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Le 37981 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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Addio...
non piangete per me
ho trovato la via del mare
son libero di cavalcare
la coda dell’arcobaleno
in una aurora divina
Sono entrato nell’ombra
senza ancor veder la luce
troppo presto son partito
un battito di ciglia
è son volato via
a
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Tutti abbiamo buoni e cattivi ricordi di un incerto sì
dimostrando così di non avere imparato niente
dal nostro indeciso passato.
Spesso son stati solo bui frammenti da mettere in fila
coi momenti da rivedere insieme,
seppure sia tanta la distanza
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un pezzo di terra dove mettere radici
un drappo di cielo per riposare il cuore
sorridono quando scende la pioggia
non li scalfisce il vento
perdono le foglie ma rinascono sempre
salgono alla ricerca di un raggio di sole
scendono solo quando li
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Allerta figli
all’alba della vita,
che su smartphone
notte e dì chattate,
non accettate mai
richieste al buio
che sono spesso
trappole assodate!
Dànno agli occhi
il sole nel pozzo
esser deviati
e senza un futuro,
nati per star lontani
e
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Velo bianco di sposa
piegato da parte in silenzio
corre un bambino sotto i rami
calpesta l’autunno e nulla insorge
poi nei cimiteri brindano i morti
e le lucine sono occhi timidi del buio
e c’era un fiume sottoterra, un lento fiume
scorreva di
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 | Perché qualcosa resti
di ognuno di noi
sia pure una parola dolente
un breve commento
ho estratto dal centro del cuore
ogni più segreto dolore
Ho sparpagliato la mente
su duri sentieri di sassi aguzzi
per raggiungere ciascuno di voi
Se vivere fu
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Sarebbe bello se ogni popolo comprendesse
di quanto bene può beneficiare
ovunque sprizza la storia
basta allungare lo sguardo sino là
a quella capitale che riesce a far ubriacare gli occhi
quando si soffermano su quella lupa
che imperterrita
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 | Respiri agli argini del cuore.
E’ stata la strada il tuo sentire .
E tra le infinite emozioni
cantavi le note di attese serene.
Note di nuove danze.
Luna che splendi sui giorni a venire
muovi il tuo dolce sussurro
la lenta cadenza del brano
che
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 | Nient’altro che la vita
quella che scorre
come un fiume in piena
o un vulcano in eruzione.
Quel parlare
coincitato e fermo. Quel pensiero
ombra della coscienza
di quel fuggire e
poi tornare; perché c’è lo spazio
per il fare. Quei bimbi che
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| è lì
nel buio dell’esistenza
nella appartata desolazione
che disperazioni diverse,
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Lesto nel confine del cielo ora volteggio
e nell’equilibrio suo vo’ a canzonar con motteggio
quel limite ch’è filo a tendere quest’orizzonte
finanche a percepirne il termine suo, a me di fronte.
Confuso nell’indeciso cammino, pian pianino
adagio
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Ecco, riconosco in me
l’odisseo richiamo.
Prende vigore dallo spirare di venti gagliardi,
dalla spinta verso quel mare da navigare,
dalla voglia di issare la mia bianca vela
e lasciarmi andare verso ignote acque,
come straniera in viaggio
in un
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 | Cavallo d’acciaio ed uccello di fuoco
nei film che vedevo degli indiani
con l’uomo al galoppo, nel ventre
o in volo tra le nub nel cielo distante
cocuzzoli e marosi valicando.
Ma un fischio od un rombo assordante
è il suono nel muover
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Tedio, il brusio di attimi...
rami sconsolati aridi
di foglie cariche d’autunno
coprono le orme dei miei solinghi passi...
Il sole ahimè fiacco, roridi i raggi
a salir per ripidi solstizi di albe chiare
si quieta al capezzale di nembosi
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Il tempo svanisce,
forte invisibile e intatto
con lo stesso abito illude,
ma lui,
unico giudice,
non cambia sentenza.
Sali sul carro
che non sai dove porti,
la stella che segui
concede gioia e dolori
sarà vicino notte su notte
con la
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Riparto da qui
con le nuvole sul bordo
di una stanza
e il cielo che mi inganna
Ricomincio dalle ombre
dalla fioca luce
che le finestre imprigionano
fra una parola e l’altra
Il silenzio
è l’amico che non ho avuto
e conosce bene
le mie rune
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Un dolore sordo che pervade le membra
piccoli sussulti di un respiro defraudato dall’aria.
Come la neve, arriva a ricoprire tutto, anche il tuo cuore.
Non aspettar che fugga, non t’aspettar che scappi
nel tuo sconforto ha messo radici
prigioniero di
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Nasce una pausa
tra la vita e la sua essenza
stillate pulsioni
o del crepuscolo
i colori
degli occhi ...
profumo d’inverno
nasce un suono
tra un respiro e il suo canto
dono
risvegliato al candore di uno sguardo
o dell’aurora
la fragranza in
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Ancor qualche sasso quarzeo
non più bianco dalla patina
del tempo come ingiallito
memoria di fatiche dure
antiche i sassaioli miei
a rubar pesanti prede lucenti
al fiume e pur lì nella lanca
sfasciato morto un marcio
legno che un tempo forte
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Se solo avesse piovuto
avrei potuto dire la mia
e tendere il veleno
delle ultime parole tetre
Oltre le finestre chiuse
quando fuori il vento
soffiava ancora promesse
e qualche gesto funereo
Io non ti guardavo mai
quando coglievi una ad
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Succede che l’autunno mi sorprenda
innamorato del suo canto mesto,
della sera che bussa al cielo presto,
e della notte, madre di leggenda.
Vorrei poter usare i suoi colori,
delle mattine roride e fumanti,
e farne meraviglie per gli amanti
risorti
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Avranno le nostre mani
di che lavorare
di che toccare?
Avranno i nostri occhi
di che guardare
per gioire, sorridere
o per soffrire?
Avranno le parole
la forza per farsi
sentire, per farsi
comprendere, per farsi
capire?
Avranno i nostri
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sostanza
sei di luce e di sangue
le cellule cambiano di continuo e
non sei più lo stesso di prima
-com’ è ogni ciclo in natura
ma eco
insopprimibile in te
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L’origine del desiderio sessuale è una forma distratta
di un altro ben più importante desiderio che c’è in noi
cioè quello di unirsi interiormente a qualcuno
di spezzare la solitudine che siamo
il sesso è breve in confronto al piacere di sentirsi
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Cosa cambia col tempo?
I solchi segnano il volto
la forma degli occhi,
avrai le mani
un po’ tremolanti
i capelli di un diverso colore...
Lo sguardo
è libro antico
che il tempo ha sgualcito
con pagine ormai usurate.
L’unica cosa
che
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Rotolare parole
e inseguirne
sonorità che ovattano
le sere di silenzio
altalenare battiti e scansioni
dal ruscello alla piena
dal barlume all’abbaglio
tra paura e viltà.
E mai riuscisse
il verso
a far brillare un viso
asciugarlo dal
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E stasera va cosi,
oramai non ci si crede,
piangi solo per amore
e per esso hai pura fede.
Ti soffermi s’una lacrima,
senti il peso dei suoi passi,
scende per toccar gli zigomi,
evitando i fori sparsi.
Prendi in mano le tue idee,
quelle bozze
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Roma capoccia “pennica e pischella”
bocca che colmi d’oro il mondo intero
tra un volo inesistente e quello vero
passione eterna mia “friccicarella”.
Roma d’Ottaviano “brillarella”
risplendi sullo storico sentiero
nodato al taumaturgico
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Vecchi marciapiedi di pietra
dove siete andati a finire?
Quando siete morti?
Non ve ne siete accorti?
Un tempo era il vostro tempo,
un tempo di fame e di forza
in cui pesavano le mani e
le carrozze schiacciavano i pensieri
tra l’odore di terra e
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Non sentirsi all’altezza
a volte diventa un vero incubo
le mani si attorcigliano alla ricerca di spazio
lo sguardo imperterrito scava
in situazioni che mai vorremmo vivere
il cuore una vera spugna
che prende e lascia
lascia e prende
ma cosa
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Sopra il cielo della vita
si nasconde un gran mistero
che nel tempo ha interessato
degli uomini il pensiero.
Lo so bene ch’è un discorso
che non trova soluzione,
ma lo devo sviluppare
perché questa sensazione
di non essere il
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37981 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 4831 al n° 4860.
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