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Alma Gjini
Le 242 poesie di Alma Gjini
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Sarò radice di quercia,
che come serpe abbarbicata
nel malfermo scalpiccio
t’inonderò l’aria intorno d’amore
quando avrai portato il cuore lontano
quando avrai portato il cuore altrove.
E sentirai il mio richiamo
guizzare come
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ha volto coriaceo la notte
e una folta zazzera, bianca come la neve
che assomiglia alla tua chioma
mentre sorveglia come un falco
con occhi duri come il marmo
il silenzio assordante.
senza di te il mondo
è più freddo,
è
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Nel giardino dei miei pensieri
si fondono e confondono mare e cielo,
si raccolgono i respiri che germogliano su colpe del passato,
si disseta l'anima,
in ogni angolo vi è un ruscello.
Fioriscono i prati colmi di boccioli d'alba
cadono e
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sospiri pulsanti dentro vuoti notturni
ripudiati d'amore, richiamano
il voler perduto divenuto cenere
amplificano rumori
nei lidi un tempo sognanti,
sazi di ombre che si mescolano ad altre ombre
nel buio che respira a fatica
come effimere
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 | Tratteggi di respiri
mi accompagnano verso il tramonto,
stagioni andate che guardo taciturna
mi annaspano di confusione
Come anima inquieta
dentro un freddo umidore
vi cammino accanto
Dell’odore in faccia m’intrido
e m’intreccio
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tra luce e buio oscillo
come un peccato
senza remissione
che non coglie l'essenza
di un anima che vaga
tra le vie brumose
dentro l'oscurità
scorrono paurose
in preda a sbiadite parole
come tra rami spogli
lacrime che hanno
il
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Il cuore rallenta in questa notte
l’ultimo pianto racconta una storia,
dalla culla del silenzio
dove i fulmini si rincorrono
nel chiarore delle stelle di chi attende e sogna
Ricordi cadono dolcemente come una foglia lungo le valli
sotto il
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nelle gelide notti senz'amore,
si ricompone il silenzio,
scavando tracce di ricordi,
che strappano le pareti all'anima.
mentre l'assenza
stende in silenzio i suoi veli,
la solitudine vaga tra pagine vuote,
e lungo i versi non scritti
si
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Non è il rumore a fare la storia,
ma il vetro quando smette di vibrare
e la moka sul fuoco che tossisce a secco,
mentre il
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C’erano stanze accese dentro il petto,
piccoli soli al riparo del vento,
e un bene quieto, semplice e perfetto,
che respirava piano nel presente, lento.
Ma io guardavo oltre la collina,
dove il domani luccicava d’oro,
una promessa magra e
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Sfiorare l’infinito
Ti muovi
tra stanze spente
che odorano di ferro e respiro ristagnato.
Ogni passo è nodo in gola,
ogni ombra una sutura che tira.
Non c’è eco,
solo il fruscio dei vestiti
che grattano ossa invisibili.
Qualcosa ti segue
tra
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Resta fermo nel fondo del petto,
non forzare la serratura del sangue,
lascia stare i tuoi vecchi rintocchi.
C’è una cucitura che deve far presa,
un lavoro di ago e di filo
dentro il buio di questa scatola d’ossa.
La ferita respira da
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Sulle rughe del tempo e sui segni profondi,
dove il ferro ha lasciato la sua scia,
tu versi quell’olio che placa i mondi,
e muta il dolore in una liturgia.
Le cicatrici, un tempo dure e severe,
sotto il tuo tocco si sono arrese
abbiamo bevuto
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 | È l’aprile che torna con la sua luce cruda,
ma qui il tempo ha un altro battito, un restio
fermarsi tra le pieghe. La giacca è nuda
sopra il legno, nel vuoto d’un addio.
Ha tenuto la curva delle spalle,
il peso dei gomiti, l’ombra del respiro
un
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 | Il mondo geme sotto un cielo opaco,
sa di ferro e di fumo,
le strade trattengono passi senza nome.
Chiama -
non con parole,
ma con crepe nei muri,
con frutti marciti tra le dita.
“Venite.”
Tra fango e frutti spezzati – risponde Neruda:
una
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C’è un peso di mercurio nelle ali stasera.
Un’ossidazione mangia la radice delle piume.
Il grigio non è cielo, ma polvere di strada.
L’angelo siede sul bordo del mondo.
Le ginocchia sbucciate dal vento.
Guarda la terra preparare i legni,
affilare
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Passo la seta tra i nervi e le dita,
un punto dopo l’altro, nel buio profondo
non è un disegno, è la mia stessa vita,
mentre mi sfilo dal resto del mondo.
Mi sono stati dati questi giorni di vetro,
giorni di pioggia e di polvere d’oro
non posso
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Se bastasse il silenzio a rammendare
lo strappo del destino, questo assedio
senza mare - solo corsie d’asfalto
e luce
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Mi dico grazie per l’ora di veglia,
mentre il mondo correva via lesto,
dietro sorrisi di gesso e di fango
celando un mare che esplode nel gesto.
Ho imparato l’abbraccio alla carne,
quando la notte si fa più profonda
e il cuore vibra di corde
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Ho cucito la pelle col filo rosso della mia resistenza,
ogni strappo un ricamo di ferro e di luce,
trincee sulla schiena segnano la mia esistenza,
perché nel corpo la guerra alla fine conduce.
Tra lenzuola bianche e muri muti di ospedali,
la notte
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Non cercarmi nel marmo o nel trofeo,
io sono fango che la pioggia bagna
mentre il mondo si chiude in mausoleo,
e sopra i monti l’odio si accompagna.
E in questo fango sento tutto il peso
di madri, con le unghie ormai spezzate,
che scavano la
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 | Milano si sveglia tra luce e sogno
In Galleria scorrono vene di vetro e argento,
ogni passo sui sampietrini scandisce un rintocco,
la folla scivola rapida, un brivido di vento
che sferza la fretta e ne scioglie il blocco.
Il Braciere è spento, la
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Non si accorgono subito di mancare,
le cose.
Restano appese ai gesti minimi
la tazza che scegli senza pensarci,
la sedia che eviti con il ginocchio,
il lato del letto che non rifai.
All’inizio è solo una distrazione,
una svista
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Non chiedo al tuo sangue promesse di seta,
né il volo distratto di un’ora di sole,
l’amore è l’attrito della mia moneta
sul palmo del tempo che ignora parole.
Ti cerco nel modo in cui l’unghia s’aggrappa,
nel crepito secco di un ramo spezzato,
non
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Il vento mi ha sussurrato un poema di fuoco,
mentre la pioggia cercava parole tra le mie mani
C’è un patto d’argilla che dura da poco,
o forse da antiche e segrete ere lontane.
La Terra risponde con colpi profondi,
scrive la sua storia tra radici e
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Non ho polvere tra le dita,
perché dita non possiedo,
né impronte lascio sul sentiero
che al passo degli uomini invita.
Sono il brivido che scuote la vela
ma ignora il peso oscuro del porto,
un respiro che tra le nubi svela
l’azzurro vasto -
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Siediti pure qui sul bordo del letto,
non serve nascondere il freddo falciato
ti guardo negli occhi senza alcun timore,
sei solo un ritorno che avevo aspettato.
Ti ho vista venire a bussare alla porta,
rubando il respiro a chi m’era pilastro
hai
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L’alba graffia i vetri dei grattacieli,
Milano si scuote come un corpo che si desta,
le strade ingoiano passi ancora frastornati
e il cielo si tende come pelle manifesta.
Il Duomo trattiene l’eco della notte,
tra guglie che tremano nel chiarore
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Tu che scavi il marmo del silenzio
e accendi fiamme nel pensiero oscuro,
eco remota che vive in me
e incide il patto sopra il mio futuro.
Voglio catturare l’ombra dell’istante
per stringere il respiro dell’universo,
sia un sospiro fragile e
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L’eco del fuoco
La notte sa i nomi che l’uomo ha spezzato,
nelle case dove l’amore doveva esser bandiera,
il silenzio custodisce ogni grido calpestato
che si dissolve tremando nel cuore della sera.
Erano passi di luce in stanze di vita,
mani che
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242 poesie trovate. In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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