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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Le 32790 poesie in esclusiva dell'argomento "Introspezione"
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 | Colori su pareti
quadrate
larghe immense paiono esse
allo sguardo
acquoso da pianto nascosto
per nuvole scontrose
all'orizzonte,
eppur nell'inconscio di cime
dell'Io superbo
cresce l'istante presente
scale del futuro
scalini nascosti dal
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Giusto uno sguardo
a carpire l’anima
a leggere
tra chiaro e scuro
l’Essenziale...
senza indugi
seguo l’onda del cuore
di volta in volta muto
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Magicamente glorioso, senza mezze misure,
mi son affievolito nelle mie immorali brutture.
Ho mutato il mio look da spavaldo,
pure il mio carattere troppo, fortemente baldo.
Ho censito ragioni, opinioni, conclusioni
e nuovo son divenuto nelle mie
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 | Vorrei fissarmi i pensieri
come fossero l'ordine dei tasselli
di un ripiano in ferramenta.
Prima c'ero io
poi quasi io
poi neppure più io.
E se chiedo a una vite
di bloccarmi, stringermi e serrarmi
crollo comunque
sotto il peso di
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 | Tutto quello che ho veduto
sta chiuso in una scatola di cartone.
Piccola, che non intasa neanche
i ricordi
ma nel vuoto c’è l’immenso che ho dovuto
immaginare
stretto stretto in bauli d’attesa.
Strani origami terracquei
cielo e mare
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 | Quante lacrime nel calice pieno di assenze,
ma le mie onde- mai- cercarono ripiego
nel movimento estraneo.
Perché volli contaminarmi solo delle mie acque.
Lavai l’inferno solo con l'ombra di me stessa
e mi rigenerai- per lunghissimi anni-
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| questa è una notte
che non ci sono stelle
-e il cielo è stellato-
non ci sono parole
eppure
i messi di morte
sono lontani
e le povere cose
disperse
tornano alla vita
fogli diventano pane
e il carbonio torna a seminare
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| pensieri nel buio
ombre accartocciate nella notte
nessun rumore
picchia il silenzio
urla l'anima ferita
nebbia sale scomposta
vestita di nostalgia
inganna la luce del giorno
socchiude le ciglia
pensieri nel buio
frammenti di cieli
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Anche la notte ti somiglia
quando stanca, e muta,
piange dentro se stessa
agitandosi il fogliame
come coperta in un freddo inverno.
Ti somiglia, la notte,
dentro quei pensieri
rimasti fermi ad aspettare.
Se solo potesse, la notte,
non
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Non facile rimanere fuori da quel mondo
quando nel cuore ancora tutto pulsa
non basta chiudere l’album
quello scrigno che per una vita ha fatto compagnia
ovunque resiste quell’effluvio
meta ambita parlando di loro
incantesimo dove trovare
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Non sono
il gusto della poesia,
ma sogno spesso e
disegno il tuo cuor di seta
come l'estate che scrive di noi.
Le notti d'amor
nelle onde bollenti
la luna guarda,
ma illuminato di te
vivo tra musica e verso
mi addormento graziosa.
Quando
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Dianzi al sol che s’addormenta
aurora è l’infinito dell’anima
che dalla vetta d’un Paradiso
anelante desiderio sprigiona
Sovrasta il mormorio d’agglomerato
che alla luce di rabbiosa luna
intento a scelleratezze
senza rimorsi s’addormenta
E
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La mia mente non sa
quanto peso abbia un corpo
lei si sente leggera
e non smette di volare
la mia mente vola
lei segue
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Uomo della luna
così che appare quell'icona
mentre sulla macchina del tempo
s'allontana...
Attila dello spazio- temporale
brancoli in abissi siderali
lasciandoti alle spalle
dune polverose,
e valli mefitiche e melmose...
e ancor steppe
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| Vivì |
06/06/2014 08:08| 5644 |
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 | Dubito di potere un dì plasmare
parole come creta di vasaio
Se effetti del mio semplice creare
sapessero dar vita a focolaio
potrei dar giusto peso a quest’abbaglio
che sin da giovinetta porto in cuore
Son flebili scintille ardenti e
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 | Ti cerco negli aliti di vento
dei mattini freschi
nel primo raggio di sole
di ogni nuova alba.
Ti respiro nel profumo delle fresie
nell’aroma del caffè al risveglio.
Ti rivivo in antiche melodie
ritornando alla tua giovinezza.
Linfa
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Non vi hanno più papaveri a' le vie
di Pöesie
della campagna dov'io trascorrea
quella fu Dea,
la gioventù spensierata e fugace.
E non ho pace!
Ma a una ripa - mi chiedo -
può ésserci orma di miei vecchi
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Scomposta posa
perduto sguardo
tra quale pensiero non so
ma la mente va
come rondine a lidi lontani
a nido vuoto di piume
e di accorato cinguettio
che intristiva il cuore.
Lento lamento il richiamo
di farfalle senza ali
e lo sciabordio
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 | Ogni tanto entro,
in punta di piedi,
nella stanza dei quadri.
Lei, mi sorride,
dalle varie finestre della vita.
Solleva una mano,
si aggiusta il cappello piumato,
suona uno strumento.
Lei, sempre lei,
si affaccia sorridente,
dalle varie
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| Rabbia primordiale
Sogni ancestrali
amore succube
paura lancinante
Qui getto i colori
del mio
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Il vascello dei miei sogni
tarda a ripartire,
si sente, lontana la tua voce
nelle nebbie di superficie
tu chiami un nome sconosciuto
e l'eco rimbalza sulle onde
si frantuma nelle schiume
la notte è silenziosa
traccia di lunghi inverni
e
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Ai versi miei affido del cuore mio le cure
e le gentili rime son balsamo a ferite
che traditrici pungono d'acuminate fitte
ché accanto alle memorie di gioia delicate
guerra muovono trista le storie dolorose
agli anni procedenti salite da
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Piovono giù strane stelle
stasera che ormai nulla c'è da esprimere
S'è tutto spento
bagnato dal cobalto degli occhi
Desideri sbiaditi passati in un vecchio cinema di periferia
dove nessuno paga per andarli a cercare
dove a
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Non è la mia vita
questo tirare a sera
senza pensare
al vuoto delle cose
Solo per respirare
i tramonti nel rosso
quando il cielo muore
fra le sue carezze
E le nuvole sognano
di tornare ancora
fra i riflessi lenti
di un fiume
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Ricordi affrescati
restauri di nostalgia
volteggiano
posandosi su lacrime
iridate.
Rivoli di tenerezza
ottundono il presente
di un cuore stropicciato
alla deriva.
Onde di cristallo
risacca dell’anima
dissolvono un tempo
fuori dal
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 | Ho bevuto fiele e miele
mi sono arrotolata
in un gomitolo di lana
ho ingoiato lacrime
per essere qui
a piedi nudi
in questo campo di grano
tra foglie secche e petali di rose
Lasciami essere lacrima
per accarezzare il tuo viso
lasciami essere
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| Dove mi porti stanotte?
Afferra la mia mano e corri,
varcheremo il cancello della notte,
il lupo ci seguirà.
L’acqua ci lambirà appena i piedi nudi.
Corri,
sulla sabbia bagnata,
dalle lacrime del passato.
Afferra la mia mano e corri,
non
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Esistono
poesie,
ancora non scritte
come perle che
giacciono in un mare tranquillo
in fondo all'anima
attendendo
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 | Si chiudono i percorsi... per altri lidi
I sogni - questi nostri figli silenziosi -
chiedono una carezza prima di dormire
Ma ora le parole tornano mute
le sillabe spezzate il canto cade...
E il pensiero torna assoluto
a legare distanze a tessere
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Cade su di me
quest'ombra della sera
spegnendo di vita
il giorno che era
e sugli smorti rami del salice
uno spicchio di luna
nell'oscurità vera.
Si ferma l'impeto d'aria
che oscilla i rami
e si muovono
come di braccia un monco
di
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Folli pensieri rincorrono l’aria
scambio di silenti armonie
quasi un gioco perverso.
Calpesto la rena
tracciando effimeri solchi
che non vedranno il domani.
Sabbia.
Il sole carezza
il vento rivolta
Il mare sommerge,
frammenti di mondo.
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32790 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 6241 al n° 6270.
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