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Le 38014 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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 | Mi giunge l’assenza
che non ha senso d’esistere
se non nei miei pensieri,
ed entro nel silenzio del ricordo
chiudendomi alle spalle
la porta del risveglio.
E’ un richiamo l’eco,
s’appella alla distanza
per resistere all’abbandono,
come un
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 | Girano il capo all’unisono
timore e speranza, identici sguardi
orecchie e camminata si sono adeguate
stare insieme li ha resi simili.
Corpi in equilibrio nel comprendersi
hanno scambiato parti d'una stessa impalcatura
fame d’amore, fondamenta
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Da destino avverso
un seme qui è volato,
pensar a te or non voglio
così minuto e dimenticato,
come egual non fu il fato
in quel prato laggiù
ove lo sguardo s'è posato!
Là, con loro tu non sei,
né
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Nel piccolo borgo,
attanagliato dal gelo,
la quiete avanza.
Tutto assume toni pacati.
Nell’aria si odono
brusii, fremiti, crepitii:
ultime risonanze,
dell’andare fugace del tempo
al di là delle consuete
opre del vespro,
mentre la fuggitiva
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Scopro la gioia di reinventami
nel guardare i mille volti della vita,
che ridisegna per me il futuro.
Sento d’esserti accanto sempre,
come tu lo fosti per me,
a dispetto del mondo che si negava.
Rinnovata d’antica speme, luce di spazi inattesi
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Sconfitto
seduto sul mio mondo
non ci sono tracce d'ossigeno
Il tempo
diviso in frazioni inutili
concludono tutte in cenere
Il
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 | Travolgente, energica
malinconia
fatta di luci e ombre
placa ogni giorno
la mia inquietudine
con romantici sogni.
Fabbrico castelli in aria
agisco d'istinto
trascinata,
dall'entusiasmo
vivo tra le nuvole
volo nei cieli azzurri.
Al
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Alberi spogli e nodosi
rami al cielo svettanti
come scale a pioli
messe lì a caso.
Il vento è un violino
suona e stona,
la pioggia
è una ruota
in una buca sull'asfalto
acqua fangosa schizza.
Che strano!
In questo
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 | Su carte ingiallite le tue decise gesta
di un tempo antico ormai andato,
tu oh grande fiume ci hai dato dentro
in queste basse terre rurali e di golena,
hai fatto sempre il bello e cattivo tempo
ridisegnando persino il corso primitivo.
Da noi oh
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| Mugugna e sbuffa l’inverno solitario,
ed io davanti al fuoco del camino
sfoglio, distratto, il semplice breviario
della scansione acerba del destino.
E sogno, folle come sempre, e mai
pago di quanto ho avuto e quanto ho amato,
sogno di te che
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| Vieni qui, fermiamoci a guardare.
Senza parlare, però, del resto
(lo sai bene anche tu)
ci siamo già detti tutto.
Vedi, ogni parola ora sarebbe fuori posto,
deforme, mostruosa.
E noi abbiamo parlato tanto,
a volte urlato
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La tristezza tra i ricordi
è come rugiada su rose,
basta una carezza
e ripensi alle trame
di cime nei piccoli gusci.
T'incammini
dove una vecchia signora
tesseva le trine,
i ricordi come tronchi
galleggiano
vanno verso il
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 | Uccelli s'alzano in volo
dove vanno è il giorno a dirlo
la notte li vede in un punto silenzioso
taciuto
al riparo dal destino.
Nel mare malinconico dei lampioni
s'orientano a malincuore minuscole gocce
basta un'isola
per
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 | La parola come la vita
nella sua drammatica volatilità
stinge in ricordi fuggevoli,
come il vento che plasma montagne,
come il mattone che costruisce imperi.
La gravità dell'effimero
agisce il lento svanire,
lo sguardo silente e
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| si perse nei meandri degli sconfitti
la sigaretta in mano
i polpastrelli gialli senza nome
il fumo riempiva la stanza
anelli e spire di serpi
i capelli arruffati
senza via di scampo
e la finestra chiusa sul cortile
della signora accanto
il velo
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| Come la metamorfosi di roccia
cambia i tempi del mondo,
corrode il senso libero di pace
il passaggio inanimato di preti, moralisti,
torturatori di ideali e prolifici addetti
al lenimento dottrinale delle nostre paure;
ma nell’ipotesi di un filo
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Forse di ogni tua voce ne nasce prima un suono
forse nutri, anche tu la primavera,
forse, sei anche tu sgomento, una paura
e forse sei solo il mare,
che in me urla, e si dispera.
Sei neve, forse
nella mia fredda stagione, mai arrivata.
Sei
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 | Sorgi per noi
che manchiamo d'un passo l'orizzonte
che affanniamo un sorso d'aria
vene alle mani
a scoppiare di fatica.
Sorgi per chi s'infrange sulle pietre
e prega l'appiglio d'un rovo
acqua a confondere gli occhi
sul bordo
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| Fondi di
bottiglia
riflettono
le scorie
di variegati
umori che
negl’anni
si depositano
sul fondo
dei singoli
cuori
quante verità
si affollano
quante intrecci
di vite
quante bocche
sorridono
alle gioie
oramai finite
pezzi
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Fragile, indifesa
come foglia spiegata dal vento
mi lascio agitare
Priva di ogni mio volere
senza forza rimango
mi arrendo
al cospetto e alla furia
dell'intemperia
a cui la vita
[ancora una volta]
mi presceglie
Afflitta, aggrappata alle
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Stavo seduta li
con la mia sigaretta
assaporando fino in fondo
le nuvole di fumo sopra la testa.
Gocciolò un rumore
poco più lontano
e suoni secchi, sulle foglie ormai imbrunite.
Un bagliore strano
illuminò il cielo
forse no, era solo nella
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 | Domando ancora
a questi fogli bianchi,
se crescerà l’erba
all’avvicinarsi dell’inverno,
e se,
l’ultima volta,
pianse anche il cielo
per un addio.
L’aridità,
intanto,
ha bruciato i fiori,
i profumi sono evaporati.
Le
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| È facile dir
vado in paradiso
dopo averne fatto
di tutti i colori
e aver spento
a tanti il sorriso
e ancor cerchi
al di là gli allori.
Ma guardati allo
specchio:
"cosa sei"?
Sei un esser
fuor
di ogni natura
farti
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Tra gli argini posero, gli avi del Fortore
guardo sull’arroccato monte, è il paesello,
emblema d’asse portante, simbol d’amore.
Distrutto di pianti, cotanta violenza
rasato al suol un dì, dalla funesta guerra
risorge il ponte, or
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Anima ci allieta avvolgendola
come carta un cioccolatino,
la dolcezza... sana!
Assassina, per natura sua
ammazza la violenza
ma può ancor di più.
E’ rara sì tanto,
impossibile dimenticarla
più di quanto cancellare
difficile sia un dolore
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Tediato che al giorno segua un sogno infranto,
con le mani piene di lacrime trasformate in ghiaccio,
in tutte le notti ti ho cercato,
perché tu sei il mio fiore profumato.
Sono stanco di non averti accanto,
spogliato dai miei vestiti,
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Amai quel che contava,
amai chi al mio fianco,
coi fatti si presentava.
Amai le parole,
mi fidavo di esse,
se venivan dimostrate,
non solo nelle feste.
Amai la coerenza,
dell'essere umano,
amai quando esso,
donava una mano.
Amai quel
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Fredda e crudele al petto arriva,
si infila tra la carne
silenziosa e veloce.
Spazza le costole inutili,
buca il polmone e
il cuore perfora.
Una mano al petto,
rivoli cremisi la colorano.
Al sole non lo vedi,
ma al buio
risplende.
E mentre
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Celarsi
nella propria Anima
come fosse terra
d’accoglienza.
Soffice sia dunque
la coltre bruna
perché Si faccia
luogo di requie.
Ferreo scrigno
ma solo
d’inviolabile
custodia.
Così che ora
la memoria
più
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arrivano all'improvviso
con un carico di malinconia
sulle spalle
esitano poi entrano in punta di piedi
facendo attenzione a
non farsi sentire
i giorni senza tempo
che non puoi contare
che nascondono il sorriso
dentro occhi spenti e rubano
le
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l'orlo dorato il riflesso ambrato
veleno e miele in coppa distillato
e il tuo sguardo perso
l'anima in affitto
gelo dentro
riflessioni di un gennaio freddo
il Natale dimenticato
e quattro spiccioli di lenticchie
ancora nel piatto
il camino
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38014 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 10171 al n° 10200.
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