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Le 38006 poesie in esclusiva dell'argomento "Riflessioni"
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 | Sottili intese
accompagnano il cammino
tra acque trasparenti
e bagliori rinnovati,
cantici novelli
attraverso quei canneti,
riempiono gli spazi.
La Luna ancora alta
tra poco sparirà
al suono di mille serenate.
Spetta all’Astro
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Di notte, apro la mia finestra
non vedo la luna, ma il suo chiarore
bagna l'erba umida, addormentata
la veste di sogni, di malinconie
bagna, anche le foglie
nel loro lungo sonno.
Non migrano gli uccelli di notte
sono nascosti nelle
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Non c’è che dire
basta proprio niente
per farsi due risate alle otto della mattina
una spazzolata di colori
proveniente dalla collina
toccasana per la giornata
esiste sì
esiste il sistema
di mandare al macero i pensieri
il sorriso grande
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 | Sorrido e stringo le mani
non pensate a me come libera farfalla
mantengo il mio centro dritto ed silenzioso
pronta a scendere nella tana oscura
voglio restare al buio
silenziosa e fredda
voglio avere un corpo immobile
voglio liberare l'anima che
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| Sghignazzano gli stolti
vantandosi delle brave azioni
impunite.
Ancor più si rallegrano
deridendo chi solo
in disparte
incassa a malincuore
i provocanti soprusi.
Ma l'occhio di Dio vede,
spesso provvidenziale intervento
colpisce
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Preme
e sull'istante muore
attimo che il futuro
precede...
un rintocco
per stranezza finto leggero
sorgendo dal profondo
in un rombare assordante...
non vi è ragione
nel limitare adrenalina
che la carica compone
anche d'un spartito
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Ancora, molte volte
non so quanti soli mi hai rubato
io sono amico della pioggia
del suo migrare, verso isole lontane
seguo le mie rondini, nei miei
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 | Colma di botte,
inventavi la vita,
clamorosi tormenti,
increscenti pensieri.
Le tue sferzanti parole,
incise sulla pietra
ancora sanguinante,
Sorseggiavano lente,
ogni goccia d’amore.
Ricorda chi ti amava intensamente,
in ogni angolo del
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| Ritorneranno vertici d'amore
a contrastare l'inespressa luce
che nel tardo ripetersi dell'ore
ad una intensa speme ormai conduce.
Tornerà non curato quel dolore
che ignoti verbi ancora qui traduce
nell'immobile incanto del sentore
che
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Giacciono le parole
cadute dalle labbra.
Per amare ci vuole coraggio,
non basta cercare
d'avere un cuore da leone,
se in realtà sei un albero
con rinsecchiti frutti...
Ricordi di giorni lontani!
Sorrisetti e modi
da galantuomo
ma
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Avanzi di me,
redattore implume,
parole nere d'ignota foce,
corone apicali di cristalli opachi,
crogioli di frantume umano
senza voce
come un vuoto da perdere lontano;
punto e croce senza mano
e con piatto acume
per mere frasi come languide
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O mamma, se sapessi (non ho vinto),
però quant' era bella la poesia!
Non la ricordo più ma son convinto
che il tempo scandirà con nostalgia
i versi e i caldi umori da cui ho attinto.
Pensavo a un sogno mai sognato prima
ed
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Andai sulla riva del fiume
e attesi Giustizia,
un ramo che si fondeva con l'aria,
uno stormo di uccelli liberi,
un canto di sirene suadenti.
Il poeta semina sogni
e ne raccoglie gli strascichi,
come la sabbia
con la spuma del mare
e il calco
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 | Tesi su di un ponte
di ghiaccio al sole,
ossessionati
dal toccar sponda,
mi fermo e calmo
guardo
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Verifico
il conto della mia esistenza
mi accorgo che troppo spesso è in rosso,
in rosso di fiato e di complice desistenza
ed anche di tanti vorrei, però non posso...
Per troppe volte ho gridato a bassa voce
lasciando che a gridarmi
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Hai sezionato l'anima mia sognante,
tagliata, destrutturata in piccoli pezzi
estranei tra loro, spezzati dal male;
era amor quel che distruggere volevi,
tanto concreto da opprimerti lo spazio,
forte come catene, sangue sulla pelle;
se
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| Pagu |
20/09/2016 07:50| 1736 |
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Segretamente,
stanze di adombranti silenzi
in cui adagiati
respiriamo piano.
Fumanti istanti di accecanti spasmi
in cui perdere i sensi,
mancamento di piacevole annullamento di sè.
Cercarsi al confine del buio
per ritrovarsi
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Io so il rapsodico
quello che tra le dita non soglie e fosfeni
ma un décollage, un va e vieni, la doglia
del senso che invoca una forma:
la comprendi, amoremio che non t'inerpichi,
la compatta eloquenza dei precipizi? O me
Pollicino che
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Lia |
19/09/2016 19:16| 1854 |
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 | Mascherate crepe
in luoghi cupi
e lacrime tremanti
in volti invisi
inerti
come ombre grigie
pusillanimi
sguazziamo
nelle acque torbide
dell'indifferenza.
Brilleranno
e si rimescoleranno
le stelle in cielo
e ancora e ancora
così
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Ho contato gli anni
fin quando anacronistico è divenuto il parlare
il sognare
dentro, grida ancora di gioia di quel bambino
che veloce, sfoglia i giorni da assaporare
e nella quantità tramuta
Vive ancora l’anima che l’essenza vuole
ricerca, le
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Sei
il gioco di un istante
riflesso
nella penombra della sera
bruci
ondeggi elegante.
Trasudi
lacrime infuocate
morbide
sui fianchi della vita.
Cosa importa al vero
qui, è la danza dell’esistenza
dove tu sai cos’è risveglio
nelle
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 | Era già tardi fuori
ma intorno a me non c'era mai stato un inizio.
E poi capii di aver vissuto- al riparo-
di fronte a quella natura umana che ti violentava l'anima.
Vivevo nelle mie certezze di sempre. Nelle lingue innocenti
di antichi
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Quello che nascondevi
nei frammenti del tempo
non erano che i confini
figli delle ombre perdute
In ogni frase troppo vaga
sul sentiero dei respiri
che cedevano il pensiero
ai tormenti del silenzio
Dove la notte era breve
per accarezzare
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L’oscillazione è lenta.
Ma è sempre tardi.
Suona, l’ansietà crescente, nel non trovarti.
La clessidra è spaventosa
e il suo scorrere è possente:
scioglie il candelabro con le sue candele.
Ancora per un po’ l’odore
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 | Tenue raggio di sole sfuggente
disegna i contorni
della stagione che muore.
M’involo su addormentati declivi
aranciati di foglie sbiadite
imbastendo parole.
Dal profondo
un canto d’anima sale
lambendo i lamenti
d’un tardo sentire
sul viale che
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| Tu non persegui
chi usa bilance false
lasci gli si ritorca
l’ingiustizia e l’oro
diventi capestro o
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| Bacio nel limo
vecchio amore m'allontani
e di spalle m'afferra
un dolore nei precordi: pozza di rimpianti,
perla di nostalgie, vita breve di farfalla sui fiori;
sono un uomo bruciato dai miei sogni
implacabili gelidi...
Pochi palazzi mi
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| Deserta spiaggia di fine estate
silenzio imponente.
Il vento bisbiglia
gioca con l'onda,
solleva,
la gonfia,
a tratti l’annulla.
Mattatore provetto.
Vaporoso sciorinare di attori,
tra giochi, colori,
luci speciali.
Catturato è lo
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E il cerchio s’allarga ...
un’altra mosca nel ricamo della tela
mentre ronzano calabroni intorno all’uva
e dissacrante una nota taglia l’aria
intonando l’inno all’ipocrisia
Un raggio s’aggiunge alla ruota
un altro petalo dalla corolla cade
il mio
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Alimenta il fiume dei ricordi
questa pioggia
rimbalza sui vetri
come pallottole di memoria
o scende sulla finestra
come carezze
troppo
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Turan |
18/09/2016 10:58| 187 |
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Non so fin dove giunga questa sera,
se arriverà ai bagliori del mattino,
e se il mattino avrà la sua preghiera
perché rischiari all’alba il mio cammino.
Non so di te, poesia, se ti convenga
restare dentro un buio che
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38006 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 8521 al n° 8550.
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