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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’948Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - albero95 - annalisabacciocchi |
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Le 69928 poesie pubblicate dagli autori del Club Scrivere
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Che sia mistico o divino
è al mattino all’aprir degli occhi alla vita
che m’avvedo d’avere dentro me
tutto ciò in cui credo,
seppure a volte rimango un po’
a sognare un mondo che da sveglio
non riconosco, molti di chi fuori incontro
agiscono
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Morde il cielo nel sangue della notte.
parole morte sospirano nell’aurora fredda d’autunno.
Sogno il burrone dei pensieri che cadono dalle stelle
faro che palpita dei vecchi sentimenti di una rivoluzione gentile.
Frusta il silenzio di un sonetto d’un
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Credere che il motivo per il quale
il mondo faccia girare la testa
non sia condiviso dai più
.
se ci soffermiamo a distinguere
ogni effetto che produce dentro di noi
come se fosse il vero artefice
di quanto intorno pullula
.
basterebbe mettere un
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Siamo rami che cercano il sereno
con le radici strette nel dolore,
portiamo il lampo e il brivido del baleno
dentro le vene, muscoli del fiore.
Il mio pensiero è un argine che cede
sotto la piena della tua bellezza,
l’anima nuda finalmente
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Alle soglie del borgo, un fiume antico
distendeva l’acqua nel suo respiro;
aveva il passo remoto della luce
e in ogni ansa del pallido suo corso
pareva trattenere il tempo intero.
Lo chiamavano fiume della memoria:
serbava l’ombra immersa dei
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Sotto i passi neri della notte
solo, cammino
alzo gli occhi e,
non vedo che:
buio, buio e buio,
se c’è un filo di luce,
quello lo dà lo spirito mio,
lui ha il suo Dio, che
al buio non lo lascia mai,
così, il cammino mi è leggero,
il domani sarà
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Non c’è pace
e spengo i tuoi occhi
il ricordo nero
di qualche parola
pronunciata piano
per non morire
di nostalgia
o di dolore sfumato
prima della sera.
Non c’è anima
in queste carezze
che ancora segnano
la pelle e le ferite
rimaste a
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Umile, paziente amica terra,
concedesti passaggio ai miei passi
da quando dimoravo la caverna:
secoli passati inosservati.
In antico protetta da foresta
opposta al cielo, vicino a Dio,
scegliesti amici lampo di sole
e la luna di stelle
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Intrinseca mirata spinta
sussiste nell’alienata mente
di chi vuol impassibile affrontare
la sfida di andare.
E tu impettito via sei andato.
Mille ragioni di fuoco
e nuclei di idee variopinte
sorgono nel solingo petto
di chi vuol decidere di
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Del desiderio io canto e non è pace,
ma un urlo bianco dentro la tempesta.
È la mancanza azzurra degli astri,
quella distanza che mi scava il petto
e mi costringe a mendicare il cielo.
Io sono un mare senza più la riva,
una ferita aperta sulla
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O poesia ultimo faro prima del burrone scosceso di tombe
nel silenzio della feritoia perdo un sogno morto di parole.
Bacio della terra che sveli il verso costretto di vento
luce dell’anima che respiri la miracolosa briciola della notte.
Ai confini del
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Se potessi donarti qualcosa
non sarebbe un gioiello
né una parola lucidata dal tempo.
Ti darei i miei occhi
solo per un istante
il breve spazio di un respiro.
Così vedresti
come il tuo nome
illumina le stanze dei miei pensieri
come la tua
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Di sicuro la cordialità ripaga sempre
anche se potremmo non essere creduti
l’importante che si sia pronti ad abbattere
ogni diceria che potrebbe contrapporsi
ad un sentire non veritiero
motivo per il quale non confondersi
con piccolezze che
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 | Cammino col passo di chi sa e non dice,
custodendo il fuoco in un palmo di mano,
mentre il mondo fuori, calmo e felice,
mi guarda passare e mi crede lontano.
Sono autentico di fronte al mio solo destino,
senza maschere, senza più finzione,
scelgo
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Siediti pure qui sul bordo del letto,
non serve nascondere il freddo falciato
ti guardo negli occhi senza alcun timore,
sei solo un ritorno che avevo aspettato.
Ti ho vista venire a bussare alla porta,
rubando il respiro a chi m’era pilastro
hai
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Anche da lontano
avverto la fragranza
della tua pelle e del tuo respiro,
e par che della tua voce suadente
l’eco mi giunga,
come in un sussurro leggero
nella carezza del vento.
Mi chiedo
dove posi la tua fronte,
quando mi cerchi
e il
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Il tempo si è interrotto,
avvolto in un sudario di immagini sbiadite.
Di quanto silenzio è capace la mia voce?
Ascolto il filo sottile della vita aggrapparsi
- vorace e testardo -
al giorno che mi culla.
Cammino scalza
e mentre affondo nel
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Nella notte del buio fecondo
navigo io nel mio mondo
e cerco e raccolgo
i nuovi pensieri
dell’uomo che cammina
e, quando li ho in mano,
piango un po‘, poi
ripasso la storia tutta
e mi sento un guerriero
senza fucile e polvere da sparo,
così, mi
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Vedo solo la morte
lei mi cullerà
in un nido di buio
lei mi parlerà
con il dolce silenzio
delle stelle spente
e non avrò dolore
né il vento che soffia
quando tutto è alla fine.
Sento solo la morte
le foglie rubate
alla primavera
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Resto
prosciugata di luce
con linfa amara
a riproporre
il riflesso logoro
del mio esistere.
Non basterebbero nemmeno
capriole di nuvole
inghiottite
in apnea di pensiero.
Anche voli pindarici
di locuzioni agghindate
di classicismi
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 | Fermo l’immagine
schiudente una scena
d’essenza nostre pagine ...
sempiterna sirena.
Rimarrà inciso
sull’album della vita
pur se fato ha reciso ...
ma unione è infinita.
Imperituro sorriso
che ogni istante mi dai ...
cielo il tuo viso
e non
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| guardo il sonetto che cresce nel sole che scalda
riempimi del bacio che vibra un brivido caldo
soffia il vento ogni istante quando profuma i tuoi capelli
Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell’erba,
camminano due ombre che
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| Non è vero
che gli uomini scompaiono.
Alcuni restano
nel modo in cui una casa continua a respirare.
Nel quadro elettrico
dove una scritta ordinata
dice ancora alla luce
da dove tornare.
Nel freezer
dove il tempo è stato piegato
in sei
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| Quel bisognino è capace di depennare
qualsiasi effetto che potrebbe essere d’intralcio
ad un vivere sano e collaborante con chi
fa di tutto per risultare alla pari
ponendosi con la massima riservatezza
comportandosi in maniera eccellente
da non
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Disamore disincanto
gioco a carte con il cuore
e fin troppo mi diverto ad ignorarlo
pur se corre avanti e indietro come un tarlo
e si adatta ogni momento a fomentare
le mie labbra pronte a farsi salmeggiare.
Disamore non mi vanto
vero baro finto
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Ammetto la mia crepa senza vergogna:
a volte la tristezza attraversa il cielo
come una nube lieve e passeggera.
La lascio andare; l’azzurro ritorna sempre.
.
Non chiamo infelicità il giorno
quando il vento si fa contrario.
Imparo dal mutare delle
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Del desiderio io canto, fame ardente,
angelo cieco che morde la carne,
stella sepolta nel sangue dell’uomo
per ricordare ciò che non ha nome.
Nasce nel varco segreto del vuoto,
dove l’anima trema e si tende
e con mani ferite d’invisibile
tocca il
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Non più il "tu" quel piccolo idillio
o il "noi" privato quasi intimo,
tra il tunnel dei bimbi calpestati
nel loro grido muto
e il sesso violato della donna
è un mondo fucilato.
Scriviamo con la smania
della carne che scotta
fra le macerie
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Piuma cinerea, funesto presagio
guardo ad un sole che gelo non scioglie
piego leggero fra dita tremanti
parole e pensieri che mente rifiuta
Dolce la notte, antica compagna
s’impone suadente al riposo anelato
sussura all’orecchio parole
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Le carezze nuove
schiudevano confini
e il buio sulla pelle
non era che ombra
livida sui bordi
dei sogni che nascevano
lentamente, come stelle
rimaste a guardare
la notte aperta fra noi.
I baci rubati all’alba
rimaneva appesi
alle labbra e
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Or divien dì lieto
al cantar de l’ugole in festa
al divenir d’un novello mattutino,
che l’umor allieta
Or germogli già risuonano
d’odorosi effluvi
a sprizzar di brezza lieta,
ridondanti su nell’aere
Or sì giunge primavera,
che’l tepor già sì
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69928 poesie pubblicate su questo argomento. In questa pagina dal n° 271 al n° 300.
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