto
amare e poi
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Pronuncia qualche parola
che il buio profondo
possa comprendere
e accarezza il veleno
Più nero fra le pareti
di questa stanza chiusa
dove solo noi possiamo
amare e poi morire insieme
Dimmi delle lune
di quel cielo sempre oscuro
che vedeva i
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Le favole mai raccontate
dicevano
di una strana creatura
che viveva nel bosco
Le nubi avevano timore
di piangere pioggia
quando il sole era pallido
e il vento soffiava
Una melodia lontana
nera come le notti
appena illuminate
da una luna
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Prima
che sia troppo tardi
regalate un fiore
ai vostri amori morti
Che hanno lasciato
il cielo delle carezze
troppo presto
per scrivere parole
Prima
che il vento sia freddo
donate una nuvola
l’ultimo petalo di giada
A chi ha baciato
le
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Non ricordo più
le vostre dolci voci
l’unica donna
che mi è rimasta
Accanto
ha la falce nera
e il vestito scuro
delle notti amare
Passate ad aspettare
una luna e un ricordo
un cielo sordo
di tanti venti spenti
Non rammento più
le
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Potete raccontarmi
dei giorni del mare
e dirmi quanto belli siano
i raggi del sole
Ma io avrò sempre la notte
sulla pelle
e il buio del cuore
al tramonto del cielo
Potete dirmi
quanto sarebbe meraviglioso
stringere una mano
al mattino dopo
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Fai di me
una tenebra profonda
la più bella
di tutte le cose del mondo
Poi
torna fra qualche anno
per vedere se il tempo
ha mutato le mie rughe
In una poesia di polvere
o se le nuvole del cielo
sono rimaste ferme
nel respiro della
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Amore riposa
uragano incolmabile
di quel vaso traboccante di
lacrime sepolte
nel sopore delle notti
a corolle boccioli rosa
una luce fioca
s’intravede
dietro la porta ...
di quella sedia che dondolava
per notti intere
sotto una pendola
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I piccoli ciottoli
che ho raccolto
hanno sfumature
nere come i dolori
Che ho nel cuore
dopo tutte le notti
andate a morire
fra lune ignote
E nuvole d’argento
ombre sussurrate
di qualche amore
appena accennato
Gli oggetti di peltro
(qui
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Lasciatemi morire
nel mio cielo grigio
sono troppo stanco
per raccogliere fiori
Dove avete seminato
tetri semi di dolore
e sorridere col viso
quando avrei voglia
Di bestemmiare Dio
con tutta la forza
di questo cuore morto
per troppa
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Ho paura
anche di piangere
in queste sere
così diverse
Dal cielo
che amavo guardare
con te che baciavi
i miei occhi
Ho timore
anche di ricordare
la luce
delle stelle spente
Dagli anni
passati ad aprire
ferite per poi
richiudere
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Seguimi e non parlare
queste notti sono lunghe
per sprecare parole
e non sappiamo se domani
Saremo ancora sulla terra
o se diverremo nuvole
ombre di una vita
vissuta a metà del cielo
Guardami e non fare nulla
se non vuoi che questi
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Quando i bambini
lasciano questa vita
non sembrano morti
hanno il pallore chiaro
dell’alba mentre il sole
guarda un nuovo giorno
senza sapere nulla
del dolore del mondo.
Quando i bambini
sognano nuove stelle
fanno domande semplici
a cui non
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So
che non hai dimenticato
e che presto le parole
saranno carezze d’amore
Dipinte di nero
come solo la Morte
sa fare
nelle notti più scure
So
che mi ami ancora
e che i tuoi sguardi distratti
dal silenzio
Non sono che rovine
dettate
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6905 poesie pubblicate sull'argomento Morte.
In questa pagina dal n° 781 al n° 810.
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