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Le 23860 poesie in esclusiva dell'argomento "Impressioni"
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Nel buio l’anima s’espande.
S’apre malinconica all’ascolto
con lo sguardo difende il sonno
e resta come l’acqua a primavera.
Ed è un trionfo, che irrompe nella sera
con le carezze di un azzurro prato,
il via vai di una capinera
che sosta
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 | Fra ciò che miro e ciò che pronuncio
In ciò che parlo e in ciò che ometto
Nel muto mio silenzio e nella ardente speranza
Fra ciò che anelo e dimentico.
La rima del sonetto
Si sciogle
In un positivo che scorre
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Notte alienata, emaciata
Notte d'occhi stremati
a spalancare il buio
inchinati all'uscio nero
che difettoso non apre.
Notte eterna, altera regina
imperterrita avanza
tra ressa sgomitante
di pensieri impolverati
nel silenzio ovattato
dove
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Farfalle rosse sul colle del Gianicolo
Lenin guarda le gambe di lei
la figlia del colonnello
porta gonne corte
e rossetto sulla bocca.
La quercia ha stampelle
sogna poeti antichi
e recita Ave Marie alle farfalle.
Vola aquila bianco
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Ripiegato su se stesso
simbolico scompare
incolore, evanescente
e senza alcun significato,
il sole...
Si fa spazio nell'Anima
un abbraccio
che spazia in lungo e largo
come temporale.
Lì,
a squarciare il cielo.
E quasi si ferma
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 | Echi embrionali
palpabili ad un battito dal cuore
intarsi d’amore su mutevole pelle
mesi di dolce attesa
del miracolo più bello del mondo
euforia che potrò anch’io sentire
pungente sotto la pelle
viso illuminato a festa
da scariche elettriche
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| Sono attimi incandescenti pronti a dilaniare
quel che nel cuore da tempo affoga
non esistono proroghe a situazioni critiche
ovunque il loro zampino s’espande
lasciando un senso d‘impotenza
bazzecole sorridono infischiandosene
volontà non
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E’ un cielo che grava
stamane a Bojano,
rimbalza mezzelune di luce,
sbuca dal palazzo di città.
E’ un cielo che sovrasta
nubi che sembrano cavalieri,
lance protese
a strappare l’eternità.
Un cane irrompe di nero,
giallo lo
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 | In una lieta serata primaverile
il disamore mi prese improvvisamente
nel fugace confine di misteriose
ombre: lentamente si scioglievano
fra i pensieri d’un’anima stanca.
Seminascosto fra la nebbia;
andavo trasognato dentro la sera
verso un grumo
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| tutto ebbe inizio
in un momento tale
quando la luce usci
a tratti dalle nuvole
si materializzò l'attimo
che presi al volo
furono sorrisi e abbracci
e lunghe notti calde
ma presto arrivò il tuono
fece cosi baccano
che persi
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| Tutto è immoto
m'appare immutabile
Realtà somiglia
all'inevitabile
Ti trasformassi
tu solitudine...
in cosa tangibile
magari amabile
perfino palpabile,
t'amerei
ti adorerei
se sei percettibile
Ma tu dove sei
nascosta
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 | Ero ad un passo dal conoscere il vento
e dal sentirlo respirare insieme a me,
ne percepivo la presenza ed il lamento
mi lasciò perplesso. Non saprò mai perché.
Era lì, a soffiarmi la speranza che non muore,
a cantarmi
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| Pioggia incessante su passanti
e dal cielo grida di silenzio
avvolgono un autunno che si tuffa
nel lungo inverno
dove la dimenticanza
di campi addormentati
farà fluire la vita
nel destino segnato sui nostri polpastrelli
dove una
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| Non puoi distaccarti da quella tavolozza
calamita impassibile si fa in quattro
cigolando esternando
volontà desiderio immane
di ricevere amicizia sensazioni
che nel tempo hanno fruttato
memorizzando
quel che di più bello
respirasse sotto il
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Un rifugio indispensabile
messo dietro l'angolo
ma non puoi nasconderti,
sei in un labirinto
rischi d'impazzire.
Vedi tutto buio
e non senti niente
solo confusione.
Batte forte in testa
un solo pensiero,
sei diventato poca cosa
un oggetto
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Attrae le pupille
quel cauto assembrare
che gentile traspone le ciocche
di intralcio alla languida occhiata,
con fare svanito e distratto
si
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 | ti rifugi
nella quiete
degli abbracci
il buon sapore
delle castagne
impregna la stanza
di mille ricordi
di noi
l'orologio batte le cinque
al tramonto offuscato
da una pallida luna
che s'interroga sul da farsi
i discernimenti
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M’infligge, mi scaglia al profondo buio
Il giorno che alza il sipario gemendo uggiosità
Su germogli di foglie ingiallite e morte
Che si levano al vento con membra intorpidite
Brandelli di carne che tocco con le dita
Tirano come una fune
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 | Tra il cielo e la terra
sul Soglio!
Oriundo Agnus Dei,
da Pampa a vigneto,
tu sia benvenuto!
D'inizio Millennio riforme
successo t'arrida...
dispero!
“Buon giorno, buon pranzo!”
col cuore:
orgoglio tu ignori.
Ma gatta di peli
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 | Piccolo uomo dura è la salita di cultura
tu che ti spendi ricco nella natural coltura,
per te il responso è sempre di braccino corto
e appuntate sul petto le solite esime patacche.
Ti vedo volar libero in ogni spazio di prato
alla
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| La dama versa
la pioggia delle foglie
nell'orba coppa:
il dolore del servo
che lavora nei campi.
Beve il guerriero,
a terra inginocchiato,
la spada al fianco.
La donna a capo chino
non guarda questo Dio.
Dolce è
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 | L'ombra della Luna m’avvolgeva.
Sentivo
mano a mano che mi ricopriva
come se la stessa mia ferita
s'aprisse anche nel suo cuore
E intanto
quasi espandendosi
nel suo lato oscuro
emetteva attorno a me
un lamento
che pareva dire:
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| Jibi |
11/11/2014 15:44 | 1353 |
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Le colline non vivono di ricordi
dove soggiornano di frutti amando il mare
che sinuosamente traccia coste e promontori:
nei giochi di colori, com’è benigno il vento, le schizza d’oro!
nel soffio sottratto agli arenili vivi
quel dono offerto alle
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E non servono parole
qui nella terra buia
dove il colore non ha cuore,
dove il buio tende ombra
Non nella lenta onda
che fa di tenebra l'unico regno
e del vento il solo ascolto
per una notte senza fine
E non mentono terrore
queste albe
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 | urla la follia
nella notte senza lucciole
accanto alla mia porta
graffiata dal silenzio
delle ombre
urla il povero mendicante
nelle vie colorate a festa
senza pietà ascolta le umili preghiere
lungo le strette vie dell'universo
urla la
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E’ il tempo che passa
a rendere debole il corpo
tra le fragili ossa dell’inverno
vibreranno i timori ...
poca voglia di esistere nei
giorni poveri di sole ... corti
e senza luce ...
smagliati di calore.
Cadranno foglie dal ramo
e
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Cerco la tua voce nella bruma
in queste ore sfatte
dipinte da un pennarello rosso
che mi fa compagnia.
La cerco qui
fra l’affannoso silenzio
che tiene legate le mani
sopra un soffice velluto
di foglioline pallide.
La cerco
sui volti
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Stigmatizzato nella fossilità degli istanti
calamità i pensieri sfuggono i respiri
nuvoletta d'ossa sospirate, muscoli
contratti, venature di pepite parole
Un fischiare commosso nel vento
soffocare pazzia, calore umanizzante
il polo
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Strada grigia, impronta fresca,
in cui la pioggia si nasconde,
si fa goccia sulla pesca,
si fa pianto tra le fronde.
Io mi volto, sul sentiero,
ed
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Avido, il tempo che mai spende
piú di quanto poco ci concede,
chi saggio bene se ne avvede
neppur per necessitá lo vende;
chi invece mai nulla si chiede
nel suo cielo il sol mai splende;
quando poi la notte, buia, scende
sogna tutto
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 | Questo donarsi
al rifrangersi dell'onda.
Questo rifrangersi nello specchio
a ridarmi nuova immagine
per ridonarmi il mio essere
la dove l'astro di notte
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23860 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 8731 al n° 8760.
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