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♦ Michele Serri | |
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Poesia pubblicata nello speciale 'Speciale Pasqua'
Pilato col suo lavarsi le mani
m’ha lasciato alla mercé dei sicari
pronunciando così la mia condanna
l’ora mia ormai è arrivata.
E pensare che a suo tempo
ho pure predicato a voi nel tempio
rispondendo a tutte quante
dei dottori le domande
e nel nome di figlio di Dio
vi ho teso la mano del Padre mio
ma alla verità delle mie parole
vi siete ancorati al terrore
di rinnegare quei vostri simulacri
che solo del male vi han resi schiavi
così nell’inseguire le chimere
insultato e poi condannato m’avete
pur volendo non ho chiesto difesa
a Colui che è sopra ogni vostra sfera.
Avrei potuto schierare legioni d’angeli
per forgiarvi con i lor armigeri
così sareste stati annientati
e da subito fatti tutti schiavi
ma quel che più vi punge
è il non voler credere al Dio della luce
che ama e perdona ogni suo nemico
portandolo alla pace con un sorriso
liberandolo così dal barato del male
dove l’umano facilmente cade
così nel vostro non volermi come guida
su me ho caricato ogni vostra vita
e sotto la croce ho salito il calvario
impregnando il sudario del mio sguardo
di colei che nel lino mi fece asciugare
il sangue sgorgante dalle spine affilate
impresse come corona sul mio capo
quale diadema per un re fatto a caso
così avvolto dall’umana fatica
sotto quella croce sempre appesantita
pur essendo caduto per lo stanco
sempre mi son rialzato senza pianto.
Nel fatto che si compisse il mio destino
mi spogliaste dal mio rosso vestito
dandomi più volte del testone
mi stendeste su quel legno di croce
così come se fossi stato un ladro
mani e piedi m’avete poi inchiodato.
Volendo rendermi della morte schiavo
con una lancia mi trafiggeste il costato
tirando poi a sorte quella rossa tunica
dal mio sudore tutta infarcita
ma sull’ultimo umano mio grido
vi fu chiaro chi veramente fossi io.
Ora tutto sta nella vostra fede
il voler essere seguaci nel credere
che il Cristo è nato, morto e risorto
per la salvezza di ogni uomo al mondo. | |
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
«Oggi è "Venerdì santo" il giorno della passione di Cristo e attingendo alla storia narrata nei vangeli, mi son permesso di elaborare questa poesia che ha visto la luce sul magazine bimestrale di "Scatti ed Emozioni" di aprile con cui, dal maggio 2013 collaboro con una mia quasi sempre inedita poesia.
© Nilodan L. Gi. Pi. – Aprile 2017» |
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