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♦ Michele Serri | |
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Giugno 2026 |
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 | Sullo strappo del fine agosto
depositando il suo trentuno nel cesto
settembre s’apre alla mia visuale
come anniversario senza più arcate.
Su alveari di ricordi indimenticabili
il tempo valorizza immagini indelebili
essendo tu stata unico mio fiore
raggiante sotto ogni sole.
Incidendo col cuore le cornici
di quei nostri giorni semplici
la fiamma del nostro insieme
era l’ardore del nostro fedele.
Se anche il sole pur con rabbia
nei giorni di fitta nebbia
non riusciva quel manto a perforare
il nostro amore era naturalezza vitale.
Mai scorderò quelle lunghe ombre
dove in quell’alba di mezzo settembre
il sole figurando della mortalità già schiavo
mai più t’avrebbe donato il suo raggio.
Nel pesante silenzio dell’atmosfera
tutti t’assistevano nel meglio della loro sfera
assistendo il tuo respiro con l’ossigeno
mentre in cuor mio piangevo.
Nel sentir che eri a rischio di vita
su una speranza tutta in salita
vedevo quella tua fragile tela
non voler cedere all’attimo della resa.
Chiudendomi nel regno dell’incredulità
ricordavo a ben altre tue avversità
dove ne uscisti sempre vincente
anche dopo diagnosi tremende.
Anche se ogni stagione ha un suo colore
tu sei stata la primavera del mio cuore
e quando le sofferenze prendevano posizione
mai hanno tramutato la gioia in croce.
Della vita abbiamo colto ogni attimo
vivendo quel nostro amore fino all’ultimo
sempre guardando fiduciosi al domani
poiché gioiosamente innamorati. | |
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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«2006 -17 settembre - 2015
Nove anni fa, Adriana, saliva al Padre.
...E anche se i ricordi s'affacciano come quadri su cui non si possono più aggiungere ulteriori sfumature, viviamo la giornata nel suo sereno, in quanto non c'è come essere sereni dentro per ricordare chi non c'è più, ma della vita insieme ha fatto si che uniti si scrivesse una fiaba reale.» |
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