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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Oh dolce poetessa
di intimo in tulle vestita
tra le sbarre della tua stanza
e la penna fra le dita
in tacita rimembranza.
Di tanto in tanto una parola
ti vien squisita
che l’amor già t’invita
a onorar come convien
per consolar la tua vita.
L’anima nel corpo riflessa
dalle signorie soglie
irradii sogni fulgenti
nell’ospitar amici aulenti
a lenir le tue voglie.
Ah poetessa smarrita
t’incensi d’odi e t’illudi
sotto un ciel cinerino
che bagna gli irti cipressi
il tuo pianto non spegni e
ad altri le tue colpe vuoi attribuir.
Or ti fai seriosa
brandisci gli strumenti
che contengono la fama ma
la vita di sposa ti brama e
a cui non sai rinunciar.
Or già nel ciel s’allenta
come l’argentea pioggia
l’amaro contratto e
il sole t’invita e monda
ti scompiglia l’odore dei maschi
e dei tuoi negletti ozi
d’onestà fai negozi.
Danza il sole già caldo
sopra i campi di grano e
sullo stagno la ninfea
barchetta il ranocchio
volteggia e guizza la libellula
e dal verde bosco quieto
il lamento appena accennato
dell’allocco ancor insonnolito
le tue storie saprai raccontar. |  | |
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