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Impressioni 3 giugno 2016 · lettura 3 min · 942 letture

Leopardi

D
Donato DAddosio 26 poesie pubblicate
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Sulla terrazza della mia casa fra il vento che batte e muove l’uscio sui cardini stridenti; fra la pioggia che cade sui ciottoli scuri del pavimento che bagna e dove c’è fossa s’insinua aumenta e cresce formando dal nulla piccole vene e risuona le foglie delle piante sparse d’intorno alla dimora, vedo, tra un errar di tuoni ed un lampeggiar di fulmini, il sorgere della fanciulla cui dolce nome è notte. In questo misterioso mondo mi ritorna alla memoria la tormentata vita che tu Giacomo scorrevi a Recanati. Nei tuoi sogni il desiderio di trovare un giorno l’amata speranza realtà. Ma non fu così. Quando ella cadde come speme e i sogni sparvero nei sogni, nella tua mente restò solo il ricordo e vivesti atrocemente. Giochi sorrisi canzoni erano per te tormento torturando la tua amara vita. Il dolore sgomento per gli uomini, conforto per chi come te non conosceva gioia ed amore e trascorreva il tempo migliore su polverose gialle ed infinite righe, non più sopportavi. Decidesti di fuggire il mondo; ma non ti fu la forza e solo vedesti l’acqua correre nel fonte dove speravi finir la tua vita. Lasciasti allora il paese natio ma la cruda natura il passo ti sbarrò e tornasti più deluso e triste là dove apprendesti dalla nemica favella la morte di chi infondeva al tuo cuore il fuoco e felicità ti faceva sperare quando ancora fanciulli ti narrava cose arcane e storie seduti presso la finestra. Seguirono giorni infiniti e vuoti; passarono mentre la tua gioventù s’allontanava sempre più. Invano cercasti l’amore delle fanciulle cui ripugnava avere per marito un gobbo e invano tentasti di trovar conforto nella poesia sole per amiche avevi la Luna che spesso ammiravi e l’Orsa cui confidavi ciò che altri non potevan sapere. Finché un dì ti spegnesti così com’eri vissuto fra il dolore e la delusione di non aver vissuto gli anni tuoi come tanto agognavi. La morte tanto decantata ti consolò nell’ultimo viaggio verso paesi misteriosi cui spesso solo con la fantasia approdasti. Fosti Giacomo! Ma il tuo inclito verso non ancor tramonta ed il tuo carme non cadrà fra la polvere perché anche se pieno d’angoscia astio o tedio o sconforto narra cose per noi pur sempre vere.
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