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♦ Mario Bugli | |
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Luglio 2026 |
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Le 38003 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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 | La vita è un verricello,
è come l’acqua d’un ruscello
che piano piano ma costantemente
ti spinge a mare e dolcemente
ti tira giù ...a fondo.
Se ti dimeni perdi ogni forza
e quella corda infin ti strozza,
l’acqua allora ti sommerge
ed il tuo
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 | Conosci tu le melodie occulte
che scorrono nelle vene
allor che il passo del tempo sconvolge pensieri,
sterili semi in balia di venti
Si intrattengo su linee di confini precari
impietose muovono sovvertendo realtà
sconvolgono
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 | Io non m'accontento
di nulla più o di meno
Ho conosciuto il sesso
e l'amore quello vero
Romantiche effusioni
copiose polluzioni
per dire che ti amo
ti sogno e poi ti bramo
La vita è questa qua
che fra di noi si fa
sempre
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 | Dire di te, di me,
no, non ho più voce,
non ne son capace,
un po’... come la morte;
un’avventura che mai
riuscirò a raccontare.
Ora, credo conti il
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| E' giunta l'ora ormai che l'aere imbruna
e nere calan l'ombre della notte,
calma è del mare l'onda ver la riva
e brillan già le stelle ad una ad una.
Si chiudono i portoni d'ogni via
e dalle finestre traluce fioco
il raggio
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Sullo sfondo ci sono io
silenzioso e solo.
Lontano da sorrisi e abbracci
vivo da contorno
e nel raccontare la vita
piango e mi consolo.
Ora più che mai
sottomesso dal destino
mi accontento anche di un falso inchino
ma tu che leggi
leggi

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Hai disegnato l'orlo
di un tratto svanito
breve impressione
lasciata alla notte
Per scorgere stelle
dopo il conflitto
di troppi pensieri
dipesi dal tempo
Eppure sapevi
che tutto poi passa
granello di sabbia
sfuggito alle mani
Quando
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Viscerale realismo
è carpire il secondo,
azzannare la realtà
nella carne dell'istante
e cogliere l'incanto
dell'essere qui -;
dell'esser- ci, ora.
Nulla
toglie il senso
del restare,
la risultante
della tensione
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Nel dopoguerra a meno
non si poteva fare
di quella necessaria
“ licenza elementare “.
Dopo con il latino
che i giovani ancor tedia
si proseguiva ancora
con la “ licenza media”.
E poi con un biennio
seguiva bene o male
soltanto
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non scritte sull’acqua
le mie parole
pure mi nascondo
come l’inchiostro simpatico
mi paleso a chi mi sa
leggere tra le righe
sarebbe
dare perle ai
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 | Tu, che dai
silenziosi sguardi
nell'anima mia, che freme
tu che sei l'onda
la mano bassa e silenziosa
l'acqua che si spinge al mare
di nuvole bianche come seta
ha vestito il cielo,
velato volto del dio amico
di colui che tace, e si
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si disperdono nel vento
spore di parole mai dette
sospese nel limbo d'un pensiero
si frantuma il Tempo
in parabole d'anima
annullando barriere
ma immersi nella vita
ci nascondiamo
dietro barricate di paure
e rancori induriti
divenuti
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Con Dio,
ho donato vigliaccamente,
sottraendo la gioia
al mio riso,
lasciandomi appartenere
per le pareti dell’anima
dalle incertezze del vento.
Ho temuto anch’io
le paure lontane,
improvvisando un passo
allacciata
al grido infelice
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E poi vorresti che da quel cielo
dove hai visto i tuoi sogni
condensarsi in nuvole
spazzate dal vento
scaturisse una pioggia
a pulire la merda del mondo
Il fuoco fatuo
è ormai mera illusione
reso freddo e vacuo
da un -io- maledetto
che ha
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Sarò l’erba
dove posi i tuoi piedi
piedistallo del tempo
che segue il suo corso
tra cieli sereni
devastanti tempeste
cristallini mari
e cloache di fango.
I sogni,
la pioggerellina
che non disseta,
l'orizzonte inferno
che
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E poi duecento graffi sul viso
duecento pagine che stridono fra le parole
duecento amiche a piangere un dolore.
Guarda che non avrò mai una strada
ed un orario ferroviario a dirmi
che una poesia non è un arrivo,
che non ha stazione
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A te s’affidano i disperati del dolore.
E quelli che hanno i giorni contati
e non lo sanno.
Ma pure quelli che hanno perso
i sogni e seguono le piste sbagliate
per trovarli.
Vengono tutti da te a parlarti
delle notti insonni, dei colori
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 | Sogni volati
negli occhi bambini
come aquiloni
nel respiro del cielo
Emozioni nel vento
sorridono ancora
in quest' inverno
che attende un risveglio
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Fin sulla linea del concreto e astratto
arriva l'anima devota nel suo cercarsi,
altro non vuole che vegliar sull'uomo.
Il corpo lei precede nel movimento lento
pesante e rinchiuso nel terreno apparire,
forzati limiti e battaglie di intenzioni.
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 | Ti ho incontrata per caso
in gioventù baldanzosa
impaurita e scarna o poesia,
quel tuo verso che raccontava
quell'attimo in fuga
poi ti ho persa un po'
nel travaglio dei giorni,
dove l'opra aveva priorità
e ti ritrovavo ogni
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| Se non avessi camminato per mari
e scalato monti,
non sarei vissuto.
Se non avessi ucciso qualche verità
e imbrogliato me stesso,
non sarei qui a guardarmi indietro.
Se non avessi scavato fino in fondo
alla terra senza trovare niente,
non
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| Con scenografiche cravatte
sguardi da minaccia
di cenere d'acciaio
con callido sorriso
di melliflua edulcorazione
e volti senza faccia
teatralità coatte nel centro dell'azione
ti leggono le rughe dentro il cuore
e i palpiti del viso
il
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 | Ma resto qui
in silenzio
fra una madreselva e un’inquietudine
ad ascoltare il menestrello allegro
suonare l’arpa gentile
Me ne sto qui
nascosta
fra un rivo d’acqua sorgiva e un’apparenza
ad osservare il figlio del cigno
mutare le piume
Me
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| non vedi di là del tuo naso
se ridimensioni la trave nell’occhio
dove l’ego veleggia
per terre di conquista
corri sul filo di abissi
di vanagloria
il tuo sogno
cattedrali di nulla
girasoli accesi ed arco-
baleni pare t’invitino
stolto
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Vorrei essere là,
dove la terra si unisce al cielo
e le nubi accolgono
della nebbia il velo.
Vorrei essere là,
in quell'abbraccio ovattato,
lontana dai rumori,
dai terreni errori.
Dissolvermi tra nubi e nebbia
in un silenzio
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Esiste un momento
fra il tramonto del sole
e l’inizio della sera
in cui esiste solo l’ombra
Ed eravamo in molti
a temere le notti senza luna
quella tenebra
senza apparente speranza
Ma l’assenza di cielo
non è mai solitudine
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Intenerisco per un nonnulla,
dinanzi a ogni manifestazione
di vita rivelata,
divento diretta espressione
del suo plasma,
fluida lacrima che si ricompone.
Sensibil sono
a ogni mutamento che passa
attraverso me,
rafforza l'indole
del debol
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Della mia terra cercherò
gli angoli più belli al mio domani,
sarà come cercare un forziere
in cui racchiude gioielli di storia.
Amo stare qui con il mio patire,
ogni tratto di strada conosce
il volto che liberamente ha
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Dietro ogni tuo velo
sei nuda e senza squame
copriti di silenzi, di alghe amare
e vieni nell'abisso,
nella dimora della conchiglia
che scrive l'anima e si quieta
bacia la tua pelle,
la tenera ombra della luna
ti dice, nel silenzio
dove si
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 | Il tempo non s’accorse
nel suo lento divenire,
di chi era presente,
mentre l’indifferenza
malinconica si mostrava
per non più soffrire.
In un attimo ...
quel momento ...
tutto si perse di quella vita,
senza nulla
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| Per me è l'attesa
la nostalgia che s'irrigidisce
e che mi guida
in questo cammino senza bagagli.
E
logora il verso sul sentiero
e senza nome e senza storia
io vado
solo involucro e solo frammento
di un tempo infinito.
Primo
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38003 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 7381 al n° 7410.
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