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Le 38017 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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Sola
difronte la realtà
non v’è alcuna beltà!
Sola
volgi gli occhi al cielo
il sole sulla tua anima
ha steso un velo
Sola
senza parole
a sfogliar petali di viole!
Sola
senza il tuo sorriso
...te che credevi nel paradiso...
Sola
nessuna
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Non sento più parole,
ho nascosto dentro il cuore
l’amarezza,
di un crescente desiderio
che si è fermato.
Guardo da lontano,
la vita che passa,
con lacrime negli occhi
di chi sente cicatrici sulla pelle.
-Fanno male-
Hanno cucito paure
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Silenzio, basta infinite parole,
ogni attimo ha il proprio sentire,
il silenzio ha un segreto udire,
nella calma è lo splendore del sole.
Il silenzio è amaro e duole
a colui che sceglie sempre l’inveire,
della sua magia non potrà mai gioire
e
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E ora che siamo, di nuovo siamo
ricorderemo chi eravamo un giorno
e tutto ci apparirà più chiaro
in un tempo così gagliardo
dove tutto era possibile
e d’ogni momento vivevamo felici.
Adesso che il vento ha trascinato
con sé le foglie cadute, è
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Trasluce l’aria attorno a noi
e tutto si trasforma
in volontà e mistero.
Nel riverbero d’un esile
barlume che dalla porta
entra a trasfigure il buio
c’è l’essenza di te,
e il tutto si trasduce
in mite esistenza al desio di noi...
È
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A volte
significa non sempre.
Non a comando, non ad ogni ora del giorno
ma nei tagli di luce della sera
quando il rumore del mondo si abbassa
e restiamo soli con i nostri pensieri.
Ci cura
ma cura anche un caffè caldo al mattino
la pioggia che
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In un giardino d’ombre e di velluto,
s’agita il cuore come un falco in gabbia,
che cerca il cielo nel tempo perduto
e morde il ferro con antica rabbia.
È una foresta dove il ghiaccio scotta,
nostalgia che geme tra le foglie;
una
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Davanti a ogni specchio ho
consumato gli occhi, laddove
il vetro si fa fiamma e riflette
il mistero sepolto della tua
bellezza.
Tu hai avvolto l’inganno di
questo mondo ambiguo,
questo fango che i giusti
chiamano peccato infame,
mentre io vi
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Velati gemiti di anime perdute
si confondono nell’Ade in lenti passi
che sembrano non toccare il suolo
e come ombre fioche si cibano
delle altrui emozioni, dissetando col sangue
le loro aride gole di esanimi anime.
Or che la via degli inferi ho
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 | La vita contiene piccole essenze
da respirare con gradimento
lo stesso che sempre sottende
uno stato di mutamento.
Le piccole gocce diventano onde
e un alito poi diventa vento
senza mai sfidare l’eterno.
Ogni fiocco di neve
non supera
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| Nell’ora in cui l’orizzonte si fa di pietra
e l’ansia consuma l’ultimo filo di cera
l’atteso non arriva.
Resta immobile la soglia
muta la strada
vuoto il palmo che stringeva la promessa.
Trema il cuore nel deserto del già visto
mentre il calcolo
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| Non per morire siamo nati al mondo
ma per dar vita a un rinnovato inizio.
Nel cerchio aperto, vigile e profondo
l’agire spezza ogni oscuro edonismo.
Siamo plurali, volti nella luce
parola e gesto nello spazio vivo.
Ma l’ombra del potere si
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| Ozioso prendo da un cassetto,
legate da un rosso nastro
dal tempo oggi reso scolorito,
delle vecchie cartoline: ricordi
del passato, saluti e auguri
da luoghi sia esotici che vicini,
firme note come illeggibili oggi
sconosciute, e visi luoghi
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| Rendimi radice di lentisco
tenace come pietra di granito
ferma nel corpo, nella mente chiara.
Insegna al mio sangue
sferzato dal maestrale sulle coste
l’arte sapiente del resistere.
Voglio l’orgoglio antico di questa terra
la forza muta che non si
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| Crollino pure i ponti del domani
si vesta il cielo di tempesta o d’oro
stringo il presente tra le mie due mani
l’unico vero e immenso mio tesoro.
Il tempo ride e scorre nel suo viaggio
ma non raddrizza ciò che è già fiorito.
Ho bevuto il sole, ho
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| Or la vita è lume di candela
che nel buio calore sempre dona;
tardi l’uomo si avvede che si oscura.
Il tramonto si appressa e pena vince
sui ricordi di fugaci dolcezze:
le amicizie, gli amori abbandonati,
verdi splendori di profondi mari
e di
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Le parole spesso
non dipendono dalle promesse
anzi, a volte sono
come foglie libere al vento
che si lasciano morire
nei sentieri fangosi del bosco.
Le parole ogni tanto portano con sé
quel sapore acre e amaro di fiele
per poi separarsi e
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Sono stata il sonno delle pietre
la pazienza cieca delle radici
nel buio profondo.
Atomo anonimo
nel ventre freddo del mondo di polvere .
C’era già un’attesa nel silenzio fossile
promessa di un battito
a plasmare la carne dal nulla.
Ora cammino
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Ho i capelli impigliati nel cielo
e le radici piantate nel fango
ma la mia mente è una stanza aperta
dove le nuvole entrano a partorire idoli.
Dicono che io sia pazza, o distratta
perché non vedo i loro confini di gesso.
Ma a questa altezza del
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Sento,
di essere sospesa
sopra aghi di pino
a respirare ogni refolo di aria,
con un nodo in gola e
una carezza di attesa.
Ho pensieri che scalpitano nella testa,
chiudo gli occhi per non sentire il dolore dei silenzi,
ingabbio lacrime
mentre
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Pensieri silenti
si infrangono in un mare in tempesta.
Sbiadisce il mio sentire
mentre crolla quel castello di sabbia.
Mi vedo come un fiore secco
che il vento, all’improvviso,
potrebbe portare via.
Credevo di camminare fiera,
con occhi
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Il poeta coglie e mira
il reale vibrante,
la sua mente solca e scardina
nei ciottoli di pietra,
risana le mura sbriciolate
e le rende cattedrale.
La polvere adotta
rendendola cibo dei poveri.
A nudi piedi la poesia
calca i viottoli
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 | E se spostassi d’un tratto
le nuvole dal cielo,
con la forza di un Dio
che non sa più pregare,
per disegnare la vita
col sangue del mio cuore?
Tu lo baceresti, allora,
questo momento sfrontato?
lo berresti come un vino
che scotta le
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| Note soavi, dolci
di un quintetto di fiati
invadono la platea,
catturano l’animo.
Il mio io,
sorpreso,
si immerge
in un’estasi di quiete,
in note di arie più
volte sentite,
di momenti passati,
dolci al solo ricordo.
Arie sonore
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Immagini tra le dita
come parole sottovoce
il rumore di un sorriso lontano
quando il passato
mente al
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Non cerco il sigillo delle cose accumulate
l’orgoglio che recide l’ora o la parvenza
di una vittoria mutilata tra le mura.
La memoria si sgretola come scoscesa arenaria.
Resta il gesto che non fa rumore
il filo d’erba che buca la terra arsa
la
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Tramontata è la luna, e il cielo tace,
le Pleiadi svanite nel loro velo di brace.
Giovinezza dilegua, la notte non mi consola
nel mio letto resto ancor sola.
Eros mi scuote, selvaggio e feroce
di desiderio, che per me è una croce.
Dolce- amara la
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Quanto sollievo v’è
nello stringere nuvole tra le mani!
Piedi felici
di giocar dentro specchi d’acqua
...tuoni ormai lontani...
Sciocca è la mente
ad inseguir farfalle
Futile quel pensiero
eppur beato!
Gioconda è la coscienza...
fili di euforia
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Bimbo, tenera età, occhi vivaci,
terra, polvere secca, pietre bianche,
piedi scalzi nel calore d’estate,
appuntamento col fiero bisonte.
Mostro di ferro saetta e saluta,
fischi felici e nuvolette nere,
ritrovo al meriggio col treno amico
in un
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Cade una pioggia antica e senza fine,
muta la forma del mondo là fuori;
cancella i passi sulle vecchie linee,
copre di fango tutti i miei timori.
Io sono un vetro appannato e lucente,
che specchia un viso e non la strada
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Sono radice antica che spacca la pietra
architettura di argilla e correnti
tronco nodoso che sfida la scure
e fondamenta di roccia che tremano al vento.
Sono una fucina accesa che plasma i respiri
foglia che beve la luce del mattino.
I miei
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38017 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 31 al n° 60.
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