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Le 23870 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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Da quanto tempo
non accendiamo nella notte
più un falò,
per illuderci
che le scintille siano stelle.?
Da quanto
non bruciamo parole disseccate,
parlate da lingue di legno?
Da quanto tempo
non sentiamo
sul g
fondo dei
leggi

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| Mavec |
17/09/2013 18:51| 756 |
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Si fa profumo
l'ombra fuggente
nelle stanze dei miei assilli.
Ti cerco lo stupore dei ricordi
nelle linee delle mani,
candide di grazia.
Sospendo l'afflato
per fermare il moto
delle pompose lune.
Che le maree
allaghino il castello
e la sabbia
leggi
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M'annullo in questo mare
col volto sferzato dal vento
e assalito dall'onda
dentro il superbo scafo
che sbatte e rolla
come fuscello di paglia
senza governo.
Volo sui flutti
ancora più alto
ove anche i pensieri
sono avvolti dalla spuma
leggi

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Radi e ombre intorno
scricchiolano
tra blocchi intrisi di capsule
dove mercanti
e pubblici servigi
clandestini
ancora
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Se tu mi amassi ...
sentirei scorrere il mio sangue
insieme al tuo
senza far differenza.
Se tu mi amassi ...
sentirei il mio sogno
divenir luce nell’infinito buio.
Se tu mi amassi ...
più con l’anima che con il corpo
cancellerei le
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Impressioni di sorrisi accennati,
Sfumati dai riflessi,
Accesi dai sospetti.
Paure emergono
Dal scolpito volto.
Intorno, il nero
Il buio profondo
di un pozzo asciutto.
Il tutto in bianco e nero.
Visione distorta.
Ghigno rabbioso
Nel
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guardarti adesso
escludendo irragionevoli parole
mentre di spalle sei intento al viola delle nuvole
e ti concedi ad un caffè
vorrei nascondermi
nell’aria del tuo fiato
per sentirmi respirare
e attraversare il tuo mistero
separando il
leggi

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Vi è una città nel cuore del Salento,
un tempo nei domini degli Orsini,
ove l’arte ha serbato quei confini
e del barocco l’impetuoso vento
il gotico fulgore non ha spento.
Affreschi che pur sembran bizantini,
di dipintori Umbri ed
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Parentesi possiede nostra vita
che apriamo quando non ce ne accorgiamo,
quando frase importante noi pensiamo
di scrivere, nell’anima scolpita.
Sono lunghe parentesi, sovente,
che non trovano rapida chiusura,
che crescono ben spesso a dismisura
e
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Sui tuoi occhi bruniti
sulla tua foglia di giada
addormento il bianco silenzio.
Il succo dei giorni sbiaditi
cade a gocce
dai tuoi echi taciuti per sempre.
Infuochi la ruggine dalle dita
e mai confessi il tono della voce
che gira intorno ai
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Pioggia di solitudini,
tristezze,
colori sbiaditi del fu,
lunghi silenzi senza risposta
e passeggiate tra relitti di gloria
e
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Tu appari, o Troia, come un gran miraggio
sul tuo colle adagiata e asserragliata,
tu, fiore d’arte di Capitanata,
che un dì mostrasti al mondo il tuo coraggio.
Tra i marmi tuoi risplende ciascun raggio
del bel sole che orna la facciata
di
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trottola il silenzio dell'anima in un giro di do acuto di stelle
lenta quaresima di baci senza fine
filo di pane steso d'un blues azzurro d'immenso
libera dolcissima salvezza di donne mai nate
di soli mai morti
piango il tuo assoluto di
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 | Tra le braccia della luna
Dorme la notte
E tu ti svegli
Perché hai paura
Dorme la notte
Tra le tue braccia
E tu ti
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Forse non sapevi delle sfere del silenzio
e di un verbo troppo fragile da ricordare
sulle stelle che avevano lasciato il cielo
ai segni di un germoglio a goccia vaga
E solo il passo lento, abbandonato scuro
nessun confine da richiamare a
leggi

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 | le porte del vento
son aperte nell'odissea
di magnifici sguardi
nella penombra di salici piangenti
che corrono dietro ai perduti amori
tra la nebbia del passato
e il chiacchiericcio di prostitute all'aperto
bambini affogati nel limone
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Se ne va in pompa magna
la mente nella sua deriva,
s'inchina e farnetica le pene
vendendo verità fantasiose.
Accende quel lume di parole
insistente rinnova le sue miserie,
in quel bertuello senza ritorno
arrovella l'anima nella sua
leggi

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 | L’infermo
è nel tugurio, piange
nei ricordi; schernito il
suo pensiero... vegeta;
a lei... non sembra
vero.
La gioia fu
maldestra, un piangere
nel pieno... della festa;
la vita... trasvolò in un
silenzio, diventò
leggi

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| Inciampa nelle parole la mia musa,
troppo rumore da discorsi intorno al fuoco
scivola in un sorriso il livore
come loglio tra spighe di
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 | Osservo questa
luna che cambia
percepisco
ogni sua emozione,
la sua essenza
è come foglia
gentile
a primavera.
La notte calda
profuma d'amore,
e l'autunno s'aggira
silenzioso.
Osservo questa
luna che cambia
con la malinconia
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| Alberi metallici
come orologi di legno
scandiscono il tempo!
Battiti senza cuore su binari solitari
dove il ritmo è una nenia
dove tutto scorre noioso...
luci intermittenti segnano il cambio...
devio...
mi stupisco...
l'occhio non vede
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Ossa di pioppi solitari
lisciano devoti la terra.
Tracce di foglie imperfette
inchiodate sull’ultima volta
si specchiano
fra le burla di un greto.
A mani assorte
e lembi scorticate di paure
tagliano fili sottili di sole.
Nascono i respiri
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Affollato è quel luogo
dove anime alla deriva
gemono
in silenzio.
Coni d’ombra
schiacciati al suolo
spingono vitrei pesi
da una parte all’altra
ai margini del suono.
Appassiti echi
a stento respirano
negl’occhi delle
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Lungo i filari curvi delle ciglia,
appesi a grappoli di luce
riccioli di giorni senza peso fra le dita
corron via veloci
trascinati dal vento teso d'autunno
girotondo
per mano al cuore tremulo e lacrime rapprese,
giostra di foglie in
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Cosa sarà di questa melodia
che oggi mi proietta verso il domani,
lasciando in me il sapore dell'incognita
e del tempo che verrà?
Non lo so,
non leggetemi la mano,
e per me non consultate gli astri:
lasciatemi la fantasia di
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Ho tatuato
su sabbia agitata
le impressioni
che provavo sulla pelle.
E' rimasto
dopo il vento
un brivido colorato
granello di castello
divenuto piramide,
poi montagna
infine collina con galleria
che crollando
è tornata ad essere
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i corvi neri
danzavano la luce
al crepuscolo (D)
Eppure un tempo qui era vita,
la luce che danzava e nuove voci
sorprese dalle albe disegnate
nell'ombra attesa di un perdono
Radure nascoste da un peccato
fatto d'amore e fiume a riva
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Cordogli d’infanti
sulla strada
bianche lingue
di legno
in mezzo al divenire
senza dote;
l’urlo di madre
morde il cuscino...
discosta
la melagrana
sul
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Lento girarsi
e ritorno
fregolio verde
Ondeggiarsi di piume
incresparsi di cerchi
leggere
e appena nate
due ombre d'acqua
l'orizzonte
a tratti baciarsi
d'erba e salmastro
il cielo grigio
illanguidito di ricordi
sbriciolarsi di
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 | Soave giungeva la vigilia:
azzurra lusinga
di un mondo semplice
racchiuso in un borgo!
Bramato il meriggio si stendeva
nell’aria di mezza festa;
si posava brioso
tra i vicoli lambiti dal passante,
sotto gli occhi delle case,
di fronte agli usci
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 | Innanzi alle porte dell'animo
s'eclissa l'eco
per le tracce d'ognuno
Ascoltare e accogliere
il racconto per molti
non ha alcun senso
di rilevanza
Ma giunge talvolta
che certuni, s'affaccino
e si ritrovino dentro
E in
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23870 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 11101 al n° 11130.
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