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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Le 23810 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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Perché la vita non è ricerca,
la vita è una continua scoperta.
Bisogna morire e farlo in silenzio
così che ogni vita sia sempre
un’ esperienza diversa,
come quando avresti dovuto
guardare nell’armadio
prima di uscire
a vagare per strada.
Il
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I sogni son tanti
Il bagliore della luna,
specchio del sole, ristora l’anima
mentre, si ninna dolcemente
il cuore.
La notte tacita e sorella,
accompagna il lento passar dell’ore,
tempra la mente, il corpo riposa,
ricamano in cielo le stelle,
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Non ricordo
le nuvole oltremare
che sfioravano la pelle
bagnata dai baci
Non rammento
le labbra appena colte
rosse di sorpresa
la lingua appesa ai sogni
E le favole di ieri
graffiate dalle unghie
di qualche fata nuda
abbandonata dal
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Compaiono appena due o tre stelle
quando è lusco e brusco giù a Baccano,
il cielo che si spegne e piano, piano
la notte s’incammina nella valle.
E’ in quel momento che dal monte vicino
sale un respiro proprio a mezza costa
dove tomba su tomba si
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Il vento non sa leggere
le tenere cose che porta via con sé,
correndo impetuoso,
trascina senza rispetto
ricordi dolci di
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Leggo i segni del tempo
su questi ulivi centenari,
immobili e fieri
di chiome argentee.
Si imbruna la terra
per mano al suo cielo,
prepara i suoi solchi
al seme prodigo.
Nell’aria sottile
tagliata di fresco,
annuso ottobre
che presto
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O nero o bianco non mi serve un buco
in questo vieni e vai in alto e in basso
è che la renitenza la introduco
facendo tra le stelle ancora un passo
tra i fiori su di un prato e in quanto fuco
fecondo la regina e me la spasso.
E’ lì che sazio in
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Guardava il mare
mentre il crepuscolo
avanzava felpato.
Nuda di conchiglia
senza valva,
mostrava solo al cielo
la sua perla preziosa.
I capelli al vento
muovevano i pensieri,
piombo e sale
impastavano le labbra,
nubi e cenere
cosparsi sul
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 | Cattedrali di miele
nel cielo di settembre,
coronano il sole
che fugge al tramonto
partorendo sogni che sfiorano
le ali d’uomo.
Nati sono nel pensiero
sfumato del vespero
i mille e tanti desii,
con forza si donano
ai ricordi macchiati
di
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Sono felice che esistiate
creature della notte
vi sento respirare
la stessa aria delle streghe
Sono contento di ascoltare
l’ululato fra le stelle
e il vento malato
che ha portato morte ad est
Le parole mai tremate
ed un velo nero steso
sulla
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solcata riva che furtiva lenta
appari sbirciando
la mezza luna
dritta sul mare arricciato
consigliami quale lingua parlare
ai muti innamorati dell’aurora
gesticolando con i palmi
baciati dalla lunazione d’oriente
mi sono perso
tra le
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E’ dura la sfida della partita con la vita,
battaglie infinite.
Siamo tutti pedoni sulla scacchiera,
trappole celate nelle valli amate
maligni intrighi,
malvagi castighi.
Lottare sempre per vincere la partita
anche se cola il sangue dalla
leggi

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Era quel poco somigliarti,
un’altra maniera di comprenderti
parlando di grotte, pietraie, binari di stazione;
e avere sempre una parola chiave
la scaglia che finiva per aprirti
nell’ultima ustione del giorno: era
dimenticarti nel solco di una
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Le gondole
come donne in parcheggio
le onde calme della laguna
le addormentano
Sotto una luna dai mille petali
si addormentano per due ore
poi si dipingono di rossetto
e veletta nera sugli occhi
Salgono sulla prima Gondola
e se ne vanno
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Un velo sull’erba e sull’asfalto
rievoca stamane sonnolente primavere.
Settembre... l’ira del vento smette d’improvviso
e preannuncia una pioggerella fine.
Discorre un rio tra ciottoli e ghiaia. Corre,
inciampa, s’ingorga in una falla.
Il
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S’io fossi pentagramma
custodirei nel grembo mio
le melodie più pure
a sollevare l’animo;
s’io fossi la bacchetta
dirigerei l’incanto della musica
a emozionare la pelle
di brividi sospesi;
s’io fossi archetto
sinuoso il mio
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È molto stretto
il margine di errore
che intercorre fra un gesto
ed il dolore del corpo
Quando la pelle
è troppo sottile
per sopportare la luce
e la frusta delle carezze
È molto labile
il velo che separa
la sofferenza dal piacere
di un
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Sussurrano di altre stagioni le foglie del ricino
Esplose di rosso e di maestrale secco e ardente:
chiuse le spiagge finte di sabbia e di umanità,
nella campagna di un anno qualsiasi gambe fragili e nodose
muovono polvere e sudore,
nuovo ritorno a
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L’emozione di volare,
il brivido della discesa,
la voglia di spingere,
la felicità del gioco,
l’isolamento,
il percorso tracciato,
l’attesa dell’attimo,
l’infinito nel momento
dove tutto è fermo
tra salita e discesa
e discesa e salita.
La
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 | Dopo la bella
e assolata mattinata
d’improvviso il tempo cambiò
volava via l’ Estate
e mi avviavo verso l ’Autunno
con il lamento ozioso del vento.
Ali stanche in morbide danze
come onde
nell’ aria che si increspava
dentro un rassegnato
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Cade la luce
sul sipario del mondo,
occhieggia
ancora un altro spicchio
a bucare il cielo scalzo
del giovane settembre.
Sono andati i suoni
delle notti senza sera,
la morbida aria
vestita a festa,
il tempo dilatato di ore pigre
il sole
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Italia |
06/09/2019 23:59 | 1331 |
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Quando arriva settembre
come fantasmi evaporano
ricordi mai vissuti
e desideri ormai appassiti.
Con la voce incrinata
e la tristezza dentro il cuore
insegui un nuovo sogno
mentre si disegna una storia
tra le righe del cielo
che poi richiami
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 | Dolce quell’ora di lunghe ombre
che accarezza il cuore e fa sognare,
forte è quel profumo intenso e salmastro
che arriva dal mare col maestrale
e riaccende assopite memorie.
E quando s’apre l’umile fiore
al sol che rinasce al mondo
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In continuo andirivieni (le onde)
pare che ti raggiungano
a lambirti i piedi e l’anima
non ancor buia e muta
delle prime ombre di settembre
Amico vento, a me sconosciuto
non so da dove arrivi
e dove porterai le voci,
i sussurri delle tamerici
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Nel cielo cenerino una nube appare sopra il mare,
pioggia d’argento scroscia sulla spiaggia ancor calda.
Soffia il vento tempestoso
scaglia gli ombrelloni lontano,
rotolano sull’umida spiaggia.
Settembre mese amato
colorato,
foglie rosse di
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Non mi servono carezze contraffatte
di luce senza fulgore
voglio una carezza che profuma di fiore
voglio trovare una carezza in ogni fil d’erba
voglio carezze che volteggiano come brezza mattutina
voglio carezze tacite senza rumore
solo
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Pagine in movimento
volano sul tempo
Veloci via
vanno via
come un fantasma
un fumo
una scia
La movenza della mano che le gira
piano piano
o veloce veloce
a bevuta a collo
da come le sfoglia la Bambina
poi la Signora vecchina
Poi
il
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Avrei voluto essere chioma di faggio,
maestosa nel fogliame denso,
sicura nel protendermi verso l’alto
con il mio tronco liscio e grigio,
così vanamente leggero nel peso,
così ricercato.
Sono invece fiore di magnolia obovata,
regale sporgo oltre
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Potere respirare la frizzante
arietta transalpina, parigina,
un pensiero concede più brillante,
a intelletto intuizione sopraffina.
Chi quell’aria leggera ed ammaliante
ha inspirato nei secoli, la china
percorso ha di un’idea sì affascinante
che
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Sotto questo cielo
cucito di settembre
cammini a fari spenti
dentro uno strappo di cuore
in attesa di un futuro
senza scadenza.
In mano dei vuoti a perdere
per scolature di giorni
dispersi e impazziti
da raffiche di no...
Eppure sai
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Chissà se fu per gioco
o forse una visione o una magia:
stamane son tornata
quand’ero una bambina...
ti ho visto sai! Ne sono proprio certa...
ed eri proprio tu
passavi li, di fronte casa mia:
la stessa altezza e pantaloni corti,
le gambe lunghe,
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23810 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 2431 al n° 2460.
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