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♦ Michele Serri | |
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Giugno 2026 |
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Poesia sul tema Il serpente e la mela
Scivola lento fra i tronchi del pomario
rosso di mele già mature.
Gira silenzioso saggia l'aria
profonda di profumi
e prede inconsapevoli.
Come solco di pettine separa
i lunghi steli d'erba
e furtivo morde gemme d'oleandro.
Viscido tronco senza ali o zampe
testa scolpita in una lama fredda
ma gli occhi gialli tagliati dalla luce
scrutano il cuore degli esseri viventi.
Mentre la luna in una notte chiara
tesse tra foglie brevi sogni d'ombra,
sorride dietro maschere d'argento
al corpo attorcigliato del serpente,
una ragazza in piedi in mezzo al prato
nuda le braccia alzate
narra il suo dolore:
al fuoco rosso delle mele scuotono
le farfalle ali colorate
intorno alle mie spalle.
Piccoli pesci quando scendo al fiume
inargentati mi carezzano le gambe.
I miei capelli odorano di bosco,
la mia pelle è come un giunco che fiorisce
un miele che si scioglie tra le labbra.
Ma nessun uomo m'ha sfiorato i fianchi.
Per me solleva la tua testa di diamante,
saetta con la lingua il tuo veleno,
portami quella mela la più alta
sopra il ramo più alto che rosseggia.
Poggiala sul mio ventre e che l'amore
sciolga il mio desiderio dal peccato. | 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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