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Gli ultimi 5 iscritti: Anna Maria Antonietta Sarra - Davide Dell’Atti - Lunar library - TonyLake Sito - Patrizia1973 |
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Spirituali
Le 7948 poesie pubblicate sull'argomento 'Spirituali' Poesie spirituali |
Dove la terra straripa
e la montagna prende forma,
il Creatore costruisce
nuovo l’uomo,
ed io uomo, lì canto
a Dio che naviga
sopra la terra tutta,
lì Troverà la gioia,
di un nuovo, vivere,
atteso e cercato,
al centro della Sua gioia...
per
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Vergine Maria Figlia del tuo Figlio
umile alta più che creatura
nel tuo grembo si riaccende l’amore
così è raccolto il fiore
In te misericordia in te pietate
vergine che diedi grazia in silenzio
flauto di una neve che stilla il sole che s’accende
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Testa bassa
Impronte di dolore lungo la via, elargendo
al mondo patimento ed agonia .
Gocce di sofferenza in intensi effluvi
d’ acre odore, scivolano sfiorando il
cuore di chi lo vorrebbe salvare.
Testa bassa con umiltà, silente e rassegnato
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Non conosco
gesto più umano
più universale di un abbraccio.
Braccia che
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E’ passato il temporale
sonnecchiavo io
sul letto ristretto
di un angolo di prato
e là c’era sugli olivi
l’argento puro
donato a loro
dal tramonto
molto galantuomo,
cercavo il Creatore
per dargli un canto
che sia nuovo
e appropritto
alla
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Nasce sul colle
la pace per lo spirito
e la bellezza dell’azzurro
non confonde il pensiero
che si lava in quei fasci
di luce mattutina,
ed il giorno veste l’anima
che si sveglia,
la bellezza come madre
fa suo il mio incanto
mentre mi dono e mi
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Senza il vento
quello del vivere
dorme lo spirito
che cerca vette lassù,
là dove Dio si prepara
a scendere dall’uomo,
ed io un canto dono
al tutto che mi veste,
il vento canta fra i rami
e, il prato nella sua bellezza,
ed il giorno si
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Come speranza
m’abbracci e svegli,
mentre l’autunno triste
gira e si perde intorno.
Sposa la pioggia il vento
in questo giorno,
nel celebrar la vita
dentro il mondo infinito.
Cammino a passi lenti
sul suolo impoverito,
ma scalda la mia
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Cammino sui sassi
si allarga lo spirito
canto per non piangere
mi sento un uomo
ricevo nuovo un saluto
e non tremo e non
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Ad ampliar sguardo e cuor ad illanguidir
beltà esuberante e lucenti sfaccettature,
canta ed incanta il soave canto della natura,
d’un meraviglioso quadro d’autore.
Ad ombre e luci sfuman colori celestiali,
oro prezioso ad ammantar stagione
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Soppeso ora
la potenza di una preghiera
che abita in me
Ne sento tutto il carico
non come fosse
sacrificio da portare
ma sapiente nota
che da alla mia vita
l’occasione di viverla
con ciò che mi circonda.
Ne esamino e ne considero
ogni suo
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Un’eco di vetro s’attarda
tra i rami del vespro
come l’impronta trasparente
di un passo sull’erba
che riprende il suo cammino.
Non lascerò il fragore della pietra
ma un’ombra sottile di luce
che impara a pettinare la nebbia
un piccolo vuoto
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Se riesco, Signore,
per Te ricamo
un manto intessuto di diamanti,
dove la volta stellare
a Te d’intorno fluttua e s’inchina
danzante
come farfalle gioconde.
Se riesco, Signore,
chiamo monti e colline e valli
a spostarsi sul mare,
i fiumi
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Lui non cercava parole,
ma il battito nudo della terra
sotto le piante dei piedi.
Si fece piccolo come il seme di senape
per entrare nelle fessure del mondo
e parlare la lingua dei lupi e delle pietre.
Non c’è confine tra la sua
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Gesù nudo sacrificio d’amore lontano dalla realtà attuale,
sudore d’una bellezza vicino al deserto del silenzio,
corona di spine bruma d’ombre impallidite di una guerra,
frusta di foglie ferite di un corpo tormentato di santità,
Figlio di Dio croce
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Molte volte arrivai in punta di piedi
per non disturbarti
e spesso è davanti a te che m’inchinai
come uomo dalla smarrita Fede
o quantomeno dispersa
fra i bui sentieri del mio percorso.
Adesso che non sono più lo stesso
ancora m’inchino ai tuoi
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Sotto l’infinita volta celeste
son atomo deciso a salir la Vetta,
dico al Signor ciò che il cuor mi detta,
mentre il cielo d’azzurro si veste.
Di lodi e preci ho piene le ceste,
cerco nella Sua Parola la Via Retta
e ciò che l’anima mia si
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Non più nel pianto antico
trova il suo posto
il sonno che tanto desidero,
ma nella luce di,
sconosciuti versi
la mente mi dà,
appena sente il profumo
delle candide lenzuola
trova la Tua calda luce,
ed è grande la parola
che Sussurri ed è sempre
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amara
la notte dei tempi,
per la galassia. che
muore da sola là
nel buco nero
creato dall’alba
e dalla luce che verrà,
voleva un canto,
cantato da una donna
e dal suo uomo,
gioielli del Creato
che vivono là
sulle piazze
della storia tutta,
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Guardando il cielo
la notte mi dà
enormi cattedrali non fatte
da mano dell’uomo,
come quelle che io
conosco e adoro,
ma cattedrali
di stelle, di carri
che le trasportano,
e nel mio cuore attento,
mi nasce un canto,
spero che sia
sconosciuto
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I
Efeso respirava il ferro di Decio
tra altari spenti e fumi senza nome.
Sette giovani non piegavano il passo
stringendo una luce viva.
La città li seguiva con occhi inquieti
come un presagio che tace il suo destino.
II
Sul monte la grotta aprì
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Le sorgenti della luce
nate nell’universo
cercano un prato,
in una gioia sconosciuta,
un lampo dal basso
sale fin lassù,
un canto nuovo
sfuggito dalla festa
dell’uomo del campo,
esplode nei colori tutti,
che si preparano
per la parata
mentre
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Veglia Maria
sul figlio Gesù,
un sorriso le dona
la pace per me,
ed un sereno
appare nel cielo,
donna della storia
Regina dei popoli,
il selenzio della notte
è una preghiera perenne,
scivolo io ai suoi piedi
e sento il suo cuore
che batte per
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Accoglimi tra le tue braccia, dolce Signore,
non resisto più, sostieni il mio tormento;
coprimi col tuo amore, eterno manto,
e cullami come un bimbo nel tuo ardore.
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Dissipa questo dolore che mi trafigge
e affonda il suo pungiglione dentro al
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Fonte di energia che mi rinnova
nelle mie più autentiche sensazioni,
sei Tu, mio Re e Signore.
Quando le mie corporee membra
si avviliscono dolenti,
perché da circostanze avvinte,
t’invoca il mio spirito affranto,
e Tu sempre presente,
il mio
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I morti in mare
restano in silenzio
non trovano la luce
nel respiro del vento
non nelle stelle riflesse
non sull’orizzonte
malato di un colore
troppo scuro per sperare.
I morti in mare
non hanno uno sguardo
né un nome sulla tomba
e le
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Acqua che canta
sul bordo del giorno,
mi chiama lieve.
.
Il salice inclina l’ombra
sul mio respiro.
.
Tutto si muove
in un battito di vita
senza spiegazione.
.
E io mi perdo
dentro l’acqua chiara
che non trattiene.
.
TANKAKNAT IV -
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Placida è l’acqua al mattino
quando alle prime luci dell’alba
la risacca s’infrange
sui ruvidi granelli di sabbia
creando onde di soave rumore
che mitigano l’anima di chiunque
io qui, davanti a te
ricaccio indietro gli assurdi pensieri
che
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Vidi troni accendersi come carbone bianco,
e i re della terra tremare nel proprio nome.
Le città si piegavano come canne nel vento,
i superbi cadevano senza rumore,
e un fiume di luce divideva il giusto dall’inganno.
Ogni volto era nudo davanti al
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Pesano i peccati sulle spalle del Signore curvate
dal dolore, vorrei prenderti in braccio carezzarti
il volto, proteggerti da chi ti vuol far male,
nascondere il sole in cerca d’amore, per non farti trovare
Scendono le ombre della notte la
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7948 poesie pubblicate sull'argomento Spirituali.
In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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